Ho aperto questo blog ormai un bel po’ di tempo fa, nel 2005. L’ho aperto su Splinder perché all’epoca mi sembrava la soluzione migliore. Poi metà della gente che conosco ha aperto un blog su Blogspot o su Worldpress e, sì, in generale forse quei blog funzionano meglio del mio.
Hanno i link belli in ordine e hanno dei template molto fighi.
Il mio template me lo sono fatta da sola, praticamente tutto in html, perché Splinder questo ti dà.
Metà delle volte la giustificazione dei testi mi va a puttane e non ho voglia di metterla a posto. Se vuoi inserire un’immagine grande è meglio che te la posti su un altro server. Mi dicono che con alcuni firewall le immagini non si vedono praticamente mai.
Con Explorer una delle colonne del mio blog finisce in basso. Ok, di questo non mi frega niente, perché Explorer fa cagare, e siete voi che non dovreste essere rimasti nel suo mondo oscuro, quando ci sono browsers molto più decenti in giro e gratis.
Inoltre, diciamocelo, Splinder non funziona piuttosto spesso.
Insomma, che cosa devo dirvi? Ormai sono qua e non ho voglia di traslocare, quindi adattatevi un po’ anche voi, ok?
Capitolo link: dicevo, i miei link sono un casino. Mi dimentico di linkare gente, in compenso alcuni non funzionano più. Fatevene una ragione. Se vedete che non vi linko mandatemi un’email, no? Potrebbe anche darsi che vi inserisca. Alcuni link nuovi li ho inseriti oggi. Sono certa di aver dimenticato qualcuno.
Un po’ di tempo fa un amico mi diceva: "Ma come fai a tenere un blog? Non ti senti violata nella privacy?"
Che idiozia. Nel tenere questo blog ho sempre applicato il precetto rogersiano di dire solo quello che penso, ma non tutto quello che penso.
Non mi sento violata per niente. Inoltre il mio senso della privacy non è proprio sviluppatissimo.
Per dire, se qualcuno mettesse in rete una mia foto ignuda non me ne fotterebbe niente. Tanto sono una figa della Madonna.
Invece questo blog mi aiuta a diffondere le mie idee, che essendo mie sono molto, molto belle e intelligenti.
Una di queste idee è che, chiaramente, non ci dovrebbero essere leggi fatte apposta per precludere alle persone la possibilità di esprimere le proprie idee.
Infine, questo blog mi permette di smentire voci cazzone che ogni tanto girano sul mio conto. E’, come dire, il mio organo di stampa ufficiale (visto che gli altri organi di stampa, inspiegabilmente, non sono disposti a pubblicare tutte le mie cazzate).
Bene, iniziamo ad usare questo utile strumento, allora, per dire che mi avete rotto le palle con il vostro cazzo di John Doe.
Non ho capito perché (no, anzi, l’ho capito, siete voi che non avete capito), ma qua, negli ultimi mesi, mi state scassando discretamente i maroni. Telefonate e email del tipo: "ma allora, quando esce il tuo John Doe?"
Risposta ufficiale garantita dall’ufficialità di questo blog: non sto scrivendo alcun John Doe. Nei miei programmi non c’è di fare alcun John Doe in un prossimo futuro. Non sto scrivendo alcun John Doe di nascosto. Non sono in ritardo per la consegna di alcun John Doe, perché non lo sto scrivendo. Chiedete a Recchioni o a Bartoli (cazzo, ecco un altro link che dovrei inserire) se non ci credete. E, no, non vi posso raccomandare per farvi disegnare/sceneggiare un John Doe. E anche se potessi non lo farei.
Fine del comunicato ufficiale.
Poi, a me l’html piace, ok?
Complicarmi la vita anche, a volte.

Prossimamente su questi stessi canali: altra merda pallosa. Lo so che ci state prendendo gusto, carognette.

