Non so che ne pensate voi, ma la terza stagione di True Blood non mi ha fatta impazzire. C'erano vari problemi, il primo dei quali, secondo me, inizia a essere il regista. Alan Ball aveva già fatto un discreto casino con Six Feet Under, che dopo un inizio interessante, a tratti persino brillante, era scivolato lentamente nella soap.
Anche True Blood corre un rischio simile. Nei romanzi, le storyline dei vari personaggi secondari sono, appunto, secondarie. Ci sono libri in cui alcuni personaggi marginali vengono nominati di sfuggita e non hanno nessun ruolo specifico. Questa cosa ha un suo perché: non puoi introdurre personaggi sempre nuovi e tenerti stretti anche tutti quelli vecchi. 
Ball, al contrario, non lascia andare nessuno. Si tiene stretti al petto i suoi comprimari come una chioccia amorevole, propinandoci minuti su minuti dei loro drammi esistenziali e sentimentali. C'è una puntata, credo la 8 o la 9, in cui questo attaccamento finisce per scoppiargli in mano. L'intera puntata è fatta di pianti, lacrime e scenate isteriche di protagonisti e comprimari. 'Na palla.
Il personaggio di Jessica, la "figlia" del vampiro Bill, in questa stagione non ha alcun motivo plausibile per continuare a esistere. Non serve a niente, non fa niente. La sua combattuta liason con Hoyt è inutile. Mi dispiace dirlo, perché l'attrice è davvero figa, ma poteva felicemente partire per un viaggio all'inizio della serie. 
Lo stesso può dirsi per la coppia Arlene-Terry, cui viene dedicato decisamente troppo spazio. Arlene ha due funzioni, in questa serie: incarnare il becero razzismo del sud e introdurre un personaggio, quello della strega wicca, che presumibilmente avrà un'importanza piuttosto marginale nel prosieguo. Lo dico perché ho letto i libri. Intendiamoci, Arlene è un buon personaggio, così come Terry, ma Ball, semplicemente, ha messo troppa carne al fuoco.
Tutta la saga familiare di Sam (assente nei libri, come Jessica) è un'altra cosa vagamente inutile. Inutile alla trama complessiva della serie, intendo.
Ogni divagazione di Ball, presa a sé, è carina, ma sommando tutte le divagazioni non si ottiene niente, non portano da nessuna parte e rallentano il ritmo.
Il ritmo di questa terza stagione è super-dilatato. Ci sono puntate in cui non succede niente, in pratica.
Quasi tutti i nuovi personaggi introdotti, in questa stagione, servono a poco. Alcide, Jesus, Debbie Pelt, avranno un ruolo importante in seguito (su Jesus, personaggio inesistente nei romanzi, non sono sicura), ma in questa stagione sono praticamente inutili.
Intendiamoci, True Blood 3 non è da buttare in toto. Ci sono alcuni personaggi secondari davvero fichi, come il folle Franklin, un vampiro che sembra modellato sul Cassidy di Preacher (il Cassidy carogna, però).
Ci sono anche dei momenti di puro spasso, molti dei quali veicolati dal vero personaggio forte di questa stagione, il vampiro millenario, istrionico e fetentissimo Russell Edgington.
Praticamente ogni volta che Russell compare, la serie si alza istantaneamente di tre tacche. Il suo monologo alla TV vale da solo tutta la terza stagione.
Il fatto è che Russell non può reggere tutto il telefilm. Tanto per cominciare, non ha il minutaggio. Anche perché il minutaggio è diviso 50-50 tra la vicenda portante (di cui Russell è fondamentalmente il protagonista) e le vicende accessorie dei comprimari (leggi, le parti quasi inutili).
Tra le parti che appesantiscono la stagione è bene ricordare anche quella riguardante Jason, l'uomo più stupido del creato senza essere dawn. Anche queste sono vicende che avranno un'importanza futura, ma sarete d'accordo con me nel dire che non si può fare un telefilm solo con cose che avranno importanza in futuro ma che nell'immediato non significano niente per lo spettatore.
E, onestamente, lasciare ben SEI storylines aperte alla fine di una stagione è un po' eccessivo.
I sei filoni aperti sono (correggetemi se ne sto dimenticando qualcuno) – occhio agli spoiler:
1. Le streghe
2. Debbie Pelt
3. Le were-panthers
4. Russell
5. Bill e la Regina
6. Le fate
Sulle fate, nello specifico, devo esprimere tutto il mio fastidio. Le fate dei libri sono molto più divertenti di queste mezze-seghe elfiche.
Dulcis in fundo, questa terza stagione è carente di scene di sesso e di massacro. Dopo un ottimo inizio con il prode Eric che ci omaggia di una visione del suo ondeggiante lato B, tutto diventa piuttosto prevedibile. C'è un buon coito con torsione totale della testa della partner (Bill e Lorena), inficiato dal fatto che i protagonisti sono, appunto, Bill e Lorena. C'è una buona scena con Eric che impala Talbot in modo tutt'altro che metaforico, che però ho trovato un po' sbrigativa.
Anche le scene di massacro sono ridotte al minimo, mentre c'è qualche buona scena gore che ha di solito per protagonista l'ineffabile Russell.
Mi auguro che, nella prossima stagione Ball riesca a limitare il numero di storylines e che dia uno stop alla tendenza beautifuleggiante della serie.
Nei libri, Charlaine Harris ci fa il sacrosanto favore di relegare Bill a comparsa, ma non credo che saremo così fortunati.
Non resta che attendere, sperando per il meglio ma preparandoci al peggio.

