Non ho ancora visto il film di Watchmen. Non ho l’urgenza di vederlo, anche se credo che questo week end me lo pupperò.
Le mie aspettative non sono né basse né alte, semplicemente non ci sono. Credo che sarà un buon film di intrattenimento. Credo che sarà fatto bene. Credo che andarlo a vedere aspettandosi di avere le stesse sensazioni che ho provato quando ho letto Watchmen sia semplicemente assurdo, aldilà delle (condivisibile e puntuali) osservazioni di Cajelli in materia.
In effetti non voglio parlare di Watchmen. Ormai siete abituati alle mie svolte semantiche, quindi lasciamo stare i commenti su Watchmen, ok?
Piuttosto mi sto facendo delle domande su una classifica apparsa la settimana scorsa su Vanity (anche con le mie fonti, come sui miei cambi di argomento, dovete avere pazienza).
La classifica in pratica diceva: negli ultimi anni sono apparsi un bel po’ di film tratti da fumetti,  sono andati bene al botteghino , ma quelli che sono andati VERAMENTE bene sono quelli dei supereroi, quelli tratti dalle graphic novel meno.
Noi fumettisti siamo dei talebani e c’è poco da fare, ma là fuori, nel vasto mondo, la gente ha dei punti di vista un po’ diversi dai nostri. Ma anche nel vasto mondo, immagino, c’è chi sarà pronto ad urlare contro il popolo bove, che accorre in massa a vedere gli X-men e diserta V for Vendetta.
E’ il solito trito discorso sui cinepanettoni che, inspiegabilmente, vanno di più del cinema d’autore.
Un trito discorso, per carità, come molti dei triti discorsi, sostanzialmente giusto, e tuttavia non così corretto se lo applichiamo ai film tratti dai fumetti.
Il problema vero, secondo me, è solo parzialmente imputabile alla "sindrome del popolo bove".
Il fatto è che molte graphic novel sono letteratura "alta". E per di più letteratura "alta" poco riconosciuta, perché, insomma, lo sappiamo tutti, i fumetti sono roba da ragazzini.
Quelli che sono riusciti a superare questo pregiudizio – una quantità di persone sempre maggiore, fortunatamente – hanno iniziato a leggere graphic novel e hanno scoperto non solo che non sono per niente roba da bambini, ma che molte sono decisamente delle letture highbrow.
V for Vendetta, per dirne una, è un fumetto decisamente highbrow.
The League of Extraordinary Gentlemen è un fumetto highbrow.
Watchmen è stato il fumetto highbrow per eccellenza.
Lo so, sto citando solo Moore, ma cito lui perché è stato lui quello che, più di ogni altro, ha subito il destino di cui vi parlerò tra poco.
Comunque, ampliamo il discorso (ma sempre rimanendo nel ristretto circolo delle graphic novel e del fumetto "alto" che è stato trasposto per il cinema).
I fumetti di Pazienza erano letteratura "alta". Così alta che a volte non ci si arriva nemmeno.
I fumetti di Bilal erano anche loro molto su.
