Gli ultimi pezzi di Cajelli mi hanno portata da tutt'altra parte. Le madeleine di proustiana memoria sono in agguato dietro ogni angolo.
I primi fumetti che io abbia mai letto erano dei vecchi numero di Topolino. Vecchi a quel tempo, intendo. C'era un banchetto dell'usato che ai miei occhi infantili era praticamente uno scrigno del tesoro. Ne leggevo in quantità industriale e ricordo ancora che mia madre diceva che erano "fatti bene".
Quindi, quando ero sui 5-6 anni, Topolino era considerato una buona lettura.
Dovete tenere in considerazione che la mia famiglia è sempre stata una famiglia di lettori incalliti. Prima degli otto anni avevo letto tutto Verne, tutto Salgari, tutta la letteratura "per ragazzi" del secolo precedente su cui riuscissi a mettere le mani. Alla biblioteca pubblica ero diventata una sorta di celebrità. Ricordo distintamente la faccia preoccupata della bibliotecaria, ogni volta che mi vedeva arrivare: probabilmente pensava che non fosse normale.
Non ricordo con esattezza la cronologia delle mie letture. So che quando ero alle medie avevo già letto Shakespeare, Poe, Lovecraft, Eco, de Vega, Melville, Tolkien, Bukowski, Conrad, Conan Doyle, Wilde, London, Bulgakov e un sacco di altre cose. Tutte mescolate insieme, è ovvio. Il mio terreno di caccia era l'immensa libreria dei miei (ancora oggi, riesco a trovarci qualcosa che non ho letto). 
Al contrario della bibliotecaria, i miei non erano preoccupati. Non erano neanche compiaciuti, lo trovavano semplicemente normale. Giocavo con i miei amici del cortile, facevo casini in giro, e poi leggevo anche. Un sacco.
In seconda elementare la mia maestra si sentì fare la seguente domanda: "Qual è il suo autore preferito? Il mio è Salgari."
(Spero di ricordare male, ma temo che la maestra rispose "il mio è Manzoni" – ma ricordo sicuramente male, vero?)
Subito dopo Topolino ci furono un altro paio di letture a fumetti che mi appassionarono enormemente: Asterix e Tarzan. Nella ludoteca della mia città avevano dei grossi volumi rilegati a fumetti. Non erano molti, forse una cinquantina, e io li lessi tutti religiosamente.
Contemporaneamente, o forse subito prima, il banchetto dell'usato aveva iniziato a foraggiarmi di Diabolik. Diabolik usati in gran quantità, a prezzi scontati.
Poi, tra la fine delle elementari e l'inizio delle medie, un mio compagno di classe mi fece conoscere Dylan Dog. Il fatto curioso è che non credo che il mio compagno di classe abbia mai letto qualcos'altro, in tutta la sua vita.
Il primo numero che acquistai aveva un finale aperto che mi piacque molto (al resto dei lettori, a giudicare dalle lettere sui numeri seguenti, fece completamente schifo). Iniziai a leggere Dylan Dog.
Poco sorprendentemente, alle medie, ero la cocca della professoressa di italiano – mentre la mia plateale rottura con la prof. di matematica è rimasta negli annali come l'equivalente scolastico della rivoluzione bolscevica.
La mia professoressa di italiano, però, disapprovava il fatto che io leggessi Dylan Dog, talvolta durante le lezioni, anche se, per lo più, durante quelle di matematica. Ricordo che io sostenevo, immagino con il mio solito tono non esattamente conciliante, che il fumetto fosse Letteratura, cosa che la mia professoressa non poteva accettare. Provai anche a convincerla, portandole un certo numero di Dylan Dog. La professoressa, quasi sicuramente un'altra estimatrice di Manzoni, non fu molto colpita.
I miei non erano altrettanto contrari.
Mio padre prese l'abitudine di fregarmi i fumetti e persino di comprarne alcuni per conto suo. Anche adesso, mio padre mi frega sistematicamente i libri e i fumetti, spesso senza nemmeno aspettare che io li abbia finiti. 
Insomma, i miei non erano preoccupati che diventassi un'illetterata a causa delle mie equivoche frequentazioni con le nuvole parlanti.
Intanto, verso la fine delle medie, io ero passata a Il Corvo Presenta, quindi ero ormai pronta per fare altre domande imbarazzanti ai miei docenti.
La cosa che più mi colpisce, ripensandoci ora, è che mai a qualcuno della mia famiglia venne in mente di classificare le mie letture in "colte" e "meno colte".
So di essere stata una ragazzina colta, ma all'epoca non me ne rendevo assolutamente conto. Semplicemente, i miei compagni non citavano Oscar Wilde quando erano di cattivo umore.
Sentivo i genitori dei miei amici che vezzeggiavano i loro figli, cercando di convincerli a "prendere un libro in mano". Probabilmente loro stessi non si spingevano oltre a questo. A prenderli, appunto, in mano.
I miei genitori non mi hanno mai incoraggiata a leggere. Quando mi hanno dato un libro era semplicemente perché pensavano che mi potesse interessare. E, cosa più importante, non mi hanno mai tolto un libro di mano, che si trattasse di Camus o delle sorelle Giussani.
Spero di non avervi annoiati. Queste rimembranze volevano servire ad arrivare a un punto – e anche a ricordare qualcosa di bello, ovviamente. 
Si parla della diffusione del fumetto nella nostra società o, per meglio dire, della sua mancanza di diffusione. Si dà la colpa alla distribuzione, agli editori, agli autori e anche ai lettori.
Sarò di parte, ma non riesco a prendermela con i lettori. In fondo sono stata una lettrice dai cinque anni in poi, in un certo senso fa parte della mia identità.
Io amo i lettori, indipendentemente da quello che leggono. Nessuno dovrebbe permettersi di incolparli di niente. 
In fondo, tutto quello che i lettori vogliono è che qualcuno gli passi un buon libro. I lettori non vedono l'ora di avere qualcosa di nuovo da leggere.
Certo, non bisogna toglierglieli, i libri.
Ho fatto una riflessione. Perché le poche librerie che hanno una sezione fumetto hanno, appunto, una sezione?
Perché c'è una sezione "giallo", una sezione "fantascienza" e una sezione "fumetto"?
Perché se cerco "La fiera degli immortali" lo trovo accanto al cartonato di Topolino e di Tex e non accanto a Philip K. Dick, a Bradbury o a Vonnegut?
Perché i libri non possono stare tutti insieme, come sicuramente vorrebbero?
Perché, in libreria, tra i libri di Gaiman non c'è anche Sandman? Non l'ha scritto Gaiman? Non è un libro? I lettori che hanno amato I ragazzi di Anansi non potrebbero amare anche Sandman (che, tra l'altro, vi compare)?
Io credo che bisognerebbe fare una campagna. Andare dai propri librai e lamentarsi. Lamentarsi perché hanno gli scaffali in disordine e noi lettori non troviamo niente. 
Perché Sam Pezzo non è nella sezione gialli?
Dove cavolo lo avete nascosto?

Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. utente anonimo scrive:

    approvo.l'unica obiezione (se cosi` la possiamo chiamare: probabilmente piu` una considerazione) e` che a questo punto, se eliminiamo la struttura del mezzo dalla classificazione, allora ci voglio anche i film. cosi` come anche bisognerebbe togliere di mezzo la sezione "teatro". avere, insomma, tutte le opere di narrativa distinte come "giallo", "fantasy", "storico" tutte assieme. il che mi starebbe benissimo, sia chiaro.a questo punto pero` ne approfitto, a mo` del vecchietto lagnoso che sono, per lagnarmi di una cosa: PERCHE` nelle librerie inglesi (ma non solo), PERCHE` mescolano sempre assime fantasy e fantascienza? PERCHE`?

  2. utente anonimo scrive:

    Considerazioni come al solito interessanti e stimolanti. Grazie :-)Nomad

  3. sraule scrive:

    max: perché sono senza cuore. tendono a farlo anche in quelle italiane, ma meno.invece, se vuoi conoscere l'orrore vero, sappi questo: sono nate sezioni apposite (chiamate tipo "dark fantasy" o simili) per TWILIGHT e altra roba vampirosa.Argh!

  4. utente anonimo scrive:

    Mass: ma i dvd non sono libri, i volumi a fumetti sì.Ma dai? Da Waterstone c'è un mischione di fantasy e fantascienza??Qui  in Italia nella sezione "fantascienza" invece ci trovi i libri di scientology, e tutto sommato direi che ci sta.Arm

  5. sraule scrive:

    perché, dove altro dovrebbero stare?è la bibbia che è fuori posto (sempre che ce l'abbiano).

  6. utente anonimo scrive:

    Arm: Beh, ma i fumetti sono comunque un mezzo narrativo diverso dalla scrittura, tanto quanto i film. Dove metteresti, per dire, gli audiolibri? (ti dico subito che in UK li mettono in una sezione a se` della libreria). Il punto e` che se tutte le opere di narrativa devono stare assieme -un punto di vista che mi sento di approvare, tutto sommato- allora vale anche per film, teatro etc.E, si, proprio Waterstones era quello a cui pensavo. C'e` un mischione orrendo. E c'era anche da Borders (quando c'era Borders, sigh sigh).

  7. sraule scrive:

    propongo un attimo di commosso silenzio per la dipartita di borders e della sua sezione usato (che comunque a cambridge non c'è, ma vabbe')

  8. utente anonimo scrive:

    ok io ho indetto una tavola rotonda a lucca che discuta con tutte le librerie italiane sul far mettere i fumetti nello scaffale delle librerie e per introdurre in fuemetteria anche tutti i libri e gli audio libri che contengano riferimenti al mondo del fumetto anche i libri che usano le parole: striscia, vignetta, fumetto, baloon e graphic novel.

