Per favore, ricordatemi che voglio parlarvi di Metauro. Ora, però, ho in mente altro.
Sto leggendo un lungo e interessante saggio sulla filmografia vampirica (di questo parlerò in altra sede), tutt’altro che didascalico, anzi, piuttosto articolato e con un (vari) filo conduttore ben preciso.
Da lì sono arrivata ad articolare un pensiero.
Potremmo chiamarlo il Paradosso dello Sceneggiatore Vampirico (ma si applica anche allo scrittore in generale).
Primo assunto: sui vampiri è stato scritto molto, anzi, troppo.
Secondo assunto: gli archetipi sottostanti alla figura del vampiro sono forti ma sono logori. Il vampiro è stato cucinato in tutte le salse.
Terzo assunto: più del 90% di ciò che è stato scritto in merito fa cagare (o fa involontariamente ridere, che è un po’ la stessa cosa)
Dati questi assunti, se tu, sceneggiatore volenteroso, se ti vuoi cimentare sul soggetto, hai di fronte un vero e proprio slalom mentale.
Diciamo che vuoi evitare il citazionismo fine a se stesso.
Devi quindi aggirare il primo assunto: trovare qualcosa di nuovo da dire, o quantomeno un nuovo punto di vista da cui dirlo. Puoi non parlare di vampiri (Manfredi, nel suo "Ho freddo", che non mi stancherò mai di pubblicizzare, ha fatto così). Puoi creare una nuova sottospecie di vampiri. Molto insidioso (la McKee Charnas l’ha fatto, ma ormai il pozzo della psicoanalisi è secco). Puoi cambiare campo d’azione (no, temo che lo Spazio non valga più).
Ricordati che i tuoi lettori hanno già letto Dracula, e hanno visto tutti i film, il Vampiro di Polidori e tutti i "classici".
Ricordati che Anne Rice l’ha già fatto (e purtroppo continua a farlo tutt’ora), Stephen King l’ha già fatto (più volte), i supereroi l’hanno già fatto, l’ha fatto persino Fracchia, Aldo-Giovanni-e-Giacomo, e Buffy. L’ha fatto persino Stephanie Meyer, per dire che l’hanno fatto proprio tutti.

L’hanno fatto tutti i migliori e, specialmente, tutti i peggiori.

Insomma, dovrai ingegnarti parecchio.
Diciamo che ce la fai.
Devi stare attento agli archetipi. Se metti troppo sesso, troppa morte, troppa "diversità", troppa critica sociale, sei fottuto.
Se ne metti troppo pochi, sei fottuto lo stesso.
Se problematicizzi troppo ti diranno che sei banale. Se ti butti sull’azione ti diranno che sei popolare. Non hai speranze, insomma.
Ma diciamo che ce la fai.
A questo punto devi scrivere bene la tua storia.
Qua, signori, sono cavoli dello sceneggiatore. Se hai aggirato i primi due assunti impunemente possiamo supporre che il terzo non ti lascerà scampo.
Ma diciamo che ce la fai.
Scrivi una grande storia, originale, profonda al punto giusto, magari divertente, con un grande personaggio, con un’ambientazione intrigante, che esplora gli archetipi del genere in modo nuovo, ma riguardoso, acuto, ma non saccente, serio, ma non libresco.
Bravo.
Ora vai da un editore e digli che vuoi pubblicare una storia di vampiri.
Capito il paradosso?

Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

»

  1. utente anonimo scrive:

    Parole sante.
    Ma, diciamocelo, per quanto siano difficili e rischiosi… una storia di vampiri ci scappa a tutti.

    RRobe

  2. utente anonimo scrive:

    Hai ragione da vendere!
    I vampiri di Twilight non hanno nemmeno i canini allungati… e alla luce diretta del sole invece di disintegrarsi luccicano come se fossero cosparsi di brillantini! Eccheccavolo!

    Tra un po’ si inventeranno “vampiri” che esposti alla luce del sole parlano con la erre moscia…

    Luca.

  3. sraule scrive:

    ah-ah, a me lo dici, rrobe?

    I vampiri di Twilight non hanno nemmeno i canini allungati… e alla luce diretta del sole invece di disintegrarsi luccicano come se fossero cosparsi di brillantini! Eccheccavolo!

    sul fatto che non si sciolgano al sole, visto che sono una purista, sono d’accordo. per il resto… belli ‘sti vampiri glam, tutti luccicosi! 🙂

  4. utente anonimo scrive:

    Personalmente continuo a preferire i vampiri che al sole si disintegrano (che ci posso fare, Dal Tramonto all’Alba mi ha plagiato… ^__^), anche se in effetti l’idea del vampiro dall’aspetto luccicoso e “angelico” per attirare più facilmente le vittime l’ho trovata interessante.

