Una decina di anni fa sono andata in vacanza in un campeggio sulle alpi svizzere. Era tutto bello e pulito.

C’erano cartelli, vagamente intimidatori, in verità, che ti informavano che un mozzicone di sigaretta ci mette qualcosa come dei millenni a biodegradarsi, che una gomma da masticare è praticamente eterna e c’era un cestino tipo ogni 10 metri.

Se questa forma di terrorismo psicologico a bassa intensità non fosse stato sufficiente, era anche previsto il riciclo spinto. E, ovviamente, coatto.

I bidoni in dotazione erano più o meno i soliti: carta, plastica, alluminio e… cibo per i maiali.

Gli organizzatori del campo ci spiegarono sbrigativamente e in un inglese non scevro da imperfezioni, che i residui organici finivano in un allevamento di maiali delle vicinanze.

Ciò sollevò immediatamente varie perplessità, la prima delle quali era: che cazzo mangiano i maiali?

Il caffè già usato?

Probabilmente – fu deciso all’unanimità – sì.

Bucce di frutta e avanzi di pasta?

“Ne sono ghiotti,” affermò qualcuno – la cui esperienza con i maiali si limitava a Babe, maialino corragioso.

Assorbenti usati?

Ovviamente il problema si poneva.

Anche perché non esisteva un bidone “robaccia varia”, che sicuramente sarebbe stato poco ecologista.

Non è tutto.

I primi due giorni di campo filarono via lisci, con varie discussioni, quasi dottrinali, su cosa mangiavano o non mangiavano i maiali, e conseguenti decisioni estemporanee prive del minimo buon senso.

Al terzo giorno arrivano due ragazzi sorridenti con le magliette dell’organizzazione. I due ragazzi sorridenti hanno due lunghi bastoni dotati di punte metalliche.

Aprono i nostri sacchi dell’immondizia e iniziano a frugarci dentro con i bastoni.

Presto non sorridono più.

Capiamo che, secondo loro, i maiali NON MANGIANO assorbenti usati, nemmeno se tamponi.

Sono molto contrariati.

Noi ci sentiamo delle merde, abbiamo cercato di avvelenare i maiali!

Da quel momento in poi era facile imbattersi nel seguente spettacolo: tizi vestiti da campeggio fermi davanti ai bidoni della spazzatura con in mano un torsolo di mela o una buccia di banana, chiaramente preda di un dubbio amletico: maiale, carta o plastica?

La cosa ha seriamente minato la stabilità mentale di noi campeggiatori, tanto che alla fine, vigliaccamente, qualcuno ha proposto di fare un bel sacco di spazzatura “mista” e andare a scaricarlo oltre confine.

Purtroppo – dubbi etici a parte – sarebbe stato difficile far passare la refurtiva sotto il naso dei riciclatori.

Alla fine accettammo con stoicismo le continue ramanzine, specie quelle riguardanti il fatto che i maiali non mangiavano né cicche già fumate né gomme da masticare già masticate.

Quelle, forse, andavano smaltite a Chernobil, vista la loro intrinseca pericolosità per l’ecosistema.

 

Questo lungo preambolo per spiegare che non sono nuova ai problemi del riciclo, che ora, a distanza di dieci anni, si ripropongono in forma simile anche in Italia. Non solo: A Spezia. Non solo: nel mio quartiere, che ha avuto il grande privilegio ad essere il primo sottoposto a Nazi-riciclo.

I nostri brillanti amministratori si sono guardati un po’ intorno e, dopo aver osservato i loro precedenti successi in centro città (una zona pedonale dove raramente si trova un parcheggio libero e dove è inopportuno camminare troppo distante dai muri dei palazzi, se non si vuole venire investiti dalla non-sporadica macchina di passaggio; la ripavimentazione ad acciottolato che rende di fatto inutili i numerosi passaggi per carrozzelle, visto che i sampietrini funzionano meglio delle mine anticarro; l’estensione del permesso di mettere tavolini sul marciapiede anche a mercerie, ferramenta e ogni genere di esercizio, in modo che ora i residenti devono correre velocemente, sull’acciottolato, da un portone all’altro, schivando le macchine e senza poter usare i marciapiedi), hanno deciso di passare allo step 2 della differenziata.

