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Iniziamo col dire che a me tutta questa moda dei vampiri fighi fa cagare. ‘Sti esseri centenari che sospirano come sciacquette non mi convincono. L’estasi del morso la comprendo solo se quello che ti infili in bocca è un donut, motivo per cui Homer Simpson batte Edward Cullen uno a zero e ci provi pure, Mr. Melenso, a diventare tutto sbrilluccicoso come un trans.

Non che il vampiro, in quanto tale, mi stia antipatico. Come notava Tullio Avoledo nella prefazione di Ultimi vampiri, il vampiro è l’essere più biocompatibile che ci sia: non inquina, non mangia prodotti in scatola, non contribuisce al disboscamento o al surriscaldamento globale. Visto che non respira, non produce neanche CO2.

Però, ecco, che il vampiro sospiri e si strugga full-time secondo me non ha senso. Che cosa sono, tutti emo? Voglio dire: se uno qualsiasi di noi vivesse per millenni, potesse ipnotizzare belle giovini e fare tutte quelle cose vampiriche di cui si vocifera, perché cazzo dovrebbe struggersi?

“Ma mi muoiono tutti i familiari,” si lagna il vampiro. Al che è inevitabile rispondere: “Fratello, hai presente le statistiche sui divorzi? Hai mai sentito parlare dei massacri in famiglia?”

Poi, be’, se proprio ci tieni a tenerti accanto la suocera per l’eternità, chi ti ferma? Help yourself, come dicono gli anglotti.

“Ma non posso più vedere il sole,” aggiunge il vampiro.

“Ah, quindi niente cancro della pelle, niente spiagge piene di corpi ammassati e sudati, niente eritemi solari, eh?”

E comunque neanche l’impiegato medio vede il sole per anni, tranne che nelle vacanze di ferragosto, quando prende l’insolazione con tutta la famiglia. E in più fa un lavoro di merda. Tu che cosa fai, eh? Ah, sì: ciucci vergini. Vergogna.

Io, poi, che mi abbronzo con la luce del monitor del mio computer, che cosa dovrei dire?

Quindi, sulla base dei miei sacrosanti preconcetti, avevo deciso di non vedere per niente True Blood. Non sapevo neanche bene cos’era, e vivevo felice così.

Poi, la mia compagna d’avventure Carolina, completamente True Blood-dipendente, mi tiene un simposio sul perché dovrei vedere questo telefilm. Si spinge fino a spedirmi il cd della prima serie. Se non è coercizione questa.

Devo aggiungere che l’ultima volta che una persona assolutamente degna e insospettabile mi ha consigliato una roba vampirica mi sono ritrovata a leggere Twilight, segno che nel mondo c’è tanto male di cui ancora non sappiamo.

Insomma, mi vedo il primo episodio. L’autore è lo stesso di Six Feet Under, una serie che ho apprezzato per le prime due stagioni. È tratto da un ciclo di romanzi dei quali, misericordiosamente, non so nulla e non ho mai letto.

Siamo in Louisiana, e già butta male, perché voi sapete quali altri vampiri si aggirano impuniti per la Louisiana. Ma non siamo nella decadente New Orleans. Siamo a Becero-Town, piccolo centro composto, per l’appunto, quasi esclusivamente da beceri confederati. Gente che va in giro con gli stivali anche se ci sono 40 gradi all’ombra, beve birra, si accoppia tra consanguinei e mangia carne di alligatore.

A Becero-Town c’è un bar, gestito da Joe di Una mamma per amica. Ci sono cameriere con il QI che vi potete aspettare e, ops, c’è un vampiro. Il primo vampiro che abbiano mai visto da quelle parti. Il vampiro è pallido e fico, ovvio. Anche il vampiro è originario di Becero-Town, solo che è nato tipo un duecento anni prima, e nel frattempo si è esercitato per diventare Edward Cullen, solo senza quella storia del niente-sesso.

Anche perché a Becero-Town scopano tutti come ricci, possibilmente animalescamente, possibilmente con i vampiri.

Ora, voi vi chiederete: il vampiro, abbiamo detto, è un essere tendenzialmente schivo. Se si escludono alcuni incresciosi precedenti di vampriri-rockstar, di solito il vampiro si tiene distintamente in incognito.

