Iniziamo con un OT: se vi interessa, al solito posto potete trovare l’inizio di una nuova avventura del commissario Sensi, noto anche come commissario Darkettoni, dal suggestivo titolo "Lo strano caso del pappagallo fantasma". Andate e sollazzatevi.

Ma ora parliamo di cose serie. Di cose fottutamente serie, e scusate il vernacolare. Parliamo di Shelock Holmes.
Sensto già i vostri coretti di "Ancora?" e forse anche di "Ma questa è fissata!"
Sì, decisamente. In questo nostro mondo in continuo cambiamento (di solito in peggio) Sherlock Holmes è una piacevole costante.
Sherlock Holmes che è un tizio frigidino e iperlogico, ma anche un pazzerellone creativo. Sherlock Holmes che non fuma solo la pipa, ma qualsiasi tipo di tabacco forte che gli capiti sottomano. Sherlock Holmes che non indossa affatto uno strano cappellino da caccia per le strade di Londra. Sherlock Holmes che si fa (no, si faceva) di coca perché si annoia e che suona il violino stravaccato in poltrona. Lo Sherlock Holmes flemmatico, lo Sherlock Holmes ironico, lo Sherlock Holmes che quando gli girano le palle è meglio non averlo intorno, ma che sa anche apprezzare una bella oca al forno. Se poi ha nel gozzo un berillo azzurro è anche meglio.
Sherlock Holmes, da quando Doyle l’ha abbandonato, ha cambiato pelle un milione di volte.
Ha combattuto una Guerra dei Mondi, si è disintossicato da una sostanza che in teoria sarebbe cocaina ma che dà un’astinenza da eroina, ha amoreggiato con spie tedesche e con insospettabili signore Hudson, si è trasformato in un topo e anche in una donna e ha prodotto una quantità praticamente infinita di cloni.
cushngNella mia mente, Sherlock Holmes resta Peter Cushing, forse l’unico attore che prese sul serio la sua parte e che aveva un naso semplicemente divino come quello del nostro.
Ora, io non ho niente contro Downey Jr, sia chiaro. Non dubito che sia una persona affascinante e un buon attore, ma è lontano circa anni luce dal MIO Holmes, quello alto, magrissimo e con l’aria da segugio.
Ovviamente, voi mi direte, uno non deve formalizzarsi sull’aspetto.
Io vi risponde che se mettete Denzel Washington a fare Lincoln Rhyme (e il Lincoln Rhyme dei romanzi di Deaver è bianco) non me ne cala un accidenti. Anzi, penso che Denzel Washington sia perfetto per il ruolo, e non solo perché, in effetti, credo che Denzel Washington vada sempre e comunque bene, a prescindere.
No, il punto è che Lincoln Rhyme non importa come è fatto. E’ un personaggio che può essere in tutti i modi. Si può cambiare.
Se ci pensate bene, anche Watson si può cambiare. Voglio dire, restando il fatto che Jude Law è ridicolo nella parte.
Se io fossi una cliente di Sherlock Holmes e il dottor Watson avesse l’aspetto di Law lascerei immediatamente perdere il mio problema e scapperei coll’aiutante.
Ma Watson può avere un gran numero di facce (tranne, lo ripeto, quella di Jude Law). Basta che abbia i baffi, più o meno. E che non sia schifosamente bello, perché Conan Doyle ci fa chiaramente capire che non lo è. Sarebbe come prendere Adrien Brody a fare Nero Wolfe. Capite anche voi che non può funzionare, e non importa se Adrien Brody riesce a essere pigro e vagamente malinconico come Wolfe, perché gli mancano lo stesso un’ottantina di chili. E Nero Wolfe E’ il suo grasso.
Oppure immaginatevi Vin Diesel nel ruolo di Pendergast (Preston e Child). No, dico, anche un cieco capirebbe che Vin Diesel non può essere pallido ed emaciato, nemmeno se lo lasciate per un anno a Dachau. E Pendergast DEVE essere pallido ed emaciato, perché se un comprimario che non ha mai visto dice "E chi cazzo è quello, è albino anoressico?" e poi entra Vin Diesel, anche tinteggiato di bianco, tutta la sala si mette a ridere.
Ora, mi rendo conto che sono un’integralista (e anche che sono vagamente anoressizzante per gli uomini all’ascolto), ma Holmes DEVE essere a) alto, b) magro e c) dotato di un appropriato naso aquilino.
downeyE poi deve essere anche inglese, certo, e possibilmente deve anche avere gli occhi grigi, ma su questi punti non ci formalizzeremo: esistono eccellenti lenti a contatto colorate e un attore dovrebbe saper simulare tutti gli accenti. Insomma Sherlock Holmes NON PUO’ essere Robert- Down-Junior di ‘sto cazzo, specie finché c’è un Adrien Brody a piede libero nel cosmo, ma anche finché a piede libero nel cosmo ci sono un sacco di altri tizi con le caratteristiche a, b, e c, e non solo perché io prediligo gli uomini con le caratteristiche a, b e c (sì, ok, lo sanno tutti che li prediligo e che i Vin Diesel mi fanno leggermente ribrezzo, ma si fa per dire).
