Avevo detto "da domani si ritorna alle solite cazzate". Ma no, questi non sono tempi  per sparare cazzate, ridere e grattarsi la pancia.
Questi sono tempi pericolosi.
Questi sono bad times. E, nonostante il post precedente, nemmeno molto interessanti.
Sono pericolosi perché nessuno dice: occhio, la nostra libertà è in pericolo. Non può farlo perché se lo fa gli diranno che delira (siamo in tanti, tutti assieme a delirare, vorrà dire qualcosa?). Non può farlo perché la parola stessa ha assunto una pletora di significati. Significati ambigui o peggio, non-significati.
Orwell diceva che riducendo il numero di vocaboli per esprimere un concetto alla fine sarà possibile abolire il concetto stesso, renderlo vago e sfuggente.
Ora, nel nostro paese, stiamo facendo l’opposto.
Stiamo attribuendo ad un unico concetto un insieme di significati, talvolta estremamente eterogenei, in modo che nessuno sappia più con esattezza di che cosa si sta parlando.
Uno dice: "da domani non si potrà più parlare per strada." Perché? Per limitare la libertà di chi parla? Nooooo. Per tutelare la libertà di chi non vuole ascoltare.
Bel giochetto.
E le opinioni non sono diventate proibite, ma sono diventate tutte uguali.
Uno dice: "da domani ci tingeremo tutti i capelli di rosso." Perché? "Perché il cielo è azzurro."
E cinquecento persone annuiscono.
Nessuno sembra più in grado di distinguere tra la prima risposta e quella, poniamo, che ci tingeremo tutti i capelli di rosso perché l’henné ha delle proprietà benefiche contro la sifilide (poni).
Non siamo più in grado di distinguere il non sequitur dal logico "ne consegue". Abbiamo perduto la causalità.
E non è la nostra unica perdita.
Abbiamo perduto il concetto di scelta.
Per tutelare la "libertà" di chi non è d’accordo con qualcosa (ma solo con qualcosa) togliamo agli altri la libertà di fare quel qualcosa.
Secondo logica il sillogismo è semplice, e si applica a molti campi:
– se vuoi abortire PUOI farlo, da cui consegue che se non vuoi abortire puoi NON farlo.
– se vuoi che l’alimentazione ti sia sospesa PUOI farlo, da cui consegue che se non vuoi puoi NON farlo.
– se vuoi credere a dio PUOI farlo, da cui consegue che se non vuoi puoi NON farlo.
– se vuoi farti le tette taglia 8 PUOI farlo, da cui consegue che se non le vuoi puoi NON farlo.
Invece ora il sillogismo è questo:
– se non vuoi non abortire non puoi farlo, da cui consegue che se vuoi abortire NON PUOI farlo. Ma se non vuoi abortire, allora puoi farlo. Libertà salva.
– se non vuoi l’alimentazione assistita non puoi farlo, da cui consegue che se vuoi sospendere l’alimentazione NON PUOI farlo. Ma se la vuoi, invece, puoi farlo. Libertà salva.
– se non vuoi non credere a dio non puoi non farlo, da cui consegue che se invece vuoi, puoi farlo. Ancora una volta, libertà salva.
E così via.
I nostri piccoli cervelli si perdono a metà del ragionamento e tutto quello che arriva è la magica parolina, la polivalente parola "libertà".
I nostri cervellini alla Homer Simpson pensano: "Libertà = bene, allora sono d’accordo."
E così presto avremo la libertà di non studiare, di non avere un trattamento sanitario gratuito e di non votare.
Perché nessuno ti dice: ehy, guarda, sto distruggendo la magistratura, sto rendendo impunibile questo e quello, ti sto impedendo di decidere che non vuoi un sondino nello stomaco, ti sto impedendo di pubblicare il cazzo che vuoi sul tuo sito, ti sto togliendo il diritto di scegliere su quello che ritieni meglio per te, anche se io lo ritengo sbagliato.
Non ti stanno dicendo: non devi uccidere. Ti stanno dicendo "devi vivere". Il che è molto diverso.
E lo stanno facendo per la tua libertà.
Qualche giorno fa Maurizio Maggiani, sul Secolo XIX scriveva che il nostro paese non si sta avviando verso il totalitarismo. Il totalitarismo possiede una certa, intrinseca potenza estetica. Il totalitarismo possiede una certa energia, ha dietro una filosofia forte di qualche tipo, che impone con mezzi, giustappunto, totalitari.
Noi ci stiamo dirigendo – e molto velocemente, anche – verso una quieta repubblica delle banane, dove si risolve tutto nell’ombra, lontano dalla luce del sole.
Dove chi vuole, può, purché non si faccia scoprire.
Lo stato, dal canto suo, si impegna a tapparsi gli occhi e le orecchie.
Una nazione in cui puoi interromperti l’alimentazione assistita, purché tu lo faccia in modo casereccio. Tanto non ci sarà nessun giudice per punirti, sia che tu abbia staccato la spina a un vegetale sia che tu l’abbia staccata alla tua ricca nonnina ancora in gamba.
Uno stato in cui ci sono leggi che non possono essere applicate per tutti, ma che in caso di bisogno si possono facilmente applicare per QUALCUNO, perché sono lì apposta.
Uno stato che non potrà punire tutti i trasgressori, ma che potrà punire i trasgressori che gli aggrada di punire.
Allora, no, signori: questo non è il momento per le cazzate.
Questo è il momento di pensare seriamente al proprio futuro.
In natura, di fronte ad una situazione potenzialmente pericolosa, il nostro organismo attua una scelta molto netta, semplice: combatti o fuggi.
Ecco, io in questo momento non ho voglia di fuggire. Forse poi lo farò, ma adesso no.
Adesso non è il momento per le cazzate.

Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. Ethelred scrive:

    Libertà-di-scelta-libertà-di-scelta!
    Quand’è che si scende in piazza?

    Meno male che volevi tornare sulle cazzate xD

  2. sraule scrive:

    non ce l’ho fatta.

  3. utente anonimo scrive:

    Tutto giusto, è lo stesso sentimento che ho io. Solo che ce li stiamo votando da anni, liberamente e perché ci crediamo, e perché sono lo specchio di ciò che siamo.
    Comincerei a desiderare una oligarchia, se non fosse che ‘sti oligarchi non li trovo…

  4. utente anonimo scrive:

    Anonimo, l’idea dei “pochi ma buoni” ha implicito in sè il germe dell’autoritarismo, e dato che mi sembra una deriva che sta prendendo già il nostro sistema democratico, non me la sentirei di sostenere un’idea del genere.

    @Sue: capisco perfettamente. Anche persone che non pensavo lo avrebbero fatto hanno trasformato i loro blog riempiendoli di considerazioni politiche che prendono una posizione inequivocabile, chi non si è mai interessato si sta muovendo con iniziative concrete.
    Alcuni di noi si sono resi conto che il fondo è già stato toccato (qualcun’altro se n’era accorto già prima, OK…), e che semplicemente non si può stare a guardare.
    A chi è arrivato “dopo” (non parlo di te, of course) dico: meglio di niente, e meglio tardi che mai.

    :A:

  5. utente anonimo scrive:

    Completa identità di vedute, Susanna, non è tempo per scherzare.
    Una delle cose che trovo più incredibile è proprio il rovesciamento dei ragionamenti su cui poni l’accento, attuato da anni sistematicamente con il massiccio supporto dei media.

