O forse no. Certo che è strano. Il mio nocciolo duro nerd è sicuro al cento per cento, il resto di me se ne frega anche. Avete presente il dottor Jeckyll e Mr. Hyde?

Ma iniziamo dal principio.

In principio c'è un personaggio. Il personaggio di maggior successo di Preston e Child: l'agente speciale Aloysius Pendergast (al quale, tra l'altro, Ravenstock deve una casa nel Lower East Side).

Pendergast ci viene presentato come "l'alto uomo snello che, in un lindo vestito nero […]. I capelli, così biondi da sembrare bianchi, erano pettinati in avanti, sopra occhi azzurrissimi." (Relic, 1990). In seguito le sue caratteristiche si precisano sempre di più: accento della Louisiana, pelle semi-trasparente, occhi azzurro pallido, eleganza felina e forza insospettabile in un uomo così snello. Con l'età, a dire il vero, Preston e Child hanno fatto un pasticcio, perché l'hanno piazzato in Vietnam senza che sia abbastanza vecchio da esserci stato. 

Dicevo, in principio c'è un personaggio. E' vero, ma se vogliamo veramente andare al principio, il personaggio sarebbe un altro.

fever dreamQuindi: in principio c'è un personaggio. Un personaggio comparso in un solo libro di George R. Martin: l'armatore Joshua York (o anche: il vampiro Joshua York, a seconda dell'importanza che date alle preferenze alimentari altrui). York "dava l'impressione di possedere una statura notevole, ma del Capitano gli difettava la corpulenza […]. Sulle prime, Marsh pensò che l'uomo fosse alquanto avanti con gli anni, per via del capo apparentemente canuto. Poi […] notò che i capelli non erano affatto bianchi, bensì di un biondo platino pallidissimo […]." (Il battello del delirio, 1982). Il romanzo è ambientato in Louisiana e in seguito le caratteristiche di York si precisano fino a diventare perfettamente sovrapponibili a quelle di Pendergast. Per meglio dire, quelle di pendergast sono perfettamente sovrapponibili a quelle di York, visto che Il battello del delirio è stato scritto prima. Nel fantasy, tra l'altro, c'è una tradizione di albini e semi-albini, quindi anche York non è certo il capostipite.

Questo era, diciamo, il preambolo.

Martin ha continuato a scrivere tranquillamente fantasy, mentre Preston e Child sviluppavano il loro personaggio attraverso ben nove libri. Il decimo uscirà a maggio degli USA (e spero anche in Inghilterra), col titolo Fever Dream.Forse ho dimenticato di dire che il titolo originale del Battello del delirio è Fevre Dream. Nel caso del libro di Martin il Fevre è il vecchio nome di un affluente del Missisippi, ma significa anche "febbre, delirio", in francese. Fever, ovviamente, significa "febbre, delirio" in inglese. 

Sul sito dei due autori americani, di  Fever Dream si dice:

Nella vecchia dimora di famiglia in Louisiana, l'Agente Speciale Pendergast sta mettendo via gli oggetti a lungo ignorati che gli ricordano la tragica morte di sua moglie Helen, ma fa una scoperta sbalorditiva e terrificante.

Helen è stata fatta a pezzi da un leone insolitamente grande e feroce mentre i due erano in Africa per una battuta di caccia grossa. Ma adesso Pendergast apprende che il fucile di lei – la sua unica protezione contro l'animale – era stato caricato deliberatamente con cartucce a salve. Chi poteva volere Helen morta… e perché?

Con l'aiuto del tenente Vincent D'Agosta, Pendergast si imbarca in un'indagine per svelare il mistero dell'omicidio di sua moglie. E' un viaggio che lo riporta nel suo passato, dove apprende cose di Helen che lei avrebbe voluto tenere nascoste.

Helen Pendergast aveva nutrito un'ossessione segreta per il celebre pittore naturalista John James Audubon, in particolare per un dipinto perduto da molto tempo e conosciuto come "the Black Frame".

Mentre Pendergast si addentra nell'enigma – cui verrà risposto in una nottata di incredibile violenza, nel profondo dei bayou della Louisiana – si trova a doversi confrontare con una domanda ancor più importante: chi era la donna che ha sposato?

