Ho letto un’intervista a David Baldacci che mi ha dato da pensare. Pare che lui elabori le sue trame ovunque. Può succedere che durante una cena con gli amici inizi ad avere lo sguardo perso (sta creando!). Se i suoi amici fanno domande la moglie gli dice di non parlargli per un po’, e che dopo una ventina di minuti lui si unirà di nuovo alla conversazione. A quanto pare gli amici eseguono solerti.
Cotanto rispetto per i processi creativi altrui mi lascia a dir poco basita.
Voglio dire: come ha fatto Baldacci ad ammaestrare cos’ bene moglie ed amici?
Somma invidia.
Immaginiamo la stessa situazione con i miei amici.
Susanna si astrae dalla conversazione.
Armando: Oh, sei sveglia?
Susanna: Sto creando, non vedi?
Risata generale al tavolo.
Oppure: siamo ad una cena, Susanna si astrae.
Tizio: Oh, sei sveglia?
Susanna: Eh? No, stavo creando.
Tizio: Ma smettila. Stavi pescando! Chiedo un caffé.
Caio: Scusa, ma che cosa creavi?
Susanna: Mah, niente, una trama. Tra pochi minuti avrò finito.
Caio: Cioè, racconta un po’…
Susanna: Ecco, c’era questo personaggio, no? Uno che devo ancora inventare….
Tizio: Ma sul menù ci sono le fettuccine ai funghi?
Susanna: Funghi? Io amo i funghi!
Caio: E il personaggio?
Susanna: Anche a lui, è ovvio. A chi non piacciono i funghi?
Ma questo è il meno. Dovete sapere che il mio cosiddetto ambiente di lavoro è così composto: c’è una stanza con due computer in rete, io posso usare quello libero. Poi c’è, dietro a questa, la stanza dove disegna Armando (un antro oscuro, rischiarato solo dal tavolo luminoso), di solito ascoltando la radio. Su richiesta Armando si mette le cuffie. A volte si sente la sua dolce voce che canta insieme alla radio. A volte mi aggiorna su un pezzo che passano alla radio.
Poi c’è la cucina, dove a volte tengo il mio portatile, e lì mi siedo a scrivere, ad esempio, le sceneggiature.

Situazione 1: Susanna, a uno dei due computer della stanza dei computer, sta traducendo.
Susanna (pensiero): And she’s got to kick him in the ass… E lo deve prendere a calci nel culo…
Armando (giungendo di soppiatto): Lei gli deve tirare dei calci in culo!
Susanna (sospirando): Eh?
Armando: No, dico: calci in culo e via. Comunque c’è un errore di prospettiva.
Susanna: Eeeeh?
Armando: In quella vignetta. Ma, niente, come non detto. Continua pure.
Si piazza alle spalle di Susanna.
Armando: "Perché lei ha molte ragioni…"
Susanna: No, "quindi lei ha le sue ragioni."
Armando: Ah, ok. Continua, eh?
Susanna: Ma tu non hai niente da fare?
Armando: Altre cinquanta tavole di Inferno, ma stavo facendo pausa.

Situazione 2: Susanna sta sceneggiando ad uno dei computer della stanza dei computer.
Susanna (pensiero): Pp, no, mb, che un pp l’ho già usato… il Personaggio X lo vediamo di quinta sulla sin della vig…. Ok, Personaggio X di quinta sulla sin, in secondo piano, appr. in mb, il Personaggio Y…
Armando (entrando nella stanza): A che punto sei?
Susanna: Eh?
Armando si siede all’altro computer e controlla la posta.
Armando: Nooo! Leggi un po’ qua!
Susanna: Starei lavorando.
Armando: Ah, scusa.
Susanna (pensiero): …il Personaggio Y ha le braccia conserte e l’espressione…
Armando: Dio! Erano millenni che non vedevo questo video!
Nella stanza inizia a diffondersi la musica di una canzone anni ’80.
Armando: Di’, tu te li ricordi i [nome di gruppo anni ’80]
Susanna: Uh? Ah, sì… non erano quelli di [titolo di una canzone anni ’80]
Armando: Mi piacevano un casino. Quando eravamo ragazzi io e Tal dei Tali, mi sa che non lo conosci…
Susanna: No, in effetti, era molto tempo fa.
Armando: Sì, comunque… ci riunivamo a casa di questo tizio e una volta…. [inizia un aneddoto dalla lunghezza variabile]
Susanna: Sì, ok, ma io starei lavorando.
Armando: Ah, scusa. Ti dà fastidio la musica?
Susanna: SIIIIIIIIII!!!!!!!!!
Armando: Ok, solo questa, poi vado a fare il caffè.

Situazione 3: Susanna sta scrivendo un racconto al tavolo di cucina, sul suo portatile.
Susanna (pensiero): Era una notta buia e tempestosa…. no, buia e serena, no, fresca e serena….
Armando (entrando in cucina): Lo vuoi un pezzo di cioccolata?
Susanna: No, grazie.
Armando: Un biscotto porco?
Susanna: No, grazie.
Armando: Io, comunque, me ne mangio uno. Lo prendi del caffè?
Susanna: No, gra- Ma no, anzi, sì.
Armando mette su il caffè. Susanna riprende a scrivere.
Susanna (pensiero): Era una notte fresca e soleggiata…. hem…. era una notte….
Armando esce dalla stanza, il caffè sale.
Caffettiera: Glub-glub-glub!
Susanna: IL CAFFEEEEE’!
Armando (dall’altra stanza): Spegnilo!
Susanna spegne il caffè.
Armando (dall’altra stanza): Mettici lo zucchero!
Susanna ci mette lo zucchero. Versa il caffè. Ricomincia a scrivere.
Susanna (pensiero): Insomma, era notte, ok? C’erano tutte quelle cose che ci sono di notte, tipo… case buie. Strade buie. Persone buie…. mmmmh…. la notte era così oscura che….
Armando (bevendo il suo caffè): E’ amaro.
Susanna: Eh?

