E’ domenica pomeriggio, là fuori un fantastiliardo di persone si accalcano sulla spiaggia. Mai vista tanta gente appiccicata insieme, nuda e sudata senza che fosse un’orgia, ma mi dicono che da quelle parti il sesso scarseggia, non vedo quindi alcuna ragione per partecipare.
In casa c’è fresco e in frigo ci sono dei cornetti.
Teoricamente dovrei scrivere la sceneggiatura per il secondo episodio del prossimo Ravenstock (sono a tavola 18, tanto per la cronaca), ma sono un po’ impantanata.
Fermi tutti, la mia cosiddetta vena creativa se la passa bene, solo che in questo momento mi frulla per la testa ALTRA roba malata.
Anch’io rimango sempre un po’ stupita nel constatare quanta roba malata può circolare liberamente nel mio cervello.
Nei giorni scorsi ho scritto il primo episodio del prossimo Ravenstock. Non credo che dovrei dirmelo da sola, ma è piuttosto fico.
Un numero di persone stranamente alto – molte delle quali assolutamente insospettabili – mi ha presa alla sprovvista facendomi domande sulla liaison amoureuse che sembrerebbe essere sul punto di sbocciare tra i miei due cari personaggi.
Sono piuttosto shoccata: non credevo che questi frivoli dettagli vi interessassero.
E’ decisamente divertente.
Lasciate che vi dica (ma potrebbe costituire uno SPOILER) che nel prossimo numero Marlene finirà nel letto di Ford. Notate, prego, l’attenta costruzione di questa frase.
Molto bene, ho sempre amato gli indizi sibillini. Spero che questo abbia soddisfatto la strana gente che vorrebbe costringere un depresso cronico a scopare con una tipa che ha una pistola lunga 35 centimetri.
Il punto in cui sono impantanata al momento non c’entra nulla con questo, comunque.
Si tratta di un monologo del nostro beniamino lungo una tavola intera. So esattamente cosa deve dire, ma sto aspettando di essere veramente ispirata, perché voglio che venga il più figo e convincente possibile. Anche se, in effetti, non sono d’accordo nemmeno su una virgola del discorso di Ford.
Inoltre ho appena scritto una tavola per il prossimo MONO (è il numero 5, come passa veloce il tempo, quando ti diverti), ma il mio disegnatore è latitante, quindi forse non gli piace.
In questo caso non saprete mai niente di un certo cabaret a Berlino degli anni ’30.
Ho composto un lunghissimo progetto per una serie di 15 numeri da circa 100 pagine l’uno. E’ cupissimo, è angosciante, è scabroso… e nessun editore sano di mente lo vorrà mai.
E dire che conosco un sacco di editori mentalmente instabili. Ma alcune volte uno sa che un progetto non può semplicemente avere una casa, quindi è anche inutile proporlo (tranquilli, non lo sto facendo), e ciò nonostante aveva voglia di immaginarlo.
Questo per dire che vi siete salvati da un sacco di merda psichicamente inquinante.
Suppongo che questo sia quello che separa me dai seri professionisti, o forse ha veramente un senso scrivere cose che non hanno uno sbocco, perché ti aiuta a focalizzare le idee su altre cose, che invece uno sbocco potrebbero avercelo. Sinceramente non lo so.
Un annetto fa ho scritto buona parte di un libro di più di 500 pagine. Una sorta di romanzo di formazione fantascientifico ambientato nel 1300. Credetemi, a parte alcune sequenze è veramente osceno (e in più di un senso), ma mi ha fatto imparare un sacco di cose su argomenti ai quali altrimenti non avrei mai dedicato un grammo della mia attenzione e che invece sono proprio interessanti.
Ho anche imparato un po’ di cose che non avrei dovuto fare in futuro, ad esempio cercare di seguire tutte le fasi della Guerra dei cent’anni.
Gli storici che si sono specializzati in questo periodo hanno tutta la mia compassione.
Altre cose che devo ricordarmi di evitare in futuro sono:
– inventare personaggi fichi troppo legati ad un determinato contesto (ovvero non-riciclabili)
– cambiare sesso ai personaggi in corso d’opera
– cimentarmi con interminabili flussi di coscienza. Proust è già esistito e per fortuna è anche già morto.
Ci sono scrittori che di quest’ultima perla dovrebbero fare tesoro. No, non sto assolutamente parlando di Anne Rice, ci mancherebbe.
Mi è venuta in mente un’idea per una storia breve con protagonista un certo gruppo rock e un certo avvenimento del quale si potrebbe dare una lettura completamente diversa.
Al masochismo c’è un limite, quindi non credo che la scriverò.
Insomma il punto al quale volevo arrivare era che è dura avere polluzioni ideative incontrollabili, quindi dovete avere pazienza se Ford non è ancora pronto (giusto, Mario? no, dai, metti via quel brutto punteruolo…).
Un sacco di gente pensa che se uno ha una storia in mente tutto quello che deve fare è sedersi e scriverla.
Io lo faccio, ma a volte quando mi siedo scrivo tutt’altro, come questo blog.
Ci sarà da preoccuparsi?