Il fatto che uno Step 1 non ci fosse mai stato non li ha turbati minimamente.

Indicono una bella riunione e dicono: “Con il riciclo tradizionale si riesce a recuperare solo il 40% della spazzatura e ciò è male.”

Qualcuno chiede a bassa voce dove fossero, con esattezza, i bidoni del riciclo “tradizionale”.

“Come, in Comune,” gli viene risposto, in tono categorico. “>Perché, lei non li usava?”

La protesta del cittadino si spegne in un borbottio colpevole.

“Quindi ora, noi tutti (io comunque, abito in periferia) inizieremo a differenziare in casa nostra (vostra).”

La brillante proposta è di raccogliere la spazzatura in quattro diversi cestini domestici: carta, multimateriale, organico e residuo.

La Carta è carta, questa è la parte facile.

Il Multimateriale comprende certi tipi di plastica, alluminio, acciaio tipo lattina dei pelati e vetro.

L’Organico è più o meno quello che mangerebbe un maiale.

Il Residuo è tutto quello che non sai dove sbattere (comunque si rendono conto di essere in Italia), compresi gli assorbenti usati.

Molto bene, il tizio del comune continua: “I vecchi cassonetti della spazzatura non esisteranno più. Ora avremo le Eco-mobili.”

Dopo un po’ di capisce che le Eco-mobili sono dei furgoncini che gireranno per la zona pedonale (chiaramente, visto il tasso di pedonalizzazione dell’area questo non sarà un problema per cani e bambini che giocano, dato che si sono già estinti).

“L’Eco-mobile raccoglierà l’Organico una volta ogni due giorni, dalle otto alle dodici,” spiega il tizio del comune.

“Cioè mi devo tenere gli scarti di pesce in casa per due giorni?” coglie subito le implicazioni, una signora.

“La Carta una volta alla settimana, il Multimateriale una volta alla settimana e il Residuo due volte alla settimana,” prosegue l’altro, imperterrito.

“Scusi, ma se uno va al lavoro prima delle otto?” domanda un ingenuo Qualcuno.

“L’Eco-mobile c’è anche il sabato,” risponde Sua Riciclabilità, altezzoso. E chiaro che il lavoratore, lì, carta, plastica e residuo se li può anche mettere nel culo. “Nei prossimi giorni verranno distribuiti dei sacchetti biodegradabili e dei cestini – GRATUITAMENTE – per il riciclo domestico!” conclude, raggiante.

Due giorni fa “i cestini” sono arrivati.

Innanzi tutto è strano che abbiano usato il plurale perché di fatto si tratta di 1 cestino.

Molto piccolo. È alto circa 40 centimetri e largo circa 30. è marroncino, di plastica riciclata, ovviamente.

Ho chiesto ai tipi che consegnavano il materiale perché se le categorie di riciclo erano 4 il cestino è solo uno. Anche dando per scontato che ogni casa possegga già un cestino proprio, ne restano 3 da distribuire.

I tizi mi hanno guardata come una zotica, quindi adesso ho il cestino dell’Organico chiuso sotto il lavandino (il cestino marrone non ha il coperchio), il mio vecchio cestino blu metallizzato e cromato (con coperchio) è diventato quello del Multimateriale, ed è in un angolo della cucina. Il Residuo è un sacchetto del Basko appeso ad una sedia e la Carta è un altro sacchetto del Basko, appeso alla sedia su cui giacciono le vecchie riviste. È più che altro simbolico, ma ci ho buttato dentro due vecchi scontrini tanto per far vedere che serve.

Nel quartiere ho notato una cosa strana, però. Nessuno sembra preoccupato.