La maggior parte delle produzioni di Miller, al contrario, non erano poi così in alto, da un punto di vista contenutistico. Erano grandi opere, con un’atmosfera unica, uno storytelling unico e via discorrendo, ma non erano così alti. Inoltre quello che gli è stato fatto, gli è stato fatto dal loro stesso creatore (che poi si è accanito anche su Eisner, e vabbé). Il punto è un altro: Miller ha preso Miller e l’ha fatto diventare… Miller. No problem, here.
Tra l’altro sia Sin City che 300 mi sono piaciuti, in entrambe le versioni.
Stavamo dicendo, i fumetti "alti".
Alcune storie di Batman erano molto, molto in alto. Penso ad Arkham Asylum. Penso a The Killing Joke. La fortuna di Batman è che ha avuto anche delle storie che erano di letteratura medio-bassa.
Fai attenzione, lettore: non ho detto DI QUALITA’ medio-bassa. Anche quello, naturalmente, ma ora io parlo d’altro.
Io parlo di significatività. Io parlo di tutte le cose che, chissà come, sono finite dentro ad alcuni di questi fumetti. Parlo della cultura che uno deve avere per leggerli (lo so, temo che la letteratura alta, in alcuni momenti, sia incredibilmente snob), e della sensibilità che ti serve per sintonizzarti sulla loro onda. Parlo del fatto che alcuni di questi fumetti ti innalzano, punto e chiuso, anche se sei un insensibile ignorante.
A pensarci bene è una grande magia.
Se dovessimo fare dei paragoni con degli altri media potremmo forse dire che "quel" tipo di fumetto sta a una letteratura dotata di sole parole del tipo di Camus, di Bulkakov, di Pavese, di Eco, di Roth.
E che NON sta ad una letteratura del tipo di quella di King (almeno nella grande maggioranza della sua immensa produzione), di Connolly, di Grisham, di Crichton. Di Salgari, e sapete quanto lo amo.
Come vedete non ne sto facendo una questione di bravura.
Se dovessimo fare un paragone a livello cinematografico dovremmo forse tirare in mezzo i fratelli Cohen, Il posto delle fragole o Nel nome del padre.
E’ questo quello che intendo, spero di essere stata sufficientemente chiara. Perché, insomma, come esiste una letteratura "alta", esiste anche una cinematografia "alta".
E allora, torniamo alle trasposizioni cinematografiche.
Parliamo di Batman, che viene preso e portato progressivamente più in basso. Dai film di un Burton (autore con varie punte davvero "alte") non particolarmente ispirato e non particolarmente libero, agli ultimi orrori (giudizio mio) in cui un autore "basso" prova velleitariamente di spingersi un poco più in alto del proprio orizzonte diventando solo palloso. Ma anche quello che c’è stato prima, anche la famosa e amatissima serie televisiva con Adam West, poteva starci dentro, perché Batman non è solo il Batman problematico del revisionismo, ma anche quello della serie regolare (che è appena morto).

