Lavorare con le parole a volte si trasforma in una maledizione. Essere romanticamente attaccata alle vestigia della lingua italiana. Rispettare la bellezza di una frase ben scritta, amare le particolarità grammaticali della mia lingua.
Tutti atteggiamenti fuori luogo, in alcune circostanze, me ne rendo conto.
Catriona Potts, poco tempo fa, poneva lo stesso problema.
Questa riflessione parte da un’iniziativa che trovo meritevole e che condivido nello spirito, ma non nella forma. Questa.
Iniziando dal titolo "Manifestazione antirazzista di massa su Facebook". Perché "di massa" e non "collettiva" o "generale"?
Quisquilie, paragonate al resto.
L’idea è che sabato 16 gennaio tutti i partecipanti alla manifestazione scrivano sulla propria bacheca di Facebook la seguente frase: "DIVERSO…PERCHE’? STRANIERO…DOVE? ALTRO…QUANDO? Siamo tutti parte del medesimo respiro. Smettiamo di accettare, per ignavia, l’esclusione e l’invenzione di nuove differenze. Non respingere, Accogli!
Anche Gesù è stato un clandestino. NORD DAY Milano 6 marzo 2010 ore 14.oo NO RAZZISMO! NO OMOFOBIA! NO XENOFOBIA!"
Non che questa frase sia sbagliata da un punto di vista grammaticale. In effetti è soltanto brutta.
L’uso dei puntini di sospensione privo di senso, l’affermazione "siamo tutti parte dello stesso respiro" che sembra presa di pacca da un volantino di Comunione e Liberazione (e che una metafora decisamente criptica, al punto di rasentare il discorso vacuo), la parola "ignavia" fuori contesto… Ecco, tutto questo disturba il mio senso del bello.
Potrei aggiungere che non mi sembra che il Buon Vecchio Jeezaz debba per forza essere tirato in mezzo, ma qua non siamo più sullo strettamente linguistico.
La mia domanda ora è questa: è morale non partecipare a una manifestazione perché non si è d’accordo sulla forma linguistica sciatta scelta per il proclama?
Perché l’idea di pubblicare sulla propria bacheca un simile cumulo di brutture linguistiche mi fa impressione?
Ecco, forse no.
Forse non è etico.
Ma avrò davvero delle difficoltà a farlo.

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Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. utente anonimo ha detto:

    Tutto il mio sostegno. Se ne sentono di tutti i colori. Condivido il tuo imbarazzo, ed è giusto, a volte, che prima dell’interrogativo morale venga quello estetico.

    Insomma… "DIVERSO…PERCHE’? STRANIERO…DOVE? ALTRO…QUANDO? Siamo tutti parte del medesimo respiro".. Carlo Verdone non avrebbe saputo fare meglio. Leggila come la direbbe lui. E’ perfetta, ma per lui!

  2. utente anonimo ha detto:

    Scusami, manca firma, HKD.

  3. sraule ha detto:

     è vero che è tragica? 🙂

    (ciao hotel!)

  4. utente anonimo ha detto:

    Io non sono d’ accordo.
    Ho sempre pensato che la forma senza contenuto puo’ essere niente e
    il contenuto senza forma puo’ essere tutto.

    E’ il classico discorso di chi acquisisce una qualsiasi forma di tecnica ( molto indicativa e’ la musica). Si pensa ma non si dice " Io ho studiato anni per saperlo fare e , cribbio, DEVE essere sopra tutto e tutti"
    l’ Amarita’ ( : ) ) dell autoinganno.

    Cosa c e’ di male nella cattiva espressione di un buonissimo sentimento come e’ l integrazione. Credo che  sono altre le  cose che dovrebbero indignare.

    Anyway…il mondo e’ bello perche’ e’ vario. E poi , senza noi ignoranti, come faresti a compiacerti di tanta qualita’? : )

    Beata ignorantita’

    Scoiatolazo

  5. sraule ha detto:

     mmm… sei gentile a ripropormi la mia domanda con parole diverse 🙂

  6. utente anonimo ha detto:

    Ciao Scoiatolazo,

    commento interessante.
    Aggiungo solo che FORSE è come dici tu laddove una cattiva espressione (carente) sia giustificata da certe circostanze "ambientali". Parlo della vera ignoranza, che però può sempre esprimere concetti altissimi.