Ho notato che c’è ancora un bidone di tipo “obsoleto” a circa 200 metri da casa mia, nel quartiere attiguo.

Ma io non credo che gli altri cittadini pensino di usarlo.

Quando un anno fa hanno spostato di posto al vecchio cassonetto all’angolo la gente ha continuato a buttare i propri sacchetti della spazzatura sul marciapiede.

Forse, per quest’estate, organizzeranno anche qualche bel rogo alla napoletana.

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Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. mrharrison ha detto:

    che bello, un falò di copertoni sulla spiaggia – perchè si sa, la liguria è tutto lungomare – e una chitarra, tutti a cantare “cassonetto differenziato per il frutto del peccato”.

  2. AhrimanTheHarsh ha detto:

    Tipico esempio di mentalità all’italiana, di certo la cooperativa che smaltisce ed il produttore dei bidoncini hanno già girato la “stecca” a qualcuno del comune, e per il resto attaccarsi al cazzo, non sarà mai più problema loro ma del singolo che non ricicla o smaltisce nel comune confinante. Yeah!
    Non è difficile fare tutti i giorni organico mentre sabato due giri, uno per metallo, plastica e vetro, e l’altro per “merda varia non organica”…sarebbe stato troppo intelligente. (Ehi, non me lo sono inventato è quello che fanno in altri comuni)

    Almeno in questo modo puoi alzarti la mattina ed odiare il prossimo sapendo che a livello statistico, quasi sicuramente hai di fronte uno stronzo. 🙂

  3. sraule ha detto:

    Quando abitavo nella civiltà (leggi: Milano) avevamo i bidoni per la differenziata nel cortile.
    Era semplice e comodissimo.

    Ma no. A Spezia devono girare col furgoncino come degli stronzi.

    Tutto questo astio mattutino è dato dal fatto che ho appena scoperto che i loro fottuti sacchetti biodegradabili perdono, e che il bidocincino per l’organico E’ BUCHERELLATO, così il liquame liquido percola peggio che le scorie radioattive a Pozzuoli.

  4. utente anonimo ha detto:

    Ti suggerisco di centrare il furgoncino al passaggio con ben calcolato lancio dalla finestra ottenendo il duplice risultato di compiere il tuo dovere di cittadina e di evidenziare la tua contrarietà per la raccolta differenziata 2.0

  5. sraule ha detto:

    Lo farei.
    Anche se abito al quinto piano e l’effetto sarebbe a dir poco dirompente.
    L’unico problema è che il furgoncino – pardon, Ecomobile – sotto casa mia non ci passa.

    Credo che andrò a buttare la spazzatura semplice nel quartiere vicino a bottiglie, carta e lattine nelle campane situate a un chilometro e mezzo da casa, dove sono sempre state.

  6. utente anonimo ha detto:

    Tecnicamente la raccolta differenziata porta a porta dovrebbe essere il modo più efficace per raggiungere gli obiettivi fissati dalla legge (45% di differenziata entro il 2008, pena aumento del 20% di non mi ricordo quale tassa – chi vuole approfondire può leggersi il D.Lgs. 152/2006 parte IV). Il problema è che spesso il sistema viene implementato da cani. Mi è capitato di averci a che fare per lavoro e in teoria se vivi in un condominio è corretto che tu abbia solo il cestello dell’organico (resta il mistero della scelta di farlo bucherellato), perchè dovrebbero esservi stati forniti tutti gli altri cassonetti a livello condominiale (non è successo, vero…?).
    E per il fatto che i sacchetti perdono, non hai idea di quante volte ho sentito lamentele analoghe!

    Ciao.
    Luca.

  7. kush13 ha detto:

    cmq volevo dire che i maiali secondo me gli assorbenti se li magnano eccome, una volta ho visto coi miei occhi un porcello divorare un grande classico disney. in fondo è cellulosa

  8. sraule ha detto:

    Luca: no, infatti. Niente bidoni condominiali. A Milano li avevamo, erano comodissimi.
    Ma la cosa più allucinante sono gli orari di ritiro. Totalmente impraticabili per qualsiasi lavoratore.