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Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. utente anonimo ha detto:

    nella tua storia di Dylan Dog, Groucho avrà un ruolo rilevante o farà la solita comparsata di due pagine?

  2. sraule ha detto:

    no, groucho sarà il protagonista. per forza, perché dylan muore a pagina 2.
    orrendamente.

  3. utente anonimo ha detto:

    Bel post, ok, ma non ho capito, dov’è che trovo le tue foto ignuda per la rete? 🙂

    paolo

  4. sraule ha detto:

    certo che se non ti sbatti neanche un po’…

  5. mrharrison ha detto:

    il tuo john doe non lo vorrei comunque, non l’ho mai letto. i fumetti italiani difficilmente mi attirano, perchè hanno idee di partenza molto spesso insignificanti. salvo giusto ravenstock. speravo di salvare david murphy, ma per come si è sviluppato direi che è stato proprio una cosa dimenticabilissima. quando scrivi un david murphy?

  6. utente anonimo ha detto:

    ‘spetta un attimo, mrharrison! Il fumetto italiano produce opere notevolissime. I migliori fumetti che ho letto nell’ultimo anno sono italiani. E’ ovvio che per trovarli bisogna guardare un oltre bonelli e bonellidi. Io in edicola neanche ci passo. Direttamente il libreria e fumetteria.

    Armaduk

  7. sraule ha detto:

    decisamente d’accordo.
    con entrambi. 🙂

  8. elprinz ha detto:

    Uno dei problemi dei fumetti in italia, però, è che in molti posti lontani dalla civiltà (sigh) di fumetterie non ce ne sono, o sono ferme al macabro connubio anni ’90 manga+carte di magic, e le librerie hanno una sezione fumetti scarsa o inesistente…
    Se uno non si arrangia con internet scoprire i fumetti degni è un’impresa, ed è condannato a leggere bonellidi tutta la vita. Se la chiamate vita.

  9. sraule ha detto:

    ah-ah, elprinz, starai un po’ esagerando?

  10. elprinz ha detto:

    Beh, sì, come al solito. 😉
    Comunque dove vivo io (nord-est, provincia, 40.000 tristi abitanti) c’è solo una fumetteria del tipo suddetto, tre librerie di cui due non tengono fumetti e la terza solo i “bestseller” (fumettisticamente parlando) delle principali case editrici. Per esempio, se uno vuole leggere chessò, Ford Ravenstock, giusto per fare un nome, deve ordinarlo ed aspettare una decina di giorni. Ma fosse stato per il circuito librerie/fumetteria, difficilmente avrebbe scoperto che un Ford Ravenstock esisteva (o un Palumbo, o un Ausonia, o un Gipi – fino all’anno scorso, ecc.)

  11. sraule ha detto:

    guarda, io vivo a spezia, dove la situazione non è molto diversa. e, sì, ogni volta devo ordinare i fumetti.
    ma in fondo internet esiste per questo, no?

  12. BE4TRICE ha detto:

    Minchia sono tra i link inseriti.
    Mi inchino a cotanta gentilezza.
    E io il tuo jd non lo leggo! Ecco.

  13. sraule ha detto:

    ti riuscirà estremamente facile. non leggerlo, dico.

    eh, ho messo un po’ d’ordine tra i link. ti avrei dovuta inserire tempo fa of course.

  14. utente anonimo ha detto:

    scrivi dylan dog? viva la coerenza!.

  15. sraule ha detto:

    eh?
    io NON scrivo dylan dog.
    questa dove l'hai sentita, anonimo?

  16. utente anonimo ha detto:

    le solite voci maleinformate allora.
    cambio allora. sei una persona coerente.

  17. sraule ha detto:

    bah. guarda che se mi offrissero una storia per il color fest la scriverei anche. ma è una notizia falsa, punto.

  18. utente anonimo ha detto:

    le voci erano proprio sul color fest "tutto donne"….ma visto he hai smentito non ti faccio perdere altro tempo. ciao.

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