Il web diventa ogni giorno un posto più triste. La cosa strana è che questo non mi procura più le reazioni di un tempo. Adesso l’incazzatura o il disgusto mi durano a malapena qualche secondo.
Forse quando ti passa la voglia di infilarti in un bel flame è segno che stai invecchiando, non so.
Anche se non ho perso il gusto per una bella rissa "live" – anzi, nella RL sto diventando preoccupantemente intransigente ed antisociale – le sparate sul web non mi irritano più. Al limite mi annoiano un po’.
Per questo, ultimamente, tutto quello che ho voglia di fare on-line è cazzeggiare orrendamente.
Trovare posticini divertenti e lasciar perdere polemiche, minchiate, sessismi e, sì, persino criptofascismi (ma neanche tanto cripto, va’) e sparate da integralisti cristiani.
Probabilmente è preoccupante.
Probabilmente uno di questi giorni una cazzata ancora più grossa della media attirerà la mia attenzione. In un certo senso ci spero.
Qua ci si annoia un po’.
Quindi, cazzeggio&divertimento, ok?
Nell’ultimo periodo ho finalmente messo le mani su un libro che bramavo da un bel po’. Alta Letteratura, ovviamente.
Cioé, più o meno.
‘somma.
Ecco…
Ok, era il libro di Stephen Davies sugli Zeppelin, ok?
Alta Letteratura, come dicevo.
E cazzeggiamento di prima qualità.
C’è un episodio dell’inarrivabile quartetto che è proprio quel genere di cosa che ti rischiara la giornata.
Siccome non ho il libro qua con me non credo di poter ricordare tutti i dettagli a memoria.
Comunque.
Erano tipo i primi anni ’70. Gli Zep erano già stra-famosi. Nel loro precedente tour statunitense se n’erano andati in giro su un grosso aereo privato dotato di ogni comfort: scannatoio, mega-frigo e piste di atterraggio fatte di polvere bianca di varia natura.
Le mogli se ne stavano a casa, nella vecchia Inghilterra.
E… be’, erano incazzate.
Così, quando venne fuori che il gruppo stava lanciando la sua etichetta di produzione privata, la Swan Song, e che i party inaugurali si sarebbero tenuti negli States, mogli e conviventi si sono messe sul piede di guerra.
I quattro dirigibili forse erano dei grandi musicisti, però come esseri umani tendevano decisamente al pusillanime.

Visto che le mogli sapevano benissimo che a New York e a Los Angeles gli Zeppelin avevano bisogno di un servizio di sicurezza appositamente concepito per far fronte all’invasione delle groupies – e visto che sapevano anche che non si erano mai preoccupati di rendere questo servizio di sicurezza particolarmente efficiente – i quattro pensarono bene di sottoporre alle consorti un programma di viaggio… leggermente truccato.
Così sostennero, spalleggiati da tour manager e produttore, che le due feste di presentazione della Swan Song sarebbero state in posti tipo Denver e Detroit.
"Che cosa vuoi, è un duro lavoro e una noia mortale, ma qualcuno deve ben farlo…"
Le mogli, placate, salutarono con il fazzoletto.
I party di inaugurazione, ovviamente, si tennero a NY e a LA.
A NY andò tutto più o meno come al solito: droghe, alcool e vagonate di figa da tenere lontane col lanciafiamme. Spento.
A LA i quattro pensarono bene di farsi vedere un po’ sullo Strip – patria di groupie e paparazzi.
Jimmy Page riuscì a farsi fotografare in giro avvinto alla sua fidanzata minorenne. Ci riuscì con una certa facilità.
Le mogli, che non erano proprio sceme, non ci misero molto ad intuire che dove c’era lui c’erano anche gli altri, presumibilmente dietro qualche separè impegnati nella Fase 2 del pallosissimo tour di presentazione.
Inaspettatamente la band più eccessiva, maledetta e mediaticamente esposta del decennio non era riuscita a passare inosservata nel luogo con la più alta concentrazione di paparazzi per metro quadro del pianeta, con appeso sopra un grappolo di groupie.
Forse pensavano che con tutta quella figa attorno nessuno avrebbe fatto caso a loro, nel servizio di Melody Maker.
Ora tutto è cambiato.
Le vere star se ne stanno a casa loro a truffare il fisco e tutti gli altri cercano di farsi fotografare qua e là avvinti ad una groupie.
Solo che lo fanno in internet, le groupie sono tizi barbuti che amano avere un’identità fasulla da playmate on-line e non c’è nessuna moglie incazzata, a casa.
E anche se ci fosse non fregherebbe niente a nessuno.
Questo è il motivo per cui non riesco più a provare il minimo fremito di fronte alle cazzate che leggo in giro.
Nessuno di loro ha la faccia di Jimmy Page, e anche se l’avesse nessuno di loro sa suonare una chitarra a doppio manico.
In quanto a quelli che le groupie magari ce l’hanno, quella è l’unica cosa di cui non parlano on-line.
E’ un triste web.
E il mondo, là fuori, non va meglio.