    Kush: se è per questo vedendo Snatch ho appreso che un maiale mangia un chilo di carne cruda, ossa comprese, in un minuto.
    Probabilmente dell’assorbente non si accorge nemmeno. E’ tipo Rotowash,

  9. utente anonimo ha detto:

    Se mai avrò un maiale lo chiamerò Hoover…

  10. sraule ha detto:

    Tu ci scherzi, ma i maiali possiedono caratteristiche inquietanti. Quella del chilo di carne cruda in un minuto è una tra le meno inverosimili, credimi.

  11. mrharrison ha detto:

    ma scusa, l’immagine è un bidone che dà anche l’ora o è un lettore cd che si spaccia per bidone?

  12. AhrimanTheHarsh ha detto:

    Caratteristiche inquietanti? Tipo gli orgasmi da 30 minuti? :-p

  13. sraule ha detto:

    ma scusa, l’immagine è un bidone che dà anche l’ora o è un lettore cd che si spaccia per bidone?

    io l’avevo presa nella sua accezione più generica di “bidone tecnologico”, ovvero ciò che da queste parti non avremmo mai.

    Caratteristiche inquietanti? Tipo gli orgasmi da 30 minuti? :-p

    anche. ma più che altro il fatto che hanno il cazzo a cavatappi. 🙂

  14. utente anonimo ha detto:

    Non solo.
    I maiali sono, tra gli animali “inferiori”, quelli geneticamente più simili all’uomo.

    Cazzo a cavatappi a parte.

    AleDiVirgilio

  15. AhrimanTheHarsh ha detto:

    Vero vero, dimenticavo gli esperimenti sugli xenotrapianti.

  16. sraule ha detto:

    già, vengo sempre distratta da particolari di minore importanza… 🙂

  17. brullonulla ha detto:


    I maiali sono, tra gli animali “inferiori”, quelli geneticamente più simili all’uomo.

    forse volevi dire fisiologicamente? (e anche lì, ci sarebbe da discutere).
    geneticamente dubito molto che un artiodattilo sia più vicino a noi di un lemure.

  18. AhrimanTheHarsh ha detto:

    Più di quello che pensi brullo.
    Infatti prima che levassero il veto alle dissezioni di cadaveri, i medici medievali su quelli si esercitavano.
    Peccato che non avendo il maiale appendice per secoli i praticanti hanno sostenuto essere l’appendicite un male misterioso e incurabile.

  19. sraule ha detto:

    Sì, ok, però così a naso anch’io direi che geneticamente ci hanno poco a che vedere.
    Brullo Dottore Docet, ecco (tranne quando si dimentica dell’-hem-dna ribosomiale, con conseguenti effetti disastrosi).

    Per il resto che tra l’uomo e il porco c’è poca differenza lo si vede ad occhio nudo.
    Prima del Morbus Occultus anche il Brullo riusciva a mangiare un chilo di carne cruda in un minuto.
    Io riesco a far sparire un panino al kebab in un tempo di poco superiore.

    Sugli orgasmi da trenta minuti, però, ci si dovrebbe proprio lavorare.

    Brullo, puoi metterli in schedule dopo l’uovo e i denti-becco? Grazie.

  20. brullonulla ha detto:

    se li metto in schedule prima ti offendi?

  21. sraule ha detto:

    no, figurati. :asd:

  22. utente anonimo ha detto:

    oggi volevo quasi telefonarti per salutarti…poi quella vocina stronza m’ha detto che il mio credito è esaurito!

    ti saluto qui!!!!
    ciaoooooooo!

    luca

  23. sraule ha detto:

    Ciao caro!
    E’ sempre un piacere anche per me!

