Mentirei se dicessi che questa cosa mi fa piacere. Non mi fa piacere. Anzi, ogni volta che leggo una cosa nuova mi incazzo un altro po'.
Non è razionale.
Non è normale.
Ma Ravenstock è davvero roba mia e io con le mie cose sono così. Come il contadino dritto davanti al pollaio con lo schioppetto in mano. Che quella cazzo di volpe provi a mettere il muso fuori dal bosco. Che ci provi solo.
(Ok, passo troppo tempo su Frontierville.)
Le cose che non mi fanno piacere sono molte – e la metà non sono cazzi vostri, that's it – ma ce n'è una che mi fa venir voglia di prendere a calci tutto quello che ho davanti, magari di spaccare un altro ombrello sull'asfalto (aiuta). 
Ed è l'odore di carogna che sento nell'aria. L'odore di qualcosa che si sta putrefacendo da un bel pezzo mentre tutti dicevano: "Che cos'è, il barbecue dei vicini?"
Io lo sapevo che non era il cazzo di barbecue. Io lo so ancora. I just smiled along, visto che tanto non potevo farci niente.
Potevo?
Ecco, magari anche sì. 
Che cosa avrei dovuto fare? Ecco, magari so anche quello. Solo che non sono fatta così. Appena ho l'impressione di rompere il cazzo a qualcuno, di essere una dannata seccatura, mi fermo, metto i remi in barca, mi blocco. 
Sai quello che ti spedisce 2000 e-mail per ricordarti quella cosa lì?
Ecco, con me non ti succederà mai.
Preferisco attraversare un oceano di merda a nuoto piuttosto di farlo. 
E' idiota.
Il mondo è pieno di seccatori.
E' pieno di gente che ti dice che cosa dovresti fare e come dovresti farlo. Siamo tutti esperti. 
Allora mi permetto di suggerire un'idea. Facciamo un bel funerale. Seppelliamolo, questo maledetto Ravenstock.
Sapete cosa?
Io lo so come va a finire.
L'ho scritto eoni fa.
E' un bel finale, mi soddisfa.
Oppure potrei continuare, mi potrei sbattere un altro po'. Potrei imparare a mandare e-mail a raffica.
Potrei?
Non credo.
Sarà sempre il solito Super Io, uffa.
Non è stupido, il mio Super Io. Sa come fare per impedirmi di farmi male da sola. Sa che la svalutazione è un buon lenitivo, che se non investo non perdo niente, che in fondo sono tutte cazzate, che nessuno mi obbliga, che perseverare è diabolico, che forse è solo sfiga (non la è), che IO sono fottutamente superiore a TUTTO.
E' un po' onnipotente, quello stronzo.
E' un buon amico.
Non dargli retta è difficile.
Non sono sicura di poterlo fare.
Magari domani.

Questo era per quelli che pensano che io sia una stronza coriacea. Non la sono. Solo, quando sto male, posso diventare davvero aggressiva. 
E non è vero che non mi importa. Mi importa. Fin quasi al dolore.

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Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. utente anonimo ha detto:

    funerale? non facciamo scherzi che io aspetto una bella ristampa tutto completo…;)Michele

  2. utente anonimo ha detto:

    Mi associo!Coraggio, Susanna! (e Armando, e tutte le altre persone che lavorano a questo bellissimo fumetto!)Luca.

  3. sraule ha detto:

    ah, quel che non può fare una bella pacca sulla spalla… 

  4. utente anonimo ha detto:

    non facciamo cazzate: lo attraverso IO l'oceano a nuoto se non mi pubblicate l'ultimo ravenstock.

  5. utente anonimo ha detto:

    Guarda Susanna, ti capisco eccome e ne parleremo appena ce ne sarà l'occasione. Ma se credi nel progetto (e mi pare di capire che ti ci creda eccome) va avanti e non ti curare di una parte di lavoro di cui tu hai pochissime responsabilità, nel bene o nel male.Mic

  6. sraule ha detto:

    brullo: al massimo la manica…mic: sì. mi girano lo stesso.

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