Sono finalmente riuscita a leggere questo libro. Dico "finalmente" perché l'avevo ordinato parecchio tempo fa, non era mai arrivato e ormai disperavo di averlo prima della prossima fiera del fumetto.
Alla fine è arrivato.
L'Holmes di Luc Brunschwig e Henry Cecil non ripropone le avventure canoniche di Sherlock Holmes a fumetti e non è nemmeno un apocrifo. Sherlock Holmes, in realtà, all'inizio della storia muore.
Non è la prima volta che qualche autore viene incuriosito dal cosiddetto "Iato", ovvero il periodo di tre anni che Conan Doyle fece trascorrere tra la presunta morte del suo personaggio di maggior successo e la sua forzosa resuscitazione. 
E' forse la prima volta che ci viene mostrato non quello che è successo a Holmes, durante lo Iato, ma quello che è successo a chi gli voleva bene: l'amico di una vita, il dottor Watson, il fratello, Mycroft, l'allievo, Wiggins. Holmes non si vede mai, se non per qualche vignetta in un ricordo o in un'allucinazione di Watson.
E' una buona prospettiva.
Forse meno buono è il plot alla base della serie (quella edita da 001 Edizioni è la raccolta delle prime due storie), che sembra un po' troppo influenzato da altri famosi apocrifi, uno su tutti il famoso Soluzione al sette percento di Niholas Meyer. Come in Soluzione al sette percento, anche in questo libro Holmes è diventato un cocainomane delirante e si è "fissato" con il suo vecchio professore di matematica, l'innocente James Moriarty. Oh, almeno, questo è quello che viene detto a Watson… ma siamo sicuri che sia così? (Se no, la trama può ancor evolvere verso qualcosa di originale, se sì, probabilmente Meyer denuncerà Brunschwig e Cecil per plagio).
C'è, inoltre, l'inevitabile serie di flashback nella famiglia d'appartenenza del nostro. In fondo, siamo sempre stati tutti curiosi di vedere il babbo di Sherlock Holmes, anche se forse non ci aspettavamo di ritrovarcelo davanti, ottantenne, completamente nudo e alla guida di una carrozza.
Che cosa si può dire, quindi, complessivamente, di questo HOLMES (1854 – 1891?)?
Che ci sono un paio di scene davvero notevoli: quella del lungo confronto da uno Sherlock immaginario e un Watson tormentato dai sensi di colpa e quella del vecchio Holmes in carrozza, appunto.
I disegni sono un french standard senza particolari picchi né verso l'altro né verso il basso.
La sceneggiatura è un pelo lenta.
L'idea è buona.
L'edizione italiana è di formato troppo piccolo e leggere le didascalie e i balloon diventa non impossibile, ma faticoso. Bisogna però ammettere che l'edizione italiana è notevolmente risparmiosa, rispetto a quella francese.
E credo che aspetterò il prossimo volume per decidere se è una serie veramente appassionante o se è semplicemente un prodotto ben concepito con alla base un'idea forte.

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Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. utente anonimo ha detto:

    Condivido (per quello che può valere) e mi fa piacere che una holmesiana attenta come te lo reputi comunque interessante da seguire (con i limiti di cui sopra).Perché anche io avevo la stessa impressione, ma temevo che fosse per la mia curiosità  irrefrenabile, e un pò ottusa,  per qualsiasi pastiche holmesiano.A volte temo che, pure se mettessero in circolazione "Sherlock contro Bombolo", io non potrei fare a meno di leggerlo.Marco D 

  2. sraule ha detto:

    Non so se puoi rassicurarti, Marco: probabilmente Sherlock Holmes contro Bombolo lo leggerei anch'io!Be', bisogna ammettere che sarebbe originale 🙂

