Tanto, tanto tempo fa, prima che internet venisse creato, tanto per darvi un’idea, gli esseri umani ciondolavano qua e là coperti di vello.
La loro posizione nell’ordine naturale delle cose era abbastanza in basso.
Qualunque grosso predatore poteva papparseli in un baleno e anche alcuni erbivori gli parevano decisamente spaventosi.
Poi l’essere umano fece la prima di numerose scoperte nella via verso la salvezza.
Quella scoperta era il randello.
Gli esseri umani avrebbero potuto cavarsela in molti altri modi. Avrebbero potuto diventare velenosi. Questo li avrebbe aiutati.
Se immaginiamo una società di esseri umani velenosi probabilmente immaginiamo una società di esseri umani pacifici e vegani.
Ma non diventarono velenosi.
Invece inventarono il randello. E dopo il randello inventarono la lancia. Poi l’arco. Poi la spada. Poi la pistola. Poi la dinamite. Poi le armi di distruzione di massa.
Gli esseri umani, raggiunto con l’inganno il vertice della piramide alimentare, decisero che vivere sugli alberi non era più consono al proprio rango.
Costruirono prima capanne, poi casette, poi palazzi, poi grattacieli, poi bunker antiatomici, poi Dubai.
Dovendo arredare tutto quel ben di dio, passarono dai letti di paglia ai mobili dell’Ikea in un batter d’occhio.
La loro tribù diventò grande e grossa, con risultati spesso mediocri. Impararono un po’ di lezioni e ne dimenticarono molte altre, ma non persero mai il concetto alla base di tutto: il randello.
Protetti dal loro randello (e dalle loro case) si fecero parecchia guerra inutile, ma inventarono anche altro: beni di lusso, playmate, musica dodecafonica e letteratura sopraffina.
Visto che ora i grossi animali non potevano più mangiarli (contro i piccoli animali rimasero pressoché indifesi) decisero che sarebbero stati loro, adesso, a mangiarseli. Lo fecero con gran gusto.
Ora, svariati millenni dopo l’invenzione del randello, gli esseri umani discutono se sia il caso di continuare su questa strada.
Si chiedono se sia giusto uccidere quei poveri animaletti innocenti per nutrirsi, per dimostrare la propria superiorità culinaria ad altri esseri umani, per coprirsi, per dimostrare il proprio status socio-economico ad altri esseri umani, e per curarsi.
La risposta prevalente sembra essere: sì.
E’ probabile che la parabola umana nella storia abbia la forma di una campana di Gauss. Possiamo già tutti vedere la fine all’orizzonte.
Questo significa che tutto è stato fatto propriamente, ma è solo il mio parere.
Un po’ di tempo fa parlavo con una vegetariana.
Ragazza molto intelligente, lo dico a scanso di equivoci.
I vegetariani hanno deciso di sottrarsi all’ordine naturale delle cose.
Non c’è niente di male in tutto ciò. Se non ci fossimo sottratti all’ordine naturale delle cose vivremmo ancora sugli alberi, e senza randello.
Comprendo i vegetariani che non si sentono, personalmente, di mangiare roba che un tempo aveva occhioni dolci.
Lo comprendo anche se è inutile: anche la tua macchina viaggia uccidendo roba con occhioni dolci (no, non sto parlando degli altri esseri umani). Anche le tue scarpe lo fanno, continuamente. Semplicemente calpestando.
L’asfalto contiene scarti animali.
Prego continuare da soli con gli esempi.
Comunque, dicevo, ho rispetto per i vegetariani che hanno scelto la non-carnivorità come stile di vita.
E’ inutile come essere hare-krishna o cattolici, ma sono scelte personali e rompono molto meno le palle agli altri degli hare-krishna o dei cattolici.
Ovviamente non ho alcun rispetto dei vegetariani che vogliono convincere il prossimo della giustizia delle proprie scelte, esattamente come non ho alcun rispetto per hare-krishna o cattolici che fanno altrettanto.
Io stessa sono stata vegetariana per cinque lunghi anni.
Mi guardavo allo specchio e dicevo: non riesco a mangiare ciò che non ucciderei con le mie mani. E’ una questione di fair play.
Poi, un bel giorno, mi sono guardata allo specchio e ho pensato: Ok, ma di quello che ucciderei con le mie mani che cosa dovrei farne?
Al momento mangio con gran gusto ogni tipo di carne, escluso il cavallo (che non mi piace).
Datemi un randello e vedrete voi che strage di conigli, polli, uccelletti, anatre, agnellini e maialetti.
Datemi qualcosa di più grosso di un randello e vedrete voi se non riesco a fare secchi anche mucche, cinghiali, montoni, porci e cavalli.
Datemi una pistola e vedrete se, in quattro e quattr’otto, non vi cucino anche un magnifico stufato di dirimpettaio.
Direte che sono crudele.
Fossi stata velenosa forse ora non la sarei, ma di fatto la mia carne è perfettamente commestibile.
Dicevo che rispetto i vegetariani. Di fatto li invidio anche un po’.
Per loro il mondo è un luogo più semplice che per me. Loro non devono fare i conti con il fatto che puoi amare molto il tuo coniglietto domestico, ma puoi anche trovarlo appetitoso.
Vivono come se fossero velenosi.
Cioé, a parte case, vestiti, automobili, ecc.
In pratica si nascondono efficacemente dietro il randello degli altri.
Continuo a rispettarli, però, proprio perché, in fondo, li trovo appetitosi.

