Non è mia abitudine recensire libri qua sul mio blog, visto che ho un luogo più appropriato per farlo. Se escludiamo il mio Worst of e il mio Best of annuale, di solito mi astengo.
Però a ogni regola ha la sua eccezione, giusto?
L’eccezione, in questo caso, è Carter e il Diavolo.
E’ un libro non recente, è stato pubblicato da Baldini&Castoldi quattro anni fa. Dal 2004 a oggi, nelle mie frequenti visite in libreria, l’ho sollevato un numero imponderabile di volte, senza mai comprarlo.
E’ stato davvero un gesto stupido, da parte mia, perché Carter e il Diavolo è un libro bellissimo.
Ecco, questo in una recensione non puoi scriverlo: non puoi dire che un libro è semplicemente bellissimo. Devi argomentare, spiegare che la prosa è evocativa o tagliente, disquisire sulle qualità letterarie dell’autore, sulla credibilità dei personaggi e sulla suggestività dell’ambientazione.
Ok, Carter e il Diavolo è tutto questo, ma è anche un libro bellissimo. Prendetela così com’è.
Voi sapete che ho un certo debole per il fumo e gli specchi. No, questa volta non mi riferisco alle mie turpi abitudini sessuali o al mio altalenante tabagismo.
Sto parlando di Magia.
Credo di avervi già annoiato fino alle lacrime su come, secondo me, la scrittura e l’illusionismo abbiano molto in comune. Metodo ed Effetto, ricordate?
Malgrado questa mia passione per la magia non sono una consumatrice particolarmente ingorda di opere di fiction sull’argomento.
Anche perché, a ben vedere, non ne vengono prodotte così tante.
Non sono neanche una frequentatrice abituale di spettacoli illusionistici et similia. Il circo, spazio in cui ormai vengono spesso relegati, non mi piace eccessivamente. Ammiro il lavoro che stanno facendo quelli del Cirque du Soleil, ma questo non significa che quello sia esattamente il tipo di intrattenimento per me.
Amo le esibizioni di Brachetti, tranne che a volte sono un po’ sciocche, e – scusate – che David Copperfield SA VOLARE ormai l’abbiamo capito tutti.
Non conosco i nomi più in voga dell’illusionismo moderno. Non mi piacciono le stronzate dei maghi della TV.
Quello che mi piace è banale: un mago in smoking, capace di allestire un grande spettacolo con close-up, grandi illusioni, escapologia, trasformismo e tutto quanto.
Un signore che si rivolge al pubblico in modo garbato ed ironico, teatrale grazie mille. Un signore capace di stupirti tirando fuori dal cappello un orsetto con delle grandi orecchie bianche (questo lo fa Carter – l’ho adorato – prima di tirare fuori tutta una serie di altri buffi oggetti con grandi orecchie bianche e, alla fine, anche un coniglio).
Insomma in Carter e il Diavolo c’è solo la magia che piace a me, il che è già un buon inizio.
Siamo negli anni ’20 del XX secolo, alla fine dell’età d’oro della magia, quando gli spettacoli dei maghi finivano sulle prime pagine dei giornali e quando i maghi erano superstar.
Gli spettacoli dei grandi illusionisti erano degli eventi tali che non c’era niente di strano che anche il presidente degli Stati Uniti andasse a vederli.
E’ quello che succede proprio all’inizio di Carter e il Diavolo.
Il Presidente va allo spettacolo, viene dilaniato dal Diavolo sul palcoscenico, viene anche mangiato da un leone e poi ricompare sano e salvo, questo è ovvio.
Solo che il Presidente, due ore dopo, muore.
Sembra che il mago sia fuggito dal paese, tranne che quando gli agenti federali vanno a casa sua lui è lì, placido, in compagnia del suo leone domestico.
Glen David Gold, a questo punto, torna indietro nel tempo e ci racconta la storia di Carter, più tardi Carter il Grande.
L’amore per la magia, la gavetta come mago itinerante, gli scontri con gli impresari e con gli altri maghi, ma anche la sua storia personale, rocambolesca eppure anche normale.
Non mi capita spesso di dirlo, ma Charles Carter è un grande personaggio.
Intelligente senza essere saccente, triste e divertente, acuto ed ingenuo, pieno di risorse ma non insopportabilmente invincibile. Riesce a fare cose che agli altri non riescono, ma alcune di quelle che per gli altri sono normali a lui non vengono proprio.
Guarda sempre il mondo con un certo sense of humor. Non è ossessionato dalla sua arte, ma ne è innamorato, il che è molto diverso.
E alla fine del libro vuoi proprio sapere che cosa è successo al Presidente.
Carter e il Diavolo (il Diavolo è quello che batte alla fine di ogni suo spettacolo) è un libro lungo. 557 pagine scritte non particolarmente in grande.
La prosa è brillante, ma non va mai sopra le righe.
Fin verso metà del libro riesci a goderti ogni pagina. Dopo la metà non puoi più semplicemente staccarti.
Voglio che sia chiaro: Carter e il Diavolo è scritto bene. Molto bene.
Carter e il Diavolo non è un libro strettamente per appassionati di magia, è un libro per gente che sappia appassionarsi a qualcosa.
E’ un libro per gente che ama essere stupita.
E’ un libro per gente che ama meravigliarsi, fare "ohhh" mentre legge, ridere e commuoversi.
Carter e il Diavolo è per gente in grado di capire che cos’è la passione per qualcosa, e in grado di sorriderci sopra.
Se siete di quelli "fammelo rivedere più piano" non leggete questo libro.
Se siete di quelli "non è possibile", lasciate perdere.
Se siete di quelli "è solo un trucco", andate a buttarvi dal primo ponte.
Perché nell’incredibile, gente, il vero gusto è crederci.