Ma dimenticate il Tru-Blood. I giapponesi (sempre loro) hanno inventato il sangue sintetico, che hanno poi commercializzato in bottigliette dal packaging attraente. Ora i vampiri possono evitarsi tutto lo sbattimento del caccia-e-succhia. Possono andare al super come tutti noi e comprarsi del sangue da scaldare in microonde.

Così hanno pensato che fosse venuto il momento di uscire allo scoperto, fondare un partito e pretendere i loro diritti.

A Becero-Town, Louisiana, devono ancora digerire quella faccenda dei diritti dei neri, figuriamoci i diritti degli ultra-pallidi.

True Blood è un telefilm fatto di personaggi stupidi e ottusi, animati da istinti bassi, bassissimi, che discriminano tutto quello che non capiscono (del QI medio abbiamo già parlato, vero?) e provano ad approfittarsene nello stesso tempo. I vampiri sono feccia, su questo sono tutti d’accordo, ma sono a) una bella scopata, b) portatori di una sangue allucinogeno fichissimo da pippare, c) qualcosa da farci lo troveremo di sicuro.

Ovviamente c’è una trama erotico-sentimentale della quale non dirò niente, se non che adesso sono a rota anch’io (grazie, Carolina).

Dirò solo questo: vi ricordata Anno Dracula di Kim Newman? Dracula non è mai stato ucciso da Van Helsing e soci, ma è diventato il Principe Reggente e l’Inghilterra Vittoriana è ora una società interrazziale di “caldi” e succhiasangue?

True Blood parte da premesse simili, ma affronta lo scenario da un’angolatura completamente opposta. In Anno Dracula dal quadro sociale emergevano lentamente le vicende particolari dei protagonisti. In True Blood dalle vicende dei protagonisti emerge il quadro sociale.

E i protagonisti, siamo onesti, sono quel che sono: una manica di inetti.

Lei è la Rougue di X-men, che ha cambiato colore di capelli, ma tenuto le paranoie post-adolescenziali. Lui è una faccia-da-film che ha vissuto felice sullo sfondo di innumerevoli grosse produzioni fino a trovare una collocazione adatta per il suo bel faccino.

Entrambi non brillano per intelligenza, e nel complesso sarebbero eternamente sfottibili, non fosse che alla terza puntata sarete a rota anche voi e li sfotterete mentre sbavate per saperne di più.

Ah, e i vampiri non sbrilluccicano come trans alla luce del sole: vanno a fuoco come è giusto che sia.

Ah, e c’è un assassino in città, e indovinate su chi si concentrano i sospetti degli sbirri?

Ah, e i vampiri non sono molto meglio degli esseri umani e quella faccenda che le persone non sono “cena” devono ancora capirla per bene.

Ah, e comunque anche i neri non stanno simpatici a nessuno, eh?

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Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. TaylorAshmore ha detto:

    oltre a tutto quanto hai detto:
    http://www.trubeverage.com/

    http://americanvampireleague.com/

    http://fellowshipofthesun.org/

    http://lovebitten.net/
     
    …ed è solo la punta di un viral marketing iniziato tempo prima e "finito" con l’apertura di un Fangtasya reale…favolosi.
    PS: e Sookie è stupendamente Bionda.
    ciau*glo

  2. Lipesquisquit ha detto:

    Concordo, era molto più sobrio e realistico Buffy l’Ammazzavampiri.
    E purtroppo concordo anche sulla storia del "lo detesto, ma sto a rota"; io sono già alla seconda stagione, se vuoi ti rivelo qualcosa che non sai, così perdi il gusto della sorpresa e ti disintossichi.

  3. sraule ha detto:

     ma io sono contenta con la mia dipendenza. 🙂

  4. utente anonimo ha detto:

     Mah! A me , che ho visto fino alla nona puntata, true blood sembra un’immane cazzata. A parte i titoli di testa che sono veramente belli. In ogni caso: gli costava così tanto agli sceneggiatori inserire un personaggio  dotato di un minimo di intelligenza? Ok, mi dari, c’è il capo degli operai che, almeno fino alla nona puntata dimosrta una qualche scintilla di attività cerebrale. Ma è solo un personaggio di secondo piano. Ma anche terzo.