Pazienza ha avuto un destino decisamente diverso. Una trasposizione che ha mantenuto lo stesso livello dell’originale, solo fatta male. Cioè: proprio bruttina, malamente sceneggiata, a tratti malamente interpretata, piuttosto dilettantesca. Ma a nessuno è venuto in mente di fare di Zanardi un eroe metropolitano che mena i cattivi.
Bilial, come si sul dire, se l’è cantata e se l’è suonata. La sua Fiera degli Immortali cinematografica è di una bruttezza sconvolgente, Il vecchio Enkil probabilmente non ha capito tanto bene come si scrive una sceneggiatura per il cinema. E’ riuscito da solo a portarsi giù, ma non solo perché la sua opera è fatta male. Piuttosto perché ha pensato da solo che avrebbe fatto bene a darci un polpettone fantascientifico-fantasy alla Hulk+Narnia, solo mal realizzato.
Messaggio, zero. O se c’era era ben camuffato tra gli errori.
A questo punto non vorrei continuare con l’elenco del telefono, se me lo permettete.
Credo che quello che intendo sia chiaro.
Una buona trasposizione cinematografica non dovrebbe solo essere ben fatta, ma dovrebbe rispettare l’intento dell’opera da cui è tratta.
Tanto è vero che, fateci caso, più l’intento è rispettato, migliore è il film in generale.
Un film sugli X-men, quindi, che rispetta pienamente l’intento originale dell’opera (intrattenere con qualche blanda riflessione sulla diversità) e che è fatto tecnicamente bene ottiene due obiettivi: centra il suo target (e vende) e fa quello che faceva il fumetto (intrattiene con alcuni blandi spunti sulla diversità).
Lo stesso si può dire di Spiderman e della maggior parte degli altri film supereroistici. La differenza, lì, sta solo nella perizia con cui sono fatti.
Man mano che saliamo verso la letteratura "alta" il problema viene a galla.
Iniziamo ad avere delle avvisaglie con Constantine, che perde gli spunti della serie per diventare un modesto action-movie. Avrebbe potuto diventare anche un SUPERBO action-movie, immagino, ma sarebbe stato sempre un action-movie, mentre il fumetto non è un action-comic.
E, di nuovo, tengo a sottolineare che non ho assolutamente NIENTE contro gli action-movie o gli action-comics.
The League, che era un fumetto "intellettuale", oltre che iper-citazionista, trasformandosi in un action-movie, e dal citazionismo frainteso, è diventato un pessimo adattamento dell’opera di Moore.
V for Vendetta, che smuoveva parecchio le meningi nella sua forma disegnata, è diventato un non-so-che cinematografico che smuoveva al massimo l’intestino. E dire che, come action-movie, non era malaccio.
E però non era "intelligente". Non aveva quel quid che avrebbe potuto farne un grande film "alto".
Ovviamente ti viene da farti una domanda: perché 1984 sì e V for Vendetta no?
E anche: tra vent’anni chi cazzo si ricorderà di V for Vendetta (il film)? Perché, invece, 1984 me lo ricordo benissimo? Perché 1984 continuano a proiettarlo?
Ora, le mie aspettativa riguardo a Watchmen non esistono, lo dicevo.
Immagino che sarà un eccellente action-movie. Immagino che qualcosa del Watchmen fumettistico sia passato. Mi piacerebbe un mondo se, invece, fosse un film higbrow camuffato da action-movie. Mi piacerebbe se il popolo bove entrasse bove e uscisse highbrow.
Non credo che sarà così.
Non sono neanche certa che si possa fare. I tentativi in questo senso, per il momento, sono stati modesti, così come sono stati modesti, in genere, i tentativi di adattamento di altra letteratura alta per il grande schermo.
Forse ci sono dei motivi che lo impediscono. Me ne vengono in mente alcuni: la letteratura alta affonda le radici, si nutre, è concepita per il suo medium.
Traslare una storia da un medium ad un altro non un lavoro per chiunque, è un lavoro per geni.
Se penso ad un regista che avrebbe potuto trasporre Watchmen, non so perché, mi viene in mente solo Kubrick.
Kubrick sarebbe stato in grado, forse, di rappresentare la cupa ossessione di Rorschach, la violenza del Comico, l’egotismo di Ozymandias (il Re dei Re, pensate un attimo alla forza di questa suggestione e ditemi se non avete la pelle d’oca), il rassegnato idealismo di Night Owl, il dimesso egoismo di Silk Spectre, la fulgida ed algida ratio del Doctor Manhattan.
E non dico che QUESTO Watchmen non mi piacerà.
Dico solo: bisogna sempre tentare a qualsiasi costo?
Se rispettare gli intenti di un’opera non è possibile, è veramente necessario cambiarne la natura, per renderla alla nostra portata, alla portata di tutti?
Probabilmente, di questi tempi, lo è.

