Avrei voluto fare un post sull’organo incredibilmente complesso che è il nostro cervello. Qualche settimana fa, inserendo un elenco di 25 cose su di me su Facebook, scrivevo che per quanto mi riguarda le neuroscienze sono quanto di più vicino a dio abbiamo al momento (Massimo mi rispondeva che per lui è la fisica – potrei rispondere che, in fondo, è la stessa cosa).
Questo per dire che, no, non farò un post sul cervello da un punto di vista fisiologico, anche se avrei voluto. Ne parlerò da un altro punto di vista.
Come sapete sono laureata in neuropsicologia. Questo significa che, anche se ho ritenuto più interessante nella mia vita professionale occuparmi di pazienti a vario titolo psichiatrici, ho devoluto una notevole quantità di tempo allo studio del nostro sistema nervoso.
E’ qualcosa che mi ha dato notevoli soddisfazioni (e che ora mi manca un po’), non ultima quella di aiutarmi a rendermi conto che stavo sviluppando un serio problema neurologico prima di subire possibili danni imponenti.
Il nostro sistema nervoso è così complesso che non riusciamo a cogliere la vastità del suo funzionamento, che non ne conosciamo con esattezza tutte le strutture, né le loro funzioni, che ogni giorno vengono fatte nuove scoperte capaci di ribaltare il nostro punto di vista.
Gli anni ’90 sono stati definiti il decennio delle neuroscienze, ed è probabile che anche gli anni 2000 lo saranno, con la progressiva esplorazione dei legami, ormai sempre più manifesti, tra quest’ambito e la fisica.
Nell’antica Grecia abbiamo scoperto che la sede della nostra coscienza era il cervello (e poi l’abbiamo dimenticato). Dal ‘700 abbiamo iniziato a renderci grossolanamente conto di come quest’organo funzionasse. Nell’800 abbiamo capito come dovevamo studiarlo (con il metodo scientifico), nel’900 ci siamo accorti che non sarebbe stata un’impresa facile, nella seconda metà del ‘900 abbiamo imboccato la giusta strada, negli anni ’90, decifrate le funzioni principali delle varie aree, abbiamo iniziato a fare un lavoro più fino, creando dei modelli via via più raffinati.
Adesso, negli anni 2000, abbiamo di fronte a noi un’immensa cartografia, in gran parte ancora misteriosa. Conosciamo i confini approssimativi del continente che stiamo studiando, ma grandi porzioni di esso sono ancora terra ignota.
La nostra cartina, vista da lontano, possiede una certa coerenza, ma nel momento in cui ci avviciniamo ci rendiamo conto che il dettaglio è scarso, che è come se guardassimo lo Stato dell’Indiana in un piccolo jpg a 72 dpi.
Le persone che stanno studiando questa incredibile, oscura, planimetria, procedono come gli esploratori settecenteschi, palmo a palmo, con mezzi, per quanto raffinatissimi, ancora imprecisi e precari.
Come gli esploratori settecenteschi hanno scoperto di dover essere cartografi, buoni camminatori ed etnografi, i ricercatori moderni hanno scoperto di dover essere biologi, fisici, genetisti, informatici e psicologi.
Questo ha portato, lentamente, a quella che in psichiatria è stata definita la rivoluzione farmacologica. Dai primi, goffi, antipsicotici ed ansiolitici degli anni ’50, abbiamo adesso farmaci incredibilmente accurati, efficaci ed ingegnosi, come gli antipsicotici di nuova generazione, o gli antidepressivi che tutti conosciamo. Abbiamo trovato farmaci, ancora in larga misura inaccurati, che combattono il morbo di Parkinson, l’Alzeheimer, e via discorrendo.
