C'è un posto che, per il fumettista, specie per il disegnatore, è quasi un luogo di culto: la cartoleria. Chi ha avuto la ventura di andare in cartoleria con un disegnatore sa di che cosa parlo. 
Il disegnatore, normalmente, è un essere trasandato e vagamente antisociale. Lascia per ore i suoi pennini in ammollo, per poi diventare isterico quando si arrugginiscono. Trovi schizzi abbandonati da tutte le parti e non puoi mai sapere se sono una parte essenziale della tavola che sta per disegnare o lo scarabocchio che ha fatto mentre era al telefono con qualcuno. I suoi pennarellini giacciono più o meno ovunque: sopra il frigorifero, in bagno, in camera da letto. Puoi trovare le sue gomme nei posti più impensabili, non puoi prendere un appunto senza scoprire che quell'oggetto dannatamente simile a una penna che pensavi di usare in realtà ha una punta di setole (e quindi TU non sai scriverci). 
Ti può capitare di usare per una settimana una vecchia tavola semi-inchiostrata come superficie d'appoggio per la tua tazza del caffè e poi scoprire che quella tavola è stata venduta un mese prima e che il disegnatore stava solo aspettando di avere "un secondino libero" per spedirla.
Nel complesso, quindi, il disegnatore usa e abbandona il suo materiale con superficialità spaventosa, tranne incazzarsi a morte se tu ti permetti di fare altrettanto.
Sarebbe già abbastanza destabilizzante se non ci fossero anche le cartolerie.
In cartoleria, quell'essere altamente volubile che è il disegnatore, si trasforma in un'altra persona.
Non può fare come tutti gli altri, che entrano, comprano quello che devono comprare e se ne vanno, no.
Lui (e temo che con le lei non vada meglio) deve provare mille penne, deve accarezzare la carta come se fosse il sedere di una lap-dancer, deve chiedere oggetti che non sono più in commercio da una ventina d'anni e, specialmente, deve ingaggiare lunghissime discussioni con il cartolaio, su argomenti tecnici e oscuri, usando un linguaggio che ti fa sospettare che sia un massone e tu non l'avessi mai saputo.
Non c'è limite a quello che un disegnatore può fare in una cartoleria, dal leccare un foglio al piantarsi, soddisfatto, la punta di una matita su una parte morbida della mano.
In qualunque altro negozio, il gestore chiamerebbe la polizia, ma non lì. Lì, il cartolaio lo guarderà dapprima con aria indulgente e poi, quando capirà che ha incontrato un'anima affine, inizierà a dargli corda a non finire.
Il disegnatore sostiene di aver bisogno di una penna caricata con sangue di vergine?
Il cartolaio interroga bruscamente sua figlia sulla sua vita sessuale e, nel caso, le chiede con nonchalance di fare un piccolo prelievo.
Il disegnatore chiede se per caso hanno della pergamena invecchiata sei secoli?
Il cartolaio rilancia dicendo che, con un piccolo extra, gliene può procurare una di sette.
Il disegnatore vuole una gomma di interiora di gnu?
Il cartolaio gli mostra soddisfatto la sua collezione privata d'interiora di varie specie animali.
In cartoleria, il disegnatore non è più lo sciattone che hai sempre conosciuto. E' pronto a rifiutare un blocco di fogli perché sono leggermente ingialliti nell'angolo destro (e il cartolaio, attonito, fa mostra di gettarli immediatamente, raccapricciato) e a analizzare con un lentino da orafo il tratto di un pennarello alla ricerca di microscopiche sbavature.
Il cartolaio lo asseconda in tutto.
Il negoziante assolutamente normale che vende quaderni ai bambini delle elementari e nastri regalo alle commesse si trasforma davanti ai tuoi occhi in un Maestro di Cerimonia a cui manca solo il pastrano purpureo.
A Spezia ci sono due vecchie e fornite cartolerie. In entrambe il mio compagno, ahimè, un disegnatore, ha imperversato impunito per anni.
Ogni volta ci lascia un pacco di soldi e questo credo sia uno dei motivi per cui è così ossequiato e riverito.
Ma non sempre la sua pigrizia di disegnatore gli consente di trascinarsi fino a una delle due cartolerie in questione.
Bisogna capirlo: finché non è entrato nella cartoleria è il solito, normale, sciattone.
