Non è che io abbia poi questo granché da scrivere. Sui miei progetti presenti e futuri non posso/non voglio dirvi niente.
La cosa più eccitante della mia vita privata è stato un sogno con celebrity e un threesome. La celebrity non era poi tanto celebre e il threesome è stato quasi completamente cassato dal mio inconscio, che ha di meglio da fare. Ad esempio farmi sognare eccitanti piante in vaso. In ogni caso la celebrity non partecipava al threesome, ma non c’è problema perché tanto non era David Bowie.
A volte ho il sospetto che non dovrei mangiare i Jules Deestrooper prima di andare a letto.
Quindi, in buona sostanza, questo è uno dei soliti post sull’aria fritta.
Mi chiedo se l’aria fritta funzioni un po’ come il gelato fritto cinese, che comunque è un chiaro segno che i cinesi hanno un sacco da insegnarci.
Leggo libri a pagamento e traduco fumetti sempre a pagamento. Almeno la prima cosa la farei anche gratis, ma non diciamolo troppo in giro.
In compenso tra un po’ inizierò la traduzione di un libro decisamente sublime. Starring Sherlock Holmes.
Già, non potevo farmelo scappare.
Un po’ di tempo fa col Moroso ci chiedevamo perché tra le cosiddette menti illuminate il nerdismo dilaga senza freno.
Fino al secolo scorso essere nerd significava semplicemente avere una libreria zeppa di tomi improbabili e forse passare il proprio tempo libero catalogando coleotteri.
I tempi moderni hanno portato a galla un nerdismo tutto particolare.
C’è gente che passa i propri pomeriggi a giocare con l’ultimo videogame. E’ ancora abbastanza normale. E’ una pratica, come dire, consolidata. Un po’ come avere migliaia di fumetti in cantina. O collezionare statuine di Spiderman.
L’abbiamo già visto. Succede.
Poi ci sono quelli che comprano tecnologia vetusta solo per dimostrare che funziona ancora. Certo, in modo più macchinoso e imperfetto della tecnologia moderna, ma comunque funziona.
Ed ecco che il nerd della domenica spende tutti i suoi averi su eBay per acquistare vecchi grammofoni, stereo-8, Commodore 64, macinacaffè a manovella, vetusti sintetizzatori, tastiere di macchine da scrivere Olivetti da adattare all’ultimo Mac Pro, mobili bar chiaramente non più funzionanti (ma quello, sembra, è un valore aggiunto) da usare come porta cd.
Tutto questo mentre il resto dell’umanità plaude con sollievo all’avvento del lettore cd/MP3, dvd, blu-ray, Mac pro (appunto), tritatutto elettrici, sintetizzatori di nuova generazione, tastiere wireless, hard-drive sempre più capienti da usare al posto del vecchio porta cd.
Il nerd non ha veramente bisogno che il suo passatempo sia comodo, utile, o semplicemente funzionante.
Il vero nerd se ne fotte dei Mac Pro, quando può ricrearne uno che funziona a manovella, ottenuto da vecchie bottigliette di Aperol, dalle specifiche tecniche solo leggermente inferiori e comunque molto più costoso e laborioso da utilizzare dell’oggetto originale.
Il vero nerd ti comunica in tono serio che il suo piccolo progetto per la costruzione di un lavainsalata realizzato con scarti di acceleratore di particelle risolverà una volta per tutte lo spiacevole effetto collaterale dell’insalata bagnata. Al momento ci ha lavorato per 10 anni nel tempo libero, ma crede di essere ad una svolta.
Il Moroso, dovete capire, aveva il coraggio di ironizzare su queste persone.
Sì, stiamo parlando del Moroso che ha in memoria una cosa come 10.000 font e li conosce uno per uno. Del Moroso che trova dilettevole, nel tempo libero, vettorializzare roba (specialmente suoi disegni, ma in fondo è irrilevante) o creare font nuovi che riproducano una delle sue grafie (ne ha varie, sfortunatamente).
Ma il Moroso ha ormai superato questa sua fase. Ora progetta semplicemente di costruirsi un computer nuovo utilizzando lo scheletro di quello vecchio che sia più potente di qualsiasi computer mai ideato dalla Apple.
Poi, forse, ci andrà su Saturno.
Confesso di non essere neanch’io del tutto innocente.
Per prima cosa sto facendo del magnatismo ideologico. Il mio nuovo hobby è di suggerire al nerd di turno come utilizzare al meglio il proprio potenziale nerd.
E poi sedermi in poltrona a guardare, è ovvio.
Nel campo del nerdismo attivo posso ammettere senza grandi problemi di avere dei piccoli problemi con una serie di cose: gli apocrifi holmesiani, le cover di canzoni già sconosciute in partenza, le giacche.
Ma, siamo onesti, non è niente di neanche lontanamente nerd come costruire macinacaffè protonici.
Come nerd sono un fallimento.
Come dispensatrice di aria fritta credo di aver fatto qualche progresso.
Potrei persino farne una professione.

Ah, dimenticavo di averlo già fatto. Ok, a questo punto non mi resta che il macinacaffè protonico.

Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. utente anonimo scrive:

    io comunque la tua aria fritta la ordino sempre al ristorante cinese, purtroppo non sempre ce l’hanno e me la devo venire a leggere qui (e anche qui è una gustosa rarità; diavolo!)

    Pic

  2. sraule scrive:

    sì, forse aprirò un take-away.

  3. gaccu scrive:

    Che ci sarebbe di strano nel conoscere 10000 font a memoria?

    P.S.: gli esempi di nerdismo che hai citato sono quelli buoni.
    Gli esempi cattivi sono riferiti invece all’ossessione che obnubila le facoltà mentali.
    Ne riparliamo…

  4. utente anonimo scrive:

    Il tuo nuovo hobby è una perversione di abnorme raffinatezza.

    paolo

    p.s. mi viene ordinato di scrivere dux per postare il commento, mi sembrava doveroso avvertirti…

  5. sraule scrive:

    paolo: sì, lo so, le lettere di conferma di splinder non l’hanno mai raccontata giusta neanche a me.

    gaccu: ma infatti, figurati, armando è NORMALE.
    ci mancherebbe.

  6. lulabelle scrive:

    non solo dispensatrice di aria fritta, ma di aria fritta CON UN SEGUITO. susanna, mitologgia, siamo.

  7. sraule scrive:

    sì, lula.
    a questo punto il take away è l’unica soluzione sensata.

  8. mrharrison scrive:

    ho un lato nerd, che però è molto poco sviluppato. ogni tanto c’ho provato: mi sono appassionato a star trek, a star wars, ma durava poco.
    non riesco ad essere nerd neanche con le cose che maneggio tanto: per inciso, ho suonato qualsiasi pezzo dei beatles in tutti i modi, ma non è nerdismo.

    mi basta entrare in fumetteria per capire cos’è il vero nerdismo: spendere 300 euro per una statuina di un personaggio secondiario di un anime mai tradotto in italiano – niente è come i sottotitoli, gli adattatori rovinano sempre tutto… -, attendere trepidanti la ristampa in volume di impulso (il robin del terzo flash) che costa ben 24 euro, spendere 70 euro per l’anello di lanterna verde, passare un anno a cucirsi il costume per il cosplay de l’impero colpisce ancora (perchè lì l’imperatore ha gli occhi diversi…).
    ah,il nerdismo. in fondo, lo amo.

  9. sraule scrive:

    per me hai appena descritto l’orrore, ma bisogna ammettere che io i nerd di cui parli li conosco fin troppo da vicino.
    alle convention, mi fanno paura.

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