Situazione 4: Susanna è nella sala della sua casa di Spezia. Sta scrivendo al portatile.
Susanna (pensiero): La notte era così buia che Tal Dei Tali non vedeva un cazzo… era così scura che persino un vampiro non avrebbe visto un cazzo…. un vampiro? No, magari un… pesce degli abissi? Sì, ma che cosa ci fa un pesce degli abissi in una strada di città? E che cazzo ci fa un vampiro, se è per questo? Ok, era un sacco buio e Tal Dei Tali non vedeva un cazzo, visto che non era un vampiro….
Mamma di Susanna: Cosa fai?
Susanna: Scrivo.
Mamma di Susanna: E che cosa scrivi?
Susanna: Roba che mi pagano. Forse.
Entra il Papà di Susanna.
Papà di Susanna: Oggi c’è un aperitivo nel posto tal dei tali, lo sapevi?
Mamma di Susanna: Zitto, sta scrivendo roba che forse le pagano.
Papà di Susanna: Che cosa vuol dire "forse"?
Mamma di Susanna: Susanna, che cosa vuol dire "forse"?
Susanna: Avevo sentito. Forse nel senso che…
Papà di Susanna: E comunque c’è un buffet gratuito.
Mamma di Susanna: Stava parlando!
Susanna: No, stavo scrivendo!
Mamma di Susanna (offesa): Sei sempre scontrosa.

David, molto gentilmente, potresti spiegarmi come cazzo hai fatto???

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Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. mrharrison ha detto:

    visto che non mi pagano, non ricevo cotanto rispetto da mia madre, che nel migliore dei casi mi guarda con pietà, nel peggiore mi chiede a cosa serva la mia musica, la maggior parte delle volte o non è in casa oppure non fa altro. per dire che neanche lei si fa scrupolo ad interropermi.
    quando sono in giro, invece, o mi registro al volo sul cellulare, oppure abbasso la testa, accelero il passo e spero di non incrociare nessuno che conosco, altrimenti a parlare perdo tutto…

  2. sraule ha detto:

    ah, come ti capisco…
    io avrei bisogno di un “club diogene”, presente?

  3. mrharrison ha detto:

    eheh
    cambiando argomento, verrete a torino comics?

  4. utente anonimo ha detto:

    http://titofaraci.nova100.ilsole24ore.com/2009/02/non-disturbare.html

    Ci arriverai, Susanna. Ci arriverai. Fidati: sembra impossibile, sembra un trito stereotipo, ma è così. Non so se ne sarai felice e non so se augurartelo, ma capita. Se non a tutti, a molti.

    Soluzioni: lavorare soprattutto in studio, lontano da casa e dai familiari.
    E poi cercare di non dare nell’occhio. Se sei con ospiti a casa, per esempio, dici: “scusate, devo andare di là a fare una cosa…” E vai nella stanza dove hai lasciato il portatile.

  5. sraule ha detto:

    Purtroppo, Tito, le prime 3 situazioni si svolgono GIA’ nello studio.
    ma ora vado ad erudirmi sul tuo bloggo.

  6. sraule ha detto:

    mr: suppongo che verremo alla fiera del libro, non so se è tutto insieme…

  7. mrharrison ha detto:

    no, quest’anno hanno finalmente capito che è meglio tornare alla vecchia impostazione. torino comics sarà il 17-18-19, la fiera immagino sia un po’ più avanti

  8. sraule ha detto:

    vista l’esperienza degli anni scorsi non credo che andremo alla fira dei comics.
    ma non andremo neanche alla fiera dei libri, ora che mi fai notare le date, perché dal 14 al 21 maggio non siamo in italia.
    e però verremo senz’altro a torino con la primavara, per qualche motivo, per una serata ai murazzi, chi-lo-sa, perché la tua città mi piace troppo!

  9. mrharrison ha detto:

    quando volete, non avete che da fare un fischio.
    quest’anno alla fiera andrò perchè forse riesco a entrare di straforo, ma se il tenore è quello degli ultimi anni, fate assolutamente bene a non venire.

  10. utente anonimo ha detto:

    Sono abituato, la sera a cena, a vedere il tg seguendo il labiale dei giornalisti, per cui, a quel punto, il resto diventa una bazzecola.

  11. sraule ha detto:

    dhe, non crederai mica di essere l’unico, vero?
    comunque lì è anche una legge di natura: è la notizia interessante/importante che, per sua natura, elicita strilla ripetute ed insistite su argomenti di scarsissimo o nullo interesse/importanza da parte della Famiaglia.

  12. utente anonimo ha detto:

    Certo che non sono l’unico, ma capisco Baldacci.
    Si fa di necessità virtù.
    Altrimenti: 1) sarei costretto a scrivere solo la sera tardi 2) a quel punto ti abitui ad avere le “folgorazioni” ance in situazioni familiari “estreme”.

    Comunque, cambio argomento anch’io:

    ci sarete a Napoli?

    AleDiVirgilio

  13. sraule ha detto:

    no.
    saremo solo in polonia, perché è lì che ci pagano 🙂

  14. utente anonimo ha detto:

    Emigranti? 😀

    Ma porca miseria! (per Napoli)

    AleDiVirgilio

  15. sraule ha detto:

    ospiti di un’iniziativa fumettara, veramente.
    per napoli, è destino 🙂

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