Visto l'andazzo, dovremmo ampliare la discussione sul fumetto. Anzi, forse dovremmo ristrutturarla completamente, passando dal "come trovare nuovi lettori" al "come trovare lettori", nella sua accezione più basilare di "persone che sanno leggere".
Ecco, questo, in futuro, potrebbe rivelarsi complicato.
I tagli all'istruzione e il nuovo "assetto" della scuola pubblica italiana non lasciano molte speranze al caro-vecchio medium.
E' sempre più evidente che il futuro ci riserverà una popolazione semi-alfabetizzata e sotto-istruita. Ossia, non esattamente il nuovo pubblico di lettori che noi tutti andiamo cercando.
La didattica "moderna", fino a poco tempo fa, puntava in una direzione ben precisa, e lo faceva sulla base di precise evidenze: un apprendimento per quanto possibile personalizzato, che offrisse sostegno nelle aree di difficoltà e stimolasse le aree di forza. 
Facciamo un esempio.
Luigino, bambino di terza elementare, è un geniaccio della matematica, ma non ha ancora imparato a mettere le h. Durante le ore di compresenza di italiano, una maestra si dedicherà in modo specifico a Luigino, proponendogli degli esercizi ad hoc sul verbo avere. Sempre durante le ore di compresenza, ma di matematica, una maestra darà a Luigino degli esercizi di matematica più difficili, in modo che non si annoi.
Con la riforma Gelmini, tutto questo, è ovvio, non sarà più possibile. Luigino prenderà 4 di italiano a causa degli errori grammaticali e, nell'ipotesi migliore, resterà essattamente allo stesso livello degli altri in matematica. Nell'ipotesi peggiore, Luigino, annoiato a morte, durante le ore di matematica inizierà a preparare una bomba al fertilizzante sotto al banco.
L'introduzione del maestro prevalente, significa che non ci sarà più il personale per curare le aree fragile e le aree di eccellenza degli studenti.
L'aumento degli alunni per classe significherà anche un altra cosa.
Immaginate per un istante di essere un maestro solo che deve occuparsi di una classe di 30 bambini di sei anni. I bambini di sei anni dei giorni nostri, forse qualcuno l'avrà notato, non sono esattamente i bambini di sei anni del Libro Cuore. Non se ne stanno tutti imbalsamati al proprio banco ansiosi di apprendere, in religioso silenzio. Ai nostri bambini di sei anni dei genitori scellerati hanno insegnato che possono muoversi, fare domande, pretendere cose. Irresponsabile, lo so. E sto parlando dei bambini di sei anni tranquilli. Quelli irrequieti non volete conoscerli, ve l'assicuro.
Ecco, immaginate un maestro che per quattro o cinque ore al giorno deve occuparsi di 30 seienni. Che si muovono, fanno domande, caracollano qua e là minacciando di andarsi a conficcare contro lo spigolo di un banco, di rovesciarsi addosso la lavagna o di buttare uno dei loro compagni giù per il water. Immaginate il terrore che può provare questo maestro ogni volta che dà la schiena alla classe per scrivere una parolina sulla lavagna. Personalmente, non mi volterei mai. Non scriverei niente sulla lavagna. Mi limiterei a stare lì, con gli occhi puntati sui pargoli, sperando intensamente che nessuno di loro si faccia male.
La stessa cosa, a salire, si ripeterebbe con i professori delle scuole medie e superiori. Grandi classi da vegliare, più che da istruire. Perché, se ogni professore può convivere con l'idea di avere un certo numero di studenti illetterati, convive meno facilmente con l'idea di avere un paio di studenti gravemente infortunati ogni giorno.
Ma queste, in fondo, sono piccolezze.
La cosa notevole, quella che salta all'occhio, è che il nostro governo non solo non sta investendo risorse sull'istruzione, non solo sta tagliando il numero degli insegnanti, non solo sta semplificando tutto il semplificabile e plasmando il sistema scolastico sul modello di un'azienda: il nostro governo sembra avere un preciso piano per rendere le nostre scuole sempre meno formative, in modo che gli studenti del futuro siano sempre più ignoranti, sempre meno capaci di analizzare il mondo con le proprie sole forze intellettuali, sempre meno capaci di pensiero critico.
Un'autentica opera di boicottaggio. 
Perché, in definitiva, a qualsiasi governo torna comodo avere un elettorato bovino, plasmabile, tranquillo e ignorante.
A qualsiasi governo torna comodo avere una classe docente amareggiata, privata di ogni entusiasmo, spinta alla competizione per un bonus salariale che può risolverle la vita e preoccupata per il proprio posto di lavoro.