  9. sraule scrive:

    e anche la parola "vagina", va', che vogliamo vendere!

  10. utente anonimo scrive:

    Quando feci la stessa domanda ("Perchè avete la sezione fumetto invece di mettere i fumetti di fantascienza con la fantascienza, ecc.?"), mi fu risposto dalla direttrice marketing di una grossa catena di distribuzione libraria che la maggior parte dei volumi a fumetti sono troppo grossi per gli scaffali dedicati ai libri…

  11. utente anonimo scrive:

    l'ultima volta che sono passato per Modena, da Feltrinelli qualcuno aveva messo nella sezione "Fantastico" sottosezione "Maestri dell'Horror" una bella copia gigante della bibbia. mi sono spanciato.per il resto, non lavoro coi fumetti quindi non sono molto informato. Ne leggo parecchi ( e confesso che molti me li procuro online). A mia discolpa posso dire che poi a casa mi sono comprato quasi tutti quelli che mi sono piaciuti (mi manca nacora TOP10 e per the boys aspetto la fine (che se va a finire come con Preacher evtio). Ma il problema sollevato da Cajelli (contenuti, perdio) è piuttosto importante.Facendo un conto  spannometrico, su 10 fumetti che prendo online, 8 o 9 sono piuttosto brutti. Bene che vada sono sciapi, nulla di nuovo e nulla di che. E sinceramente comprare della roba così sarebbe un buttare via i miei dindi…

  12. utente anonimo scrive:

    Sue: lo specifico in caso di dubbi: la tizia non scherzava, il contesto era di un'intervista professionale fatta quando lavoravo per una rivista di elettronica di consumo.Anonimo 12: certo, la concorrenza è spietata perchè ci si confronta anche con altri media. Non solo devi fare un "buon" (facciamo finta che ci sia unanimità sul concetto di qualità) fumetto, devi fare qualcosa che non si possa trovare al cinema o in TV o in un libro o in un videogioco. Più facile a dirsi che a farsi, it goes without saying.

  13. utente anonimo scrive:

    @anonimo13sono anonimo12, mi sono scordato di firmarevolevo solo appuntare che non è semplicemente questione di trovare qualcosa che non sia già in libri, tv, videogiochi… certo è anche quello, ma è proprio un discorso di idee. Lo stesso discorso vale anche per gli altri media: quanti film hai visto che erano semplicemente una rimasticazione più o meno riuscita di qualche cosa di già visto? o libri che sono praticamente sempre la stesa storia (il fantasy italiano su questo è un esempio ottimo. sempre la stessa zuppa, più o meno ben riuscita. più qualche eccezione degna di nota). Ancora peggio va se dai un occhiata alla musica: negli ultimi anni praticamente girano solo gli stessi 3 o 4 pezzi, con arrangiamenti che li diversificano giusto un po'..insomma, mancano idee. un po' perchè se si pubblica di tutto, è ovvio che la qualità scenda. Un po' perchè le idee mica le vendono un tanto al chilo. Avere un'idea che valga la pena raccontare è qualcosa che non capita sempre, a volte mai. (per non parlare poi del fatto di SAPERLA raccontare, ma questo è un altro discorso).Tutti vorremmo essere scrittori, o musicisti, o sceneggiatori etc etc. Ma non tutti abbiamo qualcosa che valga la pena raccontare, mi sa. E' triste, ma è anche inevitabile.Cukps. scusa sraule, mi sa che sto andando OT

  14. utente anonimo scrive:

    Quelle due volte che sono entrato (per sbaglio) in libreria, ho sempre trovato una buona sezione dedicata ai fumetti. Ma il punto e' un altro, perche' non mettere alcuni fumetti allora in qualche pinacoteca ? Voler sdoganare il fumetto e' un po' come svilirlo, e sinceramente , quando entro in fumetteria se vedo qualcosa che non sia fumetto , non e' che ci faccia molto caso.Scoiattolazzo

  15. sraule scrive:

    scoiattolazzo: è una questione di punti di vista. a volte uno entra in libreria senza troppe pretese per comprarsi un giallo o un libro di fantascienza. ovviamente spera di beccarne uno buono, ma sa che probabilmente non sarà un granché. visto che il discorso verteva sull'allargare il pubblico di lettori di fumetti, facevo semplicemente notare che probabilmente un lettore così, che entra in librerie senza troppe pretese per comprarsi un giallo o un romanzo di fantascienza potrebbe trovare interessante avere a disposizione anche qualche fumetto di quel genere tra cui scegliere.cuk: sono assolutamente d'accordo con il tuo commento num 14. e, sì, sei OT, visto che stavamo parlando di strategie per allargare il bacino di lettori e non di qualità del prodotto. ma sono d'accordo lo stesso.

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