Ieri mi è capitato di vedere la mostra dedicata a Lucio Fontana a Palazzo Ducale, a Genova. Nel documentario che accompagnava la mostra, che consiglio a tutti di visitare, c’era una risposta di Fontana che mi ha colpita.
Non ricordo le parole precise e non sono riuscita a ritrovarle in internet. Si trattava di un documentario delle Teche Rai.
Alla domanda "che cos’è l’arte", Fontana risponde, più o meno, che l’arte non ha un fine, non è qualcosa di utile. Il suo unico scopo è ricordarci che siamo esseri umani.
Mi è piaciuta, forse piacerà anche a voi.

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Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. bluscorpion ha detto:

    assolutamente si riucordasrci di essere solo essere umani e non super dei secondo me è buono per qualcuno necessario per tanti ciao

  2. sraule ha detto:

    bluscorpion anche una virgola non ci sarebbe stata male, giusto per amore del superfluo 🙂
    ma ho capito e concordo.

  3. utente anonimo ha detto:

    Falla leggere ad Ausonia, che magari gli cambia la prospettiva… 😛

  4. sraule ha detto:

    in che senso? non mi pare che francesco sia un sostenitore dell’utilità dell’arte, ma potrei sbagliarmi.

  5. utente anonimo ha detto:

    Francesco afferma che fa quello che fa per se stesso e non per un ipotetico pubblico.
    Più o meno.
    Almeno, all’ultima chiacchierata lucchese, ho interpretato così il suo pensiero.

    Quindi ha molto a che fare con l’argomento del topic.

    O no?

    AleDiVirgilio

  6. utente anonimo ha detto:

    Errata corrige:

    Quindi NON ha molto a che fare…

    Sorry.

    AleDiVirgilio

  7. utente anonimo ha detto:

    A me pare che Francesco si prenda TROPPO sul serio come “artista”. E questo, come dire, farebbe pensare a una utilita’ che la frase di Fontana smonta.
    Ma era solo una battuta…

    A.

  8. utente anonimo ha detto:

    Potrebbe anche darsi, ma, perlomeno, non pecca di falsa modestia.
    Il che non è poco.

    No, il punto è che, ti puoi considerare anche un grandissimo artista, ma devi sempre aver presente (senza esserne schiavo, logicamente) il fruitore della tua opera artistica, che è sempre è comunque il lettore.

    Si, forse in questo senso, del “ricordarsi di essere umani”, che la frase di Fontana può avere una sua logica

    AleDiVirgilio

  9. utente anonimo ha detto:

    devi sempre aver presente (senza esserne schiavo, logicamente) il fruitore della tua opera artistica, che è sempre è comunque il lettore
    Quoto in toto, facendo pure la rima.
    Una domanda (retorica): quindi tu ritieni che non esista l’oggettivita’ di giudizio, ma sempre una “soggettivita’” legata alla fruizione dell’opera?
    Ti anticipo che io credo che sia cosi’, ma mi interessa sapere la tua opinione. Poi, se e’ il caso, argomentero’ meglio…

  10. sraule ha detto:

    allora…

    io ho invitato francesco a rispondere di persona, visto che non posso dire di essere un’esperta dell’ausonia-pensiero.
    molto spesso mi capita di essere d’accordo con lui in varie discussioni, questo sì, anche sul concetto di arte, questo sì (e due).
    credo che un’affermazione del tipo “faccio quello che faccio PER ME” sia abbastanza in linea con l’idea che l’arte non ha un’utilità pratica, poi dirà lui.

    Una domanda (retorica): quindi tu ritieni che non esista l’oggettivita’ di giudizio, ma sempre una “soggettivita’” legata alla fruizione dell’opera?
    Ti anticipo che io credo che sia cosi’, ma mi interessa sapere la tua opinione. Poi, se e’ il caso, argomentero’ meglio…

    ovviamente anch’io la penso così. per dire, preferisco un caravaggio a un raffaello. è inutile aggiungere che entrambi sono due grandi maestri e che hanno fatto cose bellissime, ma la mia preferenza va al primo, in modo soggettivo.

    questo al di là della “tecnica”, che è anche importante, ma solo finché una carenza tecnica fa da ostacolo alla fruizione. sempre imho.

    poi, se francesco si prende molto sul serio come artista, direi che non sbaglia. 🙂

  11. utente anonimo ha detto:

    Premesso che fontana non mi fa impazzire per me lo scopo dell’arte è:

    1-gratificare il mio ego
    2-gratificare il mio senso estetico
    3-gratificare (quando possibile) il mio portafogli.

