Nell'ultimo racconto avrei voluto inserire un argomento che mi causa un profondo disagio. Avrei voluto farlo, dico, perché credo che causi profondo disagio pure a Sensi, ma non l'ho fatto perché avrebbe causato profondo disagio anche alla Struttura Narrativa.
L'argomento è: riciclare a Spezia.
Vi sarete ormai fatti un'idea del razionale che regge l'esistenza della città in cui vivo: non c'è alcun razionale.
Esattamente per la stessa ragione per cui un'aerea urbana a forma di L ha dei viali di circonvallazione, il riciclo, da queste parti, semplicemente non può funzionare.
Ma iniziamo dall'inizio. Leggendo qui, ad esempio, così non mi ripeto.
Non sarete sorpresi di sapere che la situazione NON è migliorata con il temuto STEP 2 del riciclo.
Lo Step 2 viene annunciato una decina di giorni fa da una lettera dall'aspetto di una pubblicità. Quelli che non l'hanno gettata immediatamente hanno appreso che l'Amministrazione Cittadina, soddisfatta dei risultati dello Step 1, ha deciso di procedere senza indugio allo Step 2. Seguono dettagli.
Ma torniamo un attimo allo Step 1.
Lo Step 1 del riciclo spezzino prevedeva che ogni abitante del centro storico procedesse immediatamente a compiere i seguenti passi:
1) riempirsi la casa di cestini per la raccolta differenziata
2) procurarsi un altro cestino per l'organico, diverso da quello che avevano fornito loro e che aveva il fondo bucherellato
3) modificare drasticamente le proprie abitudini alimentari in virtù del fatto che se avessero mangiato del pesce il venerdì sera i resti sarebbero rimasti nel cestino dell'organico bucherellato fino a lunedì mattina.
Inutile dire che tutto questo mi sembrava meraviglioso ed ecologico, but, you know, I'm a dreamer.
Mi impegno subito con vigore nella nuova epopea ecologista spezzina, senza lasciarmi turbare dalle inevitabili imperfezioni del sistema.
Quando i sacchetti forniti dalla Graziosa Amministrazione Cittadina finiscono, ne compro di nuovi senza fiatare, a un prezzo esorbitante. Quando i miei concittadini, abbandonati dagli operatori ecologici, iniziano a buttare l'organico in volgari (ma risparmiosi) sacchetti di plastica, scuoto la testa disgustata.
Quando, il venerdì sera mi azzardo a non mangiare surgelati a residuo organico zero e sono costretta a fare un raid ai cassonetti non-differenziati del quartiere vicino mi vergogno profondamente di me stessa.
Tutto questo fino allo Step 2.
Lo Step 2 stabilisce quanto segue:
1) non avrai altro Dio all'infuori del Riciclo.
2) credici senza esitare, perché adesso, se non ci credi davvero, la tua vita diventerà un inferno.
3) non potrai più fare vergognosi raid nel quartiere vicino perché, ha-ha, adesso c'è il riciclo anche lì.
Il concetto attorno cui ruota tutto lo Step 2, in pratica, è la riduzione del personale.
Le camionette della raccolta differenziata continueranno a comparire a giorni più che alterni, ma non resteranno molto a lungo. Sarà una specie di partita a Super Mario. Sarà come il leone e la gazzella: chiunque tu sia, se vuoi sopravvivere devi correre.
Funziona così. I punti di raccolta sono 8 in tutto il centro città. Non sono vicini a casa tua, ma camminare fa bene alla salute. I camioncini compaiono dalle 6.30 alle 10.30, ma può darsi che se ne vadano anche un po' prima. No, non puoi gridare che sei un'artista e che ti svegli tardi. Gli artisti sono solo quelli che decidiamo noi. No, non puoi gridare che in fabbrica fate l'orario estivo e che tu entri alle sette. Però, se vuoi, puoi partire alle sei e un quarto da casa tua e portarti il sacchetto della spazzatura in macchina fino al lavoro, buttarlo giù da una scarpata o mangiartelo. Quelli sono affari tuoi. No, non ti daremo altri due bidoncini, anche se ora i sacchetti dei metalli, della plastica e del vetro devono essere separati. Se ti ricordi bene non ti avevamo dato neanche il bidoncino del multimateriale, della carta e del residuo, a suo tempo, perché dovremmo cambiare idea adesso?
Però puoi mettere la plastica in un sacchetto di plastica. Lo so, siamo troppo buoni.
La carta mettila in un sacchetto di carta, l'organico in un sacchetto bio-degradabile (sì, sono quelli che costano un botto e che dopo un giorno si sciolgono: ingegnati, perché noi passeremo dopo TRE giorni), il vetro in un sacchetto di vetro.
Domande?
Bene, tanto non ti avrei risposto.
Ora puoi portarci l'organico il lunedì, il mercoledì e il venerdì entro le 10.30 del mattino. Se ci trovi, ha-ha! Inutile dire che ti sconsiglio di mangiare pesce il venerdì sera, ma ormai anche a pranzo. No, non mi importa se sei un cristiano convinto. Aggiornati, a quelle cose non ci crede più nessuno. Piuttosto, mangia una barretta di cereali, che fanno sempre bene.
Puoi provare a consegnarci la carta entro le 10.30 del mattino del martedì. SOLO il martedì, e solo se fai il bravo. Non mangiare la pizza, il sabato, che ti fa male alle arterie. Oppure mangiala, e convivi con i cartoni fino al martedì, la scelta è tua.
Il giovedì, sempre entro le 10.30, ma se vieni un po' prima è meglio, ci puoi portare la plastica, i metalli e il vetro. 
Ora, tu sai che devi riciclare tutto, ma proprio tutto, ma nella nostra indulgenza capiamo che potresti avere un ciclo mestruale, ogni tanto (ci dicono che esiste una pillola per evitarlo e ti consigliamo questa scelta come la più ecologica, ma comunque fai un po' tu). Capiamo anche che potresti avere un bambino piccolo che fa la pupù nel pannolino. Davvero, lo capiamo.
E' per questo che, in via del tutto eccezionale, puoi disfarti della spazzatura residua il sabato dalle 6.30 alle 10.30 (ma se vieni un po' prima è meglio). Visto che il figlio l'hai voluto tu, sarai felice di restare con i suoi pannolini smerdati della domenica, del lunedì, del martedì, del mercoledì, del giovedì e del venerdì. Dopo un po' non fai nemmeno più caso all'odore, fidati.
Oppure puoi fare un raid al cassonetto più vicino con i pannolini sporchi. Il cassonetto più vicino è… fammi pensare… sì, devi prendere la macchina. Oppure camminare, che fa sempre bene alla salute.
Credo che a questo punto vi siate fatti un'idea.
Visto com'è strutturato lo Step 2, poi, inizio a provare una discreta suspense per lo Step 3.
Già mi immagino, seduta serenamente sulla tazza del cesso, con accanto i miei due barattoli bio-degradabili, con il ritratto di Howard Hughes che mi guarda, sorridente e benevolo, dalla parete di fronte.

