Sempre presi dall'eterna discussione "è più difficile fa ridere o far piangere" (con la possibile variazione "o far paura"?) ci dimentichiamo sempre qual'è davvero la cosa più difficile da scrivere in assoluto.
Ovvero: il fantasy.
Scrivere fantasy dev'essere davvero difficilissimo e scommetto che è per questo che la maggior parte dei libri fantasy fa cagare.
Ma analizziamo le difficoltà obiettive di un autore di fantasy.
Per prima cosa il genere è molto codificato. Se scrivi il cosiddetto Epic-fantasy, i nani, gli elfi e gli spadoni ti toccano per forza. Fare a meno di almeno un drago sarà difficile. Le principesse guerriere dovranno essere per forza belle gnocche. Gli arditi eroi dovranno avere un fisico da gladiatore neozelandese
Da queste regole basilari non si si scappa, ma queste sono anche le più semplici da rispettare.
Andate in libreria e contate i volumi di questo tipo versus romanzi fantasy meno codificati. Troverete qualcosina di fantasy storico (e solo perché George R. Martin ha scritto parecchio) e dei rarissimi casi di fantasy metropolitano sulla scorta dei vari Gaiman e Luk'janenko – che sugli scaffali di fantasy non ci sono più, perché ora sono Autori Veri.
Quindi, dicevamo: epic-fantasy.
Le difficoltà nello scrivere epic fantasy, ne sono certa, sono molte. Per me sarebbero insormontabili, o quasi, ma vedo che anche per gli autori epic-fantasy affermati non è una passeggiata.
Per prima cosa, i nomi. I nomi del romanzo epic-fantasy non possono essere nomi qualunque. E' un po' come per la fantascienza anni '70: non puoi arrivare su un pianeta sconosciuto con un nome inappropriato, deve chiamarsi come minimo Terminus, o Crypton, o qualcosa del genere.
Anche con i nomi epic-fantasy funziona allo stesso modo.
Non puoi avere un nano di nome Mammolo. Il nano deve chiamarsi Gudrun, non ci sono cazzi. Anche Burzum può andar bene, ma in quel caso dev'essere un nano malvagio. 
E la bella principessa non potrà chiamarsi "Fiammetta", è chiaro.
Poi dovrai rispettare i dictat razzisti del genere.
I nani avranno tutti la barba, l'elmo vichingo e una gigantesca ascia da guerra. Gli piacerà vivere sotto terra. A tutti. Gli piaceranno le canzoni sull'oro. A tutti.
Ecco, Pratchett l'ha spiegato meglio di me…
I libri fantasy sono pieni di stereotipi razziali. Gli elfi sono fighi ma freddi, i nani sono generosi ma attaccabrighe, i goblin sono viscidi ( …e basta – il goblin ha scarsissime possibilità di redenzione), i troll sono scemi e puzzano (il troll, in effetti, è un essere ancora più sfortunato del goblin), gli esseri umani hanno i loro difetti, ma nel complesso spadroneggiano di brutto.
Al di là dell'ingiustizia sociale di questa convenzione, vi renderete conto che un nano di nome Gudrun che ha una lunga barba, vive sotto terra, canta canzoni sull'oro e ha una grossa ascia fa un po' ridere. O meglio, fa ridere qualunque lettore non sia ormai assuefatto ai canoni dell'epic-fantasy.
Il lettore non assuefatto immagina un ometto peloso alto un metro e trenta, con un gonnellino di pelle e un elmo in testa e pensa: Asterix!
Il più grande limite dell'epic-fantasy è che fa ridere.
Involontariamente, intendo.

