E con questo (forse) termino la sequenza di post "Tal dei Tali non l’ha mai fatto", immagino con vostro grande sollievo.
Il fatto è che dopo aver visto il trailer del film che tanto di ha angustiata, ero decisamente inviperita. Così ho iniziato a scrivere di getto un apocrifo holmesiano dal provocatorio titolo "Tutte le femmine di Sherlock Holmes", nel quale stressavo al massimo grado il concetto di un Holmes dalla vita sessuale scatenata che si evinceva dal suddetto trailer.
Poi ho visto il film e, in effetti, mi è diventato chiaro che le scene del trailer erano red herring. Meglio così, eh?
Ma ormai avevo iniziato a scrivere e penso che il racconto sia divertente. Questo è l’inizio:

Per rimorchiare, Sherlock Holmes usava sempre lo stesso metodo, mi diventò chiaro pochi mesi dopo il nostro trasferimento al 221B di Baker Street. Sebbene prima di iniziare la nostra convivenza avessimo messo in chiaro quali erano i nostri principali difetti, Holmes aveva evidentemente tralasciato di nominare i suoi burrascosi rapporti con il gentil sesso. Come ho già avuto modo di riportare altrove, Holmes aveva orrore dell’amore e di qualsiasi altro sentimento, ritenendo che le emozioni l’avrebbero messo in una posizione falsa e avrebbero finito per inceppare la macchina mirabilmente oliata che era il suo cervello.
Delle altre parti del suo corpo non sembrava tenere conto, almeno quando si trattava di fare conversazioni sincere e a cuore aperto con un possibile coinquilino, ma, come arrivai presto a comprendere, non dovevano essere meno oliate della sua incredibile mente.

Il resto lo trovate al solito posto.

Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. utente anonimo scrive:

    Volli vederlo anch io questo Gaio film.

    Niulla da dire , sulla collezione di bastoni di Watson  ovviamente, mentre su film  anche troppo.

    Iniziamo dalla gaieta’ che pervade le vittoriane scene, la gelosia del buon (jhon?) Holmes verso Watson , e ovviamente verso i suoi bastoni.
    Alla fine non e’ che un film sull amore, pervaso da simbologie falliche , come non provare piu’ di un fremito davanti a martelli , martelloni, bastoni e , haime’, bastoncini.
    Lo stesso Moriarity cerca di battere Il nostro con l unica cosa che poteva sconfiggerlo : LA FICA.
    Diavolo di un Morarity, usa un film men che mediocre solo per raggiungere i suoi fini. Bellissimo l omaggio del regista al " piccolo chimico " , in fondo una mente agile deve pur partorire qualcosa e non prendere i giochi per pc come modello per farne film.
    Il cane, magnifica metafora dello spettatore , sempre anestetizzato dall inizio alla fine che  fa da cornice alla puzza di piedi e di wishkey del buon Jude lowe con sempre sta faccettina da cazzo stampata sul visetto.
    Bravissimo anche il redivivo Franco franchi (nella parte di Moriarty) anche lui aveva fatto finta di morire solo per tornare a fare questo bellissimo film, non si vede in faccia, ma sono arcisicuro che sia lui.Grande Franco, bentornato.
    Mi verrebbero da dire un milione di altrte cose ( tutte pessime e di cattivo gusto ) ma voglio solo chiosare sul dolce pensiero che in un angolo di un anglo di qualche sobborgo buio di londra , Holmes e watson , si stanno ancora inculando.

    Scoiattolazzo.

    p.s. A due minuti dalla fine del film ho pensato " Spengo la tv, faccio un rutto e una scorreggia di disapprovazione , chido il frigo con il piede e mi tuffo a letto"

    Purtroppo non sono come l holmes del film , e la scorreggia non mmi e’ venuta proprio come l avevo immaginata.

  2. sraule scrive:

    anch’io ho trovato ridicola la gelosia di holmes per watson. ma ritchie aveva iniziato già a mostrare una certa fascinazione per il soggetto omo in rock’n’rolla e evidentemente non era ancora pronto per abbandonarlo. cose che capitano a stare con madonna?

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