    Arm

  5. sraule ha detto:

     sono tutti decerebrati, in effetti.
    è brutto essere idiozia-dipendente.

  6. CREPASCOLO ha detto:

    I vampiri sono sempre più popolari ,  è alto anche lo share degli zombies,  ogni tanto  gustiamo un revamping della creatura di Frankestein e tolleriamo l’ennesima mummia, aspettando di sentire un altro, malinconico ululato. Noi, però,  non riusciamo a provare orrore e raccapriccio per questi freakcattivik perchè formati da J.D.Carr  che ci folgorò attraverso il conduttore di un suo personaggio che asserì di aver visto il Diavolo solo negli occhi di una vecchia nella periferia londinese. 
    Da allora tempestiamo i talent-scouts dei canali via cavo USA per proporrre la nostra idea di serial che faccia fare giacomo-giacomo alle ginocchia dei telespettarori spalmati sul divano, mentre fuori piove. Quattro gocce, sempre troppo poche per portarci nell’inverno del nostro cuor contento, ma questa è un’altra, afosa, storia.
    In sintesi ( sappiamo quanto faccia sganasciare scritto da noi )  abbiamo proposto qualcosa di questo tenore:  una tranquilla cittadina nella brughiera inglese o nella brianza monzese – è la stessa cosa, se non consideriamo i nani da giardino – abitata da tranquilli vampiri eco compatibili che passano le serate al pub guardando gli X-Men di Fincher solo per perdersi nel faccino tondo di bella ragazza della brughiera monzese di Anna, perdonandole le Lezioni di Piano di qualche anno prima che tanti succhiasangue pacifici ha trasformato in morti viventi degni di Romero. Anche noi abbiamo corso il rischio, per inciso.
    Angela Lansbury, travestita da Nonnina Cara del ciclo del Quarto Mondo di Kirby, arriva in paese con la sua banda di ottuagenarie invitte . Secondo un trend reso imprescindible dalle testate mutanti della Marvel e da Star Trek , tra le pantere brizzolate possiamo contare tutte le tipologie di essere umano pittoresco: abbiamo una Banshee dal talento alchemico simil Wanna Marchi, una riflessiva pensatrice come la testimonial della candeggina Ace ed un amazzone dallo sguardo trasparente come Omero sospesa tra la Medusa degli Inumani e Rita Levi Montalcini.
    Se una bomba da dieci megatoni ripiena di dardi intrisi di aglio fosse esplosa sopra la comunità di non morti, l’impatto sarebbe stato meno grave, lo shock più accettabile.
    Per dare un’idea al ns benevolo lettore, il climax della prima miniserie era la creazione di un bingo sado- maso in cui sono serviti emo derivati e minestrina di verdure. 
    La seconda stagione iniziava con uno showdown tra un erede, altrimenti serafico come un orafo trappista in una tempesta di sabbia, di Vlad l’impalatore e la Legione delle Dentiere Fosforescenti, un ettaro di berserkers psichedeliche il cui sorriso, di notte, riposa in un bicchiere sul comodino, di fianco ad una foto con dedica del Joker.
    Non saremmo obiettivi, ma ci pare che si tratti di materiale innovativo ed interessante, eppure passiamo le serate rileggendo Nonna Abelarda o la signora Carlomagno senza che il telefono squilli annunciandoci che il ns VITA AGRA SENZA VIAGRA sia sulla strada di diventare un pilota. Peccato.          

  7. sraule ha detto:

     ed è veramente un peccato, crepascolo. vita agra senza viagra sembra un capolavoro.
    ma, se posso permettermi, dovresti trovare un titolo più accattivante.
    peraltro non è ancora stato fatto un tentativo convincente di eroe vampiro-anziano.

  8. utente anonimo ha detto:

    Mi torna sempre in mente il leggendario Drakulo che si cibava solo di sangue emmoroidale (precursore della cultura moderna televisiva e non)..ma erano letture degne forse solo degli dei.

