La demolizione della scuola pubblica è un hobby dei vari governi italiani ormai da molti anni.

Quella e i tagli alla sanità sono praticamente un must have di qualsiasi schieramento, cose che in finanziaria devono esserci per forza.

Di solito il governo dice: “Faremo così” ed espone il Piano A.

L’opposizione dice: “Distruggerete la pubblica istruzione, bastardi!” Il Piano A viene approvato senza colpo ferire.

Poi l’opposizione va al governo, e dice: “Faremo in quest’altro modo, mica come quelli di prima.” Ed espone il Piano A.

L’opposizione, ex-maggioranza, ribatte: “Distruggerete la pubblica istruzione, bastardi!”

Il Piano A, quindi, come si va definendo da vari decenni, è ormai quasi operativo. Il Piano A, stringi stringi, è quello che prevede che la scuola italiana diventi uguale alla scuola inglese e americana.

Ovviamente a nessuno è venuto in mente che, se le famose Public School britanniche costano così care un motivo ci sarà. Ad esempio che, con il loro tipo di didattica, per fare le cose per bene hanno bisogno anche di un certo numero di tutor e così via.

Quisquilie.

A nessuno, però, è nemmeno venuto in mente che nel Regno Unito hanno anche la dimostrazione di che cosa diventa una public school senza i soldi per farla funzionare: una scuola pubblica, nel senso di statale, piena di delinquenti e dal potere formativo pressoché nullo.

Ma quello è l’obbiettivo a lungo termine del Piano A, direte voi!

Tra indipendenza didattica dei singoli istituti superiori (leggi: ognuno insegna quel cazzo che vuole), bonus alle scuole più “produttive”, nuovi esami di stato, sistema universitario a crediti, riforma universitaria 3 + 2, e chi più ne ha più ne metta, il Piano A è, in pratica un piano per la distruzione definitiva della scuola.

Non che il Piano A sia tutto da buttare. Preso punto per punto, anzi, sembra quasi intelligente.

Voglio dire: certo, sono d’accordo che l’inglese è importante.

Oppure: sì, è bello che ci possano essere interessanti attività extracurriculari nel pomeriggio.

Infine: hey, mi piace poter inserire un esame in Danza del Ventre nel mio corso di studi in Giurisprudenza, purché sia di tre crediti.

Insomma, proprio ora che finalmente il Piano A stava per compiersi pienamente, ecco che questi studenti, insegnanti, genitori… gente che non c’entra un cazzo, insomma, si mette in mezzo e dice che non gli va più bene. Nessuno che pensi alla povera Gelmini, che il suo posto di lavoro ha faticato tanto per guadagnarselo.

 

In realtà è quasi assurdo che sia io a fare questo discorso.

Io, per quanto mi riguarda, sarei per la reintroduzione dell’istitutore. Dall’età di quattro anni, tre ore la mattina e tre ore al pomeriggio, seduti ad una massiccia scrivania di noce, in una stanza fredda che ci si concentra meglio.

“Hai imparato l’alfabeto, Gigino?”

“Sì, signor precettore.”

“Bene, allora ecco qua Seneca. Per domani puoi imparare questo capitolo a memoria.”

Niente disegnino, niente “impariamo cantando” o qualsiasi cosa abbiano inventato di recente.

Se non impari: bacchettate. Se non ti concentri: bacchettate.

Se a 12 anni non sai leggere in inglese, francese e latino, vuol dire che sei un mentecatto. Quando le lezioni finiscono puoi divertirti un po’, leggendo storie di intrattenimento come l’Otello o Moby Dick.

Il resto del tempo, libri di storia in folio scritti dal signor De Noiosus, e libri di letteratura greca del professor Verbosissimus.

Questo è quanto.

 

Ma, lo so, non sono progressiva.

Allora, forse, sarebbe meglio cercare di salvare il salvabile. Dico, non che io mi aspetti che dalle scuole italiane esca qualcosa di simile ad uno studente colto, ci mancherebbe, ma mi piacerebbe che almeno qualcuno di loro sapesse ancora scrivere nella sua lingua madre.

No, non ci formalizzeremo sulle virgole.

E va bene, lasciamo perdere questa faccenda del verbo avere con l’acca, che tanto è storia antica.

Ok, aboliamo pure il congiuntivo.

 

No! No! La k al posto della “ch”, però, no, eh?

Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. kromaccio scrive:

    come fai a dare torto a questa “povera” gente?
    dopotutto sono figli della scuola che hanno fatto… e quindi si dimostrano da soli…
    mamma mia che mal di testa sto pensiero.

    ciaociao K. (che non è “ch”)

  2. sraule scrive:

    io credo che, più che altro, siano figli della scuola che NON HANNO fatto.
    sono ignoranti come provole, senza offesa per le provole.

  3. baliel scrive:

    dire che sei la mia mentore è poco!

  4. sraule scrive:

    ma se mento pochissimo 😀

  5. mrharrison scrive:

    io credo che le numerosissime idiozie fatte dai vari ministeri dell’istruzione siano dovute a una sostianziale noncuranza da parte di tutti i governi. qui sì che l’italia è davvero bipartizan. ma lo è perchè l’ignoranza è dilagante e incontrollabile, perchè ci sono capre che insegnano ai sordi peggiori di tutti, cioè quelli che non sanno sentire.
    un annetto fa sono rimasto abbastanza schifato dal fatto che nella classe prima o seconda elementare in cui andava la sorellina di un’amica le maestre non dessero più i compiti a casa il venerdì perchè i genitori si erano lamentati: “i piccoli vengono con noi a sciare nel week end, e non abbiamo la testa per seguirli con i compiti!”.
    questa è l’italia, il mondo. ‘na merda

  6. AhrimanTheHarsh scrive:

    Boh a me girano ferocemente le palle al solo pensiero del (famigerato probabilmente) analfabetismo di ritorno, decisamente flashante il termine, subito sembrava una di quelle notizie di distrazione di massa invece cazzo è vero che la gente fatica a leggere anche un quotidiano. Oddio in realtà non capita spesso di veder gente faticare perchè direttamente si prende la briga di non leggere.
    Però pensavo fosse la solita esagerazione…invece mioddio!
    Le bacchettate sono una pena leggera per sti individui andrebbero ficcati in apposite scuole-galera fino al raggiungimento (reale) della terza media. 🙂

  7. utente anonimo scrive:

    Con il tuo sistema educativo sarei morto molto giovane e il mondo avrebbe perso uno splendido fumettista.

