Che sul fondo del Sand Creek, apparentemente, non c'è più.
O forse sì, ma noi lo stiamo cercando nel punto sbagliato.
Permettetemi non una, ma ben due premesse. La prima: se n'è parlato qua, da Michele Petrucci, da Michele Ginevra, da Ausonia, da Salda Press… sicuramente mi sta sfuggendo qualcuno.
La seconda è più lunga. Da un po' di tempo, in vari momenti "comunitari" (fiere, reading, incontri…) mi è capitato di vivere un'esperienza bizzarra. L'esperienza bizzarra è più o meno questa: quando parlo con un altro autore e gli o le dico che mi piacerebbe collaborare con lui/lei la risposta è sulla falsa riga del "ma tu vorrai un sacco di soldi."
La mia risposta è sempre la stessa: "Chi? Io?"
Questo per dire che o la percezione di noi fumettisti è completamente deragliata o sono davvero un'avida bastarda e nonostante questo non riesco a pagare le bollette.
Quindi, giù la maschera. Chiedo delle cifre ridicole. Faccio prezzi di favore. 
Certo, non lavoro gratis. Mai.
O meglio, quasi mai, perché ho scritto un paio di corti gratis e l'ho fatto volentieri, quindi anche quel "mai" non è così categorico.
Diciamo che quelle volte in cui ho lavorato gratis si trattava di amici e si trattava di pochissime pagine. A questo bisogna aggiungere che la prima cosa in assoluto che ho scritto l'ho scritta gratis. Retrospettivamente, avrei potuto evitare. Di quell'esperienza mi porto dietro l'arricchimento tecnico e, ancora una volta, il fatto che si trattava di amici.
Mi è poi capitato di lavorare per un paio di realtà grandi che mi hanno pagata bene.
Credo che con l'auto-svelamento basti così, visto che tutto sommato doveva essere una premessa.
Il discorso ritorna quindi al famoso dollaro d'argento e dove si sia cacciato, visto che tutti lo cercano e pochi lo trovano.
Il primo posto in cui cercarlo, duole ammettere, non è in Italia. E giova ricordare che si tratta, giustappunto di Un dollaro e d'ARGENTO, non di un forziere di dobloni d'oro.
Il dollaro d'argento è governato da una cosa che si chiama Mercato. Che tu sia un autore o un editore, se vai contro al Mercato ti trovi con la paletta in fondo al Sand Creek, a fare una perquisizione che nemmeno quelli di CSI e con ben poche speranze di trovare qualcosa.
Il Mercato è un'entità astratta e come tutte le entità astratte e stronzo da morire. 
Puoi blandirlo. Se hai un buon ufficio stampa, lo blandiranno per te. Se non ce l'hai, eccoti di nuovo là, con la tua paletta in fondo a un canyon. 
Non puoi aggirare il Mercato, ma questo non demotiva molti cercatori di dollari dal provarci. Sono tutti lì, in fondo al Sand Creek e per il momento non hanno ottenuto niente.
C'è poi un'altra entità astratta, non meno stronza della prima, che si chiama Qualità. E' strettamente sottoposta ai laidi desideri di Mercato. E' una concubina a la Sherazade, che deve raccontare storie sempre nuove per non farsi uccidere. Il Re ha un ossario di ex-Qualità che nemmeno quel buontempone di Barbablù. 
Se sei un autore, cerchi di produrre Qualità. Se la tua Qualità (o quello che ritieni esserla) non piace a Mercato, finisci nella stanza delle ex, o, se ti va di lusso, in fondo al Sand Creek con la tua paletta in mano.
Se sei un editore e cerchi Qualità senza far caso a Mercato, hai presente l'Armageddon? Ecco, è una stima per difetto.
Se sei un editore e badi a Mercato, le cose ti andranno bene, con o senza Qualità. Alcuni sognatori pensano che sia possibile coniugare le due cose, perché, in fondo, Mercato non è così furbo: se insisti a sufficienza può innamorarsi alla fine della millesima storia e poi tutti vissero felici e contenti. Certo, in un'ottica realistica, forse Mercato e Qualità un bel giorno dovranno andare in terapia di coppia. Forse non si saranno fedelissimi, ma d'altronde, di questi tempi, chi lo è?
Ed eccoci qua al lieto fine: Mercato e Qualità vissero a lungo, cornuti e felici, circondati da un certo numero di piccoli Dollari.
La parabola è finita, ma purtroppo per noi autori non è ancora arrivato il momento di andare in pace, perché troviamo modi sempre nuovi per farci del male. Il primo è trovare un editore masochista come noi. 
Funziona solo in Secretary, nella vita vera entrambi muoiono di emorragia interna.
C'è poi un bagliore lontano, quello delle nuove tecnologie che hanno già fottuto l'industria musicale. Noi autori (e voi editori) non vediamo l'ora di fare un giro su questo fantastico calcinculo, per vedere se quando il piede di Mercato è dentro fino alla caviglia fa davvero così male.
Certo, alcuni di noi si illudono di poter tirare qualche calcio a loro volta e che questo calcio provocherà una spinta. Potrei essere tra questi. Potrei essere tra quelli che credono che mettere Qualità davanti a Mercato come un'odalisca ancheggiante possa risvegliare i suoi sopiti ardori e dare inizio a qualcosa. Qualcosa che poi dovrà per forza svolgersi su un terreno fermo, o quanto meno su un materasso ad acqua, se cogliete la mia fine metafora.
C'è poi un'altra strada, che si chiama Follia. Mi attira parecchio, forse perché, in fondo, è la ballerina più brava di tutte. Follia, finché è da sola, è una libera battitrice. Follia, se sei fortunato, procura sussistenza, perché mentre sta volteggiando aerea chissà dove, si imbatte in un dollaro d'argento e se lo infila in tasca con nonchalanche. Devi sapere che è un partner pericoloso, che è inaffidabile, che non ti aiuterà a pagare il mutuo, ma che potresti ballare il tango più bello della tua vita.
Forse è solo questo. Uno deve saper cambiare compagno di danze molto velocemente, in modo da non restare mai fermo. E, certo, ci sarà sempre qualche parte del corpo che ti fa male, ma se ci fa male qualcosa vuol dire che non siamo morti, o no?

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Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. utente anonimo ha detto:

    Ardite metafore per dire che "l'è dura!"… e comunque noi autori non possiamo scegliere tra Qualità, Mercato o Follia… ognuno fa quello che sa fare. Il resto viene da se.Michele

  2. utente anonimo ha detto:

    BELLO!Francesca.

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