Mi scuso per la traduzione affrettata, ovviamente. Un altro dettaglio divertente è il nome della moglie dell'agente speciale: Helen.

fevre-dreamNell'ormai defunto forum del sito dei due autori – forum in cui ho visto più di una volta la follia dispiegarsi nella sua piena potenza, credetemi – i fan discutevano dei libri in toni tutt'altro che mansueti. Proprio in queste discussioni venivano sviscerate le possibili implicazioni della morte, fino a quel momento solo accennata, della moglie di Pendergast. A un certo punto i forumisti decisero che scrivere tutte le volte "Pendergast's wife" era una rottura di scatole e decisero di darle un nome, visto che Preston e Child non avevano ancora provveduto (all'epoca, se non sbaglio, Preston e Child non avevano ancora provveduto a dare un nome neanche a Pendergast). Helen fu approvato immediatamente, a larga maggioranza (non si trattava di un forum italiano, dopo tutto). Preston intervenne poi sul forum, dichiarandosi divertito per la scelta arbitraria del nome della moglie di Pendergast.

Visto che alla fine il nome è davvero Helen, immagino che ora alcuni fan americani si stiano fregando le mani, decisamente soddisfatti.

Sono molto interessata anch'io (Mr. Hyde lo è), anche se sono anche un po' sul chi vive: l'ultima girfriend del pallido agente speciale era di un'antipatia tale che ha dovuto essere squalificata per due libri a causa della reazione avversa dei lettori – e non sembra che ricompaia neanche in quest'ultimo romanzo.

Negli ultimi due libri, d'altronde, non è comparso neanche il fratello cattivo di Pendergast, che è morto in modo così poco convincente da rendere qualsiasi sospetto di resurrezione futura praticamente una certezza.

Ovviamente ora verrà fuori che Helen prima di farsela con Pendergast se la faceva con il suo perfido fratello Diogenes, che poi la spedì tra le braccia di Pendergast perché realizzasse i suoi meschini (ma anche piuttosto giustificati) piani di vendetta, controllandola con la forza dei suoi fluidi animali e con un quadro dalle misteriose proprietà cromatiche cui solo lui, in virtù del suo acromatismo, è immune. Ma Helen finì per cedere ai fluidi animali del fratello buono e il perfido Diogenes, ancora una volta sconfitto, decise di organizzare la sua morte nel modo meno lineare possibile – in modo da dare ai lettori tutti i twist del plot di cui avevano oggettivamente bisogno.

Pendergast verrà sprofondato in un abisso d'angoscia dal quale uscirà solo grazie alla meditazione zen e all'amicizia virile del buon Vinnie, che comunque mira da un po' di tempo al suo pallido didietro.

Il problema è che detta così sembra la trama di una fanfiction, ma quei due maledetti Preston e Child potrebbero anche decidere di usare davvero un canovaccio del genere, e renderlo perfettamente credibile.

Capite, ora, a che cosa mi serve Mr. Hyde?

Se non ci fosse lui, a quest'ora sarei già schiattata per l'invidia.

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Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. utente anonimo ha detto:

    il tutto mi ricorda un film con Paolo Villaggio,, mi pare si chiamasse " Si Buana"

    La cosa piu' divertente e' che non sto scherzanzdo.

    Scoiattolazzo

  2. sraule ha detto:

    temo di non averlo mai visto.
    temo?

  3. Jordanblue ha detto:

    Buon giorno, miss.Sono capitata per caso da queste parti, e questo articolo mi ha incuriosito così tanto che (oltre a rivoltare l'intero blog come un calzino ) mi sono procurata e ho letto al volo "la stanza degli orrori", e anche "Natura morta" sarà presto nelle mie avide manine.Tuttavia, pur avendo apprezzato parecchio il personaggio di Pendergast, un interrogativo mi sorge spontaneo: è un'impressione mia, o ha più di un tratto Gary Stu?

  4. sraule ha detto:

    Perché?Preston e Child sono due e credo che Pendergast non abbia tratti di nessuno dei due.O forse non ho capito che cosa intendevi.Natura morta è il mio preferito, btw.