    L’attuale classe di governo non so dove e come abbia studiato, ma l’ha fatto nel peggiore dei modi. E questa è la sua vendetta.

  8. pbeneforti scrive:

    “progressiva”? 😉

  9. sraule scrive:

    pbeneforti: veniva da “le magnifiche sorti progressive”. già che si parlava di scuola…

    paolo: mi rendo conto che il mio sistema non è né realistico né pietoso 🙂

    ahriman: hai perfettamente ragione, quelli che leggono a fatica evitano di leggere. ma la cosa impressionante è il numero delle persone che SANNO leggere, ma hanno difficoltà a capire un testo dalla paratassi appena più complicata di soggetto-verbo-oggetto, mentre hanno difficoltà anche a CREARE frasi soggetto-verbo-oggetto.

    mrharrison: secondo me che ai bambini non si diano compiti per il week end è anche scusabile, quello che non è scusabile è il generale sentimento di disfatta riguardo all’educabilità dei pargoli.

  10. utente anonimo scrive:

    “le magnifiche sorti e progressive”, capre!

  11. sraule scrive:

    mi sfuggì una “e”. 🙂

  12. utente anonimo scrive:

    Ovviamente a nessuno è venuto in mente che, se le famose Public School britanniche costano così care un motivo ci sarà. Ad esempio che, con il loro tipo di didattica, per fare le cose per bene hanno bisogno anche di un certo numero di tutor e così via.
    Fra parentesi quelli che fanno le public school in UK ne escono totalmente rincoglioniti, da quello che ho visto. Il 100% delle persone che ho conosciuto lo era…

    A.

  13. AhrimanTheHarsh scrive:

    Oggi ho fatto l’errore di guardare un po di TV. A parte aver ricordato perchè l’ho attaccata al pc staccando l’antenna, mi è venuta una terribile voglia di impalare della gente, principalmente “gli altri” ma anche tra quelli che manifestavano ho sentito/letto cose che mi han causato emboli di odio puro.
    Ma è mai possibile che certa gente vada a manifestare senza sapere perchè è li?

  14. sraule scrive:

    Gaccu: già, tra l’altro sono anni che in inghilterra si lamentano proprio per questo motivo. ma immagino che siano tutti comunisti facinorosi e di facili costumi.

    Ma è mai possibile che certa gente vada a manifestare senza sapere perchè è li?

    penso che si siano ispirati al loro leader, veltron.

  15. Ethelred scrive:

    Fortunatamente in quel di Pavia non possiedo un apparecchio televisivo, così mi risparmio le idiozie che escono dalle bocche dei manifestanti-che-vengono-intervistati (c’è una strana coincidenza tra l’«essere idiota» e l’«essere intervistato», non trovate?).
    A Pavia non siamo ancora arrivati a manifestare in massa (a parte i ricercatori che hanno bloccato gli esami), ma abbiamo fatto assemblea d’ateneo sotto il senato accademico con l’intento di convincerli a prendere posizione e non assecondare i provvedimenti del governo. A cosa serve? Mah, sinceramente io ho partecipato perché volevo conoscere meglio la situazione e sentire cosa avessero da dire, ma non riesco a pensare che qualcuno ci ascolti davvero.
    Parlando dell’università, se dovessero privatizzarla (unica alternativa alla chiusura, a quanto pare) temo che ci sarebbe, oltre ad un calo mostruoso dei laureati, qualche tendenza a controllare COSA e COME i docenti insegnano la loro materia.
    Concludo questo delirante commento citando un docente fomentatissimo che ha partecipato all’assemblea di lunedì: «La prostituzione dei cervelli è ben peggio della prostituzione dei corpi, checché ne dica la ministra Garfagna».

  16. sraule scrive:

    c’è una strana coincidenza tra l’«essere idiota» e l’«essere intervistato», non trovate?

    l’ho sempre pensato anch’io. chissà perché le persone normodotate tendono ad evitare le telecamere allo strenuo delle forze.
    cosa non difficile, perché di solito sono in minoranza.

    La prostituzione dei cervelli è ben peggio della prostituzione dei corpi, checché ne dica la ministra Garfagna

    ma la carfagna ignora il significato del primo termine dell’equazione, quindi non c’è problema, no?

  17. AhrimanTheHarsh scrive:

    Domanda orrenda ma necessaria.

    Come si può riuscire a copulare con berlusconi senza vomitare o togliersi la vita subito dopo?

  18. sraule scrive:

    aspetta, mando un’email alla mia amica carfagna e glielo chiedo.

  19. AhrimanTheHarsh scrive:

    Ghghghgh…che brutte compagnie… :-p

  20. utente anonimo scrive:

    Secondo me come l’Inghilterra non possiamo diventare ma se ci impegniamo possiamo dar filo da torcere all’Angola.

    Claudia

  21. sraule scrive:

    Decisamente, Claudia.
    Forse anche contro il Biafra abbiamo una chance.

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