In un certo senso, queste sono ottime notizie per i fumettisti: ci basterà sceneggiare e disegnare fumetti MUTI e avremo un pubblico vasto e nuovo.
Se poi quello sia il pubblico che desideriamo, è tutta un'altra questione.

Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. utente anonimo scrive:

    ma infatti, basta con questa storia di LEGGERE, attivita` inutile che fa solo perdere tempo, tempo che si potrebbe usare per PRODURRE e poi ANDARE A GNOCCA, santocielo.

  2. sraule scrive:

    contro duccio si può dire ben poco. è un MAESTRO, punto.

  3. utente anonimo scrive:

    La cosa divertente e' che tanti di questi seienni hanno iniziato a scriverli i fumetti. (come a fare mille altre cose).Al peggio non c e' mai fine.Ne parlavo con un mio amico pochi giorni fa, c' e da essere felici solo nel riuscire ad apprezzarle certe cose, e mettendomi nei panni di un fumettista , mi rattrista pensare che , in questo periodo storico, quand ' anche si riuscisse a fare qualcosa di bello, si rimarrebbe nel piccolissimo pozzo di pochi appassionati.I kappa boys , ceh sono meno stupidi (ma piu' checche) di quel che si dice, me lo dissero " Sappiamo benissimo di pubblicare Cagate, ma queste sono le cose che si vendono"Auguri.Scoiattolazzo

  4. utente anonimo scrive:

    susanna: apri tutto. apri tutto. il fumetto va fatto e, contestualmente, dimenticato!

  5. utente anonimo scrive:

    i democratici americani non la pensano allo stesso modo 

  6. sraule scrive:

    già vista. in effetti è inquietante.anche se io credo che un certo numero di bambini americani non sia assolutamente IN GRADO di leggere gli x-men.troppo difficili, per loro.

  7. CREPASCOLO scrive:

    Non è il primo caso di fumetti mainstream che creino difficoltà nel lettore più giovane. Ricordo, nella posta di un numero di Thor & i Vendicatori della Editoriale Corno , che qualcuno si domandava se i lettori americani fossero più intelligenti di quelli italiani e capissero le storie dei Vendicatori.Preciso che si trattava del periodo in cui alla testata collaborava anche Harlan Hellison. Il serial si intersecava con quello di Hulk che, miniaturizzato dallo scienziato insettiforme Psyklop, raggiungeva la Terra dell ' Atomo e si innnamorava, ricambiato, della bella Jarella. Tema naif come tanti altri, ma raccontato in un modo tale da generare un parente prossimo dell'angoscia nel lettore cresciuto con Toro Farcito ed il Golosastro. Ed avevamo avuto la saga di Brianchild nella Torre Nera, con un bimbo mutante di una Terra di un'altra dimensione che fronteggia la versione Marvel dela JLA. Quando i Vendicatori tornano a casa, il filosofico androide Visione commenta che forse hanno riabbracciato i loro ''veri'' compagni dispersi, ma forse si tratta di altre versioni degli Avengers ala deriva tra gli spazi e termina, saggio, che probabilmente non è possibile saperlo. E potrei continuare con i ragazzoni in spandex in visita in una cupa Rutland nel Vermont dove ci si maschera da super eroi per Ognissanti e dove tra il pubblico ci sono Thomas/Goodwin ed altri del Marvel Bullpen. Mutliverso. Abbattimento del Quarto Muro. L'umana impossibilità di raggiungere i propri obiettivi – principalmente la pace e l'amore -anche come esuli.Primi anni settanta. Le matite adamsiane di John Buscema esaltate dalle chine e retini di un Tom Palmer in stato di grazia. Coinvolgente e maturo.Capisco oggi perchè allora Maria Stella Gelmini si sia sentita spinta a scrivere a Thor Box, ma temo che non abbia ancora superato lo shock.Ho letto nel blog di Klaus Davi che ancora oggi Bondi si sveglia nel cuore della notte sognando la zampona di Psyklop che sfonda il soffitto della camera della principessa Jarella e preleva il mostro verde –  abitata dalla personalità di Bruce Banner, sovrascritta dagli scienziati di corte – che è perfettamente consapevole di essere stato allontanato dal paradiso.L'ineffabile poeta di Vanity Fair corre allora a sfogliare i suoi vecchi giornalini – ignora l'inquietante Steve Gerber ed il crudo Gary Friedich – e si ferma sue due pagine di pubblicità della Girella. Ora è felice. Adoro il lieto fine.      

