Sono andata a vedere questo film con animo sereno e sguardo equanime.

Ok… no.

Sono andata a vedere questo film sul piede di guerra, saltellando per l’eccitazione e pronta a spaccare la faccia alla tipa alla cassa se mi avesse rimpallata ancora una volta. Quello di ieri era il quarto tentativo, che siano maledette le festività e le famigliole.

Quando mi sono seduta in sala, però, sono stata presa da una sorta di apatia rassegnata, quindi non ho neanche disturbato i vicini, a parte l’occasionale battuta sull’incongruenza del doppiaggio.

Ma entriamo nel merito – spero che capirete che me ne fotto degli spoiler.

Il film di Guy Ritchie è senza palle, ma questo è un problema secondario. È girato bene, con un bel ritmo, con qualche molto-prudente accenno di guyritchietudine qua e là (ma principalmente , dove nessuno potesse farci caso), con una scenografia molto bella che solo occasionalmente sembra quella di Harry Potter.

La trama è inconsistente, ha senso solo se sei un ragazzino di, ipotizziamo, 12 anni. Già verso i 13 inizi a notare delle incoerenze.

Ma, signori, il film era dichiaratamente un’opera per fanciulli, pieno di scazzottate e motti arguti, per cui neanche lamentarsi di questo è ragionevole. Sarebbe come lamentarsi che Indiana Jones non si frattura le ginocchia quando salta dall’altezza di dieci metri o che Hermione, a 12 anni, ha la quinta di reggiseno.

In effetti, tutto considerato, questo Sherlock Holmes è un film per ragazzi decente, che ti traghetta attraverso le due ore e-rotti di proiezione senza farti annoiare, né avere pensieri troppo profondi, che, si sa, rovinano la digestione.

Potremo persino spingerci a definirla una versione di The League of Extraordinary Gentlemen girato meglio. Il livello di tradimento rispetto all’opera originale è più o meno lo stesso, e se da un lato Conan Doyle almeno non è vivo per vederlo, dall’altro non può nemmeno incassare le royalties come (avrebbe potuto fare) zio Alan.

Ma andiamo al sodo.

Il protagonista di questo film è un tizio male in arnese, con un sense of humor tarato su quello di un 15enne, bravo a fare a cazzotti e a saltare giù dai tetti, dall’intelligenza più o meno nella media (ma per sua fortuna circondato da personaggi dall’intelligenza un po’ più bassa della media) e che tende a cacciarsi nei casini.

Eh?

No, non sto parlando di Watson.

Downey jr., intendiamoci, è un bravo attore. Ha un bel modo di recitare. Ha una bella faccia. Il suo personaggio non è antipatico, anzi. Se l’avessero chiamato Dottor House sarebbero stati più onesti, perché la caratterizzazione è quella, ma ok. Non mi metterò a elencare tutte le incongruenze rispetto al Canone, anche perché non ho cinque-sei ore da buttare via.

E potrei accettare come scelta stilistica la sciatteria fisica e morale di questo personaggio.

Dico, questo personaggio che non si comporta come Sherlock Holmes, non è intelligente come Sherlock Holmes, e non è appropriatamente alto-affilato-e-meditativo come Sherlock Holmes.

Potrei accettare un sacco di cose sulla base del diritto dei cineasti di “interpretare” un personaggio.

In effetti l’unica cosa che davvero mi ha irritato è che gli autori di questo film non si siano presi il disturbo di cercare di capire il personaggio. Non a caso, quelle due battute di Holmes che sono copincollate dal Canone, nella bocca di Downey jr. stonano, sembrano caricaturali.

La famosa intelligenza di Holmes, inoltre, in tutto il film viene messa puerilmente in rilievo tramite due espedienti: delle deduzioni che Conan Doyle si sarebbe vergognato a far pronunciare al suo personaggio, di un’ovvietà e un’imprecisione spaventosa; e tramite una serie di scene in cui si mostra che Holmes è “un buon pianificatore” nei combattimenti.

Questo, più che parlarci dell’intelligenza di Holmes, evidentemente, ci parla del dislivello tra i Q.I. di Conan Doyle e i soggettisti di questo film.

Inoltre, è vero che nel Canone Holmes spesso si dimostra involontariamente crudele con Watson. Una volta, esaminando il suo orologio da taschino, si dimentica che sta parlando di un cimelio della famiglia del suo amico e finisce per ferirlo, cosa di cui si scusa subito. Un’altra volta gli fa credere di star per morire e gli impedisce di curarlo, asserendo che è un medico scadente. Un’altra volta gli fa direttamente credere di essere morto per 3 anni, tranne poi ripresentarsi a casa sua con un bel sorriso e con una carabina puntata addosso. Holmes maltratta Watson per vari motivi, ma mai semplicemente per fargli uno scherzo. E Holmes non proverebbe mai a umiliare la fidanzata di Watson davanti a lui coi suoi giochi deduttivi (oltretutto sbagliando rozzamente il passaggio finale).