  24. utente anonimo ha detto:

    Ma la feccia umana a che categoria di rifiuti appartiene? Organico? O speciali contaminanti?

  25. sraule ha detto:

    A sapere come smaltirli saremmo già a buon punto, no?
    La categoria dei Molesti è irriciclabile, dura leggermente di più delle scorie di plutonio.

  26. utente anonimo ha detto:

    Heheh…su come smaltirli avrei delle idee molto creative ispirate agli “splendidi ed illuminati” insegnamenti inquisitoriali.

    Uhmmm…domanda tecnica…a livello giudiziario, se per difenderti da sette aggressori per sbaglio ne secchi uno è considerabile atto non controllabile razionalmente?

    AhrimanTheHarsh

  27. sraule ha detto:

    a me lo chiedi?
    bho?
    probabilmente è legittima difesa.

  28. utente anonimo ha detto:

    Boh pensavo che tra laurea completa e lavoro un po di queste cose le potessi sapere. Io non so neppure in che esame si studia questo particolare campo della mente :-p
    In realtà è che spero di trovare i sette coglioni che mi han pestato l’altra sera mandandomi in ospedale e ricambiarli con “un po di sana ultraviolenza” 🙂

  29. sraule ha detto:

    minchia, mi dispiace.
    non avevo capito che ci fosse un interesse non-intellettuale nella cosa.

    dall’alto della mia esperienza ti dico: lascia fare agli sbirri, ma continua ad insistere finché non ti cagano. o quantomeno finché non capiscono che TU sarai per loro una rottura di coglioni molto più seria di trovare i bastardi.

    poi, ovviamente, paga un marocchino per accoltellarti. cioé: io chiaramente questo lo dico PER SCHERZO.
    qua tutti capiscono che STO SCHERZANDO, chiaro?

  30. utente anonimo ha detto:

    Era una delle solite para-battute poco divertenti che capisco solo io. 🙂
    Più che altro a mente fredda mi da da pensare che mentre ieri sera le ho prese perchè ho avuto il terrore di procurare danni permanenti o mortali al primo tipo che mi ha aggredito, la prossima volta so che per certo non avrò questo tipo di dubbi, e poveretto davvero lo sfigato che avrà la malsana idea di alzarmi addosso le mani, la prospettiva di essere nuovamente inerme a terra mi fa dimenticare qualsiasi remora.

    Però son anche finito sul giornale yeah!

    AhrimanTheHarsh

  31. utente anonimo ha detto:

    Dimenticavo, poi è ovvio ed assolutamente palese che per risolvere la questione lascerò fare alle forze dell’ordine, sono una persona civile, non un subumano come chi deve essere in sei o sette per avere il fegato di aggredire uno sbronzo molto di buonumore ed accondiscendente (e che offriva pure della grappa!)

    Vabè spero solo che per una volta il sistema funzioni e che li mettano in cella con un mandingo molto in astinenza. Se non funzionerà, beh…
    Cry havoc and let slip the dogs of war!

    AhrimanTheHarsh (Premuto invia per errore)

  32. sraule ha detto:

    Ma che storiaccia, mi dispiace un sacco.

    (lo sai, vero, che ora ti immagino una via di mezzo tra Bruce Lee e Terminator?)

  33. utente anonimo ha detto:

    Uahahaha…ma che trash, potrebbero farci un film per la tv con un protagonista del genere, sarebbe un capolavoro (di serie Z).

    Se mi va di culo forse una telecamera potrebbe averli ripresi…spero solo che la registrazione rimanga in memoria più di un paio di giorni perchè l’ho saputo oggi ed ho avvisato le autorità sto pomeriggio.

    Adesso la cosa che mi sta imparanoiando è la possibilità che quella feccia venga presa ma sia rilasciata per gabole strane…la prospettiva mi rende molto nervoso…
    Ma credo sia normale tirare su un gran castello di paranoie in questo genere di situazioni, per qualche momento ho anche pensato cose molto più assurde.

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