Insomma, io torno e voi subito volete mettermi al lavoro per farvi raccontare tutto, eh? Siete dei piccoli viziosi, e questo è bene, ma io ho un vortice in testa e non sono in grado di ricostruire con esattezza tutto quello che è successo.
Vi parlerò dei momenti che mi sono rimasti in testa. Questi.
UNO. Arrivata da poco. Faraci mi ferma allo stand Double Shot (che ci faceva lì? bho), avendomi riconosciuto dalle foto. Io, che sono nana, non l’avevo invece visto, perché la sua testa era di qualche metro sopra il mio orizzonte. Là c’è anche Ausonia, che invece, teoricamente, ho conosciuto un paio di millenni fa ad un artist show case al quale partecipava anche Armando, quando lui non si chiamava ancora Ausonia. Compro il suo fumetto, gli chiedo il disegnino e al momento della firma mi chiede come chiamo. Offesissima rispondo: "Ma come! Susanna Raule!"
Lui mi guarda confuso e afferma: "Non è vero, Susanna Raule ha i capelli neri."
DUE. Con Micol, mentre tornavamo verso la fiera dopo un simil-pranzo. Micol si blocca nel mezzo della strada e inizia a sbraitare: "No! Non è possibile! Presto, foto per dimostrare che è vero!" Sta parlando di una vetrina, in cui fanno bella mostra di sé una macchina-ovetto kinder gigante e anche l’ippopotamo della pampers, quello vecchio della pubblicità. Lo guardiamo imbambolate per circa un quarto d’ora.
TRE. Fuori piove, io esco e mi metto in testa un sacchetto di plastica che mi sono fatta dare allo stand Panini. Sto giusto parlando con Manlio Mattaliano (che poi il famoso caffé non siamo riusciti a prendercelo) quando esce Cajelli e inizia ad urlare: "SUSANNA RAULE!!!!" facendo anche dei gesti scomposti con le braccia. Gli squilla il telefono e mentre risponde io dico ad Armando, con un certo aplomb: "Diego era strano."
Armando risponde, indicando il sacchetto: "Ma ti sei vista?"
Il colmo dell’umiliazione, tuttavia, arriva pochi secondi più tardi, quando un tizio mi chiede di fotografarmi "con il sacchetto di Naruto in testa".
Io, fenomeno da baraccone.
Successivamente mi fanno notare che potrei essere stata scambiata per una cosplayer di Naruto.
Diego, probabilmente, era esagitato perché aveva capito di aver vinto il Guinigi come miglior sceneggiatore. Considerato che lo sapevano già tutti, immagino che sia così. Andate sul suo blog a vedere che si bulla!
QUATTRO. Serata dei Guinigi. Calca colossale per arrivare al buffet, sempre di gran classe. Centinaia di fumettisti italiani e stranieri senza alcun pudore lottano all’arma bianca per aggiudicarsi il copiosissimo rancio. Per arrivare al tavolo dei vini l’unica chance è utilizzare armi di distruzione di massa. Alessandra Criseo, facendo sfoggio dei suoi superpoteri, riesce ad impadronirsi di una bottiglia da un litro e mezzo di vino rosso. Ovazione della folla.
Poi lei fa la modesta, come nulla fosse.
CINQUE. Alla presentazione di Il teatrino delle bambole morte Laca usa il buco che il volumetto ha in copertina per illustrare al pubblico le sue doti di maschio.
SEI. Alla festa BD Faraci si trasforma nella fatina buona di tutti i fumettisti, distribuendo in gran copia e senza nessun apparente criterio buoni-bevuta. Ad un branco di fumettisti già sborniati, ovviamente.
Ci sono tutti, e tutti stanno dando un pessimo esempio alle nuove generazioni.
SETTE. I bagni di Lucca. Ovvero, visto che quelli chimici non rispettano le norme per le guerre batteriologiche, i più avveduti migrano verso i bagni di San Romano, nell’Area Pro. Tempo destinato all’operazione (considerato che per la strada incontri sempre almeno cinque persone): mezz’ora.
Memola dimostra la sua indiscussa superiorità rivelando a pochi eletti l’esistenza di un altro bagno, ancora più prestigioso, dentro la camera di commercio.
OTTO. Se Giovanni Russo è la mente dei Comics e Roberto Irace il braccio (spesso armato di chiave inglese e planimetria), Mauro Bruni ne è il cuore. Non che gli altri due non ci mettano tutta la passione del mondo, ma il Bruni è il Bruni. Mentre, dopo aver cenato con lui e con gli altri, ci dirigiamo verso la festa Self Comics (che poi si rivelerà un pacco), succede una cosa strana.
All’inizio eravamo un pugno di persone (tra cui un David Messina, si è scoperto, pizzaiolo mancato). Sulla strada continuavamo ad incontrare gente, tutti che stavano andando da Self Comics, e il gruppo si è ingrossato fino a diventare di più di trenta.
Ovviamente nessuno conosceva con esattezza la strada, quindi siamo riusciti a vagare tutti quanti per un bel po’. In vista della porta giusta, visto che alcuni, stremati, erano rimasti indietro, il Bruni ha cominciato a dirigere il traffico come un vigile urbano, guidandoci verso la meta.
OTTO BIS. Mentre marciamo verso la festa incappiamo nel gruppo "Madadh". Bertilorenzi si impadronisce di una sigaretta rollata a mano di Armando, dà un paio di tiri ispirati e sospira: "Grazie."
"Non è cannabis," mi sento in dovere di informarlo.
"Ah, ecco perché aveva uno strano gusto."
NOVE. Sabato pomeriggio mi informano che sceneggerò una tavola per Giuseppe Palumbo, per l’asta annuale per il padiglione pediatrico dell’ospedale. Palumbo, da vero signore, mi sopporta per tutta la durata dell’operazione. Sopporta i miei sguardi adoranti, sopporta il fatto che faccio fare praticamente tutto a lui, sopporta i miei "ohhh" ogni volta che sfiora il foglio con il pitto. La storia si chiama "Sono un’artista arrivata" e indovinate di che cosa parla?
DIECI. E poi vi mollo. Presentazione di Ravenstock alla camera di commercio. Il luogo è vuoto, se non per un gruppuscolo di persone. Tra di esse mi pare di scorgere una figura conosciuta.
Conosciuta perché vista in TV, conosciuta perché mito vivente del cinema italiano.
E’ lui: E’ MARIO MONICELLIIIIIIIIII!!!!!!!!!!!!!!
Per qualche secondo (minuto – ehm, quasi dieci minuti, va’) penso a qualcosa di intelligente da dirgli. Alla fine la mia mente stremata dal sonno arriva al più brillante incipit della mia carriera di conversatrice.
Ovvero:
"Potrei stringerla la mano?
Per favore?"