Ma sto facendo il post che non volevo fare. Google esiste per questo, no?
Il post che volevo fare è questo: fermatevi a guardare la meraviglia del nostro sistema nervoso. I milioni di sinapsi, le sostanze chimiche che vi circolano, il funzionamento della glia. E poi, allargando il campo, le strutture: la corteccia, le profondità dell’encefalo, il reticolo, il midollo, i fasci di neuroni che innervano tutto il nostro corpo, il flusso sanguigno che lo alimenta, il sistema linfatico che interagisce con lui, l’intero nostro organismo.
Fino a poco tempo fa pensavamo che il nostro sistema nervoso fosse fragile. Ora sappiamo che è forte come come un carro armato e delicato come il petalo di un fiore.
Abbiamo visto il modo buffo, quasi tenero, in cui si formano le nostre connessioni nervose, per tentativi sempre più raffinati. Abbiamo visto l’incredibile, saggia, ridondanza delle nostre strutture, fatte per consentire la nostra sopravvivenza in tempi avversi. Abbiamo osservato con stupore, con amore, i neuroni riformarsi in modo terribilmente lento dove credevamo non potessero formarsi mai più.
Abbiamo visto i malfunzionamenti filogenetici della nostra evoluzione, dove porteremo per sempre i segni, come specie, di un’evoluzione non sempre infallibile. Abbiamo osservato le vestigia di una razza umana estinta vivere ancora dentro di noi, come un libro antichissimo scritto in una lingua che fatichiamo a comprendere.
Abbiamo visto tutto questo e ne siamo stupiti, meravigliati, affascinati, sopraffatti.
Una volta qualcuno, su questo stesso blog, mi ha chiesto se non mi sembrasse triste ridurre l’intero, immenso, patrimonio delle nostre emozioni all’azione combinata di strutture neuronali e agenti chimici.
Rispondevo che no, non mi pare triste. Mi pare meraviglioso. Mi apre il cuore.
Ed è bellissimo.
Adesso voglio aggiungere che fare questo non è "ridurre". E’ ampliare. E’ arricchire.
E’ osservare la terribile simmetria della tigre e vedere il gesto, l’opera, dell’occhio o della mano immortale che l’hanno plasmata.
Per questo dico che le neuroscienze sono quanto di più vicino a dio un’atea come me possa mai avere.
E’ uno spettacolo fulgido, annichilente, terribile come la creazione di una supernova.
Quello che molti cristiani non capiscono è che fermando la ricerca scientifica stanno fermando l’opera conoscitiva per eccellenza, che stanno rinunciando a vedere la mano di dio.
Quello che io non capisco è come le stesse persone che vorrebbero vedere Eluana Englaro alzarsi dal suo letto e riprendere a camminare e a pensare possano dichiararsi contrari alla scienza.
Un giorno, forse, saremo capaci di curare lesioni raccapriccianti, estesissime, oscene, come quelle di Eluana, e se lo faremo sarà grazie alla scienza.
Essere contro di questo è un controsenso assoluto, che si giustifica solo con l’ignoranza.
Ma l’ignoranza di queste persone, nel nostro mondo attuale, non è un difetto giustificabile. E’ una ferita autoinflitta della quale dobbiamo essere consapevoli, e della quale dobbiamo assumerci la responsabilità.
La frase "se l’avessi saputo avrei agito diversamente" non è di alcuna giustificazione, quando la conoscenza è lì, a portata di tutti.
Abbracciare l’ignoto, le tenebre, non è un atto di coraggio. Scandagliare le tenebre è quello che dovremmo fare, senza paura dei mostri che potrebbero albergarvi.

