Più uno invecchia più tende a diventare una persona orribile. Io, ad esempio, mi sono resa conto di avere un casino di pregiudizi.

Non parlo di pregiudizi, ecco, accettabili, come quelli (più che giustificati – anzi, non li chiamerei nemmeno… hem, sì, ritorno sul seminato) sul film di Guy Ritchie su Sherlock Holmes. No.

Parlo di veri pregiudizi, che una progressista come me quando scopre di averli ci rimane male.

Ad esempio: il mio vicino di casa.

Ho saputo che è stato processato un numero incredibile di volte, una cosa tipo 10. E, ok, era roba finanziaria, ma roba finanziaria pesa, non cazzatine. Erano tutti processi penali.

Lui dice che è stato sempre assolto e io non ho motivi per non credergli. O meglio, sì, ce li ho: è il mio terribile pregiudizio.

Il fatto è che da quando ho saputo che il mio vicino di casa ha subito così tanti processi, non riesco più a pensare a lui nello stesso modo. Prima mi sembrava un anziano signore molto alla mano, molto giovanile, anche simpatico. Ora riesco a vederlo solo come un briccone.

Eppure se si tratta di parlare dei suoi processi lui non si tira certo indietro. Inveisce contro i giudici e via discorrendo. Insomma, mi ha spiegato che sono tutte idiozie, e che le autorità locali ce l’hanno con lui per motivi ideologici.

Ma ne ho parlato anche con la vicina di fronte, e lei mi ha dato ragione: uno non può essere stato processato tutte quelle volte ed essere innocente.

Ripensando alla conversazione avuta con lei mi sento morire di vergogna. Io, una persona istruita, e lei, una persona buonissima, ma così buona che dà da mangiare ai piccioni (un giorno approfitterò della loro confidenza per avvelenarli tutti), lì, coalizzate come due streghe a parlar male del nostro vicino, esprimendo dei pregiudizi terribili senza neanche accorgercene.

Insomma, in Italia uno è innocente fino a prova contraria, o no?

È chiaro, sia io che la vicina di fronte lo sappiamo, però non riusciamo più a guardarlo nello stesso modo.

Poi, l’altro giorno, è successa una cosa che ha dato il colpo definitivo ai rapporti amichevoli col vicino. Anche qua, più tardi mi sono accorta di avere dei pregiudizi.

La nipote di quella del terzo piano è una bella ragazzina di sedici, diciassette anni. L’altro giorno, mentre passavo per le scale, ho visto il vicino che le lanciava un’occhiata strana.

Posso dirlo?

Il vicino le sbirciava le tette, ecco!

Di primo acchito non sapevo proprio che cosa pensare. Voglio dire, il vicino è un signore anziano, l’ho già detto. E ok che si porta bene, ma, insomma, ultimamente, così abbronzato e in forma, sembra uno zombie pitturato di marrone.

E qua ecco di nuovo il mio pregiudizio. Voglio dire, poteva essere una sbirciatina del tutto innocente, no? (No.) Uno mica può essere fatto di marmo, no? (Di marmo no, ma di merda sì). Insomma, che le può fare? È solo un vecchio bavoso.

Anche la mia vicina del terzo piano, comunque, ha detto di aver raccomandato a sua nipote di stare alla larga dal nostro vicino. Che poi, diciamocelo, anche i suoi amici (del vicino) non è che siano una bellezza.

Insomma, la cosa terribile è stata che in poco tempo l’intero condominio ha iniziato ad avere dei pregiudizi sul nostro vicino. Una cosa davvero triste, se ci pensate bene.

Ci siamo incontrate, io, la vicina di fronte, la vicina del terzo piano e anche il tizio del piano di sopra, che pure non lo vede di buon occhio.

Ne abbiamo parlato.

Voglio dire, siamo tutte persone civili, non possiamo arrenderci così ai nostri istinti più bassi e subdoli.

