Un altro post che comparirà di qua a poco, opportunamente tradotto in francese sul blog del nostro gruppo oltralpe. Si può dire che voi abbiate un’anteprima.

"Ci siamo presentati. Ora, se ve lo state chiedendo, è il momento in cui comincio a parlare di demoni. Voi sapete che le conversazioni, a un certo punto, prendono sempre delle strane pieghe. In internet c’è addirittura una legge, detta Reductio ad Hitlerum, che dice più o meno che man mano che una conversazione si va esaurendo, e man mano che gli interlocutori non hanno più argomenti, aumentano le probabilità che qualcuno inizi a parlare dei mali (o talvolta dei beni) del nazismo.
Un’altra nota legge delle conversazioni stabilisce che a cena, a un certo punto, qualcuno cominci a parlare di questioni fisiologiche non del tutto adatte al contesto gastronomico.
Sapete quello che intendo.
Bene, in una conversazione con ME è quasi impossibile non finire a parlare di diavoli e satanassi. Vista la ricorrenza dell’argomento, Armando ha ormai deciso, come dire, per principio, che sono diventata satanista.
Non sono satanista, per l’esattezza sono atea, e i miei conoscenti dovrebbero capire che non ci si può interessare di un argomento a lungo come ho fatto io e non avere la mai la necessità di espellere qualcosa.
Nel mio caso, pacchetti di informazione di natura demoniaca.
Un altro fatto da tenere in considerazione è che, per quanto utili per Inferno e affascinanti dal punto di vista storico, le demonologie non sono propriamente letture avvincenti. Si tratta, nel migliore dei casi, di lunghi elenchi di nomi, titoli nobiliari e caratteristiche fisiche/abilità sataniche.
Ovviamente dopo aver dato un primo assaggio, diciamo così, alla materia in questione ho preso seriamente in considerazione l’idea di inventarmi un demone che facesse al mio caso di sana pianta.
Il mio demone doveva essere sufficientemente antropomorfo, non distinguersi per particolare bellezza, doti di seduzione o charme, ma non doveva essere nemmeno un ributtante mostro dalle fattezze di caprone. Non doveva essere, che ne so, preveggente, e nemmeno doveva essere un satiro riconosciuto. Non doveva essere, questo era categorico, un noto burlone, sempre lì a questuare anime mortali.
Io avevo bisogno di una persona seria, intelligente e un po’ grigia. Uno che potesse essere facilmente sottovalutato, senza cadere nel ridicolo.
Uno che ti facesse venire il sospetto di essere un gran bastardo senza per questo essere palesemente malvagio.
Ah, e doveva anche avere un nome che non facesse venir voglia di ridere o di chiamare di corsa l’esorcista più vicino.
Alla fine ho trovato Andras. Era un demone della distruzione, il che mi poteva anche andare bene. Aveva delle adeguate fattezze antropomorfe, in alcuni momenti assomigliava a un grosso angelo con la testa di corvo, a cavallo di un enorme lupo nero (il nome Wilheim gliel’ho dato di mia iniziativa), comandava settanta legioni di demoni, il che non ne faceva l’ultimo degli sfigati ma nemmeno una superpotenza. In più aveva un aiutante (anche il mio demone aveva un aiutante) che era pericoloso quanto lui e un po’ la sua anima nera. E il suo nome era Flauros, un altro nome, adeguatamente sobrio, per essere quello di un demone.
Insomma, a quel punto Andras era stato adottato.
Tutti quegli altri signori infernali, con il loro carico di stranezze, eccentricità e inadeguatezze narrative, erano stati cassati.
Ma, dopo aver imparato il più possibile su di loro, sappiate che posso intrattenervi a comando, o anche di mia iniziativa, su ciascuno di essi.
Quantomeno ne nascono discussioni più interessanti che sulle proprie necessità fisiologiche."
andras

Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. sraule scrive:

    non si può proprio dire che ultimamente siate comunicativi.

  2. utente anonimo scrive:

    Rispetto a quello di Armando però il mio era decisamente sullo stronzo. 🙂

  3. sraule scrive:

    eh, qua è molto rilassato 🙂

  4. utente anonimo scrive:

    In effetti essere atei e satanisti, sarebbe una contraddizione in termini, ma i disegnatori si sa… ;D

    AleDiVirgilio

  5. sraule scrive:

    bah, tecnicamente i satanisti laveyani SONO atei, ma non mi ispira lo stesso 🙂

  6. utente anonimo scrive:

    mmm… La Vey e Gilmore, da questo punto di vista, non mi hanno mai convinto.

    In fondo lui identifica Satana nella natura e nella soddisfazione degli impulsi.
    Se chiamavano l’entità Pippofranco, sarebbe stato uguale.

    Satana, nella tradizione, è l’Angelo caduto, è l’antitesi di dio.
    Semanticamente, quindi, se ti definisci satanista non puoi essere ateo.

    AleDiVirgilio

  7. sraule scrive:

    vedi quando dicevo che è un argomento che prende piede?

    mah, io sull’individualismo laveyano posso anche essere d’accordo… ma anche no, in effetti: io non sono per l’individualismo spinto, io sono per l’etica kantiana, ma, a quanto pare la nostra società non lo è. la nostra società è satanista. per questo ho sostenuto in più di un’occasione che il satanismo freddo non è una “religione” con un ideale da raggiungere (su questo loro sarebbero d’accordo, credo) ma un efficace sistema descrittivo della nostra società.
    se leggi i dettami satanisti e guardi un tg nello stesso tempo, puoi tranquillamente spuntare tutte le voci prima della sesta notizia.

    (sul nome credo che dobbiamo essere clementi. satana = avversario è difficile da snobbare quando sei alla ricerca di un bel nome per il tuo gruppo di amici, è un po’ come Ultima Thule… ops!)

  8. kush13 scrive:

    il più bel romanzo sul diavolo mai scritto. Il monologo finale è la descrizione più inquietante, e al tempo stesso condivisibile, dell’esistenza umana.

  9. kush13 scrive:

    intendevo questo

    provare per credere!

  10. sraule scrive:

    perché non ho mai letto quel libro di mark twain?

    da leggersi anche come: non ho letto un libro di mark twain???

  11. utente anonimo scrive:

    leggi quello, fidati, ma fino in fondo!!! comunque io ho iniziato a leggere marc twain a 30 anni suonati, e ho scoperto che è (era) un eroe vero

  12. sraule scrive:

    già, infatti credevo di aver letto se non l’opera omnia, quasi.
    lo adoro.

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