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Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. utente anonimo ha detto:

    “Quello che molti cristiani non capiscono è che fermando la ricerca scientifica stanno fermando l’opera conoscitiva per eccellenza, che stanno rinunciando a vedere la mano di dio.”

    Da credente, anche se sui generis, ti ringrazio.
    Mi hai colpito e commosso.

    AleDiVirgilio

  2. utente anonimo ha detto:

    ricordami che ti devo un abbraccio per questo!

  3. sraule ha detto:

    Grazie a entrambi.

  4. utente anonimo ha detto:

    Ti ringrazio con tutto il cuore.
    Dario

  5. MrsLullaby ha detto:

    Tra tanti discorsi e opinioni inopportune che sento ultimamente, questo è una boccata d’aria.

    Grazie.

  6. sraule ha detto:

    Prego. Ma se continuate a legittimarmi ad essere pomposamente lirica ve ne pentirete.

  7. utente anonimo ha detto:

    Sii pomposamente lirica, Susanna, sarà che l’ho letto anche con il sottofondo di Astor Piazzolla, ma per parte mia ti darei il Pulitzer per un post così!

    paolo

  8. utente anonimo ha detto:

    mmmm… c’è un premio in denaro per il pulitzer, se non sbaglio.

    sraule

  9. utente anonimo ha detto:


    E’ osservare la terribile simmetria della tigre

    i feat.borges si segnalano!

  10. utente anonimo ha detto:

    borges aveva questo leitmotiv delle tigri, e una frase come “la terribile simmetria delle tigri” sembra uscita paro paro dalla sua prosa.

    la cosa ovviamente riempie di stelline i miei occhi.

  11. utente anonimo ha detto:

    ok, ho ripescato la citazione reale (che adesso i lettori dovranno ripescare da soli, come me).

    citazione la cui conoscenza devo aver ricavato da qualche lettura di Borges, visto che non ho letto l’anglosassone autore ma -leggendoli- ricordo ora bene quei versi.

    mi rallegro dei cortocircuiti letterari (un po’ meno della mia ignoranza).

  12. utente anonimo ha detto:

    Bellissimo post. Complimenti davvero.

    la citazione è di William Blake, e lo so non perché sia un patito di poesia, ma perché, molto più grossolonamente, era il titolo di un episodio di X-files (e, sì, da giovine ero un patito di X-files, di quelli patologici).

  13. utente anonimo ha detto:

    Ma perché lo stato dell’Indiana?

    (irene)

  14. sraule ha detto:

    mh. sì, chiaramente era blake, non voleva essere un indovinello. invece io non ricordavo che borges ne delirasse qua e là, anche se, in effetti, borges delirava qua e là di un sacco di cose, quindi…

    lo stato dell’indiana non so come mi è venuto. probabilmente perché ha un nome che mi è sempre sembrato butto e sciocco. ancora più del kazakistan, che era la mia second option.

  15. utente anonimo ha detto:

    come nome ho sempre trovato più scemo Montana, o Alabama.

  16. utente anonimo ha detto:

    eh, in quel momento indiana m’è venuto 🙂

  17. utente anonimo ha detto:

    ero sraule.

  18. utente anonimo ha detto:

    La tua frase sull’ignoranza di certi individui andrebbe incorniciata, perché spiega davvero bene la causa di tanti mali che affliggono la società odierna, che non è da ricercarsi, appunto, nella LORO (presunta? Desunta?) ignoranza, ma nella NOSTRA incapacità di renderli edotti su qualsivoglia argomento, scomodo o difficile che sia, senza però prevaricare o sopraffare.
    Insomma, fintantoché continueremo a dire “ma lasciali cuocere nel loro brodo”, dando per scontato quello che per noi è ovvio (ma per loro no), non andremo mai da nessuna parte.
    E’ dal silenzio che dobbiamo guardarci, e non certo dal discutere in modo sereno e responsabile con chi non la pensa come noi.

    PS. ringrazio Skiri(billa) per avermi fatto conoscere questo bel blog 😉

  19. dhalgren ha detto:

    visto che hai tutta questa fede nella scienza, perchè non ti sei battuta per far congelare quel cadavere fino alla scoperta della cura? non dovrebbe essere questa la posizione dei materialisti ottimisti? e non è oscurantismo rendere più difficoltoso il prolungamento artificiale dell’esistenza (che sia “vita” o meno)? e chi sceglie di sottrarsi all’amorevole indagine della scienza (sul suo cadavere, per altro) non è un nemico del progresso? chi dichiara che non vuole essere tenuto sotto una teca per cinquant’anni, pur consapevole del fatto che non sente nulla, non sta danneggiando il corso della scienza? non è un ignorante?

    per altro, la chiesa occidentale non è contro la scienza, ma contro determinate applicazioni della scienza. non ho sentito, negli ultimi tempi, che la chiesa si sia messa a boicottare i fisici perchè cercano di riprodurre il big bang: nessuno contrasta le teorie matematiche. la questione riguarda sempre cose come la procreazione, la nascita, la morte, che sono temi civili oltre che tecnici. gli stessi governi si preoccupano di regolamentare l’applicazione delle scoperte nei campi della biologia e della genetica e questo per via del loro impatto sulla vita sociale. eppure nessuno accusa i governi di essere oscurantisti (lo sono sempre per colpa della chiesa, o in collusione con la chiesa). io sono ateo ma disprezzo profondamente l’ottimismo elementare dei tecnici.