La gente parla in modo ampolloso. Si fanno grandi professioni di integrità morale. Sul tutto aleggia un'allure un po' fascista. Ci sono un casino di marce nei boschi o sulle montagne…
E qua arriviamo al secondo grande problema dell'epic-fantasy: la prolissità.
Di nuovo, controllate in libreria. Controllate se c'è un libro epic-fantasy di meno di 500 pagine, controllate.
E che cosa succede in queste 500 pagine? I protagonisti si spostano da un lato all'altro di enormi e incontaminati continenti (dalla natura Selvaggia e Pericolosa, ma Mozzafiato), per cercare persone e oggetti importanti per una missione della quale, in primo luogo, il lettore non ha ancora capito l'importanza. 
Negli epic-fantasy non hanno internet. Negli epic-fantasy non hanno i treni. Nossignore: se in un epic-fantasy vuoi un litro di latte, devi montare a cavallo (o procedere faticosamente a piedi su per picchi innevati o, se sei fortunato, chiamare il tuo fido drago Gudan – che per inciso ha il nome quasi identico al tuo amico nano, ma nessuno sembra farci caso), arrivare due-tre pericolose valli più in là, fare una lunga chiacchierata col tuo vicino fattore che ti racconterà in ogni dettaglio come si coltiva una zucca, apparentemente per la sola gioia di condividere la sua esperienza con qualcuno, mungere la mucca (qua il tuo amico fattore ti metterà alla prova per vedere se sei degno di bere il suo latte e se non dovessi superare la prova il prezzo sarà la vita), salutare l'amico fattore e tutta la sua famiglia, che comunque l'autore si è già sentito in dovere di descriverti quando hai deciso che ti serviva quel maledetto libro di latte, e ripartire verso la tua bicocca, già sapendo che sulla strada del ritorno incontrerai i briganti. I ribelli. Gli orchi del malvagio signore Sauron. Scorpion. Suroscorpiolon. Lui, insomma. Il malvagio.
Nell'epic-fantasy il Malvagio è solitamente un potentissimo mago, un tempo umano (ma ormai è puro orrore, pura malvagità e/o pura magia), la cui brama di potere lo ha spinto verso il Lato Oscuro (o nome analogo) della Forza (o nome analogo) e ora la sua Ombra Terrificante si allunga sempre più sulle terre delle Persone Per Bene. Ci sono guerre, eserciti in marcia, nani schiacciati per sbaglio dai draghi in atterraggio e così via.
Il Malvagio e Oscuro Signore ha un passato terribile e tempestoso la cui cronaca raramente ci viene risparmiata, solitamente verso i 3/4 del primo libro della saga (è sempre una saga), quando il protagonista scopre perché avrebbe fatto meglio a restarsene a casa sua – ma ovviamente il suo cuore candido e impavido d'eroe non gli permette di formulare un pensiero così sensato.
In realtà il suo cuore impavido eccetera gli permette di formulare pochissimi pensieri, tout-court.
Lui ha uno spadone, e uno spadone è tutto ciò che gli servirà per far prevalere il bene.
Ora, lo so cosa pensate.
Uno spadone… ma dai… insomma… non è una simbologia un po' troppo scontata?
ASSOLUTAMENTE NO:
Per prima cosa, niente è troppo scontato, nell'epic-fantasy.
E poi, è evidente, l'eroe deve avere lo spadone, perché l'ascia ce l'ha il nano e l'arco ce l'ha l'elfo. Che il nano è un gruosso lo dice anche la saggezza popolare, quindi non vedo perché dovreste stupirvi.
Anche perché, signori, nell'epic-fantasy si scopa pochissimo.
Ci sono grandi sentimenti. Onore. Valore. Amore.
Ma phyca molto, molto poca. Quasi niente.
L'eroe può avere la sua donna angelicata, ma la donna angelicata viene rapita nel primo capitolo e salvata nell'ultimo capitolo della saga, quindi nel frattempo l'eroe, come dire, sarà costretto a restare astinente.
Il mago amico gli darà buoni consigli un po' repressivi e gli infilerà nel rancio quintalate di bromuro. Ovviamente lontano dagli occhi del lettore, che non deve mai sospettare la possibile fallacia dell'EROE.
Ecco, qua sta l'ultimo, insormontabile problema nello scrivere epic-fantasy.
L'eroe. Quest'essere biondo, luminoso e un po' sfigatello.
Questo Azzurro, ma buono.
Questo sospirante, coraggioso, onesto, ragazzo muscoloso ma in costante difficoltà. Che se il Malvagio di turno almeno gli facesse male sul serio saremmo tutti più contenti. Che se sei così super-potente, fratello, spara un super-raggio telepatico e toglicelo dalle palle subito, per favore.
Prima delle 400 pagine di guerre, battaglie, consigli di guerra dalle durata lancinante e dall'ottusità pari solo a quella del lettore a cui questa roba piace, di marce forzate su per i monti innevati, dentro intricatissimi sistemi di caverne, in foreste incontaminate i cui alberi respirano (qualcuno, per favore, rispieghi a tutti quella faccenda della fotosintesi clorofilliana) e l'inevitabile tradimento di qualche essere razzialmente inferiore.
Insomma, l'ultimo problema dell'epic-fantsy è l'eroe stesso.
I lettori non epic-fantasy-ottenebrated lo odiano. Lo vogliono morto fin dal primo momento. Solidarizzano con il Malvagio (tranne che anche lui, con 'sto anello-vaso-uovo o quel che è, ha rotto il cazzo).
La soluzione a tutti questi problemi è semplice e attenervisi è facilissimo. Per evitarvi un bel po' di grane, NON scrivete epic-fantasy, no?

