Due minuti per parlarvi di un film delirante, con interpreti eccellenti (persino Hilary Duff – che fa la parte della demente – è davvero convincente), e con un messaggio tutt’altro che banale.

Il film è War,inc, gli interpreti sono John Cusack, Joan Cusack, Ben Kingsley, Ben Cross, Marisa Tomei e , sì, Hilary Duff. La colonna sonora è anche notevole: oltre a un paio di canzoni demenziali della Duff (e finché son demenziali è tutto ok) ci sono pezzi di Joe Strummer & the Mescaleros, di Bowie (che canta una buffa versione di Sorrow), di Strass, di Mendelssohn e di gruppi dell’area mediorientale dall’ottimo sound.
La trama si può riassumere in poche parole: John Cusak è un killer alle dipendenze di una multinazionale, la Tamerlane (il film è pieno di citazioni simili), che ha condotto una guerra in un paese molto simile all’Afghanistan, esportando il brand USA nei territori liberati. Per la Tamerlane “democrazia”, “libertà”, ecc sono prodotti da vendere in pacchetti. John, camuffato da produttore del mega-show televisivo che si terrà nella capitale “liberata” (dove continuano a cadere bombe alle quali sembra non fare caso nessuno), ha il compito di uccidere un politico locale. Ma deve anche gestire lo show, il cui evento di punta è il matrimonio in diretta di una cantante pop locale sul modello Britney Spears…
Visto che ho l’impressione che da noi il film sia stato distribuito poco e male, ve lo segnalo e vi consiglio di recuperarlo in DVD.

Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. utente anonimo scrive:

    adoro questo film.

  2. utente anonimo scrive:

    Scusa Susanna se vado completamente off-topic, ma ieri sera mi sei venuta in mente mentre ascoltavo al telegiornale la notizia che il Vaticano si è opposto al progetto dell’ONU sulla depenalizzazione del reato di omosessualità (nei Paesi in cui tale orientamento sessuale, appunto, non è ammesso dalla legge).

    Riassumendo, se non ho capito male, il Vaticano è contrario perchè teme che, sull’onda emotiva del provvedimento, che tutti i Paesi in cui non sono ammessi i matrimoni omosessuali subiscano pressioni per ammetterli, andando contro uno dei principi fondamentali della dottrina della Chiesa sulla famiglia.

    Vorrei esprimere la mia personale opinione in merito.

    Innanzitutto non ho particolari preconcetti contro gli omosessuali. Penso che siano persone da rispettare come tutte le altre, con gli stessi sentimenti e la stesso desiderio di trovare un/a compagno/a.
    La presenza di individui omosessuali nella popolazione mondiale è normale, anche da un punto di vista biologico (soprattutto nelle attuali condizioni di sovraffollamento planetario), così come è biologicamente normale che essi siano una piccola minoranza nei confronti degli individui eterosessuali (se nella nostra specie il rapporto omosessuali/eterosessuali fosse invertito, probabilmente ci estingueremmo nel giro di poche generazioni).

    Dal punto di vista culturale non sono contrario per principio alle unioni omosessuali: se due persone si vogliono bene, omo o etero, la trovo una bella cosa. Anzi, sono assolutamente favorevole ad una regolamentazione civile dei rapporti tra i due (se vivono insieme, magari anche da tempo, non possono essere considerati davanti alla legge alla stregua di perfetti estranei).

    Sono però contrario ad equiparare in tutto e per tutto le unioni omosessuali a veri e propri matrimoni, per via dell’educazione di eventuali figli adottivi (durante la crescita del bambino il padre e la madre hanno ruoli ben definiti, separati ed entrambi necessari, che le coppie omosessuali non mi sembrano in grado di garantire allo stesso modo di quelle eterosessuali).

    Ora, tornando alla questione iniziale, se veramente le cose stanno come ho appreso dal telegiornale, non sono d’accordo con la posizione del Vaticano.

    Secondo il mio personale parere non si può, cristianamente parlando, opporsi ad un progetto internazionale di eliminazione del reato di omossessualità solo per il timore che in futuro ne derivino pressioni politiche a favore dei matrimoni omosessuali. Mi sembra infatti che ci sia un’evidente sproporzione tra mandare un omosessuale in galera o peggio, e impedirgli invece di contrarre il matrimonio.