  20. utente anonimo ha detto:

    Dhalgren, mi dispiace per il tuo commento, perché significa che non mi sono fatta capire.
    La scienza “ridotta” alla quale tu fai riferimento è finita nell’800 e credo che nessuno desideri resuscitarla.
    Il concetto di scienza che adesso hanno gli scienziati (o che sarebbe bello che avessero) è qualcosa di più complesso e articolato. Ma non credo che qua ci sia spazio per una dissertazione sulla filosofia della scienza, temo.
    Avere un’idea delle possibilità della scienza e della medicina significa anche essere realisti sulle loro applicazioni nell’immediato futuro. E significa anche essere consapevoli che, al momento, non ci sono le conoscenze e le tecnologie per congelare alcunché per un tempo indeterminato e senza danneggiarlo ulteriormente.
    Ma immagino che quella fosse una boutade.

    Tu parli del caso della Englaro, un argomento che io trattavo solo di striscio, ma che è senza dubbio di attualità, non si dice così?
    Non credo che per lei avrebbe fatto alcuna differenza continuare ad essere tenuta in stato vegetativo, essere surgelata o anche essere lanciata con un razzo su Marte.
    Ma gli esseri umani non sono mai isole, e la Englaro aveva attrono delle persone. Persone che hanno fatto delle scelte ben precise, scelte che hanno fatto consapevolmente e delle quali hanno accettato di portare le conseguenze. Scelte che erano legittimati a fare, visto che la Englaro non ne era in grado.
    Il punto non è tanto che Eluana volesse o meno essere mantenuta in stato vegetativo, quanto che suo padre, interpretandone (forse erroneamente, chi lo sa?) la volontà ha preso la decisione di sospendere la sua alimentazione. Se questa scelta sia stata giusta è qualcosa che attiene lui e lui solo e nessuno dovrebbe permettersi di delegittimare questa sua scelta. Anche se fosse sbagliata.
    Perdere il rispetto per le scelte altrui, anche quelle non condivisibili, è un passo verso la barbarie.
    Perdere l’empatia è perdere la nostra umanità, oltre che perdere uno strumento conoscitivo importante.

    Riguardo alle tue argomentazioni sulla chiesa occidentale, non condivido il tuo punto di vista, ma condivido in parte le tue conclusioni.
    In particolare immagino che dovremmo smetterla di dire che se la politica italiana fa così schifo è colpa della chiesa. Nessuno obbliga i nostri politici a comportarsi come fanno e anche per loro credo che sia il momento di ritenerli responsabili delle loro azioni.

    Per finire, anch’io disprezzo l’ottimismo elementare dei tecnici, ma disprezzo ancora di più la contorta e interessata psudo-filosofia di vita, cangiante e meticcia, di chi pretende di decidere per gli altri.
    Senza comprensione, senza empatia, senza conoscenza e senza pietas.

    Sraule

  21. AhrimanTheHarsh ha detto:

    Bah considerando i danni cerebrali subiti, era pieno diritto del padre di dire basta una volta per tutte ad un tormento, al di la di tutte le pugnette mentali che ci si possono fare sopra. Unica certezza è che il Vaticano deve sparire centrato da un meteorite di merda.

    Volevo anche rispondere a Dhalgren con un po di insulti ma son stato preceduto 🙂

  22. utente anonimo ha detto:

    malgrado insultare la gente non mi dispiaccia, spero questa volta di non averlo fatto.

    sraule

  23. utente anonimo ha detto:

