Premettendo che anche secondo me (oltre che secondo Terry) "scrivere è la cosa più divertente che si possa fare da soli", c'è qualcosa su cui devo eccepire.
Se vai dall'ortopedico, ci vai con il portafogli pieno di banconote, sapendo che probabilmente ti spellerà vivo.
Se entri in un negozio di vestiti, sai che non ti lasceranno uscire con quella bellissima gonnellina senza che tu l'abbia pagata.
Se compri un hamburger, devi, appunto "comprarlo", prima di mangiarlo.
E' normale. La nostra società si basa sulla compravendita.
E allora perché:
Se commissioni a qualcuno un lavoro di grafica, tendi a pensare di poter evitare di pagarlo?
Se ingaggi uno sceneggiatore pensi che non sarà un problema pagarlo con mesi e mesi di ritardo?
Un disegnatore di fumetti deve essere praticamente fuso al suo avvocato, se no non vedrà una lira per il suo lavoro?
Un traduttore deve accendere un cero ogni giorno, sperando che questo velocizzi i pagamenti?
Nell'ambito dei lavori creativi (delle "opere d'ingegno", come dicono sulla dichiarazione dei redditi) il pagamento è spesso un optional. 
Non hai mai la certezza di quanto incasserai a fine mese, per il semplice motivo che non sai se ti pagheranno, anche se hai fatturato in tempi preistorici. Se sei particolarmente sfortunato, ti può capitare di pagare le tasse su dei soldi che non hai mai visto (e forse non vedrai mai).
Le giustificazioni sono varie. Vanno dall'indifferenza più palese, al piagnucolio economico. Solitamente questi datori di lavoro non si aspettano che tu ti arrabbi perché non sei stato pagato. Ritengono (e spesso a ragione) che tu "capirai", che"non serberai rancore", che "verrai loro incontro".
Di solito sono persone che non ruberebbero in un supermercato, ma stanno derubando te, e la cosa non li turba minimamente.
Come psicologa, mi capita di vedere in studio dei pazienti che molti considererebbero pazzi. Nessuno di loro ha mai pensato di scroccare una seduta.
Nell'ambito della creatività ci sono persone che si permettono continuamente di scroccarti qualcosa. 
In questo momento ho tre debitori. La cifra complessiva che mi devono è più o meno pari a un paio di stipendi di un impiegato di livello medio.
Uno di questi sarà puntuale nel pagamento, perché anche nel nostro campo la maggior parte dei datori di lavoro, alla fin fine, ècorretta. Gli altri due sono già in ritardo. Finirà in modo spiacevole, comunque vada.
Finirà in modo spiacevole perché o sarò pagata in ritardo o dovrò prendere dei provvedimenti per farmi pagare. Perché non credo di dover "capire", "non serbare rancore" e "venire incontro". Credo di dover pagare l'affitto e le bollette esattamente come tutti gli altri e credo – anzi sono sicura – che il mio conto in banca non si auto-alimenti.
Quindi, ecco, non resteremo ottimi amici.
E non è strano. E' normale. 
E' tutto il resto che non lo è.

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Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. dorianp ha detto:

    non ci avevo mai pensato che scrivere fosse la cosa più divertente da poter fare da soli!DP

  2. utente anonimo ha detto:

    C'è qualcosa di peggio. Un editore che è anche amico…Paolo

  3. utente anonimo ha detto:

    per rimanere nel campo artistico, è lo stesso presupposto per cuisi ritiene di poter ( dover ) avere musica e fiction senza pagare.anche lì il concetto di compravendita è diventato obsoleto.

  4. utente anonimo ha detto:

    è un fatto triste, ma noto, più che un fatto curioso!io sono traduttrice e, nonostante mi sia rispromessa di non lavorare mai più per una determinata casa editrice o una determinata rivista, finisco sempre per ricascarci, perché purtroppo non posso permettermi di rifiutare nessun'offerta di lavoro. certo che poi quando i soldi arrivano dopo mesi e mesi (l'ultima volta nove: dire che riscuotere è stato un parto è quanto mai azzeccato), inevitabilmente mi pento…elena

  5. sraule ha detto:

    paolo: già fatto, ovviamente.elena: è curioso in quanto non avviene in nessun altro ambito professionale (o, per meglio dire, avviene solo in un ristretto gruppo di altri ambiti). il fatto che metti in evidenza tu, poi, ha anche altre ricadute. la prima è che fai (o, almeno, io faccio) un lavoro che amo, e in questo modo imparo a disamorarmi di quel lavoro. perdo fiducia, devo sempre stare sul chi vive e, alla fine, non è peggiorata solo la mia situazione finanziaria, ma anche la mia vita relazionale.anonimo: in realtà è un concetto diverso. una cosa è se i miei lettori rubano i miei fumetti dalle librerie, una cosa se il mio datore di lavoro non mi paga. 