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Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. utente anonimo ha detto:

    tu pensa a chi d'estate ha i pannolini dei bimbi piccoli con problemi intestinali… a livello della morte neraSimo

  2. sraule ha detto:

    ecco, appunto.delirio batte realtà uno a zero.

  3. trans ha detto:

    Ecco una cosa che a roma non accadrà mai..troppa fatica per il cittadino…eh non sia mai che deve fare anche la fatica di spingere il pedale per aprire il cassonetto,meglio lasciarlo davanti,in fondo ci sarà qualcuno pagato per raccoglierlo no?..così, indipendentemente dall'utilità della differenziazione,diviene una questione di mentalità,così al nord c'e troppa fiscalità,come quella che hai descritta,mentre al sud c'e lassismo..a me fanno inca….quelli che neanche la bottiglia di plastica o vetro differenziano,neanche uno straccio di giornale nella carta,ne un cartoncino,tutto nel mix..e dire che io sto in fissa pure per le batterie della mia radiolina esauste..sono vent'anni che giro con la busta in auto,cercando il bidone giallo delle batterie senza più trovarne uno in tutta roma..poi vedo vestiti nel mucchio,anche nuovi..ed io che sono senza lavoro da anni soffro,che vi costa,dico io,lasciarli fuori così chi ha bisogno…così come quando muore una persona e buttano tutti i suoi libri-anche preziosi-nel cassonetto,neanche in quello della carta..eh si,sic trans-it gloria mundi;)..buone cose,ma soprattutto buona vita!your sincerely jackie.

  4. sraule ha detto:

    Hello Jackie O'!Qua le cose però stanno un po' sfuggendo di mano.Al momento noi civilizzati nordici stiamo ammucchiando la spazzatura nelle strade Napoli-style. 🙂

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