    io non vedo offesa e parlo seriamente: perchè non tenerla calda altri cinquant’anni? scommetto che era tecnicamente possibile. e chi ti dice che in cinquant’anni non si riuscirà a rigenerare il tessuto nervoso? ma il fatto è che non servirebbe a niente, perchè l’individuo non è un cervello e se si possono ricostruire le cellule non si può ricreare l’esperienza… avrebbero fatto un clone, un’altra persona… e quindi la morte rimane e la scienza non dice nulla al riguardo, se non “sperate e attendete”, ma non sperate troppo. tutta la bellezza di questa scienza è poco più di quella di una filosofia orientale: imparate la rassegnazione. magari virile rassegnazione, ma sempre rassegnazione. e se permetti c’è gente che questo non gli sembra bello ed anzi gli fa schifo, perchè spera nella vita eterna: e la “sensibilità” di questa gente, e sono milioni, varrà pure qualcosa. se la basta la sensibilità di un uomo ad impedire interessanti esperimenti su un corpo morto, allora quale rispetto meriterà la “sensibilità” di milioni di credenti? abbastanza da farti chiudere il tuo sgabuzzino-laboratorio del cazzo. non è con la bellezza dei frattali che convincerai qualcuno ad essere felice. la scienza deve darci CURE, energia, benessere materiale, comprensione, nessuno le chiede di essere bella! ce ne fottiamo, che è bella! è sempre opera umana e quindi è sempre poco. il desiderio della trascendenza e di qualcosa che è più che umano è un desiderio comprensibilissimo, nobilissimo… e se costa dare fuoco a qualche scienziato o a qualche progetto è un costo basso. questo desiderio sopravviverà e cambierà forma e cambierà la vita degli uomini, come l’ha sempre cambiata, si infiltrerà nella tua scienza e ti farà vedere cose che non ci sono.
    dh

  24. utente anonimo ha detto:

    ah, bè!

    Armaduk

  25. AhrimanTheHarsh ha detto:

    No è che ho visto d’esser stato preceduto da una risposta civile e quindi ho evitato 🙂

    Certo che anche il proseguimento del discorso nel commento #25 fa parecchio incazzare, primo perchè è un discorso semplicistico del cazzo; ed in tutta onestà mi sembra mostruosamente ambiguo.
    Come l’iniziare a dire “perchè non la si è tenuta a vegetare per altri 50 anni usandola come cavia…” beh a prescindere dalla non riproducibilità di un individuo, di cavie ne esistono di migliori. Ma finito questo discorso si nota che il discorso è passato all’impotenza della scienza, e qui mi son detto “Eh?Che cazzo dice?” E poi ancora al peso dell’opinione delle masse, della felicità non rinchiusa in un frattale, puro saltare di qui e di la per fare un discorso complesso senza nulla sotto. Tipo i miei interventi quando mi metto al pc “poco lucido”…solo molto peggio.
    Hai cercato di far passare con sto discorso delirante l’idea che, se non si fanno esperimenti sui corpi per rispettare i congiunti (e qui dimentichi volutamente la differenza tra libertà personali ed imposizioni) allora la massa vociante dovrebbe avere lo stesso diritto? Ma stiamo scherzando? Se io voglio morire a che titolo può essermi proibito? Non invado la libertà altrui, NON ESISTE che gli altri vengano a dirmi cosa fare se non li danneggio.
    Ma è il vecchio vizio…guardate l’aborto, le droghe leggere e le leggi in merito, le critiche al Vaticano ferocemente represse, le leggi sulla fecondazione assistita.
    Oddio finche per la “sinistra” al senato siederà una squlibrata con il cilicio non oso immaginare che razza di incubi lovecraftiani popolino le coscienze dei politici del pdl. E’ una battuta ma ogni tanto il pensiero di poter leggere per una volta cosa passa nella mente del berlusca quando fa le sue dichiarazioni deliranti e poi ritratta nonostante sia stato ripreso e sgamato in pieno…preferirei un weekend all’arkham asylum con le celle aperte 😉

    Poi dal mio punto di vista la sensibilità di milioni di credenti non vale assolutamente NULLA.
    Anzi potrebbe essere considerata molto pregiudizievole l’inclinazione a credere ad oceani di cazzate.