  6. utente anonimo ha detto:

    No, è un presupposto diverso. Per la musica e le fiction siamo già su un altro livello. Se scrivi (o disegni, o colori, o traduci) tutto quello che ti entrerà in tasca sarà il compenso per la prestazione. Niente di più. Di percentuali sui diritti non vedrai in ogni caso una lira. Non nel fumetto, almeno. Se per ipotesi io disegno una storia di 160 pagine e due mesi dopo la pubblicazione la storia compare in pdf online per me non cambia niente e per l'editore cambia pochissimo. Almeno nel fumetto. Almeno in Italia. Per musica e fiction la produzione paga gli artisti. E in più ci sono i diritti. Qui non stiamo parlando di ricchezza, qui stiamo parlando di sopravvivenza.Arm

  7. utente anonimo ha detto:

    Mmm… mi sembra che la situazione stia peggiorando in molti settori…Sul mio blog parlo di fumetti e soldi… anche se da un punto di vista diverso. Certo che una volta firmato un contratto questo deve essere sempre onorato.Cmq se parli con molti editori ti diranno che anche loro vengono pagati con grandi ritardi.Addirittura ho sentito avvocati (!) dire che fanno fatica ad essere pagati… Non è un momento felice in questo paese piccolo piccolo…michelemichelepetrucci.blogspot.com/

  8. utente anonimo ha detto:

    @sraulea meno che  l'autore di un cd non venga pagato in base alle copie vendute.e comunque, la difficoltà ad essere pagati è comune ad artigiani, industriali,avvocati. soprattutto se il committente è un ente pubblico.la mancanza di liquidità sta stritolando gran parte delle imprese, quindi non riguarda solo scrittori e sceneggiatori.

  9. utente anonimo ha detto:

    Ciao Susy, gia` che siamo qua, volevo dirti, giusto per, CIAVRESTI MICA CENTO EURI NO POI TE LI RIDO` SICURO MA TRANQUILLA SOLO CHE ORA ORA ORA DEVO FARE LA SPESA CIODADARDAMANGIAREALCANE CIOE` AL GATTO SI LO SO CHE NON HO IL GATTO MA LO PRENDERO` E` UNA COSA COMPLICATA POI TE LI RIDO MA AL VOLO FIDATI DAMMI UN PO' DI TEMPO E` UN PERIODO DIFFICILE grazie susannina ti voglio bene eh ci sentiamo poi, poi mi raccomando poi.

  10. utente anonimo ha detto:

    @michele : Sarà un momento difficile ma in Italia è sempre andata così da che io ricordi, e comincio ad avvicinarmi alla mezza età eheheFa forse parte del "disprezzo" insito nell'indole Italiana per ciò che è prodotto dalla fantasia e dall'ingegno che fa da contraltare all'ammirazione per i prodotti della "furbizia"DiegoM

  11. sraule ha detto:

    @michele: sono passata dal tuo blog.@anonimo: sì, ma non conforta.@brullo: se poi mi li ridà il commesso del 7-11, no problem.@diego: concordo. in italia è un momento "difficile" per il fumetto da 20 anni. forse sostenere che è un momento difficile fa comodo.

  12. utente anonimo ha detto:

    -Signor Rossi? Qui è la Telecom. La sua bolletta scaduta in 7 giugno risulta non pagata…-Beh, si, sa com'è, non la posso pagare, c'è la crisi. E poi non vengono pagati nemmeno gli avvocati…-Ah, certo, cosa vuole che sia. Non si preoccupi Pensi, anche a me nom pagano lo stipendio da tre mesi. Continui pure a telefonare e tanti auguri.-Grazie, Buongiorno.-Buongiorno.E magari la stessa scena la rifacciamo dal benzinaio, al supermercato, e dal proprietario della casa in cui abito.Che bello vivere nel paese più ricco d'EuropaArm

  13. utente anonimo ha detto:

