Voi sapete che ho un debole per Gianfranco Manfredi. Del Manfredi scrittore, that's it. Il suo "Ho freddo" è stato uno dei libri migliori dell'anno scorso.
Alla scorsa Lucca, incurante della figuraccia, l'ho arpionato e l'ho costretto ad assicurarmi che avrei rivisto  Aline e Valcour de Valmont, i gemelli protagonisti, appunto di Ho freddo.
Dunque, io di Manfredi mi fido. Se ha assicurato ha assicurato, pensavo. Ma, obbiettivamente, conosco un po' troppi scrittori per non sapere che tra le intenzioni e la realizzazione può succedere di tutto.
Un altro lavoro.
Un improvviso rigetto.
L'umana pigrizia.
Il cane mi ha mangiato i compiti, proffe…
Così apprendere che il libro non solo è stato scritto, ma sta anche per essere pubblicato per me è stata una bella sorpresa
L'ho appreso, tra l'altro, leggendo il secondo volume di Varney il Vampiro, altro libro dai grandi meriti, completamente diversi – e tra i quali credo che  "bella prosa" non figurerà mai. Qua dovrei aprire una parentesi sui Penny Dreadful, e affini ma confido che sappiate colmare la vostra ignoranza da soli.
Stavo parlando di Manfredi.
Del suo nuovo romanzo, che uscirà il 15 settembre.
Del fatto che si chiama Tecniche di resurrezione, ha per protagonisti i gemelli e parla degli esperimenti galvanici sulla rianimazione, dei ladri di cadaveri, dei primi ipnotisti e così via. In pratica si svolge in quel territorio così affascinante che non è più magia ma non è ancora medicina.
Perché ve lo dico?
Niente, è solo che mi piace, ogni tanto, dare anche qualche bella notizia. E per me, questa, decisamente la è.
Ognuno ha le sue debolezze.

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Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. utente anonimo ha detto:

    E io ancora devo leggere Ho freddo… :(E avevo promesso a Manfredi (che ho amato su Magico Vento) di fargli leggere FactorY… ma poi mai spedii… :(vabbè, mi rifarò su tutti i fronti. Speriamo.

  2. sraule ha detto:

    ecco, bravo: rifatti, che va tanto di moda :)ok, il caldo sta appannando il mio CELEBRE sense of humor.

  3. CREPASCOLO ha detto:

    Manfredi è insieme a Giuliano Ferrara quanto di più vicino al concept di uomo rinascimentale, ''multiskyllato'' come direbbe il risk manager della BP presso la quale ho lavorato fino a quando non ho consigliato un tappo di sughero di proporzioni titaniche per risolvere una certa magagna che preoccupa anche Obama, ma non divaghiamo.L'artista è stato cantautore, attore ed è romanziere e cartoonist. Se avesse attraversato a dieci anni la Piazza Rossa di Mosca, condotto shows per Raitre, preso i soldi CIA come undercover agent e diretto giornali filo-governativi sarebbe un altro Ferrara, ma non divaghiamo.Conosco Manfre da quando accarezzava l'idea di incidere una cover di Tanto pe' Canta' del suo quasi omonimo Nino –  versione interessante che avrebbe strizzato l'occhio al Rino Gaetano style tanto di moda allora – ma non se ne fece nulla perchè i discografici temevano il confronto con un song che, a sorpresa,  aveva venduto come un pezzo della Formula Tre.Quando Rino ci lasciò, Manfre cominciò a riflettere sulla teoria che le opere di ingegno sono messaggi per i posteri, ma anche il cadavere del pensiero a cui diamo una scossa galvanica ogni qualvolta le contempliamo. Erano i primi anni ottanta e Stati di Allucinazione era il paradigma del pensiero para scientifico – oggi il ns orizzonte è disegnato da Steve Jobs e sappiamo di non essere mai stati sulla Luna, ma allora credevamo davvero che cantare Mio Fratello è Figlio Unico significasse evocare il ricciolino del pop italico.Io sono guarito – non puoi lavorare per una compagnia petrolifera e candeggiare pinguini un anno o sgrassare delfini un altro ed avere un atteggiamento da Era dell' Acquario.Manfre è rimasto lo stesso dottor Frankenstein dell'umano cogitato e mi ha detto che sa lavorando ad un remake dei graphic novels di Don Backy come musical con le musiche di Don Lurio e la voce off di Don Costa.A volte vorrei respirare lo stesso magico vento, ma poi penso a Giuliano che si lancia da un apparecchio stealth sopra Odessa e mi sorride mentre si aprono i ns mini chutes e mi chiedo se la vita non sia altrettanto interessante per quelli come noi che non hanno più santi ne eroi. Mm.        