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Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. utente anonimo ha detto:

    E io cosa dovrei commentare se hai già detto tutto tu…?

     

    l'unica cosa che mi viene in mente è : aspettiamo.

    Visto il nascere di numerose serie, la ripresa di quelle a cui sono affezionata e la mia riscoperta di quelle vecchie (Doctor who, per esempio) direi che l'attesa non sarà di quelle da batticuore, ma con la quarta la mia pazienza si conclude. C'è fortunatamente dell'altro in giro.

     

    *fau

  2. utente anonimo ha detto:

    concordo su tutto tranne sui riferimenti ai libri, visto che non li ho letti :-)Comunque io aggiungo al fastidio di questa serie, il fastidio nei confronti della Paquin. Fa schifo, non sa recitare, la parte che le hanno dato è antipatica e ha gli incisivi separati.Per il resto spero che tuuuutte ste belin di storie che vengno raccontate servano davvero a prendermi a cazzotti nella 4° e nella 5° serie.Nel contempo sto seguendo The Gates, sempre vampiri, lupi mannari e compagnia bella. Na rugna. Sono a puntata 11 e se nelle prossime non succede qualcosa vado a lanciare i sassi dal cavalcavia.

  3. utente anonimo ha detto:

    fino a metà della terza serie prometteva bene… gli ultimi episodi una palla galattica. Si salva solo la scena di Sookie che getta nel tritarifiuti i resti di Talbot e poi fa un ghigno malefico…Poi non parliamo di Sam, e la sua storia inutile, e di Tara, un gatto attaccato ai maroni.Io i libri non li ho letti, me li consigli?s.

  4. sraule ha detto:

    s: i libri si riassumono così: "bridget jones incontra i vampiri". sono divertenti, ma non certo dei capolavori assoluti. Si salva solo la scena di Sookie che getta nel tritarifiuti i resti di Talbot e poi fa un ghigno malefico…totalmente out-of-character, a mio avviso. sookie è molto più ipocrita, è sempre oh-così-carina, anche se dentro è una merda. non a caso l'unica scena in cui lei è apprezzabile è quella in cui è fuori personaggio 🙂Comunque io aggiungo al fastidio di questa serie, il fastidio nei confronti della Paquin. Fa schifo, non sa recitare, la parte che le hanno dato è antipatica e ha gli incisivi separati.Vangelo. Purtroppo temo che non morirà.ma con la quarta la mia pazienza si conclude. C'è fortunatamente dell'altro in giro.Concordo in pieno, Gloria.

  5. utente anonimo ha detto:

    non ho letto i libri ma mi aspettavo che in questa stagione i licantropi la facessero da padrone, invece sembravano tanti cerebrolesi. si, effettivamente troppa carne al fuoco.