  8. utente anonimo scrive:

    boh, tanto quella fetta di mercato lì in italia non c'è più da tempo, i pochi che sono rimasti leggono OnePiece e si vestono da harry potter alle fiere. Quindi pochissimi.Bisogna ripartire dai vecchi. Io propongo di riconquistare la fetta senile del mercato, il vecchierello dai 65/70 anni in su.Se riusciamo a riconquistare l'anziano, è fatta.L'operazione di marketing dovrà rivolgersi alle bocciofile, ai circoli di burraco e ai cantieri, qualsiasi cantiere.Mettiamo in tasca ad ogni operaio una copia del fumetto che vogliamo promuovere. Il gerontosauro curioso rimarrà catturato nella trappola.

  9. sraule scrive:

    pic, la tua è una buona idea, ma si può fare di meglio. dobbiamo pensare più in grande: il pubblico che dobbiamo conquistare è quello dei MORTI.pensaci: sono miliardi.

  10. CREPASCOLO scrive:

    Chiamare vecchierello un tizio di 65/70 anni, in un Paese dove i delfini dei maggiorenti di partito hanno sessanta primavere, è prudente solo se il tizio è altrove, travestito da Harry Potter, davanti al pc a giocare a burraco on line.Gli operai – opus, esiste una parola + nobile ? – sono lettori compulsivi.Qualche anno fa ero a New York per seguire la costruzione di alcuni grattacieli intorno al Flatirion. Mi occupavo di inviare le lettere di condoglianze alle famiglie dei Navajos che precipitavano nel vuoto, a dispetto del loro funambolico talento, dove le misure di sicurezza non erano seguite scrupolosamente.Ricordo che tra gli effetti personali dei nativi americani sfrittellati non mancava mai una copia dell'ultima uscita Vertigo. Causa ed effetto ?  

  11. sraule scrive:

    crepascolo: decisamente sì. è tutto collegato, non lo sapevi?ma i 65-70enni, ovviamente, non sono vecchi. non sono neanche anziani. sono nel pieno della loro produttività, considerando che andranno in pensione solo quando gli butteranno la prima palata di terra sulla bara.

  12. utente anonimo scrive:

    sei troppo avanti.siamo ricchi!comunque io sono travestito da burraco e sto giocando a "politica 2010" online contro harry potter, naturalmente facendo finta di avere 70 anni altrimenti non mi lasciano entrare.

  13. CREPASCOLO scrive:

    Sebbene sia in parte brianzolo non credo nella terra e nel mattone, fatta eccezione per  quello di Ignatz the Mouse.La prossima frontiera è la cremazione.  E' noto che Mark Gruenwald ( DP7, Quasar ed una run di dieci di Captain America ), scomparso anzitempo mentre sventava il tentativo del Teschio Rosso di trasformare il cubo di Rubik in quello Cosmico, abbia chiesto che le sue ceneri divenissero parte dll'impasto di un comic book della sua amata Casa delle Idee.     Le discipline noetiche hanno riportato all'attenzione di una opinione pubblica sempre più affamata di weird le pseudo scienze che Voltaire aveva  tentato di annullare. Non che mi lamenti, sia chiaro: sono anni che insegno interazione prossemica ( il rapporto che intercorre tra lo spettatore e l'attore sul palco )  a wannabees in cerca di una scrittura per Zelig Circus, ma resta il fatto che si è creato lo spazio per la rivalutazione della psicometria e di tutti i suoi crepascolari derivati.Presto avremo legioni di lettori potenziali , che compreranno albi in cui sono state elaborate le umane polveri di cartoonists passati dove le provigioni sono decenti, convinti di poter percepire l'emozione sgocciolata con la matita ed il pennello.Viviamo in tempi interessanti.      

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