Da quando ho un lettore mp3 ho imparato un sacco di cose. Per essere una che ha denigrato l’oggetto ininterrottamente per anni non sono il massimo della coerenza, lo so.
E d’altronde che la coerenza sia un valore non l’ho mai detto, quindi almeno in questo sono coerente.
Dicevo: ho imparato un sacco di cose.
La prima cosa che ho imparato è che un album nuovo devo prima ascoltarlo almeno una volta su un impianto decente. Immagino che questo vada sotto il nome "nevrosi", ma immagino anche di non essere l’unica a soffrirne.
Poi ho imparato che sul mio lettore si creano delle vere e proprie chart. Autonomamente.
Queste chart non hanno veramente a che fare con la bellezza intrinseca degli album, ma più che altro con la mia colonna sonora mentale preferita.
Vi ricordate Grofield, il personaggio della serie di Westlake su Parker che sente continuamente una sorta di colonna sonora mentale della propria vita? Be’, anch’io l’ho sempre sentita, anche se non con la chiarezza di Grofield. Raramente mi rendevo conto di che pezzi la componessero, anzi, molti pezzi credo che fossero mie creazioni originali (un giorno vi parlerò dei miei deludenti tentativi di scrivere musica).
Ora, con il lettore mp3, è tutto molto più chiaro.
Quando ho comprato il lettore ci ho caricato sopra un certo numero di album. Non li ricordo tutti, quindi abbiate pazienza.
Tra questi c’era The downward spiral che, dopo mesi, è ancora lì, dimostrando in modo inequivocabile di aver raggiunto il numero 1 della mia chart.
A parimerito con lui c’è il secondo concerto di Rachmaninov, che però ho ascoltato proprio pochino, a causa dell’intollerabile rumore ambientale.
Altri album dei Nine Inch Nails hanno fatto la loro comparsa sul mio lettore. Credo che The Fragile ci sia rimasto un paio di settimane. Purest feeling (la prima stesura di Pretty hate machine) è su in questo momento, ma non durerà molto. Ghosts è comparso fuggevolmente (non è assolutamente adatto ad essere ascoltato nel rumore), così come Light in the sky, che è il demo del tour attualmente in corso. Quello è stato semplicemente una meteora: l’unico pezzo vagamente decente è quello dei NIN, e non mi piace neanche un granché (visto che doveva provenire da The slip avrei preferito Corona Radiata, o almeno Discipline, se proprio doveva essere un singolo: invece è Echoplex).
In ogni caso. Vi capitasse di sentire i Deer hunter, scappate veloci e scappate lontano, questo è tutto quello che ho da dire.
Al secondo posto della mia chart come permanenza sul lettore c’è sicuramente Outside di Bowie, che è stato messo qualche settimana dopo The Downward spiral ed è ancora lì.
Tra l’altro – lo so che non vi frega, ma il blog è mio, ok? – il video di The heart’s filthy lesson secondo me è uno dei video migliori mai girati. In assoluto, intendo.
Intanto passavano gli album più svariati. Saul Williams è rimasto per un po’. Red Mecca dei Cabaret Voltaire è rimasto un po’ anche lui. L’album dei Does it offend you, yeah? è rimasto proprio pochino.
A un certo punto ha fatto la sua comparsa Led Zeppelin Remastered, un album doppio, ovviamente. E’ ancora lì. E chi lo muove?
Beggar Banquet degli Stones ha girato per le mie orecchie un paio di settimane.
God and Country Rally! dei To live and shave in L.A. è rimasto un altro paio di settimane, ma non l’ho ascoltato un granché. Metà dei pezzi sono davvero pallosi.
Santogold è arrivata da un po’ di tempo, e per il momento ha resistito a ben tre cambi di playlist. Vogliamo dire che il suo album è la novità dell’anno? E diciamolo, va’.
Tra i dischi da me apprezzati ma durati relativamente poco immagino che possiamo segnalare: Nevermind dei Nirvana, L.A. woman dei Doors, Antichrist superstar di Marilyn Manson, Danson Metropoli degli Avion Travel (poi l’ho preso), London Calling dei Clash, The fat of the land dei Prodigy, Pornography dei Cure, Boh? dei Chi cavolo se lo ricorda.
Il tempo di permanenza minore in assoluto, addirittura inferiore a quello di Light in the sky, va a Joy di Giovanni Allevi. Ascoltato una volta, deciso essere musica da albergo, rigettato. Peccato, in un certo senso, perché Allevi sarà anche insopportabile, ma in concerto è bravo. Magari, un giorno, vi racconterò di quella volta che l’ho incontrato in treno mentre tornavo da Milano.
In questo momento sul mio lettore mp3 c’è: la solita cartellona mista con dentro una playlist immensa che comprende dai Sigue sigue sputnik ai Bauhaus, a Sade ai Pistols agli Art of noise a Gershwin ai Pullmanx (invito chiunque a trovare il filo rosso!), le hits di cui sopra, Purest feeling e l’ultimo dei MGMT (che mi sta convincendo zero – ma perché l’ho scaricato?).
Si accettano suggerimenti per le prossime playlist, basta che non dite Peter Gabriel che in autobus non si può ascoltare.
E ora che vi ho fatto due palle così con roba di cui non vi frega, prometto che uno dei prossimi post sarà… su altra roba di cui non vi frega, come TUTTI i riferimenti musicali presenti nelle mie storie.
Così quelli dello Spazio bianco imparano a dire che sono "ultra-citazionista".
Dovete soffrire, questo è quanto.