    In più, quando disegno, l’ultima cosa a cui penso è il pubblico. Se così non fosse andrei a fare mainstream che mi farebbe guadagnare di più ma che per me equivarrebbe all’amputazione del braccio destro.

    Armaduk

  12. sraule ha detto:

    ah-ah, l’argomento è già stato battuto in lungo e in largo, in effetti.

    ma all’ossessione continuo a preferire il piacere. 🙂

  13. utente anonimo ha detto:

    sraule. grazie per l’invito.

    anche se non capisco bene quale sia il punto della discussione. se la frase di fontana o le frasi che ausonia rilascia in giro. vabbeh…

    e allora mi chiedo: chi è che mi prende TROPPO sul serio, io stesso o qualcuno di voi?
    rido.

    comunque… non credo di prendermi TROPPO sul serio. ma sul serio, sì.
    anche se questo non significa che ciò che faccio (il risultato del mio lavoro) sià per forza eccezionale. anzi. ma se io per primo non ci credessi fortemente, perché ci dovrebbero credere i miei editori o i miei lettori? se uno dice che ciò che fa lo fa tanto per fare qualcosa, per riempire le giornate ma che potrebbe anche occuparsi d’altro, io lettore non credo che sosterrei il suo lavoro. e per quale motivo lo dovrei sostenere, poi? per aiutarlo a pagare le rate della macchina? almeno che non si tratti di un genio inconsapevole che sforna capolavori senza rendersene nemmeno conto. ma sinceramente… non ne conosco di autori così. di artisti così. mai conosciuti uno.
    perché son tutte balle. una volta un giornalista chiese stupito a modigliani come avesse fatto a scolpire una testa in marmo in solo mezzora e modigliani (con ancora lo scalpello in mano) rispose: non l’ho scolpita in mezzora, ma in trent’anni.

    e comunque, un po’ di arroganza mi piace negli artisti. quando pazienza diceva “la pazienza ha un limite, Pazienza no” lo trovavo formidabile. pensavo: questo è fuori di testa, non ha la testa quadrata e rassegnata del mio commercialista, questo è un pazzo, mi piace! gli autori che fanno tanto gli amiconi dei loro lettori, invece, quelli: “io sono uno di voi”, un po’ come i genitori che dicono di essere i migliori amici dei loro figli, mi fanno provare compassione e avvilimento.

    perché la differenza tra un artista e un artigiano è che essere un artista è una scelta di vita e non semplicemente professionale. e di questo se ne potrebbe parlare per ore… perché vivere e produrre cose di pancia, e solo di pancia, e sempre di pancia senza compromessi, senza soldi, senza tredicesima, senza auto, senza casa, senza tutto, senza nulla… ti costringe a una vita insopportabilmente impegnativa e dura e complicata. se sei onesto con te stesso. prima ancora che con il tuo pubblico. e allora perché dovrei dire che la mia vita è uguale a quella di tutti gli altri? la mia vita è differente in tutto. per impostazione. per scelta.

    però se volete vi dico anche cos’è l’arte secondo me… per me l’arte è un TENTATIVO. e il prodotto di questo tentativo non è l’opera d’arte. no. magari, sarebbe bello. spesso rimane solo un tentativo e basta. di opera d’arte, se hai culo, te ne esce fuori una nella vita. essere un artista non equivale ad essere un genio, ma a seguire un percorso alternativo. spirituale, anche. l’arte è una disciplina interiore. non è la meta. è il tragitto.
    sono scienziati anche quelli che non vincono il nobel. o no? sono pasticcieri anche quelli che fanno le torte non buonissime. o no? sono assassini anche quelli che mettono i rifiuti tossici nelle discariche a cielo aperto. o no?

    e magari per qualcuno questo percorso non conta nulla e non ha valore. l’arte è un sollazzo per chi ha tempo da perdere. già. ognuno fa con la propria sensibilità e per quanta ne ha. magari per molti la differenza la fa quanto vendi e quanto guadagni e quanto sei figo con quegli occhiali da sole. non so.