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Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. Niebbo ha detto:

    Ma no, ma no, in realtà non è così nera come la dipingi.

    Nell’underground accadono svariate cose divertenti, e nel backstage pure. Sii fiduciosa, le rockstar rovinano ancora l’adolescenza alle ragazzine.

  2. mrharrison ha detto:

    ahimè, io tendo a essere d’accordo con te. intanto nessun gruppo ha più il peso specifico dei led zeppelin – il gioco di parole è involontario -, e poi francamente se oggi una rockstar entra ed esce dalle cliniche per disintossicarsi o tromba delle ragazzine è per una posa, nient’altro. tipo pete doherty: non ho ancora capito esattamente cosa faccia, se canta, suona o che altro, ma so che è un drogataccio che si scopa di tutto. embé? vorrei lanciare la moda della nuova rock star: riservato, che passa il tempo a leggere e che non sfascia le camere d’albergo.

  3. sraule ha detto:

    Nell’underground accadono svariate cose divertenti, e nel backstage pure. Sii fiduciosa, le rockstar rovinano ancora l’adolescenza alle ragazzine.

    TU devi smetterla di scoparti le appena maggiorenni da dietro.
    E questo è il primo fatto.

    Devi smetterla, ovviamente, perché non è bello far rosicare le attempate rockers come me. (sto parlando delle minorenni, eh, prima che nascano equivoci. io i maschi li concepisco da un punto di vista sessuale solo dai 40 in su e questa è cosa nota)

    vorrei lanciare la moda della nuova rock star: riservato, che passa il tempo a leggere e che non sfascia le camere d’albergo.

    Mi sembra orribile. Veramente orribile.
    Di’ un po’, sarai mica autolesionista?

    Pete Coso: no, lui credo che sia un trombamodelle a tempo pieno.
    Ognuno ha le sue specializzazioni, ma io sono una nostalgica e tengo per le vecchie groupie, che almeno sapevano i testi di un paio delle canzoni suonate da quelli che si scopavano, te’.

  4. Niebbo ha detto:

    Non so di cosa stai parlando, è maggiorenne.
    Di due settimane, ma è maggiorenne e sa a memoria tutto il mio primo album.

    Chiaro, agente?
    M A G G I O R E N N E.
    Posso fornire carte d’identità.

  5. sraule ha detto:

    Oddio, oddio, guardate come si è impermalosito… asd

  6. Niebbo ha detto:

    Vorrei vederti, te il blog ce l’hai per lavoro, se un rappresentante delle forze dell’ordine mette piede nel mio blog e piglia sul serio le mie vaccate sono cazzi enormi.

    Una vita da riccio.

    A proposito, come sta Abelforth, signorina Raule?

  7. sraule ha detto:

    Ah-ah, per lavoro?
    Baby, le cose che faccio per lavoro le faccio a pagamento, non so tu.

    Il riccio sta bene, ma ogni volta che passi da queste parti diventa una pallina, poveretto.

    E, se uno sbirro legge il tuo blog probabilmente muore d’infarto rima della fine, quindi fossi in te non mi preoccuperei 🙂

  8. mrharrison ha detto:

    ma dimmi te, uno adesso è autolesionista se invece di drogarsi e spaccare tutto preferisce una bella lettura e una sana ora di autocritica. viviamo proprio nello straniamento imperante.

    ecco perchè non si capiscono le mie “rotture”: sono troppo delicato, troppo sottile. non mi meritate ancora. ma cosa lo dico a fare, va’: perle ai porci!

    per le ragazze, è un altro discorso: io vorrei, ma non vogliono loro.

    cambiando discorso: io da lunedì a venerdì sono in francia. vi sbrigate a finire inferno così lo compro mentre sono là? 😉

  9. sraule ha detto:

    cambiando discorso: io da lunedì a venerdì sono in francia. vi sbrigate a finire inferno così lo compro mentre sono là? 😉

    hem, si.
    prova a tornanrci da lunedì a venerdì dell’anno prossimo 🙂

    eh, povero mrharrison, lo sai: nell’era post-acquario non c’è più rispetto per niente e per nessuno.
    tu inizia a sputare dal palco sul tuo pubblico e vedrai… come ti buttano subito nel po!

    ma a proposito di scena musicale torinese, li conosci i ccc cnc ncn? perché io vorrei prendere i loro lavori dopo proclami e suicidio istruzioni per l’uso, ma non si trovano.

    per finire: buone vacanze!

