Oh, adesso che siete tutti tornati sani e salvi (spero) da Angouleme, riprendiamo le trasmissioni.
In questo periodo sono molto occupata, l’ho già detto. Non starò ora a specificare meglio quali siano i miei impegni, non perché siano particolarmente segreti ed eccitanti (alcuni forse), ma perché gli elenchi sono noiosi (meno queli di vestiti e scarpe, ritengo).
Parliamo d’altro. Relativamente.
Ogni volta che mi capita di sentire uno sceneggiatore/trice -razza, quest’ultima, non molto diffusa, sfortunatamente- un argomento finisce sempre per saltar fuori: la carenza di disegnatori.
Qua, è chiaro, non si sta parlando di editoria popolare: è ovvio che di disegnatori bonelliani in Italia ce ne sia una qualtità strepitosamente alta. Per chi apprezza il genere ce ne sono anche di incredibilmente bravi. Alcuni convincono anche me, pensate.
No, uno sceneggiatore che scrive per Bonelli, Star, Eura o DC o Marvel supereroi, non sarà mai a corto di disegnatori.
Uno sceneggiatore "freelance" come me e alcuni miei colleghi, d’altronde, è costantemente nella merda.
Non solo devi trovare un disegnatore che ti piaccia, che vedi su quel particolare progetto e al quale quel particolare progetto interessi. No, è molto più complicato, chiaramente.
Se allo sceneggiatore preparare un progetto e fare due o tre tavole di prova non costa poi molto, a un disegnatore costa tempo e lavoro. In cambio di che cosa?
Non è per niente detto che l’editore interpellato sia interessato al progetto, i motivi possono essere i più disparati.
Quindi il disegnatore butta via tempo e lavoro in cambio di una scommessa. Scommette (come lo sceneggiatore) sul progetto, ma anche sullo sceneggiatore (lo sceneggiatore, d’altronde, sta scommettendo sul disegnatore, quindi sono pari).
Di più: il disegnatore scommette su quelle che crede siano le possibilità dello sceneggiatore di farsi prendere il progetto. Non c’è da stupirsi né da scandalizzarsi: il disegnatore ha uno stomaco come tutti gli altri.
Insomma, quando mi sento con gli altri sceneggiatori è sempre la sagra delle lamentele.
"Ma tu ne conosci di disegnatori?" è la vaghissima, assolutamente in cattiva fede, tipica domanda d’esordio.
Alla quale, se uno fosse asperger, risponderebbe: "Certo che ne conosco, ti passo le loro email," e seguirebbe un elenco di decine, forse centinaia di nomi.
Ma invece rispondi. "Eh, non mi dire… è un problema."
Poi inizia il lamento.
"Tizio è impegnato fino al 2022."
"Caio ha firmato con Tal dei Tali e snobba tutti."
"Sempronio si è rotto il polso."
"Giangiuseppe non mi incula."
"Robertomaria sta facendo un marchettone per Tal Altro, e quindi è fuori gioco."
"Genoveffa si è mollata dal ragazzo, e io conoscevo solo il ragazzo."
"Ah, se vuoi la conosco io."
"E poi mi fa cagare."
"Eh, non hai tutti i torti. Anche Tizio, personalmente, mi fa cagare. De gustibus, eh? E 2022 a parte, cioè, proprio non lo vorrei."
"Sempronio, poi… banale."
"Caio è un gran bravo ragazzo, figurati ci conosciamo dalla culla, ma per il progetto che ho in mente proprio non va bene. Sai chi mi servirebbe?"
"Chi?"
"Kevin O’Neill."
"Be’, se vuoi io ho la sua email…"
"Davvero?"
"Sì, gli scrivo sempre per informarlo dei miei progressi."
"Ah. Ecco. Be’, non importa, ciao." ("Patetico")
"Sì, ciao. In bocca al lupo, eh?" ("Buffone").
Questo dialogo prototipico è ovviamente epurato dai 40 minuti di sparlio sul sempre vergine tema "gli altri sceneggiatori".
Dunque, ecco, tocca ammetterlo, lo sceneggiatore è una razza malvagia per natura. La bontà non alberga in esso. La sua creatività, d’altronde, è a tasso variabile. Un po’ come tutto, di questi tempi.
In ogni caso lo sceneggiatore può essere meschino, avido, crudele, dittatoriale, snob, subdolo, saccente e via discorrendo, ma una qualità ce l’ha sempre: ha chiarissimo in mente che tipo di disegnatore vuole.
Peccato che, solitamente, il disegnatore in questione non esista.
Lo sceneggiatore il disegnatore lo vuole:
– Veloce, elegante, bravissimo.
– Disciplinato e intelligente.
– Affidabile come una roccia, serio, non paccarolo, non approssimativo.
– Lavoratore indefesso e polivalente (a volte lo sceneggiatore ha dei piccoli lavori di bricolage da affidare al disegnatore).
– Fan dell’Arte dello sceneggiatore, fervente ammiratore dello sceneggiatore e della Sua Opera, anche della sconosciuta fanzine sulla quale scriveva in terza media.
– Rispettoso dell’Intento dell’Opera, ma ansioso di dare il suo contributo personale.
– Remissivo e modesto (quando gli diranno che il suo contributo personale è inutile robaccia non se la prenderà affatto, anzi, sarà pronto a riconoscere il Genio dello sceneggiatore e ad ammettere che ha ragione lui)
– Automunito (ormai lo chiedono tutti).
Capite bene che trovare un disegnatore così non è facilissimo.
Il disegnatore dal suo canto vorrebbe disegnare solo esplosioni, deserti e dinosauri (per dire), disinteressarsi della storia e vincere almeno un premio della critica.
Il disegnatore, ovviamente, vorrebbe fatturare a ore e frazioni di ora come un avvocato.
Iniziate a comprendere il problema?
Bene, allora diciamo che sto cercando un disegnatore dotato almeno delle caratteristiche 1 e 2 + una terza caratteristica (costanza) per un lavoro lunghissimo, ambientato nel 1300, privo di editore al momento. E’ necessaria una passione sincera per Medio Evo, cavalli, battaglie, paesaggistica. Lo stile deve essere stilizzato (non Disney), elegante, essenziale, e deve piacere a me.
"Hi Kevin – Susanna here. Got a minute? My friend Carmelito told me about you…"