Così, stamattina, mi è toccato andarci al posto suo. 
La commissione era elementare, altrimenti Sua Artisticità non mi avrebbe mai permesso di occuparmene e avrebbe preferito disegnare sullo scottex finché non gli fosse venuto l'estro di muovere le chiappe.
Ma era qualcosa di banale, qualcosa che PERSINO IO potevo fare.
Così, navigando nell'afa cittadina, stamattina entro in cartoleria.
Chiedo un blocco di Fabriano F4 grande ruvido, un blocco di Fabriano F2 grande liscio… la commessa mi guarda con il panico negli occhi. Dice di aver finito gli F2 (qualsiasi cosa siano) e che gli F4 deve andarli a prendere in magazzino. Dopo un po' ritorna, sconsolata. Anche i blocchi di F4 sono finiti… l'estate… le congiunzioni cosmiche…
Mi propone una cosa che, secondo lei, è molto simile a quello che chiedo. Sono dei fogli sfusi di qualche tipo e io sto per acquistarli, fiduciosa, visto che mi sembrano molto ma molto simili a quelli che il Moroso usa abitualmente come stracci da un lato e per disegnarci sopra dall'altro.
Sto per comprarli quando arriva lui: il Cartolaio Capo.
Mi guarda con espressione attonita. Guarda i fogli che sono sul bancone.
"Quelli lì non saranno mica per Lui?" chiede. 
Un po' preoccupata rispondo che, sì, sono per Lui.
"Oh, no! Lui quelli non li usa!" esclama il cartolaio, con vago ribrezzo.
"Ah, no?" rispondo io, sentendomi come un'apostata in chiesa.
"Certo che no! Aspetti… le potrei dare…" e scompare dietro un'altissima scansia, dove presumibilmente tengono il sangue di vergine, le scaglie di drago e tutte quelle altre cose che i disegnatori chiedono abitualmente.
"Ecco!" esclama, soddisfatto, uscendo con dei fogli giganteschi, "Questi potrebbero andargLi bene. Sono cartoncini (qua dice un nome che ho già dimenticato, dal suono vagamente esoterico), A Lui piacciono."
Spazza via gli altri fogli dal bancone come se fossero merda di cane e inizia ad arrotolare con ogni cautela i fogli che vanno bene a Lui.
"Lui, normalmente, non usa neanche i Fabriano, Lui usa gli (altro nome esoterico)".
"Glieli farò pagare come gli altri," mi spiega. Per fortuna non aggiunge qualcosa tipo per Lui solo il meglio, perché se no credo che sarei scappata dal negozio urlando.
Ascolta le mie altre banali richieste (delle micromine HB da 0.5 e un bianchetto col pennello) come se stesse officiando un rito che io ovviamente non posso capire.
Profondamente colpita, me ne vado con i miei fogli esoterici e con il resto delle cose.
Telefono al moroso per raccontargli di quanto è stato gentile il cartolaio e lui grugnisce un assenso vago e per nulla stupito.
Per un attimo ho l'immagine mentale del moroso vestito da sovrano che accetta graziosamente gli omaggi dei suoi sudditi.
Quando lo rivedo, è in mutande che cazzeggia in internet, come al solito.
I pennini sono a mollo in un bicchiere del servizio buono, ci sono delle penne sul comodino della camera da letto e delle tavole semi-inchiostrate sono per terra, sotto il tavolo luminoso.
Quando Milton ha descritto Satana doveva aver appena incontrato un disegnatore.

AGGIORNAMENTO: Verso le 4 e mezza del pomeriggio, finalmente concluse le sue incombenze on-line, il moroso ha degnato d'attenzione i fogli che gli ho portato. A quel punto, entusiasta, ha iniziato a girarci intorno saltellando, a misurarli, a emettere esclamazioni ammirate e a declamarne le caratteristiche tecniche.
Ho avuto l'immagine mentale del cartolaio che sogghignava soddisfatto e, chissà perché, ho rabbrividito nonostante la giornata afosa.

Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. utente anonimo scrive:

    ehehehehe bellissimo racconto 😀

  2. sraule scrive:

    magari fosse opera di fantasia…

  3. utente anonimo scrive:

    magnifica!l'altro giorno ho mandato Bruna a recuperare un banale blocco di carta tamburata ad Almeria e l'ho vista sbiancare… questo pezzo è molto PUNTUALE.PicP.S. Siamo ad Agua Amarga, non è che da Genova la mando ad Almeria, sia chiaro!

  4. sraule scrive:

    è inutile che fingi, so benissimo che potresti farlo…

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