    Speriamo di non aver divagato troppo che non ho voglia di ricontrollare…

  26. utente anonimo ha detto:

    per molte religioni lasciarsi morire è una violazione del comando divino e quindi se tu ti uccidi a me non importa nulla mentre a loro dispiace profondamente: sia per la fine della tua vita miserabile, pietà che non meriti, sia per la negazione del comando di dio. quindi non è vero che il tuo gesto non danneggia nessuno, anzi è tra le massime offese che puoi fare ai credenti: e perciò anche uno stato ateo può scoraggiare o proibire il suicidio, perchè crea dolore e disordine sociale: allo stesso modo in cui ti proibisce di andare a pisciare dentro le moschee. tra parentesi, nel nostro ordinamento il suicidio non è reato e di fatto nessuno te lo proibisce: la discussione è un’altra e cioè se lo stato debba aiutarti ad ucciderti e/o in quale misura possa venire meno a un altro obbligo che si è dato, cioè quello di curarti, nonostante i numerosi indizi del fatto che la tua scomparsa sarebbe solo un bene. io, per me, credo che lo stato non sia tenuto ad impiegare risorse per farti crepare, visto che puoi fare benissimo da solo, nè a tenerti caldo se il tuo cervello ha smesso di funzionare, e questo non perchè sia tuo “diritto”, ma solo perchè non è un suo obbligo.
    poi, le tue critiche alla chiesa riguardano i soliti argomenti: l’aborto, la droga… come se non esistessero ordinamenti che vietano queste pratiche senza alcun fondamento religioso, ma solo perchè sono considerate, a torto o a ragione, socialmente dannose: e per te questa è la chiesa, una specie di guardone del comportamento sessuale, e quindi la tua religione è una caricatura della vera religione, e questa è in buona parte colpa della chiesa stessa, che da questa immagine di sè, e per altra parte dipende dalla limitatezza della tua visione, che non riesce a comrpendere nulla al di fuori della frase “è mio diritto”. ma il diritto è la misura del rapporto tra le persone e quindi è intrisecamente limitato, è fatto di limiti, mentre per te sembra consistera nella potestà di fare il cazzo che ti pare col tuo corpo, per cui immagino che troverai sconvolgenti e clericali le norme dei codici che vietano di vendere gli organi… vecchissimi discorsi, nemmeno da liceali… e per consolarti di tanta barbarie troverai bellezza nella scienza; e se avessi studiato musica l’avresti trovata nella musica, e se lingue, nella grammatica; e nella falegnameria se fossi il segaiolo che sei.

  27. utente anonimo ha detto:

    Per quanto riguarda questo argomento, penso che la questione sia molto semplice e attiene, almeno per quanto mi riguarda, ad un’esigenza che sento forte per me e per le persone cui voglio bene: il diritto di morire con dignità.

    AleDiVirgilio

  28. utente anonimo ha detto:

    La scorsa settimana nella sola milano sono morti 8 barboni per il freddo e non mi pare che la chiesa o il governo o i credenti si siano particolarmente offesi o indignati.

    Armaduk

  29. sraule ha detto:

    Numero 1: gli insulti lasciamoli perdere, ok?

    Se non fosse ancora chiaro questa NON E’ una democrazia. Le argomentazioni “calde” sono ok, gli insulti ingiustificati NO.

    Rispondendo, ora, alle argomentazioni:
    – “rispetto” è una parola abusata e, in questo caso, usata in modo scorretto. “Rispetto” significa riconoscere agli altri il diritto di avere un’opinione, anche se non la condividiamo. Se i cristiani si sentono offesi dal caso Englaro io rispetto la loro opinione, ma questo non significa che poi si farà come vorrebbero loro.
    E’ semplice, no?
    Loro, dal loro canto, dovrebbero ripettare la mia, di opinione, anche se sono contrari. E questo significa che magari non si farà neanche come vorrei io.
    Si farà, invece – o meglio sarebbe bello se – come hanno deciso i diretti interessati, purché questo non violi la libertà individuali degli altri (e per favore, non iniziamo con “i desideri di Eluana”, primo perché vi banno, secondo perché è inutile parlare del suono di un albero che cade mentre nessuno ascolta).

    -“responsabilità” è un’altra bella parola, che qua non sembra molto amata. “Assurmersi le proprie responsabilità”, nello specifico. Ovvero quello che fa (e che in un modo o nell’altro non può evitare di fare) colui che prende le decisioni. E questo, ripeto, va rispettato, anche se non piace.
    Questo discorso non è difficile da capire, ma è difficile da mettere in pratica. A volte “ci scappa” di cercare di obbligare qualcuno a fare quello che non vorrebbe (anche se non va contro le libertà individuali di nessuno), e allora siamo NOI il totalitarismo. Piccoli atti di controllo che non hanno motivo di esserci. E, per un momento, fine della libertà.