    Probabilmente si è trattato di un gigantesco errore di comunicazione da parte del Vaticano (che semmai avrebbe dovuto schierarsi a favore del provvedimento, pur con gli opportuni distinguo). Infatti mons. Celestino Migliore si è affrettato a specificare che “nessuno vuole difendere la pena di morte per gli omosessuali”, ma onestamente la scelta iniziale dei termini non poteva essere più infelice.

    Lo dico da Cristiano, e non senza dispiacere: con questo Papa purtroppo la gerarchia della Chiesa sta dando un’immagine di sè troppo arroccata nel difendere le proprie posizioni. Sembra che si preoccupi più di vietare comportamenti contrari alla propria morale, piuttosto che diffondere il nucleo positivo del messaggio cristiano e promuovere il miglioramento delle persone.

    Non sono un profondo conoscitore delle Scritture, ma una cosa mi ha sempre colpito: i Dieci Comandamenti del Vecchio Testamento sono principalmente divieti; Gesù invece, che per i credenti è venuto proprio a completare e migliorare il messaggio del Vecchio Testamento, riassume tutto in chiave propositiva: ama Dio con tutto te stesso e ama il prossimo tuo come te stesso.

    OK, ora mi fermo perchè ho abusato anche troppo dello spazio del tuo blog (porta pazienza… ^__^).
    Grazie e ciao.
    Luca.

  3. sraule scrive:

    Luca, ti ho cancellato un messaggio “doppio”, ok?

    Guarda, a me fa piacere che un cristiano sia contro alle assurdità più palesi della chiesa cattolica e credo anche che la tua posizione non sia isolata.
    Il fatto è che io non credo che l’attuale chiesa cattolica sia molto diversa dalla precedente. Da un certo punto di vista è più onesta, e, sempre da un certo punto di vista, mi fa piacere.
    Mi fa piacere perché quantomeno non si nasconde dietro ad un dito e, per l’opinione pubblica distratta, è più semplice capire con chiarezza quanto sia fascista la politica sociale del vaticano.
    Certo, a un credente “moderato” può dare fastidio che il vaticano prenda posizioni così palesemente razziste, perché probabilmente non si riconosce nella cosa, ma, amico mio, quella è la vostra dottrina. Se non siete d’accordo potete sempre distaccarvene senza bisogno di smettere di credere.
    Tu dici che Gesù ha veicolato un messaggio d’amore. La chiesa, al momento, sta veicolando un messaggio d’odio a banda larga. Odio contro le persone e contro le idee, dal discorso sull’eutanasia, alla ricerca scientifica, alle unioni di fatto (siano esse omo o etero).
    Credo che se un cattolico si definisce tale debba anche accettare il fatto che il dogma cattolico è compreso nel pacchetto, e il dogma cattolico dice anche che, in fatto di dogma, è il papa a decidere.
    La chiesa non è certo una democrazia, pertanto alla fine ogni polemica è futile.

    Riguardo all’amore, io non sono una seguace integrale di questa dottrina, ma credo davvero che per amore si intenda “tutto” l’amore. Anche quello che una coppia gay può dare ai suoi figli.
    Il discorso “eh, ma io credo che i gay siano come noi, ma sai, la società è cattiva, poveri figlioli” è il non-plus-ultra dell’ipocrisia, perché se è una discriminazione che si teme, allora dovremmo vietare anche a un sacco di altre persone di riprodursi e/o adottare (scusa, per me è la stessa cosa): in pratica a chiunque possa essere discriminato.
    Il che, ovviamente, sarebbe un’ulteriore discriminazione.

    Non voglio neanche prendere in considerazione il pensiero “i gay hanno diritto a vivere, ma non dovrebbero avere bambini, perché non gli darebbero una giusta educazione”. perché questa è idiozia prima ancora che, di nuovo, intolleranza bieca.

  4. AhrimanTheHarsh scrive:

    Ottima posizione, ma resto fedele alla pubblica esecuzione di tutte le gerarchie vaticane superiori a prete/frate.

    Non esiste che qualcuno che infesta la terra da 2000 anni si permetta di pronunciarsi su argomenti del genere. Dovrebbero tagliar loro la lingua, possibilmente con delle pinze arroventate.

    Ah che bello, era un sacco che non avevo un rigurgito d’odio per la Chiesa…hehehe…

  5. utente anonimo scrive:

    Ehilà! Ho visto solo ora le risposte al mio commento! Grazie di aver cancellato il messaggio doppio (la prima volta sembrava che non fosse stato pubblicato, allora l’ho postato di nuovo).
    Quando ho un attimo di tempo rispondo.

    Luca.

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