  3. CREPASCOLO ha detto:

    Marco Ferreri stava lavorando ad un film intitolato Sherlock Holmes contro Bombolo, ma  la pellicola è stata sfortunata come nemmeno quella del Corvo.E' cosa nota a tutti i fans del detective, ma per tutti gli altri ammiratori della signora Raule che non bazzichino Baker Street  tenterò una sintesi: Franco Lechner  – non ancora Bombolo – è negli USA al seguito di alcuni guitti. Sono i primi anni settanta e la Wertmuller ha convinto gli americani che gli italiani più divertenti hanno un cognome tedesco.L'unico contributo allo spettacolo di Franco è la simulazione sonora di un peto, mentre Carla Bissi – non ancora Alice – canta ''il vento caldo dell'estate ''. Un successo strepitoso – sono i primi anni settanta e Strehler ha convinto gli americani che solo un italiano con un nome tedesco può portare in teatro Brecht. E Brecht fa rima con Godot, che tedesco non era, ma pazienza.  Carla e Franco recitano il loro duetto eolico anche in una università dove studia il giovane Chris Claremont che resta stregato da ''Venticello '' e '' Summer '' e se ne  ricorderà quando si ritroverà a fare uno stage presso la Marvel Comics di Stan Lee. Nel 1975, Len Wein e X-Chris ricevono mandato di riprovare con i mutanti ed infatti, tra gli altri,  abbiamo il tedesco Kurt Wagner / Nightcrawler e ''la signora dei venti ''Ororo/Tempesta.  Inoltre, aumentano i personaggi ricondubili al clan Summers ed è rivelato il vero nome di Magneto: Erik Lehnsherr che fa ''rima'' con l'alter ego di Bombolo ( sulle cui fattezze è ridisegnato il cattivo Blob ). Ferreri in quei giorni  è nella Grande Mela – deve girare uno spot per lanciare – cosa che non si era ancora vista – una testata di comics. Lavora con  Steve Gerber -altra  testa crepascolare – ad un cortometraggio in cui Simon Garth, lo zombie, è mangiato da tutte le persone a cui ha fatto torto da vivo. Il film non piace a Lee ed al suo braccio destro Roy Thomas che non lo trovano indicato per il pubblico della Casa delle Idee e gli preferiscono un cartone Hanna & Barbera in cui un ragazzino pronuncia la frase ''Pietra portentosa/divento la cosa '' e si trasforma nel mostro di roccia dei fantastici quattro. Ferreri utilizzerà il concept del ''suo'' Garth per ''La Carne '', ma questa è un'altra storia.Mentre lascia l'ufficio del Sorridente, si imbatte in Archie Goodwin che lo scambia per la reincarnazione di Leo da Vinci – di cui Ferreri è sosia – e lo convince a lasciarsi scattare qualche istantanea che Kirby userà per il suo Zuras negli Eterni da lì a poco, ma questa è un'altra storia.Mentre il regista dell' Ape Regina e della Donna Scimmia era in posa, al solito il suo cervello elaborava e riannodava i dili pendenti – non era ancora uscito dall'edificio con una caricatura di George Tuska che lo faceva sembrare Mida, il nemico di Iron Man, che aveva già studiato il canovaccio de '' Nero Wolfe contro Venticello '' : Wolfe assunto da Donna Summer – la blackexploitation era la moda del momento – per scoprire chi aveva rubato alcuni demo dei suoi pezzi che erano stati re-incisi da una cantante italiana ex galeotta ( Alice in chains ). Il braccio destro del pachidermico genio, Archie Goodwin seguiva le tracce fino ad un importatore di barbera, Thomas ''Ape ''  Davinci , che aveva corrotto un fattorino alcolizzato della Motown perchè gli passasse le tracce che erano poi incise dalla crudele vamp Karla ''Bis'' Wagner, dal nome tedesco come tutti gli italiani in America.Gli eredi di Stout non amavano Ferreri e non avevano capito Storie di ordinaria follia. Non lo aveva capito nemmeno Bukowsky, ma questa è un'altra storia. Non ci fu verso di ottenere i diritti. Molto + semplice ripiegare sul vecchio Sherlock. Nel frattempo Bombolo nasce come nom de plum e muore fisicamente. Il regista si dedica ad altro, ma l'idea lo stuzzica e continua a covare tra un neurone e l'altro.  Nel 1996 ha un finanziatore – Claremont che ha messo da parte qualche dollaro con le sue miniserie su Alieni & Predatori – e scrittura David Doyle ( il Bosley di Charlie's Angels ) per la parte di Bombolo. Moriranno tutti e due nei primi mesi del 1997.Ferruccio Amendola che avrebbe dovuto doppiare Tomas Milian nel ruolo di Holmes ed intepretare nello stesso tempo Watson doppiato da suo figlio chiede a Chris di non ritirare i fondi e si mette in caccia di un nuovo Bombolo, ma muore nel 2001 poco dopo un provino a Platinette ed un altro a Costantino della Gherardesca, stroncato dalla fatica di decidere chi fosse il miglior Venticello.Richard Kelly, autore di Donnie Darko, ha girato un documentario sulla storia che in America è oggetto di culto tra i cittadini italiani di lingua tedesca. Brr.       

  4. sraule ha detto:

    è raccapricciante, ma, tanto per restare in tema, non quanto tradurre la logorrea del citato archie goodwin, cosa che sto facendo ORA.se archie non fosse già morto andrei a rosicchiargli una TIBIA!

  5. utente anonimo ha detto:

    Archie parla molto per riempire i silenzi di Nero :)Crepascolo lei è un genio del male.Marco D

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