In Italia abbiamo una legge sulle adozioni piuttosto severa. Senza addentraci nei dettagli, limitiamoci a constatare che se una famiglia ha intenzione di adottare un bambino/a italiano/a sano/a avrà delle grandissime difficoltà, anni di attesa e, probabilmente, un bimbo già piuttosto cresciutello, sui sette/otto anni.
I bambini più piccoli, infatti, difficilmente vengono dichiarati adottabili.
La motivazione è molto semplice: i servizi sociali non tolgono un bimbetto ai propri genitori molto facilmente, e anche quando lo fanno sperano sempre che i genitori si rimettano in sesto a sufficienza da riprendersi loro figlio. Solitamente anche i genitori lo vogliono, e si sforzano di fare in modo che questo accada.
I casi di gravidanze portate a termine e di figli non riconosciuti sono rare. Ancora più raro è che un bimbo resti orfano senza nessun parente in vita.
Potrei parlarvi del sistema delle custodie, ma in questo momento non c’entra niente con quello che intendo dire.
E quello che intendo dire è: l’attuale DPL sulla sicurezza, che entrerà in vigore l’8 agosto, mette in moto un meccanismo disumano.
Se un immigrato clandestino ha un figlio, questo viene dichiarato automaticamente adottabile.
In pratica, quello che questa legge vuole fare è strappare ai propri genitori (genitori degni fino a prova contraria) loro figlio per immetterlo in un iter allucinante.
Non mi è chiaro se questi bimbi, che NON POSSONO essere riconosciuti, saranno immediatamente resi adottabili da qualche famiglia italiana o se verranno dati in affidamento finché i genitori naturali non avranno un pezzo di carta che gli consente di riconoscerli.
In entrambi i casi mi pare che a questi neonati incolpevoli venga fatto un torto di proporzioni erodiane.
L’impressione è che i neonati verranno resi immediatamente adottabili (e quindi verranno adottati).
Forse un modo per smaltire le lunghissime liste d’attesa per le adozioni?
E’ inutile dire che questa prospettiva mi pare agghiacciante.
Significherebbe che vogliamo togliere i figli a delle persone (delle povere persone, nella maggioranza dei casi, delle persone che non si meritano quest’ennesima beffa) per darli ad altre persone.
Nemmeno le sorellastre cattive di Cenerentola si comporterebbero così.
Nemmeno i tanto vituperati zingari che secondo la mai provata leggenda popolare "ruberebbero i bambini".
Ecco, con questa legge diventiamo NOI i ladri di bambini.
Mi chiedo come una coppia desiderosa di adottare possa sopportare l’idea che il suo bambino, il bambino che ha ricevuto dallo Stato, abbia da qualche parte dei genitori perfettamente degni che piangono la sua scomparsa.
Non mi considero una persona particolarmente amante dell’infanzia, ma questo mi pare di una crudeltà disumana.
Che razza di concetto hanno della maternità i nostri governanti?
Che razza di concetto di umanità?
Di che cosa stiamo parlando? Di esseri umani, di neonati e delle loro madri e dei loro padri, o di bestiame?
Che razza di SCHIFEZZA stiamo vedendo compiersi, senza fare niente?
Queste sono le persone che sfilano durante il Family Day? Di che famiglia parlano, quando dicono di volerla difendere?
Dovremmo rabbrividire per ogni gravidanza interrotta prima del terzo mese, quando ancora un bimbo non c’è, e poi dovremmo togliere alle proprie madri i figli che hanno voluto, desiderato, portato nella pancia per nove mesi, partorito con dolore? I figli che immaginavano grandi, magari con una vita migliore delle propria, magari bellissimi, magari sposati, magari con figli a loro volta?
Vogliamo togliergli che cosa? Anche l’idea del futuro, oltre a tutto il resto?
La possibilità di essere orgogliosi, arrabbiati, dispiaciuti, di amare in modo incredibile qualcuno, quella personcina che hanno messo al mondo?
E volete sapere che cosa mi fa davvero arrabbiare?
Che il mio dissenso e quello di altri, è isolato.
Che noi italiani sembriamo accettare questa cosa senza farci domande, come se fosse una cosa come un’altra.
Che nemmeno per un istante ci fermiamo a pensare all’immenso carico di dolore che porterà questa legge.
Qual’è la parola per un genitore che perde suo figlio?
Ecco, non c’è nemmeno.
E qual’è la parola per vederlo succedere senza dire niente?
Ecco, vergogna.

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Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. utente anonimo ha detto:

    Art. 2 della Costituzione: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo”. Penso che il diritto di un genitore a riconoscere il proprio figlio rientri in pieno tra quelli inviolabili.

    Se la Corte Costituzionale serve ancora a qualcosa, una legge così palesemente razzista dovrebbe essere polverizzata alla velocità della luce. Non resta che sperare.