Ecco, di cose da dire ce ne sarebbero un sacco, di ringraziamenti da fare molti, ma molti, ma moooolti di più. Vorrei citare tutte le persone con cui ho parlato o che hanno avuto la gentilezza di parlarmi – e non è per dire – ma sarebbero davvero troppe.
Mi limito a due nomi, due persone con le quali, per vari motivi, non ho parlato o ho parlato troppo poco:
Marco Rizzo: scusa per il pacco gigante. Davvero, ero distrutta. Scusa.
Otto Gabos: grazie per la strizza che hai messo ad Armando. Tu sai.

Un nome ancora: Skiribilla. Ti adoro.

Prossimamente: i fumetti che ho comprato a Lucca e che sto leggendo in questi giorni.
Prossimamente: le foto di Lucca.
Stay tuned.

Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. utente anonimo scrive:

    Monicelli farà il film su Ravenstock! 😮

  2. sraule scrive:

    lui dice che ne farà uno tutto sulla mia frase brillante.

  3. utente anonimo scrive:

    Mi ha fatto piacere incontrare di persona te e Armando, anche se la bolgia infernale di Lucca ha permesso solo un breve scambio di battute.

    Armando, quando gli ho detto il mio nome, si è messo a ridacchiare esclamando: “Ma io ti conosco!” (cosa abbastanza strana essendo LUI quello famoso tra i due). Non sapevo se sentirmi lusingato o preso per i fondelli. Probabilmente entrambe le cose, ma è stato divertente così.

    Tu invece sei stata difficile da trovare, però ne è valsa la pena, anche solo per sentirti dire “Il mio unico lettore cristiano!” mentre mi salutavi.

    Sono bei momenti.

    Ciao.
    Luca.

  4. sraule scrive:

    No, TU sei forte, Tito, anche se a causa tua metà dei fumettisti presenti a Lucca ha sviluppato un’antipatica cirrosi epatica.
    Pensaci, quando ti chiederai che cosa i posteri ricorderanno di te 🙂

    Luca: in effetti, ribadisco, credo che tu sia il mio unico lettore cristiano 🙂

  5. utente anonimo scrive:

    Ehm… non credo di essere tanto famoso. Comunque si, ti conoscevo davvero, Luca. 🙂

    Arm

  6. utente anonimo scrive:

    So per certo che Monicelli non si laverà la mano fino a domenica 9, dopo avertela stretta.