    Ma nell’esempio citato, tutti avevano gli strumenti per esprimere meglio il concetto, e soprattutto, non in modo così trito. Allora, lì, la scure cala.

    HKD

  7. sraule ha detto:

    allargherò un pochino la discussione, ponendo un’altra domanda: questo tipo di presentazione che tipo di idea dà, a chi non è immediatamente d’accordo con il concetto espresso?
    l’idea di avere a che fare con un gruppo credibile o quella di avere a che fare con un gruppo di mezzi scemi?

    non condivido al cento per cento l’elogio dell’ignoranza. il mito dell’ignorante savio è, appunto, solo un mito. molto più di frequente l’ignoranza va a braccetto con gli aspetti meno nobili dell’esistenza umana.
    avere rispetto dell’ignoranza è come avere rispetto dell’eroina, entrambe creano danni incalcolabili.
    diciamo, allora, che si può (si deve) aver rispetto degli ingnoranti, non dell’ignoranza.

    con questo non sostengo che dovrebbe esserci una casta di persone istruite che la buttano regolarmente nel culo agli ignoranti (cosa che già avviene), ma che ognuno, nel perorare le sue idee, dovrebbe cercare di innalzare la sua credibilità e la sua autorevolezza, cosa che, mi pare, gli amici della manifestazione "di massa" non stanno facendo.

  8. Lipesquisquit ha detto:

    L’errore sta a monte.
    Distruggi subito il tuo account di Facebook, il problema sparirà.

  9. sraule ha detto:

    assurdo.
    devo ancora battere la ranedda a bejeweled blitz.

  10. utente anonimo ha detto:

    Non volevo fare certo la morale a nessuno. Un Dio di secondordine  , o chi per lui ,  me ne scampi.

    Che ci sia una pigrizia di fondo e’ innegabile e , oggettivamente, faceva schifo lo scritto. Il problema e’ che quando ci si approcia a certi argomenti senza un poco di umilta’ diventa abbastanza un campo minato.

    Chiediamoci a chi e’ diretto il messaggio, abbiamo gia’ visto che la punta di fioretto, ridicola e fuori luogo , alla veltroni per intenderci ,ha fallito piu’ di una volta. Tanto chi ha i mezzi per capire , come espresso da susannna , capisce lo stesso. Le vie della comunicazione sono sempre piu’ contorte..almeno questo era in buona fede mentre c e’ chi ne approfitta per vincere le elezioni.

    Tornando alla questione, preferisco avere a che fare con un gruppo di mezzi scemi che di furbi completi.

    Sull ignoranza Pasolini la pensava diametralmente all opposto di susanna, credeva che piu’ ci si raffinava e si studiava piu’  si perdeva qualcosa.

    Sono discorsi un po’ troppo lunghi…

    Scoiattolazzo

  11. sraule ha detto:

    ah, ma il discorso di pasolini era paradossale, essendo lui un uomo di grandissima cultura.

    hai ragione, scoiattolazzo, il discorso potrebbe farsi lungo. è ovvio che preferisco la beceraggine in buona fede alle argomentazioni in cattiva fede, ma elegantemente espresse.
    dico soltanto che fossero riusciti a esprimere un po’ meno rozzamente le loro argomentazioni in buona fede, i tipi della manifestazione di massa forse avrebbero convinto qualcuno in più. e non ci sarebbero state immediate prese di distanza dalla prosa, come se ne sono già verificate sul sito.

    sono anche consapevole che questo è un vecchio difetto della sinistra: eccepire sempre e comunque. e non sono sicura che sia un difetto evitabile.

  12. utente anonimo ha detto:

    Hai scritto: "Non che questa frase sia sbagliata da un punto di vista grammaticale".
    In realtà a me non sembra propriamente una frase: mi pare più una serie di slogan, scritti con forma e scelte verbali ben precise.

    Personalmente la vedo così:
    – "di massa" perchè è più forte, immediato e moderno di "collettivo";
    – "ignavia" perchè la pronuncia ha un suono più sgradevole di "indifferenza" o altre possibili sostituti;
    – "siamo tutti parte del medesimo respiro" per strizzare l’occhio ai fan della New Age
    – il riferimento a Gesù clandestino per coinvolgere emotivamente i Cristiani (anche se personalmente non saprei dire fino a che punto quella frase sia vera. "Extracomunitario" sì, ma "clandestino" siamo sicuri? Le due parole sono diventate sinonimi?);
    – "Non respingere (virgola ma seguito da lettera maiuscola) Accogli!" per infilare nel messaggio un ordine perentorio.