Il fatto è che Sherlock Holmes E’ la sua altezza, la sua magrezza e la sua nasoaquilinità. Punto.
Poi se vogliamo andare a cercare il pelo nell’uovo, Sherlock Holmes non è per niente un uomo d’azione. Infilarlo in un film d’azione è come infilarlo in un bordello tailandese privo di cadaveri: del tutto inutile.
Che ci debba essere anche una strafiga con cui farlo amoreggiare, quindi, è privo di senso. Sherlock Holmes non è James Bond. La meravigliosa Irene Adler non la tocca neanche con un dito, e non gli importa nemmeno. Per questo genere di pattume ci sono già fanfiction a valanghe.
Se Irene Adler non l’avesse buggerato, Sherlock nemmeno si sarebbe accorto che esisteva.
E non sto dicendo che il Grande Detective se lo debba sempre tenere religiosamente nei pantaloni, ma di certo non lo tira fuori per farcelo vedere a noi. Non fa neanche la pipì, pensate un po’.
Tutto questo ha una precisa funzione narrativa, non è buttato lì a casaccio. Non puoi creare un personaggio freddo e razionale e poi mandarlo in camporella ogni tre per due, perché togli un giocattolo ai lettori (o, nel caso, agli spettatori). E togliere un giocattolo ai lettori non è una bella cosa. I lettori si risentono. Se sono lettori integralisti come me, poi, si risentono un casino, perché il MIO Sherlock Holmes non se ne va in giro infatuato, se ne va in giro nel pieno possesso delle sue facoltà mentali. Sempre. Perché così è roba mia, di noi lettori. E poi nessuno pensa al povero Watson? Lo può fare solo Laurie King, e solo perché il SUO Sherlock Holmes non è QUELLO Sherlock Holmes, e non è nemmeno il protagonista in senso stretto delle sue storie (e anche lei mi sta un po’ sul cazzo).
Ricordo che quando Preston e Child crearono una girlfriend per Pendergast (e lei era bella, alla mano, nobile, archeologa e non so che altro) ci fu una mezza insurrezione. Sul forum degli autori iniziò a scorrere il sangue, non scherzo. La volevano tutti morta, e anche morta di una morte orrenda e dolorosa, se possibile.
E, no, non solo le lettrici femmine, se ve lo state chiedendo. Viola stava sul cazzo anche ai lettori maschi, che, dato che Pendergast aveva avuto il cattivo gusto di innamorarsi di lei, passarono in massa a tifare per il fratello malvagio. E, ok, forse il fatto che Viola fosse insopportabile ha un po’ influito su tutta la faccenda.
Ma certe cose non vanno fatte.
Uno che è la mente deduttiva per eccellenza non passa tutto il tempo a fare a cazzotti, è chiaro?
Perché ha già capito da un pezzo come evitare certe cadute di stile e se vuole sfogare il testosterone va a fare un match sul ring, o a percuotere carcasse bovine, che è più chic.
Detto questo, è chiaro che andrò a vedere il film. E’ inscritto nel mio DNA holmsiano che io ci vada. I can’t help myself, come dicono gli inglesi.
E’ anche chiaro che chiunque verrà con me non farà un buon affare, perché io me ne starò nella mia seggiola a borbottare come una pentola di fagioli per tutto lo spettacolo (spettacolo, poi!), criticando ogni scena, ogni espressione e ogni frase.
Lo so che è inelegante, ma io non sono una flemmatica detective inglese, ok?
Io sono una fan possessiva e rancorosa.
Direte che ho un bel po’ di pregiudizi su questa immonda cagat- hem, su questo film, ma i pregiudizi sono il sale della vita.
Ed è solo per una questione di forma che non ho già scritto una recensione al vetriolo, sì, anche questo è vero.
Se poi dovessi sbagliarmi (ma è impossibile) farò pubblicamente ammenda.
Fino a quel momento sono pronta a diffamare, insultare e forse persino a malmenare chiunque provi a difendere questo film di merda.
Ho detto.

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Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. utente anonimo ha detto:

    Sapevo che non avresti tardato molto… 🙂

    p.

  2. utente anonimo ha detto:

    Grandissima!
    Anche se il mio Holmes preferito rimane Rathbone, per il resto concordo con te su TUTTO.