    Sei un tesoro, guarda.

    Claudia/Skiri

  7. utente anonimo scrive:

    MONICELLI!? ma che ci faceva lì, di grazia?

  8. utente anonimo scrive:

    @Armando
    Beh, che io sappia Armando Rossi è ben conosciuto e non è un Pinco Pallino qualsiasi (cioè, quando uno è bravo, è bravo… ^__^)
    Per quanto riguarda il fatto che mi conoscevi, ho pensato che fosse per via dei commenti che lascio ogni tanto su questo blog… o c’era qualche altro motivo?
    Ciao.
    Luca.

    PS = per la presa per i fondelli stavo scherzando. A volte non riesco a far capire bene quando scherzo. Non ho davvero pensato che mi prendessi in giro, semplicemente sono rimasto stupito del tuo sorrisone e del fatto che hai subito preso il cellulare per avvisare Susanna che ero passato dallo stand. Non me l’aspettavo, ecco. ^__^

  9. sraule scrive:

    So per certo che Monicelli non si laverà la mano fino a domenica 9, dopo avertela stretta.

    eh, sì. monicelli mi ha finalmente conosciuta. ci teneva.

    MONICELLI!? ma che ci faceva lì, di grazia?

    ovviamente era venuto per conoscermi (che domande).

    luca: eh, sì, armando è un uomo di un certo livello, mica cazzi.

  10. mrharrison scrive:

    “Potrei stringerlA la mano?
    Per favore?”

    ti prego, dimmi che hai detto l’errore grammaticale che hai scritto, sarebbe un capolavoro.

    cmq ‘sti cazzi che soddisfazione, monicelli che sente la presentazione di fordie!

  11. utente anonimo scrive:

    Hahahaha! Io invece ho inventato un gioco geniale (lo hanno confermato anche Pagliaro e Santucci) e presto lo vedrete su http://www.de-code.net

  12. pbeneforti scrive:

    c’ero anch’io, ma la calca era mortale (e pure il caldo)

  13. sraule scrive:

    ti prego, dimmi che hai detto l’errore grammaticale che hai scritto, sarebbe un capolavoro.

    cmq ‘sti cazzi che soddisfazione, monicelli che sente la presentazione di fordie!

    hem, no ed ancora no. non ho fatto nessun errore (ma ho balbettato un po’, credo), e monicelli non ha visto la presentazione di fordie.
    IO ho visto la presentazione di monicelli, che era subito prima 🙂

    gaccu. ora vengo a vedere.

    pbeneforti: uno poteva scegliere, o pioggia o calca. a volte anche le due insieme. 🙂

  14. sraule scrive:

    sì, gaccu, ma “presto” quando???

    (sono andata a vedere e nulla c’era)

  15. utente anonimo scrive:

    Ho detto presto.
    Per un sito che non aggiorna da sei mesi, sabato mi sembra presto!

    Antonio

  16. sraule scrive:

    vabbe’, ci crederò 🙂

  17. utente anonimo scrive:

    sono orgoglioso di tanta citazione…io, la Raule e Cajelli nella stessa frase. Me ne bullerò in giro per un pò 😉
    Peccato per il caffè, ma almeno mi sono preso l’albo di Ford con disegnino di Armando. Poi ti scrivo in privato per commentarlo… 😉
    manlio

  18. sraule scrive:

    ecco, bravo: in privato 🙂 così evitiamo la cattiva pubblicità.

    tra me e cajelli ci hai fatto anche un figurone: eri quello senza sacchetto e che non urlava 🙂

  19. utente anonimo scrive:

    nooo… coltellino svizzero, trincetto e fascetta!

    no chiave inglese.

    Inoltre… non so se te ne sei accorta, ma vi ho portati io alla zona self… mau continuava a cercare buchi nei muri 😉

    …e poi, noi facciamo tutto questo per TE!!?!

    anonimo… ^^

  20. lulabelle scrive:

    e poi ti devo mandare anche la foto della macchinetta ovetto kinder. che ippo ce l’hai già. ti ci adoro, io, a te. scusa i tre commenti in fila ma porca troia, non sono mai a casa!

  21. sraule scrive:

    ma tesoro, tu puoi commentare anche venti volte, di fila.
    dai, tieni duro, che gli sforzi pagano (si spera!)

  22. lulabelle scrive:

    aw, grassie *si fa rossa*

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