Questo fine settimana, ho avuto il piacere di essere ospite a FUllcomics. Lo chiamo "piacere", tutto sommato, perché, come dicevano gli antichi, quel che non accoppa ecc e io mi sono eccetrata.

Il clima era rigido – e questo è anche l’unico disservizio che non dipendesse dall’organizzazione.

Però era MOLTO freddo, i riscaldamenti non erano SEMPRE accesi e non mi sono MAI tolta la giacca.

Obbiettivamente, se devi stare dentro una struttura per quelle cinque-sei ore al giorno e quella struttura non è tiepida almeno per il 70% del tempo, l’esperienza complessiva può non essere favorevole.

Ma diciamo che anche questo non dipendesse dall’organizzazione di Fullcomics.

Doveva esserci una mostra di tavole originali dell’ultimo numero di Ravenstock (doveva esserci anche una mostra di About Death, ma visto che non sono Francesca da Sacco porto avanti soltanto la mia lamentela). Armando consegna gli originali e un cd con le immagini a colori, perché l’idea dovrebbe essere quella di mettere ogni pagina colorata accanto al suo originale in bianco e nero.

Ma anche no.

La mostra non viene fatta perché "mancano i picoglass" (le cornici di plexiglass trasparente).

Nessuno dell’organizzazione ci contatta per avvisarci di questa cosa. Ce ne accorgiamo quando andiamo a visitare le mostre. Che mancassero i picoglass lo scopriamo alla sera, quando persone meglio informate di noi ci spiegano la faccenda.

Io e Armando ci guardiamo perplessi.

"Perché, il Brico Center è chiuso, il giovedì pomeriggio?" chiedo, alla fine, io. Nessuno è in grado di darmi una risposta.

Alla fine del primo giorno di fiera, in ogni caso, il disguido mancata mostra si dimostra irrilevante.

Il problema rilevante è che non ci sono visitatori. Gli addetti ai lavori chiaccherano tra di loro, fumano, giocano a briscola. Tutti gli incontri del primo giorno vengono annullati.

Passiamo la giornata dentro una bellissima fortezza medioevale battuta dal vento, cercando di capire dove sia finita… be’, la gente.

Il giorno dopo la situazione migliore leggermente.

Certo, Ivo Milazzo presenta il suo libro su De Andrè di fronte alla bellezza di sei persone, ma ok, qualcuno, ogni tanto, passa anche. Verso le cinque del pomeriggio c’è il picco massimo di presenze. Se con "picco massimo" immaginate più di due persone ogni dieci metri quadri siete fuori strada.

Quella sera, poi, c’è la cena.

Non posso dire niente di male, sulla cena. Ottimo cibo, ottima compagnia.

Mi trovo di Fronte a Tito Faraci e a sua moglie. Tito ha ricevuto un premio per Il Cane Piero, ma è amareggiato. Mentre assisteva alla premiazione ha appreso dell’esistenza di un ALTRO premio, a suo avviso molto più prestigioso, che gli è stato subdolamente sottratto da un altro autore (del quale non faccio il nome non per educazione, ma perché purtroppo Tito non è riuscito a sentirlo).

Il titolo del premio era "Miglior storia breve non pubblicata nello stesso volume".

Chiedere "QUALE volume?" non vale, ovviamente. Comunque UN ALTRO.

Cane Piero è stato penalizzato dal fatto che sotto la copertina di Cane Piero c’è effettivamente il libro di Cane Piero.

Siamo tutti convinti che, se no, avrebbe potuto farcela.

La domenica la situazione non cambia.

Nel primo pomeriggio passa qualcuno allo stand Arcadia e dice che Faraci e Andrea Riccadonna stanno presentando Shutter Island, il fumetto tratto dal libro di Lehane, davanti a un pubblico composto dalle signore Faraci e Riccadonna. Io e Armando andiamo a vedere, più che altro perché siamo curiosi di sapere come condurrà l’incontro il moderatore.

Lo conduce come se avesse davanti una folla di centinaia di persone.

Siamo in 6: due partner, due colleghi, due tizi dell’organizzazione.

A un certo punto il moderatore chiede ad Andrea di dare qualche suggerimento per i disegnatori esordienti. Per un istante penso che si riferisca a ME e sono quasi tentata di puntualizzare che non ho mai esordito, come disegnatrice, perché non so disegnare.

Ma poi mi rendo conto che si tratta di una di quelle cose letterarie. Un deve stare lì seduto e far finta di essere in mezzo a un pubblico ciclopico, mentre gli autori e il moderatore si immagigano la stessa scena mentale.

Se fossimo in The Uwritten la forza della nostra narrazione probabilmente modificherebbe la realtà. Ma la realtà, purtroppo, in questo caso si è dimostra troppo solida.