    io so solo che fra gli esseri umani che hanno davvero migliorato la mia vita, regalandomi visioni diverse da quelle dei politici piduisti o dai miei amici sfigati senza sogni…. beh, ci sono proprio gli artisti. e sapete la cosa deliziosa qual è? che molti di loro non sapevano nemmeno che io esistessi. e molti sono morti prima che io nascessi. e allora perché vi ponete il problema se sia giusto o no pensare ai lettori… quando questi fantasmi mi hanno cambiato la vita? i miei artisti adorati, che davvero hanno rivoluzionato tutto in me… se ne fregavano di me. se ne fregavano proprio. e li ringrazio tanto di questo. di avermi ignorato. di non avermi lisciato il culo. per avermi imposto invece il loro sguardo diverso sulle cose, ampliando la mia curiosità annichilita e la mia fame di bellezza. prendendomi schiavo dei gusti comuni e liberato le mie doti nascoste. è straordinario lasciarsi andare a certe sollecitazioni. è vero, erano solo uomini. ma che uomini, cazzo!

    aus

  14. utente anonimo ha detto:

    Sono totalmente in linea con quello che ha detto Ausonia. Magari avrei argomentato in modo diverso ma tant’e’.
    In altri ambiti, mi sembrava di avere intuito un modo di porti diverso, la lunga spiegazione serve a chiarire.
    Solo una cosa, se mi permetti, pero’ (e senza nessuna polemica).
    Quando parli di te in terza persona, dai veramente l’impressione di prenderti troppo sul serio. Parlano di se’ in terza persona Maradona e Totti, per dire…

  15. utente anonimo ha detto:

    Serve a chiarire a me che non avevo capito, intendevo. Non che tu avessi bisogno di giustificarti.

  16. utente anonimo ha detto:

    ahahah!

    è una malattia che ti prendi a stare su facebook, quella der terzapersonismo. =)

  17. utente anonimo ha detto:

    ah, ero io nell’ultimo commento

    aus

  18. sraule ha detto:

    ecco perché dico che “molte volte” sono d’accordo con ausonia.

    e pongo un’altra domandina.
    quelli che vivono un’esistenza “radicalmente diversa” (ne conosco uno che ha vissuto per anni in povertà piuttosto che – lo conosco intimamente, direi) sono tutti artisti, a modo loro?

    ma bisogna anche ammettere che di artisti con la panza piena ce ne sono stati, e non erano peggio degli altri.
    anzi, provo un certo recalcitrante fascino per questi burocrati dell’arte, gente gonfia e tronfia, emotivamente poverissima, eppure capace di creare l’inimmaginabile.

    poi, certo, torquato tasso resta più simpatico.

  19. sraule ha detto:

    ah, ho anche apprezzato la definizione dell’arte come tentativo.
    forse per ognuno è qualcosa di diverso.

    per me, l’ho sempre detto, l’arte è un grimaldello.

  20. utente anonimo ha detto:

    arte non credo faccia rima con povertà. almeno non per forza.

  21. utente anonimo ha detto:

    detesto splinder. cazzo. ero io quello del 22° commento.

    aus

  22. utente anonimo ha detto:

    anche io detesto splinder. Ero quello del #16 e #17 e resto Antonio…
    Per quanto riguarda la definizione di arte, in realta’ me ne frego. Io penso che sia una necessita’ di espressione (articolata), ma le definizioni lasciano il tempo che trovano…
    L’unico problema dell’arte e’ quando diventa troppo autoreferenziale e allora gli artisti diventano burocrati di se’ stessi.
    Come quando Duchamp espulse Tzara perche’ aveva avuto l’ardire di affermare che “l’arte e’ di tutti”.
    In ogni caso, tengo a precisare che, seppure la battutina su ausonia me la potevo risparmiare, non c’era astio e ne e’ venuta fuori pure una cosa carina…

  23. sraule ha detto:

    sì, ok, detestiamo tutti splinder. abbiate pazienza, io non amo gli spazi web user-friendly.
    a me piace usare l’html anche per andare accapo.

    arte non credo faccia rima con povertà. almeno non per forza.

    cazzo, aus, lo spero proprio con tutte le forze 🙂

  24. utente anonimo ha detto:

    Per l’anonimo Antonio…ma nel lungo messaggio di ausonia, dov’è che usa la terza persona?
    L’ho letto due volte e a me non pare proprio che si riferisca a se stesso usando la terza persona…anzi…dice spesso “secondo me”, “io penso” ecc. ecc.