    Insomma, sia per forma che per contenuti il testo che hai riportato mi ricorda la trascrizione letterale di un volantino. Quindi, pur condividendo pienamente le tue riflessioni, non so se possa essere trattato alla stessa stregua di una normale frase…

    Luca.

  13. sraule ha detto:

     Non lo trattavo alla stessa stregua di una normale frase, dicevo solo è brutto anche come volantino 🙂

    Anyway, tu che sei più esperto di me, mi spieghi questa cosa di Gesù clandestino o extracomunitario?
    La mia ultima lettura dei vangeli risale più o meno al pleistocene (lo so, un curioso paradosso temporale), ma le affermazioni, tanto di moda in questi giorni, sul fatto che Gesù fosse a) un migrante o, b) un etracomunitario o addirittura c) un clandestino, mi perplimono. 
    In che senso, scusa? Tu lo sai?
    A me pare che sia stato "migrante" giusto nella pancia della mamma, il che palesemente non conta. So che voi cristiani avete tutta quella faccenda ovuli = bambino nato e cresciuto, ma mi pare lo stesso un po’ tirata per i capelli.
    O forse è perché non era romano in un’epoca in cui la Palestina era sotto il dominio romano? Ma dubito che i romani considerassero gli autoctoni "extracomunitari". Poi, una volta nato a Betlemme non si è praticamente più allontanato dal paese, me lo confermi? 
    Mi rimane solo un’ipotesi, a questo punto: che essendo il figlio di Dio non fosse tecnicamente palestinese, quindi, come dire, un immigrato di lusso? Immigrato dal Regno dei Cieli o roba del genere? Capisco che Maria era solo una donna e tutto, però, visto che lei era palestinese, non avrebbe dovuto esserlo anche lui, almeno da parte di madre?
    Luca, aiutami… non capisco questi pazzi cattolici!
    Che cosa vogliono dire???

  14. utente anonimo ha detto:

    Sei tremenda! 😄 ma condivido la tua osservazione! Sembra strano, perchè disegno e non ho il coraggio di scrivere, ma anche io considero importante mantenere almeno un minimo intatta la dignità grammaticale e lessicale della lingua, non solo scritta ma anche parlata (cerco di disegnare fumetti ma ho alle mie spalle una vita da liceale con i massimi voti 🙂 ) Poi è anche vero che molte volte non faccio attenzione alla forma e alla grammatica, ma almeno il congiuntivo cerco sempre di usarlo! Perciò viva i rompipalle come te! Viva viva gli ultimi maestri della giusta via!

    PS Avevi promesso di adularmi! 😄

  15. utente anonimo ha detto:

    Il commento di sotto l’ho fatto io, ossia Francesca Ciregia, la rompi balle massese!

  16. sraule ha detto:

    hai ragione. ti adulerò al più presto.
    è che fino a ieri ero impegnata ad adulare madadh al completo nella mia introduzione al prossimo numero e così ho tralasciato le cose veramente importanti.
    tu inizia a mandarmi una fotografia in mutande, sì? :))))

  17. lulabelle ha detto:

    come al solito sono con te, su. è il leitmotiv di questi giorni.

  18. utente anonimo ha detto:

    ma chi gli ha imparato a scrivere?

    pic

  19. sraule ha detto:

     piccar: già.

    micol: ma anche la discussione sotto il video merita parecchio 🙂

  20. utente anonimo ha detto:

    Eheheheh, sei tremenda! il pezzo dell’ immigrato dal Regno dei Cieli, ma palestinese da parte di madre, mi ha fatto piegare in due dalle risate!

    Naturalmente dicevo "Extracomunitario" nel senso che, avendo vissuto in palestina, oggi Gesù sarebbe appunto classificabile come extracomunitario (ci sono delle belle vignette di Vauro a questo proposito).
    Clandestino non mi risulta.

    Luca.

  21. sraule ha detto:

    ah, vedi l’egocentrismo!
    mi sfuggiva il punto di vista comunitario.

  22. utente anonimo ha detto:

    Allora ti mando al più presto la fotografia in mutande 🙂

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