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Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. utente anonimo ha detto:

    Ah beh… ti accontenti di poco! 😀

    Cmq, no… non te li passo i miei! 😉

  2. utente anonimo ha detto:

    Come ti capisco, Sue…
    [Però io un passaggio l’ho saltato: non chiedo MAI disegnatori ad un altro sceneggiatore.]

    :A:

  3. sraule ha detto:

    ma io non li voglio, i vostri disegnatori 😀

  4. utente anonimo ha detto:

    Logicamente il primo ero io e… si capiva che quello dei “disegnatori altrui” era uno scherzo!


    Ma i miei non te li do! 😀

    AleDiVirgilio

  5. utente anonimo ha detto:

    Io credo di mancare su tutti i punti. In più nutro una grossa antipatia per il medio evo. ODIO disegnare cavalli e battaglie. Mi annoia mortalmente disegnare storie più lunghe di sedici pagine.
    Ah, sono impegnato fino al 2022.
    Però sono automunito.

    Armaduk

  6. utente anonimo ha detto:

    se lo stile “dr.pira” ti piglia bene, prendi me.

  7. utente anonimo ha detto:

    Se non avessi un “discreto” bisogno di soldi (nemmeno pochi, maledetti e subito…) sarei il tuo disegnatore preferito, so fare anche degli ottimi primi della tradizione romana 🙂

    No, per dirti, ho invidiato per anni a Hermann le Torri di Bois-Maury…

    Paolo

  8. sraule ha detto:

    Paolo: aparte che io e te prevarremo, su questo non ci sono dubbi… questa grana non te rifilerei mai 🙂

    Armaduk: be’, l’auto, però, conta molto nella mia classifica di qualità…

    Brullo: temo di no. Voglio dire, ok che è lungo, ma con lo stile Dr. Pira meno di 15 volumi da 160 pagine non hanno senso.

    Alessandro: non fare il furbo, tu.