  3. sraule ha detto:

    rathbone è il secondo nel mio cuore.
    morte all’usurpatore down.

  4. utente anonimo ha detto:

    Lo dico per te e per chi avrai vicino in sala: è meglio che tu non vada a vedere il film. Non ho assolutamente niente contro di te, anzi, mi sei terribilmente simpatica. E’ tutto vero ciò che scrivi, il film stravolge il materiale letterario, ma è proprio su questo che si basa, è questo che vuole dichiaratamente fare, perciò se già ora non lo accetti è ovvio che poi sarà difficile per te trovarvi un qualcosa di positivo. Le premesse non sono esaltanti, hai ragione, ma sono curioso di vedere se lo stravolgimento funziona. Potrebbe piacermi come no, chissà, ti farò sapere.

    Filippo.

  5. sraule ha detto:

    no, filippo. come dicevo non posso esimermi dall’andare, criticare tra i denti (o forse attraverso il bavaglio che mi avrà posizionato sulla bocca il mio accompagnatore) e andarmene schifata.
    è che lo DEVO fare, capito?
    no, ok, tranquillo. lo so di essere psicotica.
    io rivoglio “vita privata di sherlock holmes” di wilder, fondamentalmente.

  6. utente anonimo ha detto:

    dai, non essere così pessimista, sarà come watchmen.

    (*ducks*)

  7. sraule ha detto:

    un umorista. ha-ha.

  8. utente anonimo ha detto:

    Un SIMPATICO umorista, direbbe qualcuno 😉 Comunque credo che sarà peggio di Watchmen.

    Bé, cara sraule, ti confesso che temevo di essere insultato o malmenato, invece mi è andata bene, e ti ringrazio 😉 Se posso azzardare, non credo tu sia psicotica, per lo meno non più di quanto lo siano tutti, perché alla fine siamo tutti un pò psicotici, dai.
    Sei stata chiarissima su quello che vuoi e ri-vuoi, su cosa rappresenta per te Holmes, ecc., e la tua reazione è comprensibilissima. Immagino già l’edizione speciale in dvd di Sherlock Holmes che tra gli inserti propone l’opzione di visionare il film con il commento audio di sraule 😉 Ma questo, ahimé, è solo un sogno…

    Non voglio istigarti, ma ho letto che se il film andrà bene sono previsti dei sequel nei quali apparirà il “profèssor”, come viene chiamato nell’anime di Miyazaki.

  9. utente anonimo ha detto:

    Caspita, ho dimenticato di firmare. Il commento precedente è sempre mio.

    Filippo

  10. sraule ha detto:

    Non voglio istigarti, ma ho letto che se il film andrà bene sono previsti dei sequel nei quali apparirà il “profèssor”, come viene chiamato nell’anime di Miyazaki.

    visto che non sono molto ferrata in giapponesismi non riesco a capire se stai facendo del pesante sarcasmo sul (possibile) sequel del film – sarcasmo che io appoggio incondizionatamente – o se veramente Miyazaki ha mai fatto un anime con Holmes – nel quel caso preferisco non sapere.

  11. utente anonimo ha detto:

    Ma certo perbacco, “Sherlock Hound”, in italiano “il fiuto di Sherlock Holmes” dove i protagonisti erano tutti cani antropomorfi, era dello studio ghibli.

    Ah, io sono un altro anonimo.

  12. sraule ha detto:

    già. sia a me che a Armando sembrava più una volpe, ma hai ragione, era sicuramente un segugio.

    e vogliamo barlare di Basil l’Investigatopo?

  13. utente anonimo ha detto:

    Ciao Susanna,
    anche se arrivo dopo i fochi (tardi), vorrei chiederti il tuo parere da esperta su di una serie che invece io ritengo valida, cioe’ lo SH della Granada (UK) dove la parte del nostro era affidata a Jeremy Brett.
    Mi sembra fedele e molto belle le ricostruzioni

    Ciao,
    Simone “notturno”

  14. sraule ha detto:

    brullo: ma è bellissimo!

    simone: eh, non lho vista. io sono sempre indietro qualche millennio, quando si parla di tv.
    ma, a proposito (ma anche no), chi-sai-tu ha risposto, ma attendo altre info.

  15. utente anonimo ha detto:

    Wow, bene attendo nuove 🙂

    Per Sherlock: stiamo parlando di una produzione degli anni 80
    Per maggiori info:
    http://kli.freeshell.org/HolmesEG/

    E questo e’ J Brett ne panni del nostro:

    Simone

  16. sraule ha detto:

    che bello trovare un altro (insospettato) holmsiano in questo freddo mondo!
    grazie!

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