(se volete sapere da dove è nato questo argomento, andate QUA)

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Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. utente anonimo ha detto:

    Intervento favoloso, Susanna.

  2. utente anonimo ha detto:

    Ero io 😐
    RRobe

  3. sraule ha detto:

    Sì, l’avevo capito dal tuo blog. Grazie.
    Avrei postato lì, ma sarebbe venuto un papiro. Altro che troll 🙂

  4. brullonulla ha detto:

    stai infilando una serie di post da antologia uno dietro l’altro.

    io, invece, ho il cervello frollato.

  5. AhrimanTheHarsh ha detto:

    A proposito di randello, oggi è l’anniversario del lancio del randello atomico su hiroshima! Bisogna festeggiare!

  6. sraule ha detto:

    stai infilando una serie di post da antologia uno dietro l’altro.

    è l’avvicinarsi della disoccupazione che mi stimola.

    vabbe’, ora torno a dormire in spiggia, eh?

  7. utente anonimo ha detto:

    è l’avvicinarsi della disoccupazione che mi stimola.
    Allora siamo in due, hahaha (sono serio). Ne riparliamo a Lucca…

    Ma sulla falsariga del tuo ragionamento, allora si spiega anche la politica italiana (vedi collegamento randello-La Russa). E se provassimo a fare diventare vegetariani quelli del governo (possibilmente con un randello)?

  8. sraule ha detto:

    ah, compagno di sventura!
    vabbe’, a lucca piangeremo in coro sui nostri ex-lavori!

    la russa, a dire il vero, andava affogato da piccolo. cosa ci vuoi fare?

  9. utente anonimo ha detto:

    Io non sono vegetariana, vorei anche mettere su un po’ di animaletti da cortile per fargli la festa ma mi rimane sempre il dubbio che anni di “civilizzazione” mi abbiano resa un po’ troppo sensibile e non sarei abbastanza decisa ma invece qualcuno dei miei vicini di casa non ha dei così begli occhioni. Diventare cannibale? Peccato che poi a guardarli bene temo che siano velenosi o quanto meno sgradevoli di sapore.
    Claudia

  10. utente anonimo ha detto:

    ah, ciao claudia. mica avevo capito che eri tu (la colorista, giusto?)
    sì, be’, il cannibalismo avrebbe degli inconvenianti.
    diciamo che alcuni vicini li si potrebbe uccidere e riporre in freezer… e poi magari non consumarli.
    un po’ come gli zucchini.

    sraule

  11. utente anonimo ha detto:

    Sì, sono colorista 😀
    Sto girellando nel tuo blog e in quello dei tuoi amici visto che Paolo (Raffaelli) mi parlava di te.

    Claudia

  12. utente anonimo ha detto:

    Sto girellando nel tuo blog e in quello dei tuoi amici visto che Paolo (Raffaelli) mi parlava di te.

    malissimo, voglio sperare.

    sraule

  13. utente anonimo ha detto:

    Certo, malissimo 😀

  14. utente anonimo ha detto:

    A dir la verità le persone vegane che conosco io, vivono in case di paglia (per chi non lo sapesse è una "nuova" tecnica di bioedilizia), indossano vestiti vegani, vanno in bicicletta ecc. Il veganesimo è uno stile di vita e le abitudini si cambiano piano piano. Purtroppo non tutti hanno la possibilità di farsi una casa da zero, così ne comprano una di cemento; non possiamo comprare tutti un auto elettrica fabbricandoci l'energia in casa ecc ecc.
    La verità però è che tra starsene con le mani in mano (il tuo nascondersi dietro il randello degli altri) e darsi da fare per cambiare nel proprio piccolo ce ne passa e sicuramente. Se anche gli onnivori riescono a notare le conseguenze di questi abusi, beh, sinceramente mi pare che le randellate se le diano in testa 😉

  15. sraule ha detto:

    come dicevo nel post, rispetto i vegetariani. non capisco i vegani, che spesso mi paiono pericolosi invasati.
    ma ho delle profonde divergenze d'opinione sul metodo in cui la società può essere cambiata. non credo nell' "ognuno di noi", credo nei progetti ben costruiti. credo nella necessità di fare degli investimenti seri sulle energie rinnovabili e sull'edilizia a impatto zero. non credo che il mondo verrà salvato un coniglietto alla volta. un coniglietto alla volta, arriverà la prossima glaciazione.
    intendiamoci, apprezzo l'idea di fondo.
    è totalmente inefficace, ma l'apprezzo.
    di fatto, credo che sia più un modo di sentirsi virtuosi che un modo per cambiare davvero qualcosa.

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