  10. mrharrison ha detto:

    a proposito di scena torinese, non li ho mai sentiti nominare. come la maggior parte dei gruppi torinesi. sempre a proposito di scena torinese, dovresti anche attendere il nuovo disco dei silence please, in programma per l’autunno…

  11. sraule ha detto:

    hey, ottimo! non lo sapevo!

    bene, bene. sono una vostra fan.

  12. AhrimanTheHarsh ha detto:

    La vita è oggettivamente tediosa, sia on line che in RL.

    Tedio.
    Tedio.
    Tedio.
    Tedio.
    Tedio.

  13. sraule ha detto:

    infatti hai tediato anche me, fai un po’ tu 🙂

  14. AhrimanTheHarsh ha detto:

    Just a little bit of spam…per sfuggire al Tedio, of course… 🙂

  15. lulabelle ha detto:

    io nasco groupie e resto groupie per un sacco di anni. oggi forse sto dall’altra parte della barricata, se capisci che intendo. guardo, e mi girano i coglioni. va beh. quando vai in vacanza, sue?

  16. sraule ha detto:

    oh, sì che capisco. come capisco il “comitato mogli incazzate” degli zeppelin. tutti pluridivorziati, alla fine.
    la migliore era gail zappa. calma olimpionica, grande senso di superiorità. lei e frank furono separati dalla morte di lui.
    malgrado il buon esempio di gail, comunque, io rimango del partito della rappresaglia 🙂

    in vacanza: verso metà settembre. secondo te abbiamo già guardato qualcosa? macché.
    ma dobbiamo farlo. poi ti mando una mail 🙂

  17. lulabelle ha detto:

    sto passando alla rappresaglia anch’io. ma con stile. ti racconterò. mail, sì. se nei prossimi giorni sei a Spezia mi piacerebbe venirti a trovare, così, a braccio, anche mezza giornata.

  18. sraule ha detto:

    ma certo cara, questo, tra l’altro è un ottimo periodo. c’è sole ma non caldissimo e c’è un bel po’ di vita.
    quando vuoi tranne il 27 sera (che c’è cohen).

  19. lolwut ha detto:

    giusto per rimanere in tema con tutto il post, mi permetto di segnalare questo altissimo esempio di
    cazzeggio

  20. utente anonimo ha detto:

    Azz… sai che leggendo le prime righe e il finale sulle star che restano a casa a truffare il fisco, lì per lì ho creduto si parlasse degli Infinito boys? (oddio, boys…. mah)

    ciao.

  21. sraule ha detto:

    lolwut: ma è bellissimo! sono rimasta a guardarlo in loop per dieci minuti.
    anche perché resterei dei millenni ad ascoltare quell’ aaaaaaaaah-ah come un’adolescente.
    anzi come l’adolescente che sono.

    bonny-ed: infinito boys?

  22. brullonulla ha detto:

    comunque io ho alzato il livello: recentemente ho flammato sulle pagine di Nature.

  23. sraule ha detto:

    ma tu sei un GRUOSSO.

    mi immagino il tono spocchioso che sei riuscito a raggiungere. mi ricordo ancora del venditore di cartoline disegnate dai mongoloidi e SO che sei peggiorato.

  24. AhrimanTheHarsh ha detto:

    They’re not fit for livin’there…
    Obviously it’s the right way…
    Like the every-year focomelic painted greetings cards…at last bothering…no more nor less…just wait for ‘em to pass by…

  25. brullonulla ha detto:

    mi ricordo ancora del venditore di cartoline disegnate dai mongoloidi e SO che sei peggiorato.

    io no. mi rinfreschi la memoria?

  26. sraule ha detto:

    un tizio che aveva cercato di venderti delle cartoline “per beneficenza”. eravate quasi arrivati alle mani.
    o forse erano penne, bho. una roba così.

  27. brullonulla ha detto:

    ah, le penne!
    vabbè, coi venditori di penne ho un conto aperto, lo sai.

  28. brullonulla ha detto:

    Fig. 1. Brullonulla -in bianco- individua un malvagio e truffaldino Venditore di Penne, sfidandolo a Duello Mortale.

    (da “Bucci Goloso e altre storie. La vita giovanile e alternativa spezzina negli anni ’90”, ed.Il Civico)

  29. sraule ha detto:

    sì, sì, me lo ricordo. è andata proprio così.

    d’altronde che spezia è un deserto lo sanno tutti.

  30. utente anonimo ha detto:

    Ciao,
    questo è uno dei post più divertenti che abbia mai letto in rete!
    Complimenti, bellissimo blog.
    Emiliano

  31. utente anonimo ha detto:

    ciao emo, più su si parla anche di te :))))

    sraule

  32. utente anonimo ha detto:

    Mi sa che mi hai scambiato per un altro Emiliano.
    🙂

  33. sraule ha detto:

    OOOOOPS!
    scusa, non avevo guardato il link, sicura che tu fossi Emiliano Longobardi!

    Hey, ciao e benvenuto, a questo punto.

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