Perché un personaggio un po’ gretto può essere un buon personaggio, ma non quel personaggio.

Riguardo a Watson, devo dire, Law non si comporta affatto male. Riesce in un’impresa attoriale che definirei storica: senza ausilio di evidenti deformità fisiche o altri meccanismi atti a suscitare repulsione, riesce a sembrare non-sexy per tutto il film. Non so come faccia. È come se avesse spento una lampadina.

Fenomenale.

Anche il personaggio di Irene Adler è meno peggio di quel che temessi. Innanzitutto non c’è la paventata scena di sesso romantico (film per ragazzi, ricordate?), che è già un qualcosa. Poi, in generale, è forse l’unico personaggio che non tradisce completamente lo spirito dell’originale. Per quanto sia difficile a dirsi, visto che Conan Doyle le dedica sì e no un paio di pagine.

Moriarty ha solo una comparsa. Certo, l’idea di farci capire che è un professore sporcandogli di gesso il risvolto della giacca è un po’ patetica, ma, cosa più inquietante, la sua presenza apre la possibilità di un sequel.

Il povero Lestrade, alla fine, è l’unico veramente fedele all’originale, ottuso e orgoglioso come dovrebbe essere (anche se privo della faccia da furetto di cui si parla nei libri).

L’impressione finale conferma il pregiudizio iniziale. Questo film avrebbe potuto davvero essere qualcosa di bello e divertente, ma ha voluto essere, con forza e prima di ogni altra cosa, un blockbuster per famiglie.

Mi viene da pensare, forse un po’ malignamente, che se quelli della Warner volevano commissionare un film su Sherlock Holmes a un regista inglese, avrebbero potuto rivolgersi a mr. Burton, che sarà nato in California, ma è più inglese di Ritchie.

Ah, e ovviamente più bravo.

Advertisements

Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

»

  1. CREPASCOLO ha detto:

    Burton. Mmm. Holmes sospeso tra Wonka e Sparrow, la Adler con i paramenti da gothic lolita fuori tempo massimo della Carter. Inserti cartoon presi di peso dal ( primo ) sottomarino giallo e stop motion come nei peplum con Reeves. Un altro film ”su ” Burton più che su quel tizio di Baker Street.
    Molto meglio la nostra idea – regia affidata a chi gira i video dei Subsonica – De Sica jr è Holmes, l’architetto Mangoni di Elio è Watson, Max Gazzè è Moriarty e Irene Adler.
    Un abbozzo di trama: Irene Adler è un trans non operato che si guadagna da vivere scrivendo per le riviste pulp americane ed inglesi, ma è anche lo undercover agent di una potenza straniera.  I soldi veri li fa con i plagi dei racconti di Doyle che rivende ai concorenti di The Strand magazine – lo spionaggio è un passatempo come per altri suonare il violino. 
    Moriarty è un illuste accademico, un po’ bollito ma ancora sul pezzo, come una Levi Montalcini ante litteram  – ha sintetizzato certe pillole blu che risvegliano sopiti appetiti, ma riducono le diottrie. Ad un simposio sulla correlazione tra la lettera rubata di Poe e l’aumento degli sciopei dei postini conosce la Adler e se ne innamora, non ricambiato.
    In overdose da blue pills, il cattedratico si fa ricovevare nel subsonic asylum – clinica sperimentale dove si curano i nevrotici con il canto dei delfini – dove conosce Holmes, una volta brillante ispettore delle poste oggi picchiatello convinto che il suo medico curante dottor Watson, sia un gogliarda senza laurea con la missione di tediarlo.
    Watson – l’unico con qualche rotella rotante nella direzione del senso di marcia delle umane cose  – ipnotizza Holmes e Moriarty perchè  dimentichino le loro osessioni. I due escono dall’ospitale ed aprono una tatuaggeria con annessa sala per fumatori d’oppio dove pagando il doppio è possibile assumere le compresse azzurre della rinnovata giovinezza. Adler – nella miglior tradizione dello scrittore maledetto – diventa  il miglior cliente. Nessuno la riconosce. Peccato.             

  2. sraule ha detto:

    deciso. il prossimo film dovrebbero farlo fare a te!

    peraltro, condivido la velata critica su burton, ma ammetto che a me i film di burton "su" borton piacciono parecchio.
    e, in fondo, non facciamo tutti cose che dicono più cose su di noi di quanto dicano del resto?