    Un esempio lampante è quello dei processi (purtroppo ormai in via d’estinzione) contro i politici.
    Il ragionamento corretto è: io magistrato ho scoperto delle prove contro di te politico, quindi ti accuso e inizio un processo; se sei innocente lo dimostri nel processo e vieni assolto.
    Il ragionamento propugnato di questi tempi, invece, è: se tu magistrato accusi me politico, allora sei prevenuto nei miei confronti, quindi sei politicizzato, quindi non sei imparziale, quindi non solo non puoi sostenere un processo contro di me, ma devi anche essere punito in via disciplinare perchè ti comporti in modo indecoroso per un magistrato.
    E nessuno che si chiede più: ma il politico ha commesso il reato per cui è accusato oppure no? Lo scandalo sta nel fatto che un politico è accusato, oppure nel fatto che forse quel politico ha commesso un reato?
    Tutti i giornalisti (o quasi) si limitano a riportare le dichiarazioni dei politici, in modo apparentemente imparziale, ma non dicono se le affermazioni sono vere o false, coerenti o incoerenti, legittime o illegittime. In questo modo l’unica fonte di informazione per la maggioranza delle persone sono le dichiarazioni dei politici, maestri del “chiagne-e-fotte”, che spesso esternano senza conoscere i fatti, deformano la realtà e si rimangiano quello che hanno detto il giorno prima.

    Finchè dura si può cercare un’informazione veramente pluralista su internet (nel senso che -forse ancora per poco- si trova tutto e il contrario di tutto, quindi ciascuno può formarsi un’opinione senza manipolazioni), però purtroppo informarsi in questo modo costa fatica e sono pochi quelli disposti a farlo.
    Meglio guardare il Grande Fratello, che fa il picco di ascolti anche il giorno della morte di Eluana.
    Decisamente non è tempo per scherzare.

  6. utente anonimo scrive:

    Scusa, non mi sono firmato nel commento precedente.
    Sono Luca.

  7. utente anonimo scrive:

    adriano: lo sai, non aggiungo altro.

    luca: sì, anche tu lo sai già quello che penso.

    paolo: alcune volte penso che sarebbe meglio, davvero. ma non abbiamo la meteria prima. forse non è mai stato possibile averla. il tempo dei dictatores romani è finito da tempo e chissà se ha mai davvero funzionato. tristezza.

    araule

  8. AhrimanTheHarsh scrive:

    Giusto per infierire, guardate i risultati in Sardegna.

    Gli Italiani si meritano Berlusconi.
    Si meritano di mangiare merda per altri 20 anni. Altra spiegazione non trovo.

    Il grande fratello ha vinto. E non parlo di quello televisivo…

  9. gaccu scrive:

    Susanna, come dicono i Rage: “Anger is a gift”. E per questo apprezzo tanto questo post.
    Il problema e’ pero’ che la sinistra non ha ancora capito come reagire al berlusconismo. E quindi, per un bel po’, e’ destinata a perdere. Come ne usciamo?

  10. utente anonimo scrive:

    -Ehi! Mi è venuta un’idea!
    -Cosa?
    -Se noi, che siamo di sinistra, diventiamo ANCHE di destra , allora ci becchiamo i voti dell’elettorato di sinistra E dell’elettorato di destra.
    -Ma è un’idea geniale, capo! Così avremo quasi tutti i voti degli italiani. Mancherebbero solo quelli dei cattolici di centro!
    – HA-HA! Ho pensato anche a quello! Diventiamo un partito di sinistra, di destra, e ANCHE di cattolici di centro.
    -OOOOOOOH! Che astuzia! Avremo il 100 per 100 di voti!!
    -Già!
    -Sei uno stratega sopraffino, capo!
    -Sciocchezze, figliuolo, sciocchezze…

    Arm

  11. sraule scrive:

    La mia soluzione non è legale credo.

  12. AhrimanTheHarsh scrive:

    Basta un buon avvocato…

    …oppure una soluzione MOLTO radicale…

  13. utente anonimo scrive:

    Neanche la mia soluzione è legale… Ma penso che non sia legale quella di molti…

  14. sraule scrive:

    bene, ragazzi, fermiamoci prima che oscurino… questo blog? no, l’intero splinder… LOL

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