Ormai per entrare da Foot Locker serve lo sfollagente e il gas narcotico. Voglio dire: non sembra anche a voi che ormai ai commessi facciano un training troppo aggressivo. ormai sono oltre lo stadio "alienato", oltre lo stadio "R2D2", oltre lo stadio "samurai della scarpa". Ormai sono praticamente dei kamikaze.

Stamattina sono uscita per comprarmi un paio di Converse nere, visto che quelle dell’anno sono si sono già autodistrutte. Chiunque mi abbia vista fare shopping sa che non appartengo all’infelice razza delle "clienti indecise". Casomai appartengo a quella che non trova ciò che vuole perché ne ha già una fotografia in testa.

Comunque.

Entro da Foot Locker. La commessa di turno, come prevedevo, trilla: "CIAOSEVUOIPOSSOAIUTARTI!"
Le faccio un sottile sorriso solo di bocca (errore, i commessi di Foot Locker hanno perduto l’uso innato della comunicazione non-verbale) e rispondo:
"Grazie."
Ora, nel nostro fantstico mondo occidentale, se una cliente ti sorride freddamente e ti dice "Grazie," quel grazie significa "Grazie, se ho bisogno ti chiamo".
La commessa di Foot Locker mi si piazza alle spalle. Sfortunatamente il negozio è mezzo vuoto. Tento di ignorarla. Non la guardo, ma so che ha uno sguardo speranzoso. Scodinzolante.
Prendo una scarpa della Converse totalmente nera, con il prezzo abilmente nascosto all’interno.
Guardando il prezzo mi rendo anche conto che la scarpa totalmente nera dentro è a scacchi grigi e bianchi.
Io amo gli scacchi, ma mi rendo anche conto che la loro utilità e sfoggiabilità all’INTERNO di una scarpa non è altissima.
Accanto alla prima c’è un’altra scarpa: alta, nera, Converse, apparentemente identica alla prima.
Penso: "Non metterebbero in esposizione due scarpe uguali. Ergo, la seconda probabilmente ha un interno diverso e forse (magari) un prezzo diverso."
La commessa alligna ancora alle mie spalle.
Nell’istante stesso in cui io prendo in mano la seconda scarpa nera, lei esclama:"SONOUGUALIALLEALTRESEVUOIPOSSOAIUTARTI!"
"Grazie," ripeto io, questa volta in tono ancora meno amichevole della volta precedente.
Pensiero sottostante: se mi lasci in pace è anche possibile che io lasci un centinaio di euro in questo negozio, altrimenti potrei lasciarti il segno delle mie dita sulla faccia.
Chiudo gli occhi, inspiro, riapro gli occhi e faccio una prova: sollevo un paio di scarpe completamente a caso.
La commessa, come un pupazzo a molla, esclama: "CISONOALTRESCARPEDIQUELTIPOSEVUOITELEMOSTRO!"
Estenuata, mollo le scarpe e mollo anche la commessa. Le giro attorno ad una velocità decisamente troppo alta per una cliente che sta tranquillamente lasciando il negozio (un osservatore esterno potrebbe pensare ad una fuga) borbottando un "Ciao, grazie."
Tempo di permanenza totale nel negozio: 45 secondi.
Superficie di scaffalatura ancora da guardare: circa 45 metri quadri.

Ho comprato un paio di scarpe tipo Converse dell’Original Marines, in un ipermercato. Costano anche molto di meno.

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Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. mrharrison ha detto:

    ho avuto una sola esperienza da foot locker, accompagnando un amico (non indosso scarpe da ginnastica dal 2004). eravamo in centro che più centro non si può; stavo dando 1 euro al finto malato di aids che era diventato quasi un amico, in quel periodo. metto la punta del piede nel negozio, arriva in scivolata il commesso, reggendo una scarpa dorata bordata di qualche roba riflettente, costo approssimativo 200 €:
    (di tre quarti, gonfia il petto, sorride; luce da destra; pesante accento da cumenda)
    “ma non dare i soldi a lui, compra la scarpeeetta!”.

    sono uscito prima ancora di entrare.

  2. utente anonimo ha detto:

    Premesso che per me una roba con la quale pesto merde, do calci e ci puzzo pure dentro con i miei fantastici piedini al mughetto, non deve costare più di 80 € (le mie ultime scarpe le ho pagate 35 €), detto questo, credo che sia colpa delle maglie, quando arrivano la mattina sono completamente bianche, poi durante la giornata Snifffff, snifffff, snifffff… e diventano ingestibili.
    La prossima volta metti in tasca un Taser o Spray al Peperoncino.

  3. sraule ha detto:

    mrharrison: ecco, io lì non lo so se sarei riuscita a fermare la violenza.
    probabilmente avrei preso la sua scarpa dorata fingendo di volerla osservare e poi gliel’avrei data in testa.

    anonimo: mah, guarda, io ti direi che proprio perché ci sudo dentro ecc, le scarpe devono essere di buon materiale, traspirante, di pelle, ecc. Di fatto, per le scarpe da ginnastica, è solo una questione di design perché tanto la salubrità più o meno è quella.
    alla fine le original marines le ho pagate poco più di 20 euro e in quanto a fattura sono esattamente uguali alle converse.

  4. utente anonimo ha detto:

    concordo in tutto e per tutto… L’ultima volta che sono entrato da foot locker mi sono sentito proprio aggredito e non avevo nulla da comprare, volevo solo dare un’occhiata.

  5. sraule ha detto:

    faremo un gruppo su facebook: per lo sterminio dei commessi di foot locker 🙂

  6. utente anonimo ha detto:

    l’anonimo era Pic
    Tra l’altro ho scoperto una cosa pazzesca scrivendo la parola Taser?
    Taser significa Thomas A. Swift’s Electronic Rifle, Tomas Swift fu un personaggio dei fumetti, nome totalmente inventato ma se guardate le copertine di “Tom Strong” del nostro caro Alano Moro, trovate delle somiglianze con quello stile grafico.
    Alano è un genio e basta.

    Pic

  7. sraule ha detto:

    sì, lo è. inutile girarci intorno.

  8. utente anonimo ha detto:

    Leggendo il titolo del post pensavo che parlasse degli AC/DC 🙂

  9. sraule ha detto:

    ah-ah, non ci avevo pensato.

  10. utente anonimo ha detto:

    Se volete farvi quattro risate sui commessi Foot Locker…

    Date un’occhiata qui!

  11. sraule ha detto:

    ops, il link al momento non funziona.

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