  9. utente anonimo ha detto:

    Ciao, una domanda: ma se io volessi proporre un progetto tipo il tuo sul medioevo, quante tavole dovrei mostrare all’editore? fermo restando che dovrei avere soggetto completo, sinossi e sceneggiatura giusto?
    grazie mille
    Simo

  10. sraule ha detto:

    no, sbagliato.
    se non hai mai pubblicato niente come sceneggiatore (e quindi l’editore non sa neanche se sai usare i congiuntivi), ti conviene preparare almeno 4 tavole disegnate e letterate (che siano letterate è importante), rappresentative del fumetto, una sinossi breve e una sinossi estesa (meglio una scaletta).
    Basta.
    Non inondare l’editore di materiale (sceneggiatura – ma chi ha il tempo di leggerla? – bozzetti, studi, racconti ecc). Dagli quello che gli serve per capire che progetto è e chi sei tu.
    Piuttosto inserisci una nota nel soggetto in cui spieghi chiaramente l’effetto che vuoi ottenere.

  11. utente anonimo ha detto:

    aspetta, e se invece allega soltanto molti ma molti soldi?

  12. sraule ha detto:

    non è una cattiva idea, ma capisci che l’effetto che si vuole ottenere è l’opposto.

    OT: mi dicono che verrai a sp questo we. sei crudele: io non ci sonoooooo!

  13. utente anonimo ha detto:

    io un paio d’anni fa, sotto il crollo di una profonda crisi creativa, sono arrivato all’assunto che i progetti nascono in due. Il TUO disegnatore per quel progetto è lì…solo che tu non lo immagini chi sia. Quando parlandone a destra e a manca, qualcuno ti dirà: ehi, ma è figa questa cosa, la facciamo?! allora l’avrai trovato.
    Vedi Jek Vans. se non avessi trovato un Gugliotta, non sarebbe stato il progetto che è. Anche Avalonia, o la compianta Villa Transilvania sono nati un pò così.
    Capita ovviamente che il TUO disegnatore dica “fico!”, ma si arrende agli impegni incombenti che ha e passa la palla (mi è successo anche questo). Ogni progetto nasce al momento giusto e con la persona giusta (Ford non ti dice niente?!). Ciao

    Manlio

  14. utente anonimo ha detto:

    (Ford non ti dice niente?!)
    Veramente la prima volta che Susanna mi ha parlato di ford la mia reazione non è stata “WOW, che fico!!” ma più del tipo :”Ma dai!! Che ca##ata è ‘sta roba?!” Poi c’è voluto tempo e lavoro perchè cominciassi ad apprezzare il personaggio e le storie…

    Armaduk

  15. utente anonimo ha detto:

    Ecco…io cerco di fare filosofia, e tu mi stronchi! 😉
    Manlio

  16. sraule ha detto:

    il fatto è che c’è la convinzione diffusa che io e mr rossi abbiamo iniziato a scopare a causa di ford.
    in realtà lo facevamo già da anni.

  17. utente anonimo ha detto:

    Manlio, era giusto per dire che, almeno da parte mia, non sempre c’è il classico colpo di fulmine nei confronti di un progetto che mi viene proposto. A volte si parte dallo scetticismo e poi si finisce con l’innamorarsi di personaggio e storia durante la lavorazione.

    Armaduk

  18. utente anonimo ha detto:

    vabbè…voi due non fate testo perchè siete una coppia, e pure anomala! 😉

    Manlio

  19. utente anonimo ha detto:

    Ti passo il numero di telefono di Kev, se vuoi.
    La mail non ce l’ha.
    Anzi, presto lo potrai incontrare di persona (diciamo a meta’ marzo)…

  20. sraule ha detto:

    Ah, mi dai speranza, Gaccu. Immagino che non veda l’ora di collaborare con me.

  21. utente anonimo ha detto:

    Beh, penso di si… A parte la Lega per Top Shelf mi pare abbastanza libero!

    P.S.: le lettere da verificare sotto erano “gac”. Personalizzato?

  22. utente anonimo ha detto:

    puoi scommetterci 🙂

    sraule

  23. utente anonimo ha detto:

    ciaoooo,
    non posso che darti ragione su tutto… e chiedono i soldi a me che sono uno sfigato che sto implorando pietà…
    cmq io ho iniziato a starmene sulle mie quando, un giorno, tornando a casa con le pive nel sacco ho iniziato a pensare… “ma tutti sti disegnatori che sono impegnati fino al 2022… quali scenegg stanno disegnando???

    baci K.

  24. sraule ha detto:

    eh, mi dispiace dirti che alcuni stanno disegnando anche delle gran belle sceneggiature.
    quando sei stato preceduto da altri e questi altri sono bravi è ancora più sgradevole 🙂

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