AGGIORNAMENTO: Il film poi l’ho visto e, contro le mie aspettative, mi ha fatto cagare di brutto. Sì, belli gli effetti, sì, bello questo e quello, ma nel complesso l’ho trovato goffo e il modo molto sottile in cui è stato "addomesticato" l’intento del fumetto mi è sembrato brutto assai. Anche se non so se parlare di addomesticamento o di semplice travisamento. Il finale alternativo, descritto da più parti come "ottimo", è semplicemente demenziale. Ci sono scene di involontaria comicità, come ad esempio quella (che stava per farmi strozzare dal ridere) di Night Owl che finalmente riesce a scoparsi Silk Spectre e nella colonna sonora passa Halleuja di Cohen. Cioé: finalmente si scopa = halleluja. Bellissimo. Solo per questo ne è valsa la pena. Credo che anche Moore, alla fine, l’abbia presa con ironia. Ma forse no.

Annunci

Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

»

  1. utente anonimo ha detto:

    Esiste un film di 1984, e vale pure la pena di guardarlo?
    Ma perché nessuno mi dice mai niente?

  2. sraule ha detto:

    E’ un film vecchiotto, degli anni ’80. puoi trovare la scheda qua:

    http://www.imdb.com/title/tt0087803/

    E, sì, valeva la pena.
    Anche con Brasil, d’altronde, che ne è stata un’altra rivisitazione “non accreditata”.

    Solo con Watchmen ci è andata così.

  3. utente anonimo ha detto:

    Grazie, ben gentile, lo recupererò. 🙂
    Brasil, invece, l’ho visto e m’è piaciuto assai.

    Su Watchmen… mah. L’ho visto e non m’è dispiaciuto, ma non credo passerà alla storia.

  4. sraule ha detto:

    due cose:

    1) mi sono fatta un giro sul tuo blog e fa piegare. ti direi che ti liko, e forse lo farò, ma prima dovrei mettere a posto nel casino che mi si è creato nei link e aggiungere circa altre 200 persone e sto postponendo.

    2) Gilliam ha detto che lui non avrebbe mai accettato di fare Watchmen perché non si può fare. e se l’ha detto Gilliam…

  5. utente anonimo ha detto:

    Ciao Susanna, ’84 l’ho visto solo una volta e manco lo ricordo come film… Dovrò recuperare… Il discorso invece è che il libro me lo rileggo puntualmente una volta l’anno.

    Giusto per dire che, personalmente, le opere di partenza rimangono ancora quelle su cui tornerò sicuramente anche a distanza di anni.

    E watchmen (il film), a me è piaciuto un fottio ma ovviamente manca un sacco di marmellata a questa fetta biscottata.

  6. sraule ha detto:

    e questo mi porta ad una domanda: forse quello che resta sono le elaborazioni davvero originali come, metti, Brasil per 1984 e Apocalypse Now per Cuore di Tenebra?

  7. utente anonimo ha detto:

    Analisi ineccepibile. Io comunque andrò al cinema con animo sereno, cosciente che sarò attorniato dal popolo bove. Certo sarà triste leggere nei titoli di testa “tratto dalla graphic novel di Dave Gibbons”…

  8. utente anonimo ha detto:

    1) il film di watchmen è fatto meglio di quanto si possa pensare e rende abbastanza bene il senso dell’opera.

    2) nonostante questo il film di watchmen credo sia difficilmente guardabile senza aver letto il fumetto. è un assai gradevole companion.

    3) anch’io avevo pensato a un watchmen di kubrick, in qualche dormiveglia!

    4) purtroppo nel film la citazione di shelley si perde un po’, ed è un gran peccato.

    5) altre cose vi si perdono, ma è inevitabile.

    6) pazienza mi ha sempre fatto cagare, ma sarà che nessuno mi ha mai insegnato a leggerlo, visto che sono l’unico a cui fa cagare.

    7) “arkham asylum” me l’hanno regalato da poco e sticazzi se spacca.

  9. sraule ha detto:

    max: in effetti c’è scritto “tratto DAL graphic novel SCRITTO e disegnato da Dave Gibbons”. Quanto l’ho letto ho deciso di erigere un monumento ad Alan Moore, prima o poi nella mia vita.

    brullo: sono d’accordo quasi con niente di quel che hai detto. comunque ora farò un breve aggiornamento in seguito all’aver visto il film. e arkaham spacca, cazzo se spacca. averne letto la sceneggiatura mi ha fatto venire un senso di inferiorità che giammai potrò superare.

  10. utente anonimo ha detto:

    ahah, ma io LO SAPEVO che il film ti faceva cagarone! 🙂

  11. utente anonimo ha detto:

    (“halleluja” sulla chiavata di owl e silk l’ho trovata geniale proprio nella sua comica grandeur, un po’ come le valchirie su manhattan in vietnam)
    (che poi facendo mente locale al testo della canzone ci sta meglio)

  12. utente anonimo ha detto:

    a proposito di gilliam: io ho apprezzato molto brazil, ma gli altri suoi due film che ho visto (“l’esercito delle 12 scimmie” e “la leggenda del re pescatore”) li ho trovati lenti e sciatti. mi sono perso qualcosa?