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Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. utente anonimo ha detto:

    Ottimo post, davvero. Anche io mi sono sempre chiesta perchè gli scrittori di epic-fantasy sbagliano tutti allo stesso modo, e lo dice una che l'unico libro fantasy che ha letto per INTERO è stato Il Signore degli Anelli, il primo e il migliore. Di tutti gli altri ho letto solo le prime 50 pagine con grande fatica.Ebbene, mi domando: secondo la sua amabile persona, potrebbe una rivoluzione dei topoi dell'epic-fantasy essere accolta con successo? Insomma, mantenere le basi, ma rendere codesto genere molto più interessante ed innovativo. Non vorrei peccare di superbia, ma forse una delle soluzioni sarebbe quella di non essere banali.Francesca

  2. sraule ha detto:

    mah, in realtà ci sono delle soluzioni NON banali, ma quasi automaticamente diventano NON-epic-fantasy.vedi la serie di robin hobb sull'assassino di corte (che comunque era pesa come piombo) o le altre variazioni sul tema.gli unici epic-fantasy intelligenti che ho trovato fin'ora sono quelli di Pratchett (che infatti sono umoristici), Fafr the greymouser (o come cavolo si scrive), e La fortezza di Sfar-Trondheim.Certo, non sono un granché epic… è un problema.-Ma adesso arriverà un appassionato del genere che ci illuminerà, lo sento.

  3. utente anonimo ha detto:

    Io trovai palloso anche il Signore degli anelli, per dire. Da piccolo invece mi piaceva parecchio Conan, ma quella mi sembra che sia eroic-fantasy, non epic. Lì il più fine spiccava teste, e c'era pure phyca (ahahahah)! Insomma, era molto più divertente e sanguigno.Ma in definitiva la domanda è: qualcuno ti ha proposto di scrivere un epic-fantasy? Cacchio… allora si che è un casino! :)Paolo

  4. sraule ha detto:

    no, cristo.nasce tutto da un libro che sta leggendo armando (del quale non rivelerò il titolo per pudore – per il pudore dell'autore, ovviamente) e la cui trama mi racconta for the lulz.

  5. Lipesquisquit ha detto:

    Il libro della mia vita che non scriverò mai è sul genere demenzial-epic-fantasy, che se possibile è ancora peggio del fantasy o dell'epic-fantasy: bisogna avere così tanta familiarità con il fantasy da saperlo prendere in giro narrando al tempo stesso una storia avvincente.Appunto, resterà un'utopia.

  6. utente anonimo ha detto:

    io ho profondamente odiato lo Hobbit, che poi perché senza apostrofo?… vabbè, na pizza. Il signore degli anelli, na pizza.Ho letto e sto leggendo la saga di Eragon, roba da ragazzini brufolini.Ho letto il primo della Spada di Shannara na rugna.Conan almeno quelli di Howard bellissimi anche se i raccontini brevi mi sanno poco di Epic.Mi sono sempre ripromesso di reperire qualcosa di Pratchett ma stavo quasi convincendomi che il fantasy mi spacca i maroni. Poi ho letto le Cronache del mondo emerso e mi sono convinto che almeno le robe che mi propongono con tanto sciato mi fanno cacare.Ora le ragioni sono tante. Per Tolkien il problema è la logorrea. Per Eragon è una narrazione poco stuzzicante. Per Shannara è che mi racconta proprio della roba che non mi interessa. Non so se c'entra l'eroe come dici tu ma ogni volta rimango scontento di qualcosa che però è fondamentalmente fastidioso.Invece consiglio la visione di LEGENDO OF THE SEEKER serie che credo stia passando in italiano in su qualche canale della TV, e dopo averlo visto vedere KROD MANDOON, se si vuole ridere un po'.Legend of the seeker è prodotto da Raimi è una serie fantasy moolto ben fatta che spesso si attorciglia in spiritosaggini da parrocchia e a volte rimane molto divertente. Introduce dei bei personaggi e gioca tutto sui temi del sesso, omo, sadomaso e chi più ne ha più ne metta.Io mi ho divertito.Pic

  7. utente anonimo ha detto:

    Infatti tutto l'epic fantasy post-Tolkien è inutile, in quanto derivativo. Si può far derivare un "genere" dall'opera di un solo autore?