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Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. utente anonimo ha detto:

    letto l’anno scorso. ricordo che mi piacque ma che non l’amai, forse una prosa troppo misurata e composta per i miei gusti, che a pensarci bene è un giudizio abbastanza stupido.

  2. sraule ha detto:

    non direi che è stupido.
    direi che mi è piaciuto anche per quello.

  3. lulabelle ha detto:

    beh, beh, segnato.

  4. sraule ha detto:

    oh, secondo me A TE piace!

  5. lulabelle ha detto:

    mi ha dato l’idea, a leggere la recensione. ora, trovassi tre giorni. già ho promesso all’amato bene di fare una full immersion in John Doe (mi si è offeso sai, che non l’ho ancora letto!)

  6. brullonulla ha detto:

    le ultime righe del tuo post mi hanno convinto che non è il libro per me.

  7. sraule ha detto:

    Brullo: sì, in effetti. Crdo che ti piacerebbe come è scritto e la parte in cui parlano dei primi progetti di un certo congegno satanico che di lì a poco sarebbe diventato molto comune (era per non seminare soiler), ma il resto non sembra pane per i tuoi denti.

    Lula: vergogna!
    Ma ora devi leggerti tutti i 60 e rotti numeri o solo quelli che ha scritto lui (non che vada molto meglio)?

    Psss! Lo sai che esistono i riassunti su wikipedia?

  8. Niebbo ha detto:

    La grafica è quella che mi mette angoscia tipo Grand Guignol o Phantasmagoria o quelle robe stile 1800.

    Hmm.

  9. sraule ha detto:

    Sì, sì! Io l’ADORO!
    E dentro ci sono anche un tot di altri manifesti d’epoca, frasi da libri di magia, ecc.

  10. Niebbo ha detto:

    Eh, son le uniche cose che combinano a farmi un po’ di strizza. Mai capito perché, però è così.

    Te dovevi giocare a Phantasmagoria, un gioco per PC tra i primi primi, ti CAGAVI ADDOSSO.

    Sigh.
    Adesso son tutti mostri in computer graphix, zombi truccati e vaccate plasticose.

  11. utente anonimo ha detto:

    Mmm…mi piacciono le storie di maghi di inizio secolo. Ho adorato The Prestige e The Illusionist (che immagino non c’entrino un caterpillar con il libro, lo so). Un recente Martin Mystère con Houdini mi ha intrigato e quindi…quindi mi sa che me lo compro.
    Se è una ciofeca a Lucca mi offri una cena e siamo pace!
    manlio

  12. sraule ha detto:

    Ahimé, non essendo una videogamer non posso comprendere.
    Quand’ero piccola avevo un Sega-master-system-2 del quale l’unica cosa che mi piaceva era la pistola galattica.
    Solo che non capivo perché non sparava alle maledette cose fuori dalla tele.

    Poi ho avuto un breve periodo di affetto per Caesar III. Poi più niente fino al giochino in cui c’erano spermini che navigavano e virus hiv vaganti… mh, e credo che quello fosse per pubblicizzare qualche associazione contro le malattie sessualmente trasmissibili, ora che ci penso.

  13. sraule ha detto:

    Mmm…mi piacciono le storie di maghi di inizio secolo. Ho adorato The Prestige e The Illusionist (che immagino non c’entrino un caterpillar con il libro, lo so). Un recente Martin Mystère con Houdini mi ha intrigato e quindi…quindi mi sa che me lo compro.
    Se è una ciofeca a Lucca mi offri una cena e siamo pace!
    manlio

    Manlio, detesto ricordartelo, ma tu MI HAI SPEDITO UNA CATENA.
    Se Carter non ti piacerà sarà solo la giusta punizione per i tuoi misfatti.
    Ma temo che ti piacerà, invece, anche perché ha vari punti in comune se non altro con The illusionist (è piaciuto anche a me, e tanto anche!), quindi… 🙂

  14. Shepp ha detto:

    Alcune cose che hai scritto mi hanno fatto venire in mente “Il maestro e Margherita”!

  15. Niebbo ha detto:

    Manco io son un gran gamer, ma Phantasmagoria era tipo un romanzo che vivevi in prima persona scritto da una tizia di nome Roberta Williams.

    Quel gioco a tutt’oggi viene massacrato di plagi sia su pellicola che su giochi. In ogni horror c’è almeno UNA cosa presa da là.

  16. sraule ha detto:

    Shepp: Il Maestro e Margherita è il mio romanzo preferito di sempre.
    Davvero, lo so che è infantile avere un “romanzo preferito”, ma Il Maestro e Margherita è lì per restare.

    Niebbo: mai sentito nominare, ma ti credo sulla parola. Tra l’altro, a questo punto credo che il furto non sia ancora finito: sai come si chiama il tanto pubblicizzato film di Marilyn Manson?
    Appunto.
    E pare che per gli effetti speciali abbia chiamato… un illusionista. 🙂

  17. utente anonimo ha detto:

    Complimenti per la tua scrittura. Davvero brava.
    A.

  18. utente anonimo ha detto:

    Ciao A. come anonimo. Grazie.

    Voi mi manderete ai matti con le vostre sigle, lo sapete, no?

    sraule

  19. utente anonimo ha detto:

    HiHi! IL libro l’ho finito da leggere da qualke giorno. Spettacolare!!! è stato orribile finirlo. Mi ha emozionata parecchio, inoltre, nelle ultime pagine sn rimasta senza respiro perkè nn sapevo ke cosa potesse accadere. Sn felice ke sia finito bn e dispiaciuta per averlo finito. Ringrezio ki me lo ha fatto conoscere….ciao!!!

  20. sraule ha detto:

    Prego.
    Anche a me ha fatto quell’effetto.

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