  3. utente anonimo ha detto:

    sappiamo benissimo che in realtà il VERO post sul film di holmes è chiuso nel tuo hard disk, un lunghissimo monologo catoniano colmo di schiuma alla bocca e di bicchieri sfasciati al ritorno a casa.

    questo l’hai scritto sotto xanax come parte di qualche tipo di terapia.

    NON CI INGANNI !!!

  4. sraule ha detto:

    zitto, che devo ancora buttare, sai… il contenuto del bagagliaio della mia macchina…
    ne riparleremo quando le autorità avranno dimenticato la faccenda…

  5. utente anonimo ha detto:

    ho visto la locandina del film
    avranno almeno pagato un caffe a mckean?
    è tale e quale alle prime copertine di sandman…

  6. utente anonimo ha detto:

    io sono andato a vedere un film di GuyRitchie e ho visto un film di GuyRitchie.
    Non mi è dispiaciuto ma è sacrosanto, SH è completamente altro, ma altro altro eh!

  7. sraule ha detto:

    sì, in effetti, ma mckean fa molto inghilterra e ormai lo plagiano uttti.

    andrea: sì. e però è un guy ritchie un po’ più leccato del solito. e di solito è già ABBASTANZA leccato. 🙂

  8. utente anonimo ha detto:

     Straordinaria recensione, arguta, ironica, colta e divertente.
    Adoro vedere massacrare con stile. Pochi lo sanno fare così bene.
    Complimenti e buon anno.

  9. sraule ha detto:

     grazie, enrico!

  10. utente anonimo ha detto:

    la recensione più azzeccata e veritiera letta sul film di SH.
    e anche io mi sono chiesto se fosse fatto per ragazzini di seconda media… cosa che, in effetti, mi è stata testimoniata dalla loro presenza in sala a dozzine, eccitati di fronte ad un SH che fa a pugni a destra e a manca e che fa esperimenti su mosche e cani… per non parlare della vena ridicola e sciocca che contraddistingue i due "amici" che paiono più gay della serie di Batman degli anni sessanta.

    grande recensione. complimenti davvero.

    mac parak

  11. sraule ha detto:

    grazie mac parak. è bello trovare un’anima affine in questo mondo ostile (anche se, in realtà, in questo specifico caso, le anime affini non mi mancano, vedi gli altri folli di "uno studio in holmes")… 🙂

  12. utente anonimo ha detto:

    Ho finito di vedere il film qualche ora fa. Sono assolutamente d’accordo con il tuo giudizio che non mi sembra affatto un massacro come qualcuno ha scritto. Alla fine è un film che si lascia guardare ("In effetti, tutto considerato, questo Sherlock Holmes è un film per ragazzi decente, che ti traghetta attraverso le due ore e-rotti di proiezione senza farti annoiare, né avere pensieri troppo profondi, che, si sa, rovinano la digestione.") che non si prende sul serio e che non deve essere preso seriamente. Certo Holmes e Watson potevano chiamarsi anche Mario e Marco e non sarebbe cambiato nulla, ma come avrebbero attirato il pubblico i produttori?
    Un piccolo quesito al quale potrai darmi una risposta certa: come si pronuncia Moriarty? L’accento proposto dal doppiaggio mi è sembrato strano…

    Filippo

  13. sraule ha detto:

     Domanda interessante: io ho sempre detto Moriarty con l’accento sulla o, come viene anche pronunciato in un certo numero di film e telefilm. La pronuncia con l’accento sulla a non mi piace (altra cosa che rimprovero al doppiaggio non particolarmente bello dello SH di Ritchie), ma è stato usato in precedenza nel doppiaggio di film italiani, ad esempio in "Senza indizio".
    Nei film in inglese l’accento è ballerino, come in molte parole inglesi lunghe, e comunque è pronunciato con la quasi completa elisione delle r, il che rende la parola decisamente diversa da ascoltare.
    – la messa è finita, andate in pace –

  14. utente anonimo ha detto:

     voglio uno sherlock holmes girato da gilliam.

    armaduk

  15. utente anonimo ha detto:

    Grazie mille per le delucidazioni. Anch’io l’ho sempre pronunciato con l’accento sulla o ed è la pronuncia che preferisco oltre ad essere l’unica che avevo sentito prima del film di Ritchie. Spero in una rettifica per il secondo capitolo.

    Filippo

  16. sraule ha detto:

    armaduk: cazzo, anch’io!

  17. utente anonimo ha detto:

    ma sono l'unica che pur avendo letto il canone ha trovato questo film davvero ben fatto?

  18. sraule ha detto:

    fondamentalmente: sì 🙂

  19. […] Ora, tenendo presente il fatto che il primo Sherlock Holmes di Guy RItchie mi ha fatto schifo… […]

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...