    Ma per piacere.Se volete fantasy intelligente e creativo, consiglio il New Weird, che mescola allegramente fantascienza, fantasy, horror e tutto quello che vi possa venire in mente. Si può iniziare con la trilogia di China Mieville: Perdido Street Station, The Scar e The Iron Council.

  8. sraule ha detto:

    Lipesquisquit: e neanche nuova, come utopia, temo. Ma se ci credi vai avanti, che veramente l'importante è crederci.Almeno, secondo me.Pic: ti comprendo. Mi sono autolesionata un po' meno di te e almeno le Cronache me le sono risparmiate. Il Signore degli anelli e lo Hobbit (che non c'ha l'accento per via dell'H, dai 😀 ) mi erano piaciuti, ma bisogna dire che li ho letti a dieci anni e a dieci anni quelle robe lì ti piacciono…Pratchett è praticamente fatto per te, Pic. Magari comincia da Uomini d'Armi (rispettare la cronologia con Pratchett è abbastanza inutile, e i primissimi erano molto meno brillanti).Adriano: nonostante le numerose segnalazioni degli amici (o forse proprio per questo) China Mieville e le sue opere non me li sono mai cacati. Forse dovrei, ma sai le cose che dovrei. Prima, cronologicamente, c'è Jasper Fforde, che cerco di ignorare da ANNI nonostante le recensioni entusiastiche degli amici.

  9. utente anonimo ha detto:

    tanti applausi. il fantasy e` ovviamente la cosa piu` deteriore mai creata dall'uomo.

  10. utente anonimo ha detto:

    Bel post! In effetti dopo Dragon Lance (una caterva di libri letti da adolescente) e il Signore degli Anelli (recuperato molto più avanti perchè Tolkien è Tolkien) non sono più riuscito ad affrontare l'Epic Fantasy.Le storie Fantasy mi piacciono, ma ormai per carenza di tempo preferisco vedere gli adattamenti cinematografici piuttosto che leggere i libri (anche se leggere è un'altra cosa).Pratchett invece è diverso: per me rimane una spanna sopra tutti gli altri autori Fantasy anche se lui decisamente NON scrive "Epic", anzi ne deride continuamente gli stereotipi.Mi piacerebbe leggere qualcosa di tuo, Susanna, visto che con il Racconto Senza Nome mi hai incuriosito anche come scrittrice fantasy! Side Project è abbandonato ormai da un po'… magari è l'occasione buona per rivitalizzarlo!Luca.

  11. CREPASCOLO ha detto:

    Ci piacerebbe leggere la storia di Zoran il giostraio che gira per le valli, vendendo il bromuro, un tanto all'oncia, ai maghi che, con quella polvere magica, reprimono la frustrazione per essere stati tutti, prima o poi multati per la pesca di Frodo. E meno che il fantasy è libertà che confina con licenza ! Evidentemente non di pesca. Zoran ha una bilancia addomesticata e nessuno se ne è mai accorto prima del suo ingresso nella valle del Burzummete, abitata dai soliti giganti ghignanti senza motivo alcuno perchè infradotati, dove incappa nel super udito di Amplifon, dieci piani di rude montanaro con due orecchie in grado di sentire il rumore provocato dalla piuma di un angelo che cade in un lago di Nesquik.Ampifon non accetta di buon grado la tentata frode – Frode è anche il nome dell'ex moglie, scappata con un nano ghignante a buon titolo – e separa Zoran da tutte le sue estremità, cauterizzando le ferite con il bromuro e polvere pirica. Da cosa nasce cosa e Zoran raggunge una nuova consapevolezza del suo ruolo del mondo – e senza estenuanti quests !Assume un angelo caduto perchè sia il suo scriba e produce uno dopo l'altro tomi di mille pagine in cui bipedi di dimensione variabile e foggia medievaleggiante si contendono anelli magici ed il favore di eteree principesse. Con le prime royaties si compera un cottage sospeso sopra il lago di Nesquik. Se non consideriamo la conta dei suoi zuccheri , è un uomo senza problemi. Adoriamo il lieto fine. 

  12. sraule ha detto:

    Zoran mi sembra il degno erede di Cohen il Barbaro (l'unico eroe vecchio), bisogna scrivere a Pratchett, anche se forse non si ricorderà di noi.Luca: in realtà ho scritto un altro racconto fantasy, in cui un'eroina in succinti abiti di pelle per il suo trentesimo compleanno si regala una vacanza in un Clud Med e qua si scontra con la terribile Setta degli Animatori.E' un testo strappalacrime, è ovvio.Brullo: ricorda che ci sono anche gli Harmony, giusto un gradino più su.

