Sono tornata. La Polonia è un luogo incredibile (o, quanto meno, lo è Lodz).
Mi piacerebbe farvi un resoconto dettagliato delle mie avventure colà, ma si dà il caso che tutto questo girovagare mi abbia lasciata indietro abbestia col lavoro, quindi (prossimamente) vi dovrete accontentare delle solite impressioni sparse.
Ma prima di ciò, due piccole parentesi.
La prima:  la mia permanenza a Lodz sarebbe stata un incubo senza l’incantevole e plurivalente Ewa, del Centro Culturale della città, e l’imprescindibile Adam (il Boss!), un uomo capace di invitarti a casa sua, farti vedere un film di Wajda, fornirti superalcolici a go-go e giocherellare con un puntatore al laser verde in un unicum. I disegnatori che abbiamo conosciuto sono tra i più talentuosi che mi sia mai capitato di vedere, e lavorare con loro sarà un piacere disumano. Bere con loro è stato anche meglio. Prometto di fornire dei link al più presto.
Seconda parentesi: il concerto dei Nine Inch Nails, come volevasi dimostrare, è stato una ficata galattica. Ha piovuto, tirava vento, c’era a volte caldo a volte freddo,  abbiamo passato tutto il concerto ingondonati dentro dei costosissimi impermeabili di carta reperiti sul posto, ma decisamente ne valeva la pena, compreso lo sbattimento per prendere l’aereo per la Polonia la mattina dopo all’alba e il trascinarmi morente per tutto il sabato.
Ho scoperto un Reznor ammiccante, saltellante e divertito che non mi sarei mai aspettata.
E ho pogato. Sì, pogato come quand’ero teenager.
Con Francesca Ciregia (Vi ho già detto quanto amo questa disegnatrice? No? Be’, ora la amano anche alla Marvel, gebte di buon gusto!) abbiamo passato imprescindibili momenti schernend- hem, commentando lo show di due gemelle fan dei Korn che facevano una sorta di balletto sincronizzato. E Michele Bertilorenzi ha diviso con me il suo panino allo stracchino (niente doppi sensi, era gustoso, piccole merde), mi ha scarrozzato per Milano e, insomma, è stato di un carino strepitoso (e ha anche pogato, of couse).
Prossimamente gli episodi salienti del viaggio in Polonia.

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Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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