  6. utente anonimo ha detto:

    A quanto pare sono l'unico che ha mollato alla nona puntata della prima stagione. In realtà mi ero rotto molto prima, ma qualcuno mi aveva messo in guardia dicendo che i primi episodi erano pessimi, così mi sono sforzato di continuare nella speranza che succedesse qualcosa che catturasse il mio interesse, che mi spingesse ad andare avanti per sapere come andava a finire. Niente, non è mai successo. Addirittura più volte ho avuto l'impressione che scene di sesso e tette al vento fossero un pretesto per fare audience. Insomma, se True Blood zoppica alla terza stagione – come appunto state dicendo – la cosa non mi stupisce affatto.Filippo

  7. sraule ha detto:

    eh, bisogna però considerare, filippo, che la seconda stagione finisce in capolavoro.e non scherzo.follia alla lansdale.io do a tb ancora una possibilità con la quarta stagione. poi guarderò solo i fotogrammi in cui compare skarsgard.

  8. utente anonimo ha detto:

    Mi hanno informato a riguardo e, proprio per questo, mi hanno consigliato di ultimare la stagione uno e di proseguire con la seconda. E' che non ce la faccio proprio.Filippo 

  9. sraule ha detto:

    be', mica è una prescrizione medica 🙂

  10. utente anonimo ha detto:

    io aggiungerei tra i personaggi secondari di scarso interesse pure lafayette e il suo infermiere… i loro viaggi sono veramente una noia infinita.I libri li ho mollati (sempre a causa noia), magari nel futuro si riveleranno personaggi fondamentali?Kori

  11. sraule ha detto:

    visto che nei libri non ci sono né lafayette né l'infermiere (o meglio, lafayette ci lascia molto presto, diciamo), non lo so. ipotizzo che ci sarà un collegamento con il filone delle "streghe", a suo tempo, ma nel mentre noi saremo tutti morti di sonno 🙂

  12. utente anonimo ha detto:

    Ciao, ho trovato la rece cercando un "confronto" appunto sulla stagione 3 di true blood, e devo dire che purtroppo sono molto d'accordo con te. Dico purtroppo perchè fino ad ora la serie mi era piaciuta molto, e Alan Ball mi sembrava uno in gamba. Six Feet Under a mio parere è un po' la serie "definitiva", nonostante la deriva beautifuliana (o beautifuleggiante, come dici tu). La tua disamina mi sembra tutto sommato corretta, e molto particolareggiata, probabilmente hai anche elementi in più per giudicarla, visto che hai letto i libri, che ad avere tempo potrebbero essere quantomeno una lettura divertente.
    Mi permetterò sicuramente di linkare la rece, appena trovo qualche minuto per scriverne in proposito.
    Grazie per quello che hai scritto, e complimenti.
    Ciao!
    Ale

  13. utente anonimo ha detto:

    Ciao a tutti,

    sono una spettatrice di True Blood, e ho letto la recensione con molto interesse. L'ho trovata per caso, cercavo un'immagine, e sono capitata qui. Devo dire che non sono d'accordo su praticamente nulla di quanto hai scritto – ma questo non significa, appunto, che non abbia apprezzato. Anzi, io sono rimasta entusiasta di questa terza stagione, dunque in qualche modo sono una "outsider" da queste parti. Non saprei da dove cominciare, e comunque non posso certo scrivere una contro recensione in un commento. La cosa su cui sono più in disaccordo è sul personaggio di Jessica. Non penso che sia da accantonare, e non solo perchè "l'attrice è figa" – oltretututto sono donna e mi piacciono gli uomini, dunque dell'aspetto dell'attrice me ne frega poco. Penso che sia una degna seguace di Bill, che fin'ora è stato il più "umano" dei vampiri. Sono tutti cattivi, questi vampiri, tutti bastardi – come dev'essere un vampiro – però certo che senza Jessica si rischia seriamente lo stereotipo. Qualcuno che bilanci "il lato oscuro della forza" secondo me ci voleva, oltre a Bill. Poi, per il resto, non vorrei dilungarmi troppo. Mi pare che però di massacri ce ne siano abbastanza. E anche di sesso. Comunque non penso che la mancanza di massacro o di sesso possa essere un motivo di giudizio negativo su un film o una serie. Io penso che Alan Ball scriva molto bene. Io immagino che tu come gli altri utenti abbiano visto la serie in originale. Penso. Altrimenti, vi invito a farlo perchè il doppiaggio italiano è in grado di rovinare qualsiasi cosa.

    *neve*

  14. sraule ha detto:

    solo una domanda, neve: quanti anni hai?

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