Ognuno ha ammesso francamente il pregiudizio che aveva nei confronti del vicino. Addirittura è venuto fuori che il tizio del piano di sopra credeva che il vicino gli rubasse la posta, senza avere nessuna prova! Ha ammesso da solo che era realmente incredibile.

Quindi, ognuno di noi ha fatto coming-out, se così si può dire. È stato un incontro profondamente avvilente per noi tutti.

È sempre brutto rendersi conto di essere persone così poco simili a quelle che si volevano diventare.

Comunque, ora ce ne siamo resi conto e cercheremo di rimediare.

Il vicino, ad esempio, si è candidato come amministratore di condominio.

Dopo tutto il male che abbiamo pensato di lui, io e i miei compagni di pregiudizio pensiamo di votarlo senz’altro.

Ci sembra il minimo che possiamo fare.

NOTA DI SERVIZIO: il 3 mattina me ne vado in Sicilia e torno l’8. Può darsi che non risponda alle e-mail – dipende se nel villaggio c’è una connessione, magari wii-fi, oppure no. La stessa cosa vale con il blog dei Side Projects: se c’è linea avrete un nuovo racconto di Sensi in settimana, se no dovrete aspettare.

Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. utente anonimo scrive:

    IL pregiudizio e l’istinto sono cose che possono confinare, il primo e’ negativo, ma al secondo va prestata attenzione. Grande cosa rendersi conto dei propri pregiudizi ed agire (saggiamente) per non farli sfociare nella mancanza di rispetto…ora magari ho dei dubbi nel dare l’amministrazione del condominio in mano al tipo, solo per fare ammenda..se ci sono basi piu’ solide (bravura) e’ un conto senno’ e’ folle.

    Simone “nott”

  2. utente anonimo scrive:

    Arrivato alla fine del post non so se il vicino esiste veramente oppure la tua è una sottile quanto interessante metafora politica. 🙂

  3. sraule scrive:

    Paolo (e anche Simone): la seconda che hai detto.
    Il mio VERO vicino di casa più inquietante è un settantenne che custodisce gelosamente la propria rivoltella dei tempi della guerra.

  4. utente anonimo scrive:

    “Il regno dei cieli si può paragonare a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma mentre tutti dormivano venne il suo nemico, seminò zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi la messe fiorì e fece frutto, ecco apparve anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: Padrone, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene dunque la zizzania? Ed egli rispose loro: Un nemico ha fatto questo. E i servi gli dissero: Vuoi dunque che andiamo a raccoglierla? No, rispose, perché non succeda che, cogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Cogliete prima la zizzania e legatela in fastelli per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio.” (Matteo 13,24-30)

  5. utente anonimo scrive:

    hem… Cioè… Dovremmo dar fuoco al vicino di Susanna dopo averlo legato in un fastello??? o_O

    Arm

  6. utente anonimo scrive:

    E io che credevo di essere l’unico cristiano che frequenta questo blog… ^__^
    Luca.

  7. sraule scrive:

    mmm… temo che tu sia ancora solo, luca 🙂

  8. sraule scrive:

    isola delle femmine.
    ma è un convegno, temo.

  9. utente anonimo scrive:

    Madonna che condominio strano! Io di storie così non ne ho mai sentite…

    Comunque, secondo me, se lavorava nel campo della finanza, sarà sicuramente un grande amministratore. E dovreste votarlo tutti. Anzi, se lui vi dovesse chiedere quale tasso di gradimento ha, ditegli 100%, se no, poverino, si dispiace.

    Antonio.

    P.S.: devo sentire te und Armand, in questi giorni. Spero di avere un momento per telefonarvi o scrivervi…

  10. sraule scrive:

    ciao antonio. io in questo momento sono a un residenziale gestalt in sicilia, per cui ho il cell quasi sempre spento.
    torno l’8. se no nel frattempo senti arm!

  11. gaccu scrive:

    Vi sento quando torni, tanto non è una cosa di vitale importanza… le solite cose!
    😉

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