  5. Jordanblue ha detto:

    Ovviamente so poco e niente dei due autori, quindi non so se abbia qualcosa in comune con loro.I tratti Gary Stu che mi sembra di ravvisare sono, citando wikipedia: "caratteristiche particolarmente innaturali. Tra queste le più comuni sono occhi e capelli di colori inesistenti, poteri magici o abilità sovrumane", "fortuna incredibile, molto al di sopra di ogni realistica possibilità", "ovvio favoritismo da parte dell'autore, che fornisce loro un ruolo molto preminente (…) e ne sottolinea ripetutamente i meriti, per bocca del narratore o degli altri personaggi della storia".Non so, in "la stanza degli orrori" dopo pagine e pagine in cui viene costruito un personaggio sempre un passo avanti a tutti (anche in sala operatoria!!), il momento in cui forse Pendergast mi è piaciuto di più è stato nel finale, quando, ferito e minacciato dall'antagonista, ha avuto paura come un normalissimo essere umano.Oggi ho letto natura morta, però, e qui il personaggio mi piace molto di più: è figo uguale, ma a fare da contrappunto a tanta figosità c'è una certa legnosità nei rapporti interpersonali.Non so se sono riuscita a spiegarmi e se quello che dico ha oggettivamente un senso o sono solo giri mentali miei :)In ogni caso mi scuso per essermi impadronita momentaneamente del tuo spazio commenti, e ti lascio un saluto.

  6. sraule ha detto:

    ci mancherebbe, mi fa piacere.ho capito ciò che intendi. sicuramente pendergast è un personaggio sopra le righe, per molti aspetti inverosimile e, sì, figo – forse persino troppo figo.però non può essere un gary stu per questo motivo (sempre wikipedia): "Mary Sue, a volte abbreviato in Sue, è un termine peggiorativo adoperato per descrivere un personaggio immaginario, in genere femminile (per i personaggi maschili solitamente si adopera Gary Stu o Marty Stu), che si attiene alla maggior parte dei cliché letterari più comuni, ritratto con una idealizzazione eccessiva, privo di difetti considerevoli e soprattutto che ha la funzione di realizzare e autocompiacere i desideri dell'autore."cioè, secondo me non merita il peggiorativo e non è una versione "più figa" di nessuno degli autori.poi, dai preston e child mica scrivono fanfiction!che è un personaggio da fouilleton, però, sono d'accordo 🙂

  7. utente anonimo ha detto:

    CiaoPrima di tutto volevo dirti che hai scritto un bell'articolo. Subito dopo aggiungo che Pendergast ha perso la sua "essenza" negli ultimi libri. Invecchiando è diventato un uomo d'azione, tanta violenza e tanto "fan service", con scene in cui lui è, in sequenza: latin lover, profondo conoscitore del kamasutra, scolpito come un culturista, sempre più propenso alle battutine fuori luogo e sempre meno vicino a quell'umorismo fine che me l'aveva fatto amare. L'unica cosa che apprezzo è che a volte è meno sicuro di sé, il che, paradossalmente (visto ciò che ho scritto appena qui su) lo rende più umano.Spero vivamente che in Fever Dream si riprenda ciò che ha perso per strada. Ho amato The Cabinet Of Curiosities più di qualunque altro libro (prima di scoprire Jean-Christophe Grangé, ovviamente) ma negli ultimi quattro o cinque non ho ritrovato la voglia che avevo prima. Certe situazioni avrebbero potuto sfruttarle meglio. La morte di Bill, ad esempio. Ottima trovata, ma sviluppata male. Dovevano dargli un pò di spazio prima di sacrificarlo sull'altare delle vendite. Lo abbiamo amato per tanti libri, ma farlo sparire in cinque pagine fa di lui una comparsata in un romanzo dal finale scontato.

    Non volevo sparare a zero, ma mi mancano le vecchie avventure. Ripongo le mie speranze in Fever.

    PS: Complimenti vivissimi per "l'inchiesta" sui vari avi di AXL. E io che mi ero soffermato a Sherlock Holmes…

  8. sraule ha detto:

    Ciao Anonimo,sono piuttosto d'accordo. In Fever Dream (un libro migliore dei precedenti, devo dire) vediamo un Pendergast dolente, molto arrabbiato e leggermente fuori controllo. Almeno, all'inizio è così.Purtroppo alla fine diventa Rambo, tanto per cambiare, e questo ammoscia un po' il tutto. Devo aggiungere che però, a questo giro, diventa un Rambo che dà delle soddisfgazioni (non aggiungo altro).Comunque ti lascio un paio di link.Su Fever Dream: http://sraule.splinder.com/post/23023667/preston-e-child-ti-fregano-sempre-non-ce-niente-da-fareun articolo molto vecchio sui figli di Sherlock Holmes (tra cui Pendergast): http://utenti.multimania.it/prestonchild/experiences1.html

  9. utente anonimo ha detto:

    Davvero un bell'articolo,era tempo che cercavo informazioni su questo libro…a proposito,sai quando esce in Italia?

  10. sraule ha detto:

    a dire il vero non ne ho idea. se conosco i miei polli… verso natale 🙂

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