    Così, giusto per capire.

  25. utente anonimo ha detto:

    Non sono anonimo, sono Antonio…
    In ogni caso, ecco. anche se non capisco bene quale sia il punto della discussione. se la frase di fontana o le frasi che ausonia rilascia in giro. vabbeh…

    Giusto per dimostrare che non sono pazzo, eh!

  26. utente anonimo ha detto:

    Beh una sola frase su un messaggio così lungo non è un po’ poco per dire che ausonia è solito parlare in terza persona?

  27. utente anonimo ha detto:

    Anonimo (firmati, giusto perche’ mi pare piu’ simpatico ed educato), ma dove lo hai letto un attacco di questo tipo? La frase era “Quando parli…”, se hai letto bene.
    Non e’ che bisogna creare la polemica anche dove non c’e’.

    Ciao

    Antonio

  28. utente anonimo ha detto:

    Allora… personalmente penso che l’Arte (alta, media, bassa…), sia un modo per gratificarsi.
    Tutto sta nel grado di piacere che si prova nel momento dell’Atto Creativo.

    C’è chi lo prova scrivendo la Recherche e chi nello scrivere la sceneggiatura del Maresciallo Rocca (tanto per estremizzare).

    Che poi, PER ME, è impossibile praticare un Atto Creativo, nel secondo caso, lascia il tempo che trova.

    Detto questo, non voglio assolutamente giustificarmi, ma a me Francesco sta assai simpatico e ha il grande pregio, come ho detto nel mio primo intervento, di non peccare in falsa modestia.
    L’unica cosa che gli rimprovero è il suo definire “marchettari” chi ha scelto di camparci col fumetto e che, in tale ottica, cerca di svolgere sempre al meglio il proprio lavoro.
    Ma solo questo.
    D’altra parte come potrei giudicare male chi stima l’opera del grande Paz? 🙂

    AleDiVirgilio

  29. utente anonimo ha detto:

    Trovo che l’intervento di Ausonia sia chiarificatore, la sua definizione dell’arte e dell’artista mi sembra convincente. La frase di Fontana poi, sui trent’anni impiegati per scolpire una testa, è fenomenale.
    Io non faccio arte, a me piace raccontare storie, e mi considero un artigiano. Non ho il sacro fuoco che riconosco in chi si vota anima e corpo al suo “lavoro”. Invento storie e cerco di disegnarle in modo efficace, chiaro leggibile prima di tutto per me, che così mi auguro lo sia anche per gli altri. Rifuggo dai grafismi e una bella vignetta la cancello senza pietà se è solo una bella vignetta e non serve. Ma ripeto, non è arte. Nel cinema adoro Truffaut, uno che non sprecava mezzo metro di pellicola per un effetto che non fosse la storia che stava raccontando. Sembrerei l’esatto contrario di Ausonia, e forse è anche così, però difficilmente disegno quello che non mi piace.
    E mi nutro di quello che mi piace. Cerco il segno che vorrei leggere, e non lo trovo, o lo trovo a volte, in un continuo pendolo tra rappresentazione e leggibilità.
    Cerco di essere onesto, e di non inventarmi niente.
    Ma non è arte la mia, lo so. A me piace così (e mi piace leggere Ausonia. Ma anche le sceneggiature della Raule :D)

  30. utente anonimo ha detto:

    al #31 paolo raffaelli che non splindera nemmeno lui (e parla in terza?!?)

  31. utente anonimo ha detto:

    ‘mazza! E’ un’invasione di anonimi in terza persona!

    A.

  32. sraule ha detto:

    ‘mazza! E’ un’invasione di anonimi in terza persona!

    sì, arrenditi, antonio: sei circondato.

    venendo al punto: io credo che qua nessuno non abbia un ottimo feeling con i lavori ben pagati. se il lavoro pagato sia artistico o meno, o se il cosiddetto artista sia sputtanato o meno dipende da tanti fattori.
    io invito sempre tutti a non sottovalutare il potere di un padrone di casa che brandisce un’ingiunzione di sfratto. a volte stimola la creatività in modo pazzesco.
    (non sto scherzando, o solo a metà – la fame aiuta)

  33. GoatWolf ha detto:

    E’ una bella definizione.

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