  13. sraule ha detto:

    mh, gilliam è un regista strano. a me l’esercito è piaciuto molto (anche se non quanto Brazil), mentre la leggenda del re pescatore l’ho visto molti anni fa e non lo ricordo quasi per niente.
    ultimamente ha girato tideland, il film più angosciante e disturbante che abbia mai visto (e non sono proprio una che guarda solo disney), prima ha fatto il trascurabile blockbuster i fratelli grim, mentre agli inizi di carriera ha fatto un film bello e bizzarro (per bambini), che si chiama I banditi del tempo.
    a ‘sto punto, visto che ho già citato praticamente tutta la sua filmografia aggiungiamoci i film con i monty python e paura e delirio a las vegas (che a tratti mi è piaciuto da pazzi e a tratti mi ha fatto cagare).

    be’, la citazione da apocalypse now, in watchmen, era divertente proprio perché era così scontata, dici?
    mah.
    allora ho apprezzato di più la prima pubblicità della apple sugli schermi che guarda Ozymandias (che guarda caso è ispirata a 1984 – tutto torna, eh?)

  14. utente anonimo ha detto:

    ok, mi cerco tideland.

    “paura e delirio” è il tipico film che ho provato a vedere due volte ma per motivi indipendenti da esso non sono mai andato oltre i primi 15 minuti.

    vabbè, quand’era nei monty python c’è solo da inginocchiarsi e amarlo, ma era anche altra cosa.


    be’, la citazione da apocalypse now, in watchmen, era divertente proprio perché era così scontata, dici?
    mah.

    ma secondo me sì. sia il fumetto che il film sono -anche- giochi frattali di pop culture, quindi perchè no? sarò troppo benevolo ma mi pare la chiave di lettura più evidente.

  15. sraule ha detto:

    ma secondo me sì. sia il fumetto che il film sono -anche- giochi frattali di pop culture, quindi perchè no? sarò troppo benevolo ma mi pare la chiave di lettura più evidente.

    ok, ma il fumetto non era così sputtanato, no?

  16. utente anonimo ha detto:

    ma son due cose diverse!

  17. sraule ha detto:

    sì. infatti la prima è una cosa bella, la seconda no.

  18. mrharrison ha detto:

    non sentivo la necessità di un film tratto da watchmen, e il film stesso mi ha confermato la sensazione. la cosa che mi è davvero piaciuta sono stati i titoli di testa, per il resto, tutto superfluo… ma silk spectre era così figa anche nel fumetto?

    e mi chiedo anche che senso possa avere un film così costoso – non poteva essere altrimenti – che ovviamente non incasserà così tanto. perchè il pubblico di questi film – al di fuori degli amanti dei fumetti, che non sono abbastanza da decretare un successo al botteghino – è essenzialmente quello dei tamarri e dei truzzi. e a un truzzo cosa gliene frega di andare a vedere il fallimento dei supereroi? e infatti il film tocca a malapena l’argomento, ma non riesce neanche ad essere un action movie coi controcazzi.

    è verissimo, i migliori adattamenti cinematografici sono le elaborazioni davvero originali. aggiungo ai due che hai scritto tu anche il disprezzo di godard. i film di kubrick, che erano elaborazioni originali, sono probabilmente tutti migliori dei romanzi di partenza. ma il punto è proprio lì. ed è il motivo per cui di delitto e castigo esistono solo debolissimi adattamenti. e, ancora di più, è per questo che nessuno fa un film basato su sinfonie (anche quelle più esplicitamente “narrative”, tipo la fantastica di berlioz). quello che funziona in un medium e che lo innalza, non funziona se “tradotto”.

  19. sraule ha detto:

    leggendo il tuo commento ho avuto una visione apocalittica.
    ho visto (l’ho visto chiaramente) Ron Howard che decideva di fare un film di 19 ore sull’Anello del Nibelungo.
    Non so se riuscirò mai più a dormire, con questo pensiero.

  20. mrharrison ha detto:

    porca puttana, adesso hai tolto il sonno anche a me

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...