    – “mantenere in caldo per 50 anni”. Perché parlare di cose che non si conoscono come se fossero certezze? No, al momento NON SI PUO’, quindi chiudiamo questo delirio, ok?
    Se si potesse allora il padre della Englaro avrebbe avuto il diritto di prendere, eventualmente, quella decisione.

    – “Scienza”. Continui a non capire, continua ad essere mia responsabilità che non sono stata in grado di fartelo capire. Accetto questa responsabilità, come quella di non provare più a spiegartelo, perché non saprei farlo in altro modo che ripetendo quello che ho già scritto, e sai che palle.
    Se tu avessi voglia di fare uno sforzo e di rileggere mi farebbe piacere, perché in quello che dici non mi rispecchio. Se non ne hai voglia, no problem: tua scelta, tua responsabilità.
    Ma, per favore, non tornare a ripetere quanto hai già scritto cercando di convincermi “che Io la penso così”. E non dirmi quello che provo io. Piuttosto dimmi quello che provi tu.
    QUELLO mi interessa.

  30. utente anonimo ha detto:

    vabbè, saranno morti anche un sacco di negri. se ragioni così allora nessuno ha più diritto di dire nulla, perchè nessuno può struggersi per tutte le ingiustizie del mondo (tranne dio, se ci credi: egli vede anche il passero del proverbio).

  31. utente anonimo ha detto:

    ma guarda che secondo me l’hai intesa alla rovescia: questo tizio di cui parliamo non chiede affatto il rispetto della sua opinione su una materia irrilevante per gli altri: chiede che lo stato, attraverso la magistratura, attesti l’esistenza di un diritto che vale per tutti (per tutti quelli che si trovano in quella condizione). se il tizio voleva farne una questione di responsabilità personale la figlia la strozzava nel lettino, invece ha voluto la sanzione della legge: e non perchè sia suo diritto “naturale” sacro e inalienabile il far morire la donna, ma perchè, a suo dire, la NOSTRA LEGGE GIA’ ESISTENTE prevede questo diritto. e allora forse ti fai capace che non c’entra nulla il tuo discorso, perchè io posso avere ben interesse a sostenere o contraddire questa tesi, con tutti i mezzi leciti (e quindi anche la pressione psicologica e politica: non mi risulta infatti che la chiesa usi la forza fisica). decidere su questi punti NON E’, come sembri dire, una questione privata, da rimettere agli “interessati” (che poi perchè lo stato non sarebbe interessato? perchè solo il padre, o la madre, perchè non lo zio, il nonno, il cugino, l’amante, la suora e cristoincroce?). la vicenda particolare è solo l’occasione di un discorso generale e in passato i sostenitori della “libertà” hanno impiegato tutti i mezzi possibili per far dichiarare l’esistenza di questa libertà per tutti: il divorzio, l’aborto, tutte queste “conquiste sociali” sono state fatte anche con la forza (la pressione politica, quella mediatica, anche quella psicologica) e non si è lasciata la faccenda agli interessati, sul comprensibile presupposto che gli interessati potevano non sapere, non capire, non essere sostanzialmente liberi di scegliere: si è forzata la volontà DI TUTTI (perchè ricordati che quando tu acquisti il “diritto di abortire” togli a me coniuge il diritto di impedirti di abortire), e nessuna vera libertà si acquista senza fare male a qualcuno.

    sulla scienza: evidentemente non ti capsico. spiegati, se vuoi spiegarti.

  32. sraule ha detto:

    Non avevamo detto niente ripetizioni?
    Ti ho compreso.
    Il padre di Eluana ha provato che la legge lo consente, in modo che altri possano usufruire legalmente di questa libertà di scelta.
    Non mi pare un concetto particolarmente rivoluzionario.
    La libertà di proscrivere è un ossimoro privo di senso, spero che tu ne renda conto.

  33. sraule ha detto:

    già, me lo chiedevo anch’io.

  34. utente anonimo ha detto:

    God’s eye is on the sparrow

  35. utente anonimo ha detto:

    Ah, got it.

    sraule

  36. utente anonimo ha detto:

    Te l’ho già detto altre volte, vero, che ammiro enormemente la tua pazienza?