  13. utente anonimo ha detto:

    io chiedo la mando di Crepascolo.Divorzio e mi risposo.:-)))Pic

  14. utente anonimo ha detto:

    l unico fantasy appassionante che abbia mai visto e' quello di Montecitorium…tradimenti ..menzogne…nani calvi e segretarie calve'…troll verdi e goblin rossi..altro che signore degli anelli.In realta' , ma sto' dicendo una menzogna, l unica cosa che mi fa schifo piu' del fantasy e' il Musical in generale, spero di morire prima di vedere un Musical sul fantasy infatti.Dicevo una menzogna perche' il geniaccio inglese di patt Mills mise in scena, con i piu' grandi illustratori del mondo, quel capolavoro di Slaine.Ecco,  trovo che il Fantasy che pesca a piene mani nella tradizione folkloristica di una nazione sia molto molto interessante. Tra l altro  "Slaine " e' scritto veramente , ma veramente, bene.Scoiattolazzo

  15. sraule ha detto:

    Ecco, Slaine mi manca.So che cos'è, ma non riesco. Devi capire che per un fumettista è piuttosto imbarazzante essere, poniamo, a una cena con altri fumettisti e confessare che il Capolavoro Assoluto di cui tutti stanno parlando ti ha fatto ridere. O cacare. Allora, per pavidità sociale preventiva, preferisco non leggerlo.E se lo leggessi, non lo ammetterei mai.A meno che mi piacesse.Ma non credo, perché c'è un nano con un nome ridicolo tipo Ukko, Urko o Urka…

  16. CREPASCOLO ha detto:

    Confessiamo di aver avuto qualche problema anche noi con il famoso barbaro di Mills e Bisley. Un'assonanza. La voce è tutto, dopo tutto, e ci riporta ai giorni del ns doposcuola anni settanta, passati ad impiastricciare la divisa del riformatorio pre puberale con lo SLAIM, un fuido semi solido  vischioso e verde, che poteva essere ridotto in palline elastiche o in filamenti carnascialeschi.Eravamo allora il clone di Klarion, the boy witch ( DEMON di Jack Kirby, DC Comics ), ma non così rassicurante. Per chi non avesse mai letto il fumetto del king, suggerisco di immaginare Noel Gallagher da bambino con gli occhi di Paola Borboni che cerca di imitare le bimbe di Shining.Il fantasy – anche prima di conoscerne il nome e terminologia  – è il mondo in cui vive e gioca un bambino.Nella ns colonia penale per imberbi con problemi di comportamento, noi eravamo l'oscuro mago Claro. Divoratore di budini alla vaniglia – che avanzavano sempre perchè i babbani preferiscono il cioccolato.Il nostro avversario irriducibile era un maschiaccio che la madre – una giornalista divorziata con la zazzera di Maga Magò – aveva chiamato Pamela prima di regalarle una cartella in cui dormiva una bambina di pezza senza un occhio. Pamela aveva gli occhi di giada, i denti di un castoro ed un canestro di liquame verde rubato ad un cugino daltonico che la credeva gelatina.Per gli altri internati minorenni, Pamela evocava un domani, lontano ma possibile, di pomeriggi manina nella manina.Per il mago Claro, Pamela era un eterno oggi impegnato in scaramucce con Slaim, il signore del fluido che uccide.Sappiamo che oggi Pam è risk manager in un'azienda che fabbrica air bags per micromachines da circo. Quando l'autopompa in mignatura dell'Orfei si è schiantata contro il palo del trapezio e Nuccia la Bertuccia  ha sofferto di un colpo di frusta da antologia medica, Pam si è occupata di calcolare quanto sarebbe costato cambiare i sistemi salva vita delle quattro ruotine. Praticamente non è cambiata di una iota: era una dei Buoni allora e lo è ancora. Noi siamo peggiorati.    

  17. utente anonimo ha detto:

    susy io mi leggo una biblioteca di harmony piuttosto che una pagina di shannara, giuro.detto ciò, mi costringerai a scrivere un post sui gialli.

  18. sraule ha detto:

    bwahahah. allora ne è valsa la pena, brullo.ps. ma leggi la mail e mi ignori, o non leggi per niente la mail (ti invito a mentire, è chiaro).

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