    A proposito: cosa c’entrano i neonati figli di immigrati clandestini col decreto sicurezza? Quale minaccia pongono i neonati per la sicurezza delle altre persone?

  2. sraule ha detto:

    è quello che mi chiedo anch’io.
    in realtà mi chiedo anche quale minaccia pongano *tutti* gli immigrati, senza distinzione, per la sicurezza.

  3. utente anonimo ha detto:

    non mi stupirebbe se fosse vero, ma sebbene non mi sia una notizia nuova, fatico a trovare link che confermino quanto dici.

    trovo numerose notizie tipo la seguente:
    “Nei mesi scorsi Terre des hommes aveva espresso la sua preoccupazione sulle difficoltà della registrazione all’anagrafe dei bambini nati da genitori migranti irregolari, introdotte dal DDL 773-B e aveva lanciato una petizione online che in pochi giorni ha raccolto oltre 8.000 firme. L’introduzione del reato di clandestinità sancisce per legge l’esclusione di questi bambini dai più elementari diritti – quali il diritto a un nome e a una identità. “Tutti questi minori finiranno per essere invisibili allo Stato italiano, con il concreto rischio di cadere nelle maglie della criminalità organizzata e diventare vittime di abusi, sfruttamento e tratta”, conclude Salinari.”

    che non è certo meglio (anzi, è peggio: almeno se adottati da altri i bambini potrebbero comunque avere un futuro, sebbene orrendamente strappati alle loro famiglie. così invece mi sembra the worst of both worlds).

  4. utente anonimo ha detto:

    repubblica di oggi riporta un discorso simile al commento precedente.

  5. sraule ha detto:

    da: http://lacasadelleliberta.splinder.com/post/20531819: No al riconoscimento per i figli di irregolari – Per accedere ai pubblici esercizi gli stranieri dovranno esibire il permesso di soggiorno (tranne che per l’iscrizione dei figli alla scuola dell’obbligo). Altrimenti, essendo la clandestinità un reato, scatterà l’obbligo della denuncia. Le madri irregolari non potranno iscrivere i propri figli all’anagrafe e quelle sprovviste di passaporto non potranno neanche riconoscerli rendendoli così subito adottabili.

    se lo dicono loro…

  6. utente anonimo ha detto:

    beh, sì, sono automaticamente adottabili in quanto iscritti all’anagrafe, ma non verranno purtroppo strappati immediatamente alle madri, a meno che queste non vengano beccate subito.

    dico purtroppo perchè sarebbe, paradossalmente, il minore dei mali: il fatto è che invece rimarranno nascosti e saranno essenzialmente delle non-persone ombra che vivranno in clandestinità perpetua. con gli effetti agghiaccianti che si possono immaginare.

    volendo ragionare leghista, questo tra l’altro avrebbe degli effetti orribili sulla sicurezza, in quanto si crea uno strato sociale che non ha altra possibilità concepibile che delinquere, in quanto la sua stessa esistenza è un reato. a parte l’ovvio paragone con la germania che fu (però senza neppure la decadenza e il fasto viscontiano, sigh), questo non può che far esplodere la criminalità.

    cosa che, temo, sia quello che vogliono.

  7. sraule ha detto:

    sì, sugli effetti pratici siamo d’accordo.
    è ovvio che nessuna donna andrà a a partorire all’ospedale con la prospettiva di vedersi portare via il figlio (e qua potremmo aprire anche una parentesi di sicurezza medica, volendo).
    il fatto è che LA NORMA è un orrore e le conseguenze che creerà sono orribili in qualsiasi modo vadano le cose.
    sono certa (anzi, spero) che molti operatori pubblici ignoreranno questa legge, ma questo non cambia il fatto che sia una legge della repubblica italiana, varata da un governo democraticamente eletto e promulgata nell’indifferenza generale.

  8. utente anonimo ha detto:


    il fatto è che LA NORMA è un orrore e le conseguenze che creerà sono orribili in qualsiasi modo vadano le cose.

    siamo d’accordissimo, è che mi piace spaccare il capello in quattro anche sugli scenari da fine del mondo.

  9. utente anonimo ha detto:

    Tra l’altro non so se avete notato: l’obbligo di denuncia degli irregolari è stato tolto (almeno parzialmente) per medici e insegnanti, categorie che hanno anche una certa deontologia da seguire, e che recentemente hanno fatto casino, mentre è rimasto per gli altri pubblici ufficiali…

    Luca.

  10. utente anonimo ha detto:

    E’ il primo passo per la creazione delle baraccopoli stile Sudamerica e India. Quella gente non può sfuggire al proprio destino perchè semplicemente NON ESISTE. Non ha documenti, non ha storia, non può avere passaporto.
    Vedo sempre più scenari da fantascienza, con mondo “fuori” e mondo “dentro”.

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