    Per il resto, sono contento si torna a parlare di un qualcosa che non sia Supermarkettiale..sai dopo sale e latte e il racconto della mukky mi aspettavo al varco un episodio sconvolgente con protagonista un mocho vileda ( o come cavolo si scrive).

    Il terzo vampiro piu’ figo rimane (rimane) sempre il buon Cassidy di Ennissiana memoria che tante ore ci ha fatto sollazzare ma chissa’..?

    al secondo posto della vamparade….

    Conte Dacula sei tosto, da sempre in Transilvania te ne stai. Conte sei togo, però ti cacci sempre in mezzo ai guai. Conte Dacula sei tosto.

    ed al primo ..il vampiro che se ne sta per i catz suoi e di cui non e’ dato sapere.

    Scoiattolazzo

  9. sraule ha detto:

     no, cassidy per me è NETTAMENTE al primo posto.
    la figura che fa fare ai "pipparoli" è il modello su cui ho forgiato la mia esistenza o quasi.
    poi, sai com’è, ho un debole per saint-germain 🙂

  10. CREPASCOLO ha detto:

    Cassidy piace anche a noi, ci piace quel suo essere brillante e smitizzarsi – la sua tendenza alla non violenza ed il suo temere il progresso inarrestabile della bicicletta – la ruota è il vero vampiro dell’umanità – capiamo persino la sua dipendenza da Sundance, anche se preferiamo le gote rosse della Ross.
    Un plauso ai raule rule addicted che si sono accorti di quanto vampirico sia Paul Newman ( nomen omen ) – occhio ceruleo per mesmerizzare, fisico smilzo ma plastico del consumatore di carne rossa. Nel Verdetto di Lumet apparentemente è un vecchio bollito avvocato fallito, ma è solo la prova generale del personaggio di Gary Oldman ( nomen omen de nuevo ) nel Dracula di Coppola.Ed è molto più credibile il nuovo uomo di Paul che succhia la vittoria dal collo florido di un James Mason ( figlio del ma, l’avversativa che impone uno stop ) di quanto non lo sia il vecchio gary, travestito da Zucchero Fornaciari in spolvero steampunk.
    Non sapevamo che Ennis ne avesse fatto un fumetto, ma ci sono + cose tra cielo e terra di quante se ne possano leggere mentre si ascolta rain keeps falling on my head. Per fortuna. 

  11. utente anonimo ha detto:

    Volevo tornare serio (stranamente sono serio solo quando parlo di fumetti) per segnalare una visione vampiresca alternativa che mi era passata di mente. Si tratta del " vampiro che ride" di Suehiro maruo , uomo completamente folle di cui consiglio caldamente anche  le letture visionarie  di "notte  putrescente " e di "midori delle camelie" quest ultimo vero teatro su carta , che detto da uno  che non e’ mai stato a teatro fa un po’ ridere..ma tante’. Non posso mica essere perfetto.

    Sono fumetti un po’ forti ma di grande qualita’.

    Ok posso tornare alla lettura di Dakulo ora…in questo numero si e’ appena addent(r)ato nel reparto urologia di Preganziol (provincia di treviso) e voglio assolutamente sapere come va a finire

  12. sraule ha detto:

    qua è necessario fare una precisazione: sono una lettrice razzista.
    non leggo manga. né manwa.

    razzista = pregiudizio, quindi non menatemela col "prova", ok?
    le rare prove che ho fatto hanno rinforzato il mio razzismo.

  13. utente anonimo ha detto:

    Interessante, sai quanti dicono la stessa cosa del fumetto in generale?

    Con  il 90 per cento del pubblicato, Manga e non intendiamoci, bisognerebbe farci un fuoco e in quello stesso fuoco buttarci editori e autori.

    Non e’ facile orientarsi nella marea per un neofita, a nessun livello.

    Posso tentarti con poco….cerca in fumetteria  "What a wonderfoul world " di inio asano sono 2 volumi

    se ti va di fidarti..

    scoiattolazzo.