  37. sraule ha detto:

    ah-ah… pazienza?

  38. utente anonimo ha detto:

    Se Susanna ha pazienza me mi devono fare Santo Subito.

    Armaduk

  39. sraule ha detto:

    a malincuore, devo ammettere che è vero.

  40. mrharrison ha detto:

    forse si riferiva ad una tua collezione segreta di fumetti di pazienza.

    ho evitato di leggere i commenti più lunghi, carpendone qua e là il senso, ma tanto non è di quelli che voglio scrivere.

    mi era sembrato, leggendo il post, di cogliere una religiosità da persona credente, intendendo l’essere credente con le stesse sfaccettature e complessità che tu giustamente attribuisci alla scienza contemporanea. e, sia ben chiaro, lo intendo come un complimento.

  41. Ethelred ha detto:

    «Quello che molti cristiani non capiscono è che fermando la ricerca scientifica stanno fermando l’opera conoscitiva per eccellenza, che stanno rinunciando a vedere la mano di dio.»
    Ottima osservazione. È da tempo che cerco un modo decente di metterla giù e finalmente qualcuno ci riesce 😉

    Allora, dopo essermi sorbita 43 commenti deliranti, col fischio che mi abbasso a ignorarli. Quindi, mi spiace enormemente, ma devo dire la mia.
    Come al solito la nostra sraule si è dimostrata a parer mio efficace nel risolvere il piccolo scontro insorto nei commenti. Anche perché, come al solito, ci si può rendere conto che quando uno si informa e sa le cose può sostenere le sue tesi in modo efficace; cosa che non tutti fanno, arrogandosi comunque il diritto di sentenziare su argomenti di cui si ignorano diverse cose.
    Io sinceramente mi chiedo perché tutte le discussioni finiscano sempre negli insulti. Si può discutere civilmente, ma di fatto non lo si fa mai. Trovo davvero intollerabile il fatto che persone che abbiano voglia di discutere di certi argomenti – vuoi filosofici, vuoi semplicemente delicati – poi si lascino trascinare dall’animalità (si può dire o me lo sono inventato?) della battaglia e decidano di sputare veleno.

    Per il resto, i diritti sono diritti. Il fatto che esista un diritto non significa che esista un obbligo. Se esiste il diritto all’aborto, non significa che devi abortire per forza, chi diamine te lo impone? Possono semmai persuaderti a non farlo, ma se ti obbligassero a non farlo (o anche a farlo), allora la libertà dov’è? Stesso discorso per la cosiddetta «eutanasia», o molto più semplicemente «diritto di morire con dignità» di cui parla AleDiVirgilio.

    A chi dissente può dispiacere finché vuole, ma si non può pensare che chi decide di scegliere in modo diverso da lui abbia le sue buone ragioni?
    Potrei porla (spero di non esagerare) in questo modo: a me dispiace che Tizio sia credente. Mi dispiace davvero perché secondo me brancola nel buio (e qui torniamo al post, chiudendo finalmente l’anello). Ma se ci crede, avrà i suoi motivi, tanto quanto io ho i miei per pensarla diversamente da lui.

    Forse ho solo sparato il mio solito mare di boiate incoerenti… libero pensiero.

  42. utente anonimo ha detto:

    grazie, ragazzi/e (non ho mai capito se Ethelred è un uomo o una donna 🙂 ) , per il vostro contributo e, specialmente, per aver riportato la discussione su toni civili.
    E grazie anche per non avermi incasinato la vita con commenti anonimi tra i quali non capisco mai con chi sto parlando 🙂

    prossimamente torniamo alle solite cazzate, sì?

    sraule

  43. utente anonimo ha detto:

    si chiama ilaria… secondo me è una donna, ma potrei sbagliarmi.

    pic

  44. sraule ha detto:

    Ah, ecco. Anch’io avevo il sospetto che fosse una donna.
    Cioé, probabilmente non era un mistero, solo che io non ci avevo mai fatto caso 🙂

  45. Ethelred ha detto:

    Sì, confermo di avere doppio gene X 😛
    E sì, Ethlered fu infatti un RE inglese dei tempi andati (perciò sarebbe un nome da uomo), ma quando pensavo di essermi inventata il nome io non lo sapevo ancora -.-

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