Ed ecco l’annuale Best of (Narrativa di genere). Quest’anno, non so perché, è più difficile del solito scegliere. Forse dipende dal fatto che ho letto veramente molti libri di qualità “buona” e relativamente pochi di qualità “superba”. Così ora devo scegliere sulla base delle simpatie personali, più che secondo un criterio oggettivo.

Hem. Come al solito, quindi. Tutto normale.

Bene così, allora. Iniziamo.

 

10. Douglas Preston Lincoln Child, La ruota del buio, Rizzoli. L’ultimo libro con Pendergast, l’agente FBI quasi-albino e quasi-insopportabilmente-chic. Ma quasi. Dopo l’epopea col fratello Diogenes, Pendergast torna in solitaria per finire su una nave da crociera che ricorda terribilmente il Titanic, sulle tracce di un manufatto tibetano molto poco pacifista. Se vi siete persi gli ultimi libri, tranquilli: a parte alcuni accenni minori La ruota del buio è quasi svincolato dalla continuity. E Preston e Child sono due maestri del thriller che fa sempre piacere vedere in azione.

9. Clanash Farjeon, Le memorie di Jack Lo Squartatore, Gargoyle. Non è solo perché ne ho caldamente consigliato la pubblicazione. È anche perché John Scarfe (già, Clanash è uno pseudonimo) vi colpirà con la totale mimesi che riesce ad ottenere col suo personaggio e vi farà provare la sensazione un po’ destabilizzante che uccidere e squartare sia una cosa bellissima e sensuale. In uno stile… vittoriano.

8. Sergej Luk’janenko, Gli ultimi guardiani, Mondatori. Non è il migliore della serie, ma si mantiene in buona media. E, specialmente, alla fine capiamo come funziona il mondo degli Altri, che non è poco. Ah, la spiegazione è piuttosto elegante, e anche questo non è poco.

7. Joe Hill, La scatola a forma di cuore, Sperling & Kupfer. Ne parla anche Faraci e dice più o meno tutto quello che c’è da dire. L’avesse scritto Lansdale La scatola a forma di cuore, con tutto il suo rock’n’roll sarebbe un capolavoro assoluto. L’ha scritto Joe Hill, il nostro Stephen King di riserva, ed è la bella storia di una rockstar infestata da un fantasma. Ma quando Joe riuscirà a liberarsi dell’eredità paterna e a sviluppare i SUOI temi, vogliamo essere lì per guardare.

6. Janet Evanovich, Due di troppo, Rizzoli. È da un po’ che l’Evanovich ha deciso di mescolare crime e chick-lit. L’ha fatto alla grande e anche i più schizzinosi di voi dovranno ammettere che i suoi libri sono davvero spassosi. In patria è al dodicesimo, tredicesimo romanzo, in Italia hanno appena pubblicato il secondo (ma si possono trovare anche il sesto e il settimo, un esperimento passato). Un buon motivo per iniziare dal principio, con Bastardo numero uno.

5. Chelsea Quinn Yarbro, Un destino di sfida, Gargoyle. Ok, che ho un debole per Chelsea e il suo Saint Germain lo sanno tutti. Anche quest’anno entra in classifica, non c’è da stupirsi. Vicenda più tesa che mai – siamo nella Germania in cui sta nascendo il nazismo – e qualche nuovo squarcio sull’interiorità del vampiro meno zannuto della letteratura. Meyer! Dai un po’ un’occhiata qua!

4. Stieg Larsson, La ragazza che giocava col fuoco, Marsilio. È il secondo volume della “Trilogia di Millennium”. Forse è ancora più alto del precedente. Parliamo di un vero corpo contundente. Se lo lasciate cadere dalla finestra fate tre morti. Ma è bello (non badate al fatto che è stato un "caso letterario"). Davvero, vale la pena di slogarsi un polso per reggere il malloppo. Larsson è (era) capace di descrivere le sfumature dell’animo umano come pochi altri. È ovvio che gli serve un po’ di spazio.

3. Steve Hockensmith, Sherlock Holmes, Montana, Hobby & Work. Old Red e Big Red sono due mandriani di fine ‘800. Old Red non sa leggere e non si può certo dire che sia un uomo di mondo, ma ha una sconfinata ammirazione per “il signor Holmes” e questo, unito al suo innato senso dell’osservazione, gli basta per decidere di risolvere il mistero in cui lui e il fratello restano coinvolti durante un lavoro. Davvero una bella rivelazione: credo che bisognerà tenere Hockensmith attentamente d’occhio.

2. Terry Pratchett, Il tristo mietitore, Salani. Si tratta di un altro vecchio libro di Pterry, finalmente tradotto in italiano. Uno dei più belli, a mio avviso. Il suo Morte è un personaggio unico per umorismo e pietas. E i maghi dell’Università Invisibile sono sempre belli da vedere in azione. Questo libro mi ha inumidito il ciglio varie volte: la maggioranza per le risate, alcune per la commozione.

1. Gianfranco Manfredi, Ho freddo, Gargoyle. Ve lo aspettavate, suppongo. Da quando l’ho letto non faccio che parlarne bene di qua e di là. Ho anche assillato Manfredi come una fan petulante, quindi si può dire che non mi manca niente. Il fatto è che Ho freddo è bello, è un gradino sopra tutto quello che ho letto quest’anno. E quando dico “tutto”, intendo proprio “tutto”.

 

Vorrei, infine aggiungere due piccole notazioni. La prima è che ho escluso Un po’ più in là sulla destra di Fred Vargas (Einaudi) perché trovo che non aggiunga niente ai libri passati. Ciò non toglie che sia magnificamente scritto e divertente da leggere.

Per quanto riguarda il Worst of, so che vi piace tanto, ma quest’anno non si farà. Sono stata davvero sgamatissima, in fatto di acquisti. Ma mi sento di dare il primo posto sulla fiducia a Stephenie Meyer e al suo nuovo Breaking Dawn. Purché nessuno mi costringa a leggerlo, è tutto suo.

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Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. utente anonimo ha detto:

    ma noi volevamo un acidissimo “worst of”!!!

    armaduk

  2. utente anonimo ha detto:

    anche io ho comprato ho freddo..ma ho trovato una prosa un pò pesante e antiquata (anche evangelisti lo è, ma si legge meglio). devo andare avanti e superare lo scoglio?
    manlio

  3. sraule ha detto:

    secondo me SI.
    hai ragione, di primo acchito non è la classica narrativa “veloce” (che anch’io prediligo), ma alla fine ti lascia una bella sensazione.

  4. Shepp ha detto:

    Mi ha incuriosito quello di Pratchett. Quello di Manfredi è gia’ nella wishlist!

  5. utente anonimo ha detto:

    Ma perfavore.

  6. sraule ha detto:

    grande contributo. grazie.

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