    Luca.

  5. utente anonimo scrive:

    Direi che come minimo ‘sto film ha avuto come minimo il merito di avere aperto un mini dibattito tra chi scrive (ne parla anche Liri sul suo blog: http://ilneofita.blogspot.com/2008/11/twilight-anche-no.html)… e direi che questo ci dovrebbe portare anche a un ragionamento più ampio, ovvero: quando scriviamo, possiamo, e quanto, ancora affidarci a stereotipi di letteratura di genere metaforizzati in talmente tante salse che appunto sono totalmente svuotati/esauriti (mi vengono in mente gli zombie, per esempio, ma anche i supereroi)?

    :A:

  6. sraule scrive:

    Luca: be’, certamente quella dello scioglimento al sole è un’invenzione d’effetto (anch’io ho amato dal tramonto all’alba!). ma la figura del vampiro più “sottotono” del folklore continua a piacermi di più.
    in realtà credo che le scene più suggestive di dracula e simili siano proprio quelle in cui il vampiro si mostra a mezzogiorno.

    sul fatto del vampiro “bello e dalla pelle lucente” aveva già dato anne rice. più e più volte. allo sfinimento.
    e almeno i suoi vampiri non erano frigidi (ma immensamente lagnosi, sì)

    e direi che questo ci dovrebbe portare anche a un ragionamento più ampio, ovvero: quando scriviamo, possiamo, e quanto, ancora affidarci a stereotipi di letteratura di genere metaforizzati in talmente tante salse che appunto sono totalmente svuotati/esauriti (mi vengono in mente gli zombie, per esempio, ma anche i supereroi)?

    già, possiamo?
    se non ci lanciamo nel citazionismo più sfrenato direi di no.
    e anche lì, c’è modo e modo.
    mai visto “l’ombra del vampiro?”

  7. utente anonimo scrive:

    Infatti sai tra quanti miei “inutili amici”, per citare un tuo post precedente, sono vampiri?
    Ecco.

    :A:

    p.s. sì, ho visto l’Ombra del Vampiro. Ho capito cosa volevano fare, ma non mi interessava.

  8. sraule scrive:

    ah, pensa che io l’ho trovato molto interessante. ma i gusti sono gusti 🙂

    io di “inutili amici” vampiri ne ho giusto un paio. ma ho quasi esclusivamente aggirato il primo assunto, quindi non vale 😀

  9. AhrimanTheHarsh scrive:

    Ma davvero qualcuno ha guardato Twilight?
    Quel poco che ho visto mi è bastato a fermare tor…hem…ed a ripiegare su qualcosa volutamente trash (black sheep), devo ricredermi ed arrischiarne la visione dite? Dopo Bloodrayne ho paura 🙂

  10. utente anonimo scrive:

    Anche a me è scappata una storia sui vampiri (cioè, non proprio… più o meno) che vedrà la luce (aargh!) a giugno.

    Aspetto un tuo parere.

    Cmq, penso che quello che afermi sui vampiri valga per tutti i campi dello scibile umano.

    Tra musica, cinema, letteratura e fumetto, penso che sia stato scritto tutto di tutto.
    L’importante è non essere mai banali.

    AleDiVirgilio

  11. sraule scrive:

    Ma davvero qualcuno ha guardato Twilight?
    Quel poco che ho visto mi è bastato a fermare tor…hem…ed a ripiegare su qualcosa volutamente trash (black sheep), devo ricredermi ed arrischiarne la visione dite? Dopo Bloodrayne ho paura 🙂

    no, in effetti no. ne stiamo parlando malissimo senza averlo visto.
    il libro era orribile, quindi, a meno che non abbiano cambiato proprio la storia, suppongo che anche il film non sia una meraviglia.

    Anche a me è scappata una storia sui vampiri (cioè, non proprio… più o meno) che vedrà la luce (aargh!) a giugno.

    lasciami indovinare: un altro che ha aggirato il primo assunto? Curiosa di leggere.

    Cmq, penso che quello che afermi sui vampiri valga per tutti i campi dello scibile umano.
    ma converrai con me che se scrivi una storia sulla vita spirituale della rana lacustre avrai meno probabilità di abusare di topoi già sfruttati.

  12. utente anonimo scrive:

    la vita spirituale della rana lacustre?

    Cacchio, ed io che pensavo di aver trovato un argomento inedito!

    AleDiVirgilio

  13. sraule scrive:

    eh-eh… e dovresti vedere quelle che ho ancora nel cappello… 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...