Me ne sono tornata a casa con delle buone chiacchiere con i soliti noti e un paio di nuove conoscenze interessanti.

Me ne sono tornata a casa con una bracciata di fumetti di cui spero troverò il tempo di parlarvi. Fumetti belli, almeno mi sembra.

Me ne sono tornata a casa con l’idea che mi piacerebbe avere uno convention così vicina a casa – sarebbe proprio comodo.

Ma le cose comode non esistono e va bene anche da un’altra parte, non c’è problema.

Il mio ginocchio è migliorato. Comunque.

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Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. utente anonimo ha detto:

    Certo è sempre un peccato quando una fiera va così male… certo che sovrapporla al Bilbolbul di Bologna (dove io sono andato) non è stata una bella mossa… ma Matteo e Cammo li hai visti?

  2. sraule ha detto:

    sì, sì, siamo andati a cena insieme. è stato carino. un tavolo da 21 persone, tutti addetti ai lavori.

  3. utente anonimo ha detto:

    Non mi do per vinto! Sto scrivendo una storia breve che sarà pubblicata in un altro volume! E la prossima volta il trionfo sarà mio! 
    Tutto mio!
    AH! AH! AH! Il mondo è mio! Miooo! AH! AH! AH!

  4. sraule ha detto:

    sì. tito.
    non ti preoccupare.
    nessuno te la farà, la prossima volta.
    respira, ora.

  5. utente anonimo ha detto:

    Ciao Susanna,

    guarda che quella che hai postato non è la foto della premiazione di Tito Faraci, che è stata moderata da Primiceri stesso che manca nella foto. La foto che hai postato si riferisce a dopo la presentazione quando le Tito Faraci e gli altri continuavano a parlare tra di loro. Se ti serve la vera foto della premiazione scrivici a redazione@fumettodautore.com che te la inviamo.

    Lo staff di
    Fumetto d'Autore

  6. sraule ha detto:

    quella foto non intendeva essere quella della presentazione.
    penso di essere una fonte credibile anche senza foto.
    ho inserito quella perché era buffa e perché era già sul blog di tito e non mi dovevo sbattere.
    grazie, comunque.

  7. utente anonimo ha detto:

      
    Siccome sono tendenzialmente pigro, copio e incollo ciò che ho appena scritto in un commento sul mio blog:

      

    "Per inciso…
    Mi sono divertito, sono stato con amici. Il premio mi ha fatto piacere, e ho ringraziato. Ho presenziato all'incontro, anche se davanti avevo poca gente, rispondendo alle domande con rispetto. Perché sono una persona civile. Perché anche questo è il mio lavoro.
    Purtroppo, la fiera ha avuto una scarsissima affluenza. Questo è un fatto.
    Polemiche e dietrologie le lascio ad altri. 
    Non mi divertono, non mi interessano. Non era questo lo scopo di un post fatto anche con una certa autoironia di cui, grazie al cielo, io sono ancora capace. 
      La sconfitta è anche mia. E io la accetto."

    Aggiungo qui che anche Susanna di questa ironia è capace. Ed è una cosa che va apprezzata e, prima ancora, capita.

    Tito Faraci

  8. utente anonimo ha detto:

    Cose che capitano, no?
    l'importante è che gli organizzatori imparino dagli errori fatti.
    Io non sono riuscito a venire perché la settimana prima ero a Mantova e 2 giorni prima a Piacenza all'Apimel. Troppe fiere. Davvero troppe. Poi il fatto è che concomitante c'era Bilbolbul e uno poi è indeciso sul da farsi.
    Cosa dicono, la rifanno l'anno prossimo?

  9. utente anonimo ha detto:

     http://titofaraci.nova100.ilsole24ore.com/2010/03/in-scena-comunque.html

     Ah, non avevo notato una cosa nel messaggio dello staff di Fumetti d'Autore…

    La foto in questione è stata scattata alle due e un quarto. NON dopo l'incontro con me e Riccadonna, annunciato per le due. (L'incontro, in linea teorica, avrebbe già dovuto essere iniziato.)
    Io e Riccadonna, dopo l'incontro, ci siamo spostati. Non ci siamo fermati lì a parlare fra di noi.

    Solo per precisione: immagino che si sia trattato di un malinteso, che ora ho chiarito.

    Saluti
    Tito Faraci 

  10. sraule ha detto:

    grazie per la precisazione, tito. e anche per esserti auto-linkato, risparmiandomi lo sbattimento di linkare il tuo blog nel post.

    linkare, tra l'altro, è un neologismo di rara bruttezza, riscattato soltanto dal suono un po' equivoco che ha 🙂

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