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Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. utente anonimo ha detto:

    Se ti dico che mi piace Daniele Silvestri siamo ancora amici? Correggo comunque con abbondanti dosi di R&B degli anni ’70. E parecchio jazz.

  2. sraule ha detto:

    Se ti dico che mi piace Daniele Silvestri siamo ancora amici?

    temo di no.

    Correggo comunque con abbondanti dosi di R&B degli anni ’70. E parecchio jazz.

    come si suol dire: salvato in corner. 🙂

  3. AhrimanTheHarsh ha detto:

    No, Allevi deve morire e basta, possibilmente in malo modo.
    Non lo sopporto. Non merita di sprecare bit neanche per saturare la banda alla faccia della Telecom.

    Per il resto beh…come sempre ho rimpinguato la coda dei download XD…ma di classica nient’altro di più inusuale?

  4. sraule ha detto:

    Per il resto beh…come sempre ho rimpinguato la coda dei download XD…ma di classica nient’altro di più inusuale?

    io sul lettore mp3 NON ASCOLTO classica. ci ho provato con rachmaninov perché lo amo molto, ma è chiaro cha non ha funzionato.
    Poi, io sono una conservatrice. Mi piacciono Mahler e Mendelssohn

  5. AhrimanTheHarsh ha detto:

    No no infatti pure io trovo una tragedia provare ad ascoltare con le cuffie in giro…quelle ermetiche tipo tappini di silicone vanno quasi bene per eliminare il rumore di fondo, ma il suono cambia troppo…io più che altro stavo cercando di spiluccare qualche dritta da ascoltarmi poi al PC…
    Uhm ma se tu sei conservatrice, io che son fermo a Bach e Wagner che dovrei essere? :-p

  6. sraule ha detto:

    non so, probabilmente provare boulez o berg 🙂

  7. mrharrison ha detto:

    il jazz non si può ascoltare nell’mp3. ho provato berg, neanche quello. tutta la classica non si può ascoltare così. nel rock, hai perfettamente ragione quando dici che peter gabriel non si può ascoltare nel portatile. i nin rendono tantissimo, invece. pure i led zeppelin, che sono quelli più presenti nel mio lettore. james brown rende abbastanza, stranamente più di prince. gli ac/dc tirano sempre. i r.e.m. dipende dal momento, ma mi pare avessi detto che non ti piacciono. il police rendono relativamente poco, ma dipende dalla canzone.

  8. sraule ha detto:

    non potrei essere più d’accordo, mrharrison.
    non è questione strettamente di gusti… è proprio questione di suoni!
    e ci sono relativamente pochi autori che possono competere con una conversazione ad altissima voce di due adolescenti su un autobus: gli uk subs sono uno di questi 🙂

  9. J0nsi ha detto:

    il suono cambia troppo

    migliora. trenta euro ben spesi

  10. utente anonimo ha detto:

    concordo con the heart filthy lesson. Gran pezzo e gran video. Anche jump they say però mica male(il video è kurick al 200% però è stupendo. Io ascolto tranquillamente Gershwin, Ravel, Debussy il Rach e Steve Reich, però non vado in autobus. Anche Davis, Coltrane e Evans. Camminando nel bosco in Valdurasca (che bucolico…). Però è vero, in città niente Eno, appena appena Sylvian.
    Tanto sixties e new wave però!