    Il malcostume è così diffuso nel belpaese perché bene o male (anzi male o male) tutti hanno in casa un cugino/fratello/cognato/zio di terzo grado che scrive o disegna – ma si guarda bene dal comprare qualche classico o un manuale perché, si sa, nella vita si nasce imparati – e siccome è gente che si taglierebbe le vene per pubblicare e spesso e volentieri spende uno o due stipendi per un centinaio di copie della proprie silloge immonda di versetti pastorali (pastorali in senso proprio "contadino", ché neanche le pecore vogliono sentirli), trasmette al resto della famiglia – compresi i nostri datori di lavoro – l'idea balzana che l' "artista", lo "scrittore" e il "fumettista" campino di vento e attendano con ansia l'occasione di disegnare il logo di una pizzeria per mettere in mostra la propria abilità pittorica, o di firmare un raccontino per il giornalino del paese pur di "essere pubblicati".Assunta questa situazione al limite del ridicolo, la diretta conseguenza è che l' "editore" spesso e volentieri si autoconvince di farti un favore.Di contro, molti di noi "prestatori d'opere d'ingegno" siamo convinti di riceverlo e NON PARLIAMO MAI DI SOLDI PRIMA.Oppure accettiamo condizioni immonde "perché non possiamo permetterci di rifiutare" abbassando i prezzi – e la considerazione del nostro lavoro -.Si potrebbe discutere a lungo, ma il buon consiglio è sempre quello della nonna:"se li conosci, li eviti""meglio un uovo oggi, che la gallina domani""piuttosto che lavorare gratis, vai a consegnar pizze".

  14. sraule ha detto:

    "piuttosto che lavorare gratis, vai a consegnar pizze".sottoscrivo pienamente.e sono una di quelle che parlano SEMPRE di soldi prima. ma poi sembro stronza, perché ci sono quelli che pur di pubblicare. e poi me la prendo nel didietro lo stesso, perché tanto i contratti non contano.

  15. utente anonimo ha detto:

    il tema è sempre nell'aria. senza sapere che anche altri ne parlavano, su solo stimolo di ausonia, ne ho scritto anch'io.secondo me ci sono vari ambiti/mondi del fumetto, con proprie regole e "tradizioni". in alcuni di questi gli autori non sono pagati. e questo avviene perché manca un sistema economico che funzioni. non è solo un problema di editori…

  16. utente anonimo ha detto:

    Per me una margherita e due coca cola grazie.Provero' mangiando qualcosa a lenire il dolore per quei poveri avvocati che non percepiscono la parcella subito….Mi viene in mente una volgarissima (meravigliosa)  battuta di Panariello cit. " 10 piani di morbidezza …e all undicesimo piano tutti a pulirsi il culo con il palloncino"Mi sa che e' scoppiato anche quello!! Perche' non stiamo andando a rotoli, ma di piu'….Pomigliano ultimo atto  : cosa volete fare cari sottoposti ( fantozziana memoria) morire di fame o rinunciare a qualsiasi diritto lavorativo….parola del gran farabutt figl di ptt cavaliere di santa croce marchionn lup mannar di terza generazione…consoliamoci che  se va male il mondiale almeno abbiamo la coppa pomiglianocobram..Partecipare TUTTI !!!!!scoiattolazzo

  17. sraule ha detto:

    michele: perdonerò il fatto che sei un noto bevi-drink a tradimento e verrò a leggere la tua dotta opinione.sì, in effetti c'è qualcosa nel sistema che non va, se autori ed editori rischiano di morire di fame ogni 3×2. e, aggiungerei, non va da un sacco di tempo. ci siamo tutti addormentati nel nostro piccolo mondo liquamoso e ora il famoso "nuovo che avanza" rischia di travolgerci come un tir.scoiattolazzo: anch'io vorrei vedere l'avvocato non pagato, così, giusto for the lulz.

  18. utente anonimo ha detto:

    cara susanna, non vedo l'ora di rubartene un altro…internet può farci perdere il ricordo di come sono andate le cose, appiattendo il presente sul passato.prima era peggio.oggi è meglio perché ci sono molti più autori e diversi piccoli editori che muovono i loro primi passi.alcune opere sono eccellenti, come Metauro di Petrucci, lo sbattezzo di Lise e Talami, e tanto altro.c'è molto da migliorare, ma c'è ancheuna scena prima molto più limitata, anche se positivamente sperimentale e con il suo impatto.squaz, bruno e altri vengono ormai da lontano.il problema ora è riuscire a creare un mercato specifico.

  19. sraule ha detto:

    mmh… qua c'è dell'ottimismo.basta la Qualità (v. post sopra)? mi sa di no. deve diventare anche qualità remunerativa, per l'autore e per l'editore. forse sono una nostalgica, ma credo che il lavoro debba pagare, comunque. 

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