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Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. mrharrison ha detto:

    se non lo sai tu… ho in cantiere un numero indeterminato di canzoni, brani di vario genere, storie, progetti di vario tipo, saggi, articoli. alcuni iniziati, altri solo immaginati, la minima parte finita. perchè no, non basta sedersi e scrivere…

  2. mrharrison ha detto:

    ah, e non parlare male dei flussi di coscienza, che sto finendo ulysse. nel senso, aspetta che lo finisca, così ne parliamo male insieme.
    magari stasera mi metto di buona volontà e scrivo un articolo per cut-up

  3. lulabelle ha detto:

    almeno quando ti siedi tu scrivi altro, io vorrei solo uscire a giocare. sei di una prolificità ammirevole, cara.

  4. brullonulla ha detto:

    tu tergiversi, ma sai benissimo che la liason amoreuse di cui ci interessano gli sviluppi è ben altra.

  5. AhrimanTheHarsh ha detto:

    😦 ma a me piacciono le cose cupissime angoscianti e che gli altri trovano aberranti…
    Davvero nessuno lo potrebbe pubblicare?
    Se è “malato” (in senso positivo) almeno quanto Ravenstock, mi sentirei in grado di ordinarlo pagando un anticipo…

  6. sraule ha detto:

    mrharrison: argh, a me l’ulisse è piaciuto, anche se non ci ho capito un cazzo. lo trovavo ipnotico e stordente.
    no, questo non significa che l’abbia finito (sono del partito del “troncamento”).

    lula: eh, lo so che tu vuoi uscire a giocare! bisogna avere tanta pazienza, cara.
    (o, parafrasando non so chi, “giocheremo dopo morti”. mmmh. ma anche NO, dai!)

    brullo: ok, tu adesso mi cadi dal pero, ma io te l’ho detto un eone fa che avevamo quell’intenzione. poi, deh, tanto ci metteremo quattro o cinque secoli, quindi non rimanermi col fiato sospeso. ok?

    ahriman: sbagli a comprare a scatola chiusa. non è malato come ravenstock. è SERIO (ok, quasi del tutto – son sempre io, no? una cialtrona).
    per il momento non ho intenzione di proporlo a nessuno. è un mio diritto, sai?

  7. utente anonimo ha detto:

    Notizie di corridoio mi dicono che il tuo disegnatore ti ha rispsosto, che poi è domenica per tutti…
    😛

  8. sraule ha detto:

    Mpf!
    Non so se il mio disegnatore sa che io non stacco mai, sono al lavoro 24/24, quando sembra che dormo non dormo, riposo, e quando sembra che cazzeggi non cazzeggio, mi documento!

    La verità è che mi avevi viziato con le tue risposte-lampo, Paolo.

  9. mrharrison ha detto:

    anche a me ulisse piace, altrimenti non sarei arrivato quasi alla fine. e benedico la guida alla lettura a parte, almeno capisco quello che c’è scritto. volevo solo averlo finito prima di poterne parlare male/bene! di proust parlo male anche se non l’ho letto.

  10. sraule ha detto:

    Povero Proust. In realtà Un amore di swan, l’unico che abbia letto, era molto bello, ma non si può negare che fosse… hem, leggermente peso, mettiamola così 🙂

  11. Ethelred ha detto:

    Come ti capisco… Peccato che in questo campo io tenda alla nullità, ma capisco perfettamente cosa significhi avere una cosa in cantiere e invece dedicarsi ad un altro trilione di idee, in parte del tutto inutili, in parte tendenti all’apertura di un altro estenuante ed interminabile cantiere.
    … Ma si sa che la mia è pura e semplice velleità.

    Ila.

    P.S. Scrivi divinamente!! Ho scoperto da poco il blog 😉

  12. sraule ha detto:

    Che cosa vuol dire che tendi alla nullità, Ila?
    Stai perdendo lentamente particelle subatomiche? Stai diventando trasparente come Mr.Griffin degli Straordinari gentiluomini?

    Tutto ciò è molto insolito.
    Manda una foto, altrimenti non ci crediamo.

  13. Ethelred ha detto:

    Inesorabile sgretolarsi dei neuroni… 🙂
    Dico cose senza senso, temo… muahahah

  14. sraule ha detto:

    oh, ok. tutto normale. sei nel posto giusto, allora.

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