Cajelli sostiene che esiste ormai, in ambito fumettistico, una sindrome pre-Lucca.
Difficile negarlo, anche perché ne sono colta in pieno.
Non si tratta tanto del classico "avrò vinto qualchecosa?" (No, lo so già) o del "Come sarà accolta la mia roba?" (Di mio esce pochino, a questa Lucca). Quello sarebbe più o meno normale.
Si tratta di un’inquietudine molto più profonda, che gira attorno alla ben nota domanda esistenziale "Cosa mi metterò?"
Direte che sono frivola e, beh, naturalmente la sono e non ho mai cercato di negarlo. Ma il problema è vasto e richiede un esame accurato. Iniziamo dall’alto:
I capelli, penserete. No, il cappello:
Cappello sì o cappello no? Questo è il problema.
Dovete sapere che io sono una compratrice compulsiva di cappelli. E’ triste, ma è così. Li acquisto, ma poi raramente li metto.
Ora, considerato che la mia valigia ha una capienza limitata, immaginiamo che io possa portare un massimo di due cappelli. Dico "immaginiamo" perché poi, al bisogno, un posto si trova sempre.
Al momento nella mia top-five di possibili copricapi c’è:
– borsalino nero. Mooolto anni ’40, richiede un look di accompagnamento impegnativo. Avrei un paio di scarpe bicolor nero-bordeau con la zeppa. Non so.
– cappellino da cavalerizza nero. Problema: mi sta uno schifo. Però è figo. Mhh.
– cappellino nero militare. Eventualmente abbinabile con giacca verde-militare.
– cappello da cow-boy nero. Sì, lo so che è il massimo della tamarraggine, ma come resistere? Tra l’altro mi sta da dio.
– facia-cappello di maglia nero. Mi sta semplicemente da urlo, ma è un po’ caldo. Un po’ tanto caldo.
Passiamo ora ai capelli.
Come sapete ogni donna, dentro di sé ha una ferrea, immutabile certezza: "Sono una parrucchiera". Il grado di istruzione e le aspirazioni reali non hanno la minima importanza. Lei, dentro si sé, lo sa.
Da un po’ medito di farmi delle meches bianco-violacee. Con il biondo platino sono la fine del mondo. Che fare?
Ovviamente il mio taglio è già da urlo, quindi su quello non si discute.
Dovrò consultarmi con quella donnetta che mi ha rubato il posto di lavoro ideale: la mia parrucchiera.
Passiamo ora al problema più concreto: la giacca.
Lucca, lo sappiamo, è un luogo dal clima britannico. Ci sono improvvisi sbalzi termici, umidità a bizzeffe, caldo e freddo a pochi minuti di distanza. Inoltre piove, di solito.
Due anni fa ho quasi rischiato l’assideramento, altre volte ho pezzato peggio che in Africa.
Per di più, è inutile girarci attorno, ho un problema con le giacche. Il mio problema non è che ne ho troppe (uno non può mai, verosimilmente, avere troppe giacche), ma che non so quali portare. Almeno due, è chiaro.
– una giacca militare verde? Recchioni non me ne voglia, ma è un po’ sciattina, per quanto svasata in vita e dall’ottima vestibilità. Calda ma traspirante. Con cappuccio in caso di pioggia.
– un cappottino nero? Ne ho due, un un po’ più pesante, l’altro un po’ più leggero. Avvitato uno, con cintura in vita, avvitato l’altro, ma senza cintura. Il secondo è più di marca, non so se conta. Dramma.
– una lussuriosa giacca avvitata rosso cupo di Romeo Gigli? E’ così bella che mi procura pensieri lubrici. Un po’ freschetta, però. Anzi, decisamente fredda. Anche perché, a causa della sua forma, non consente di infilarci sotto niente di più spesso di una maglietta di microfibra.
– una giacca nera classica di Pennyblack? O una nera classica di sartoria della mia ex-coinquilina (ha un dettaglio molto bello nei piccoli bottoncini rivestiti)? O, addirittura, una giacca di velluto nero tipo universitario? Qualcuno mi aiuti!
– una giacca di lana pettinata grigia doppiopetto dall’aspetto un po’ soviet? Potete apprezzarla nelle mie foto di Dublino. Calda ma non troppo, comoda, consente l’introduzione di numero x di strati intermedi ed è anche bella.
– Un chiodo nero iper-aderente? Bello, non tanto caldo, mi sta da favola.
Signori, qua è un dramma.
Sulle maglie non c’è grande problema. Ho un certo numero di maglie nere aderenti, di diversi spessori. Potrei anche mettere un maglioncino a righe tres-cool con scollo a V. Davvero, posso farcela, ma il dubbio ora è: sotto, t-shirt, maglia a maniche lunghe o camicia?
Le camicie bianche con colli strani, trinate o lisce non mi mancano e fanno sempre il loro sporco effetto. Le maglie a maniche lunghe sono più comode e occupano meno spazio sotto l’eventuale giacca aderente.
Le t-shirt sono più socializzanti, come ho avuto modo di notare a Belgioioso, dove la mia maglietta dei Cure mi ha procurato tanti amici. Ho anche una bellissima maglietta viola con sopra scritte in cirillico dal significato a me ignoto. Questa è socializzante al massimo, perché c’è sempre qualcuno che mi chiede che cosa c’è scritto ed io, a seconda della persona, rispondo con sicurezza che dice: a) "Sono satanista", b) "Cerco lavoro" o c) "Faccio pompini gratis". Le ultime due sono quasi sinonimi, lo so.
Inoltre a Lucca probabilmente incontrerò qualche fumettista russo, che almeno mi darà la conferma che c’è scritto che faccio pompini gratis.
Parliamo ora dei pantaloni.
Io sono una jeans-girl, nel senso che solitamente porto jeans blu scuro sdruciti. Ne ho almeno dieci paia e sceglierò con calma quali valorizzano meglio il mio superbo posteriore. Quindi: jeans di sicuro, ma poi????
Fuseaux neri? Pantaloni seri con la piega neri o grigi (stanno bene col borsalino, tutto ha uno scopo). Pantaloni di vinile nero (un po’ sopra le righe, lo so, e anche un po’ scomodi)? Pelle nera aderente (come sopra, oltretutto caldi se fa caldo e freddi se fa freddo)?
Rimane l’opzione "gonna". Ne ho poche, tutte o sconce o scomode. Ma, in fondo, che cos’è la vita senza un po’ di sconcia scomodità?
Avrei anche un paio di calze trasparenti con riga nera dietro o di velate nere tagliate al polpaccio con orlo di pizzo.
Infine, scusate, ma il dramma vero sono le scarpe.
Qua si pongono due ordini di problemi: comodità e fichezza.
Dando per scontato che per il giorno sono indispensabili delle scarpe piatte, la mia scelta vaga tra a) un paio di mocassini con il tacco basso, neri, con punta di vernice? b) doc martens nere? c) stivali da cavallerizza neri? o d) scarpe da ginnastica nere Zoo York con teschietto sulla linguetta?
E, nel caso alla sera i miei piedi fossero ancora in condizione o la mia vanità non potesse essere frenata: a) decoltè molto scollate con tacco a stiletto nere praticamente importabili se vuoi fare più di 15 metri o b) stivali rosso cupo a punta con più prosaico tacco 8? Nel primo caso è d’uopo portarsi anche una longette nera di lana strettissima che consente passi lunghi al massimo venti centimetri (tanto, se devi soffrire…), nel secondo gonna inguinale "college" scozzese grigia.
Son grossi problemi.