  11. sraule ha detto:

    ciao andre!
    ah, che tu in autobus non ci vai lo so 🙂 la tua pigrizia è rinomata!
    sì, sì, jazz e classica in città non si possono ascoltare. neanche ravel, il mio omonimo (quella era stata bellissima) 🙂
    video di d. bowie: be’, poi, sai… ottimi sono un po’ tutti: c’è lui (espressione tetragona della fan incurabile)

    Jonsi: a me quelle cose fanno un po’ paura. e se poi mi succhiano il cervello passando dalla finestra ovale?
    scherzi a parte: già le cuffie fanno male all’udito, ho l’impressione che quelle siano la morte della coclea di una persona.
    ma forse è solo uno sciocco pregiudizio, non so.

  12. sraule ha detto:

    questo ragionamento non fa una grinza.
    epperò vagare nel traffico completamente priva di udito mi sembra un po’ pericoloso. ma forse la mia è una prospettiva uditocentrica.

  13. AhrimanTheHarsh ha detto:

    Belle le cuffie, inquietante il fatto che la parete morbida degli aurcolari sia mutuata al 100% da quelle usate nei fonendoscopi…

    Cmq le ho già ordinate…ed ora morite tutti, stupidi blateratori che infestate gli autobus! 🙂

    Berg gia lo conosco, ma non si trova molto senza cacciare una botta di soldi…e la quarantena di thepiratebay ha dato il colpo di grazia…

  14. sraule ha detto:

    non ti scoraggiare, ahriman. le vie, anzi i torrenti, della musica sono infinite!

  15. utente anonimo ha detto:

    Se ti dico che mi piacciono Silvestri e Gazzè?…

    A parte tutto (de gustibus…), avrei due domadine da perfetto cacacazzi:

    1) Peter Gabriel non si può ascoltare in autobus? E perchè?

    2) Ma di italiano porpio nisba? No perchè, oltre ai due già citati, specialmente se andiamo a pescare nella roba un po’ più vecchia, c’è un bel po’ di roba.

    Infine un consiglio sulla classica:
    “Ave verum corpus” di Mozart. 3′ e 29″ di perfezione assoluta.

    AleDiVirgilio

  16. sraule ha detto:

    1) Peter Gabriel non si può ascoltare in autobus? E perchè?

    perché, l’effetto “jeux sans-E CI DETTO DI DARMI DUE CHILI DI PANE, CI HO DETTO!- has a red flag, chiang chings is blue…” non mi piace tanto.
    non so a te.

    2) Ma di italiano porpio nisba? No perchè, oltre ai due già citati, specialmente se andiamo a pescare nella roba un po’ più vecchia, c’è un bel po’ di roba.

    ah, ma a me piace anche della musica italiana. de andrè, battiato, conte. ma l’effetto “tentò la fuga in tram… verso NO DUE CHILI E MEZZO, TOGLI UNA ROSETTA CI HO DETTO! difficile seguirlo, il poeta della baggina…” non mi piace neanche quello.
    sarò strana.

    è un po’ che voglio convertiere i ccc cnc ncn, ma non ho ancora trovato l’energia. loro andrebbero bene.

    “Ave verum corpus” di Mozart. 3′ e 29″ di perfezione assoluta.

    molto d’accordo.
    io, da ex-chitarrista, amo molto la musica per archi e di mozart idolatro gli string quartet.
    epperò non in autobus, anche loro.

  17. utente anonimo ha detto:

    Ah… tra La Spezia e dintorni vendono il pane in autobus?
    Carino!

    :p

    Comunque in autobus (appena è sceso il venditore di rosette) di italiano solo strumentale c’è la PFM, i Perigeo (“La valle dei templi”, su tutte) o un piccolo gioiello di taaanto tempo fa, che nessuno ricorda più: “Rosso napoletano” di Tony Esposito.

    AleDiVirgilio

  18. utente anonimo ha detto:

    ale, è chiaro che tu non hai mai preso l’autobus. 🙂

    sraule

  19. utente anonimo ha detto:

    Oppure che è tanto che non lo prendo.
    Ricordo che, all’epoca, di rosetta c’era giusto la stele! 😀

    AleDiVirgilio

  20. utente anonimo ha detto:

    io ho preso le skullcandy (cuffie “siliconate”) a 20 euro a Helsinki e fungono, eccome se fungono…

    Per l’iPod consiglio El-P – I’ll Sleep When You’Re Dead, Jay Dilla – Donuts e qualcosa di free scaricabile dalla rete…

  21. sraule ha detto:

    e qualcosa di free scaricabile dalla rete…

    🙂

    lo so. sono una barbara, ma ho abbracciato anima e corpo la politica dei 5 dollari. e nemmeno sempre 🙂

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