  4. sraule ha detto:

    grazie per l'immagine del giulianone che si lancia dall'apparecchio stealth, crepascolo. mi ha rischiarato la giornata.

  5. CREPASCOLO ha detto:

    Ero a New York in luna di miele quando al  Rock Cafè incontro Jim Steranko  –  prestigiatore, pubblicitario, cartoonist e scenografo per Coppola, modello per il Mister Miracle di Kirby  – una delle persone che hanno formato il mio immaginario,forse più di Gaetano e Manfre.Ho il paperback del suo Nick Fury – appena acquistato – e supplico per un autografo.  Mi chiede se mi piace Ennis e rispondo no  – prima regola dell'addestramento di primo livello CIA, mai dire qualcosa che turbi il bersaglio se non è funzionale alla cattura – perchè so che non gli piace Garth e la deriva iconoclasta che parte dallo sceneggiatore di Preacher.Mi dice che sarebbe interessato a tornare al tavolo da disegno, se si imbattesse in un soggetto interessante. Ha letto da qualche parte che i terapeuti usano la sua versione di Atmosfera Zero per sedare irriducibili borderline immuni alla torazina ed è consapevole di essere eccessivamente didascalico.Non ero ancora al soldo della BP, avevo tempo libero e l'entusiasmo di chi ha ancora riso nelle scarpe e gli proposi di ridurre in un graphic novel le gesta di Jules ''Janus'' Ferraris, secret agent virtuoso del doppio e triplo gioco, Zeus oversize dall'occhio trasparente come un cristallo antiproiettile, ma molto meno affidabile. Alla terza birra, Jim aveva già delle idee su come rendere il wetwork durante il quale Janus doveva terminare la Iron Lady – io c'ero e non capirò mai come avessimo accettato, senza dubitare, la soffiata secondo cui Maggie sarebbe stata all'Oktober Fest travestita da Lady Godiva ed accompagnata da Boy George e dalle Bananarama – resta il fatto che Giuliano stecchì il fratello gemello di Platinette e Plati da allora smise di scrivere tv per ragazzi.Quando Jim cominciò a tracciare uno storyboard sulla maglietta di Tom Petty – che era seduto davanti a noi e sembrava un disegno di Tim Sale – realizzai che era fatta, ma mi sbagliavo.Ho detto che era la notte di Ognissanti ?  Una starlet – credo la Biel, ma ero troppo appannato per distinguerla dalla Longoria – travestita da Elvira invitò qualcuno del pubblico ad entrare in una Warp Chamber a la Doctor Who, di fatto un armadio stile Mondoconvenienza con gli interni in velluto.Steranko saltò sul palco come il suo Captain America di Stanotte Muoio ! ( 1968/9) e si infilò nella macchina riluccicante di lucette natalizie.Una tribute band degli Heaven 17 ci propinò una versione trashmetal di temptation per far salire la tensione e quando le porte della Chamber si aprirono, Jim era stato sostituito da Giuliano Ferrara travestito  da Rigoletto. Elvira chiamò un applauso che coprì il rumore dello sparo: dietro di me, Platinette travestita da british premier anni ottanta aveva premuto il grilletto di una pistola di ceramica avvolta in un poster di Beth Ditto.Plati non ha una grande mira e prese al polpaccio uno dei camerieri, il William Petersen di C.S.I. che allora arrotondava i suoi guadagni servendo ai tavoli. Questo spiega la sua flemma e la camminata -''fighetta''  dice mia mmoglie – che caratterizza l'attore di To die and live in L.A..Plati è riuscita a scappare, lasciandosi cadere in un montacarichi e dirottando il furgone delle delivery delle delikatessen. Ironicamente impresa degna di Janus.Non so ancora oggi dove sia finito Steranko. Peccato.

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