E’ inutile, mi servirebbe ancora la coinquilina.

E dopo aver risolto un simile, arduo, compito, dovrei ancora preoccuparmi di come vengono accolti i miei fumetti a Lucca?
Be’, sì.
Ve ne parlerò prossimamente.

Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. utente anonimo scrive:

    Madonna, Susy, ero già in crisi io per i fatti miei circa il guardaroba da portare a Lucca – te l’avrò sicuramente detto, io ODIO preparare i bagagli di qualsiasi tipo, pagherei qualcuno per farlo – ma a leggere il tuo post sono ancora più nel marasma!
    Pensa che la scorsa settimana ero a Bologna e ho comprato, appunto, DUE cappelli neri, che vorrei sicuramente portare con me, così come il mio trench nuovo di zecca.
    Urge consulto telefonico o via mail, che cosa dici?

    Kisses.

    Isa

  2. utente anonimo scrive:

    o______o

    Arm

  3. AhrimanTheHarsh scrive:

    Largo alla paranoia eh?

    Io direi giacca e cravatta 😛

  4. sraule scrive:

    Armando e Ahriman: voi, chiaramente, non capite.

    Isa: Urge consulto, è inevitabile.

  5. kush13 scrive:

    visti i tempi che corrono, il diavolo veste “all’onestà”

  6. utente anonimo scrive:

    Un lungo applauso scrosciante!
    🙂

    Ah… io ho capito perfettamente. 😉

  7. utente anonimo scrive:

    armando, solidarietà

    madmac

  8. sraule scrive:

    Mad mac: non iniziamo, eh?

    Anonimo: chiunque tu sia, sei senz’altro una persona di ottimo gusto.

    Kush: All’onestà? Mi dispiace, ma sono stanca e non ci arrivo 😦

  9. utente anonimo scrive:

    madmac: grazie!!
    12 valigie per stare a lucca 3 giorni!

  10. sraule scrive:

    Ma tanto abbiamo la macchinaaaaa…

  11. utente anonimo scrive:

    a che ora bisogna andare a lucca perchè non ci sia fitto di gente? 😦

  12. sraule scrive:

    Ah-ah, non bisogna andarci! 🙂

    No, penso che giovedì sia fattibile. Oppure venerdì sul presto. Non molto consolante, suppongo. 😦

  13. kromaccio scrive:

    siete dei malati…
    non mi sono mai posto il problema di cosa mettermi (in effetti, non è che il mio gusto in fatto di abbigliamento sia leggendario) per lucca, ma quest’anno… messo in armadio il vestito di V PER VENDETTA (che sono 4 anni che mi prometto di usare, ma non sono un cosplayer e presenta ancora traccie “inconfondibili” di un halloween di 3 anni fa) pensavo di sfoderare la mia bella maglietta di Charly Manson che abbraccia tutto il coro dell’antoniano!!! produzione propria…scusate!
    dovrei occuparmene lo so, anche perchè vorrei sfoggiare i miei 30 kili persi nell’ultimo anno… ma a parte ciò, per Lucca, per me, per il “mio” piccolo mondo malato, non deve mancare una rasatura cranica perfetta e un fantastico pizzetto da F.D.P.!!!
    ciaociao K.

    P.s.: che discorsi da idioti! 🙂

  14. sraule scrive:

    Ah-ah, la maglietta di Charly Manson che abbraccia tutto il coro dell’antoniano la voglio anch’io!

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