  14. sraule ha detto:

     l’ho già detto "non menatemela col prova"?
    sì, mi sembrava. 🙂

  15. utente anonimo ha detto:

    <i> Con  il 90 per cento del pubblicato, Manga e non intendiamoci, bisognerebbe farci un fuoco e in quello stesso fuoco buttarci editori e autori.</i>

    Sono perfettamente d’accordo con chi lo dice. E non sto scherzando.

    Arm

  16. sraule ha detto:

     quello che mi piace di te è che sei accomodante, arm.

    ma si dà il caso che la pensi così anch’io.

  17. Lipesquisquit ha detto:

    Lassa perde i vampiri, guarda Dexter, piuttosto.

  18. sraule ha detto:

     dexter l’ho già letto, visto, recensito.
    ma tempo fa.
    non posso continuare a vedere dexter in eterno, no?

  19. CREPASCOLO ha detto:

    Con Dexter non potrebbe funzionare – è troppo cucciolone per affezionarsi  – la natura umana è un accricchio bizzarro, spinge a costruire monumenti equestri dedicati agli stessi bipedi che abbiamo preso nella polvere, condannando, tra l’altro, il loro simulacro ad essere il ricettacolo degli escrementi di piccione. Sic transit eccetera. Il nostro cuore perde un battito – non parliamo di quello del gentil sesso perchè scivoleremmo nell’infarto epidemico -solo per i cattivi ragazzi, i signori per male, possibimente mimettizzati, ambigui portatori di luce come il primo dei caduti, con il tracco tredici al posto dello zoccolo e magari  i capelli a pagoda al posto delle corna – ecco il perchè del successo del Joker nella variante bocciata da Mamma Dc in versione drug queen per lo Arkham Asylum di Morrison /McKean, la fama planetaria di Wolverine e, soprattutto, la caratura di leggenda che circonda Peter Falk ed il suo immortale tenente Colombo – la summa di tutto quanto amiamo odiare, apparentemente svagato, in realtà concentratissimo, bonario in superficie, spietato se osiamo guardare oltre la sua barbetta incolta, il suo ciuffo da Elvis ipertricotico ed il suo sguardo sospeso tra Popeye e Medusa.
    Quando Dexter sarà solo una nota a piè di pagina sull’annuario della guida tv nelle memorie di Uolter Veltroni, ColUmbo ( the real name, of course ) sarà ancora ben avvitato al suo seggiolino di principe del male. Brr.        

  20. sraule ha detto:

     su dexter hai ragione. ma il dexter dei libri è decisamente meno cucciolone di quello dei telefilm.
    il fatto è che, come essere umano anafettivo, non attiva il transfert in modo particolare.

    colombo rulez 🙂

  21. utente anonimo ha detto:

    Ebbene sì, sono io il colpevole! Sono stato io a spingerti fra le mani Twilight! Che vuoi, ho un animo romantico (ahahhaha! sì, e un’età mentale di quindici anni!)

    True Blood l’ho visto, seconda stagione inclusa, e mi ha divertito… poi lo zampirone vichingo, Eric, è un personaggio simpatico, più simile a come dovrebbe essere un vampiro ultracentenario coi controcazzi…

    E ad ogni modo, Dexter è meglio!

    Tommy.

  22. sraule ha detto:

     mi fa piacere che almeno ammetti le tue responsabilità 🙂

  23. utente anonimo ha detto:

    Mi hai proprio fatto venire voglia di vedermelo, ‘sto telefilm… anche no.

    Sono solidale con il tuo razzismo verso i manga, anche se devo dire che il Vampiro che Ride è proprio bello.
    Notte Putrescente, invece, fa perdere anni di vita (letto in inglese e fatti i debiti incubi). Sarà un caso se dopo Maruo non ho neanche più avuto interesse a leggere manga (non che prima…)?

    P.S.: a me i negri stanno simpatici, eccome. Se spacciano crack nelle canzoni di Only Built 4 Cuban Linx o nei libri di Lansdale ancora di più.
    Most of my heroes don’t appear on no stamp (word to Chuck).

  24. utente anonimo ha detto:

    Ovviamente la firma per il post di prima è Antonio. The real Antonio (come the real Noriega ma di più).

  25. sraule ha detto:

     eh, sì, antonio: questi negri hanno la musica nel sangue 😀

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