Iniziamo con alcune informazioni di servizio: tra qualche giorno partirò per la Polonia, dove, se ricordate, sono stata invitata a fare la fumettista gaudente.
Il mio portatile verrà con me, ma non è detto che ci sia una rete disponibile. Non credo che, comunque, sarò in grado di separarmi da internet, quindi fate come se ci fossi.
Poi, il commissario Sensi, anche noto come "commissario Darkettoni", si prende una vacanza. Potete tranquillamente immaginarlo in qualche trucido locale goth in giro per l’Europa. Nel frattempo potete leggere la sua ultima avventura in pdf.
Questo mi dà il la per parlarvi di un libro che ho letto da poco, e anche per fare alcune riflessioni.
Tempo fa, non ricordo dove, parlavo del genere letterario che io definivo "vertigo". In poche parole individuavo questo genere meticcio, all’incrocio tra giallo, horror, avventuroso e fantastico propriamente detto, caratterizzato dalla presenza costante di qualche dettaglio soprannaturale, che però non ne costituiva l’elemento portante.
Libri e fumetti di questo tipo, in realtà, occupano una nicchia, se così vogliamo chiamarla, di mercato piuttosto stabile. Non sta esplodendo, ma non sta nemmeno recedendo. E’ lì, esiste.
Tra gli autori di spicco citavo Gaiman, una certa parte della produzione di Barker, una certa parte della produzione di Lansadale e così via. Avete capito di che cosa sto parlando.
Quello che non avevo mai pensato era che questo genere potesse ulteriormente meticciarsi.
Be’, l’ha fatto. Se volete leggere la versione chick-lit di Gaiman, comprate l’ottimo "Per l’amor di un dio" di Marie Phillips.
Questa ragazza londinese, che viaggia sui 33 come Cristo in uno dei suoi momenti neri, che è laureata in antropologia e che ha lavorato per la tv prima di mettersi a fare la libraria (chiamasi "carriera flessibile", ne so qualcosa), ha fatto un po’ quello che ha fatto Janet Evanovich con il giallo: l’ha preso, ci ha infilato una visione prettamente e strepitosamente femminile, qualche chilo di ironia, una serie di svolte impreviste e una galleria di personaggi formidabili, poi ha shakerato il tutto e l’ha reimpastato nella forma "romanzo".
Il romanzo, titolo originale "Gods behaving badly", parte da una premessa in puro Gaiman-style: gli dei dell’Olimpo non vivono più sull’Olimpo da un pezzo, invece vivono a Londra, in palazzo fatiscente che hanno acquistato nel 1600 all’epoca del calo del mercato immobiliare, e si annoiano a morte.
Artemide fa la dog-sitter, Afrodite lavora a un telefono porno, Zeus se ne sta chiuso in soffitta, Apollo conduce uno scadente show televisivo… proprio Apollo viene beffato da Afrodite nel più classico dei modi, e una povera mortale, Alice, ne fa le spese. Alice è una semplice donna delle pulizie, ha un flirt con un tizio qualunque e non si aspetta di certo che il bellissimo Apollo si innamori perdutamente di lei.
Be’, neanche Apollo se l’aspetta, e in effetti non è una forma d’amore del tutto naturale. Il fatto è che Eros, anche se si è convertito al cristianesimo, ha ancora qualche freccia al suo arco…
Se pensate che questo, nomi a parte, sembri l’inizio di un libro di Sophie Kinsella non siete così lontani dalla verità. Nel proseguo, fortunatamente, la Phillips ci dimostra di saper maneggiare una trama più corposa del solito lui-incontra-lei e disavventure romantiche varie, e sterza decisamente verso l’apocalittico.
Non vi dico altro.
Sappiate solo che leggere questo libro è stato stranamente gradevole.
Dico stranamente perché, come forse sospettavate, non sono proprio una fan sfegatata della chick-lit.
Insomma, questa è la dimostrazione, se ancora ce ne serviva una, che, se niente di nuovo può più essere scritto, può comunque essere scritto in un modo nuovo.
E che le ragazze, quando ci si mettono, non hanno proprio niente da invidiare ai loro colleghi più testosteronici.
Non perché io sia una ragazza, ma è da un po’ che lo sostengo.

Annunci

Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

»

  1. utente anonimo ha detto:

    ti voglio bbene, ma non capirò mai come fai a leggere codesti libri.

  2. sraule ha detto:

    tu provalo, poi mi racconti.
    ma, sì, credo che ti farebbe cagare.

    ah, ti ho mandato un’email.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...