Questo, per me, è stato un periodo davvero pieno di stimoli. Sono stata a Torino Comics, dove ho finalmente visto la realizzazione compiuta dell’ultimo lavoro di Armando e mio e dove ho parlato con vari addetti ai lavori e vari esordienti, di cazzate, ok, ma anche di cose importanti e interessanti. Ho visto David Lloyd presentare il suo ultimo lavoro, Kickback, un’opera per molti versi affascinante, grazie a Daniele di Comic House di Sarzana che è riuscito ad invitarlo. Ho sentito Palumbo parlare di Tomka, la graphic novel che ha realizzato insieme a Massimo Carlotto, cosa alla quale è seguita una splendida e divertente cena insieme a Giuseppe, Andrea Campanella, sua moglie Isa (che va sempre in giro con uno strano registratore-microfono spugnoso e incredibile, per le interviste – dato che, in effetti, è una giornalista), ovviamente Armando e Marco di Eroi di Carta, il nostro fumettaro di fiducia.
Se non bastasse, più tardi, ho anche potuto vedere in anteprima la parte già realizzata del prossimo lavoro di Giuseppe, Eterna Artemisia, che è di una bellezza sconvolgente (non esagero!) e che è stato realizzato per Palazzo Strozzi ispirandosi agli arazzi che decoravano la camera la camera di Caterina De’ Medici (ne è uscita una storia di fantascienza!). Su questo non aggiungo altro, visto che ne potrete vedere un’anteprima sul prossimo Scuola di Fumetto.
Infine ho letto la prima parte della grandiosa intervista che Antonio Solinas e Smoky Man hanno "scucito" ad Alan Moore e Melinda Gebbie sulla loro opera più controversa e più meditata, da poco uscita in Italia per Magic: Lost Girls.
In realtà ognuna di queste esperienze meriterebbe un post a sé stante e, pigrizia a parte, era davvero mia intenzione fare così.
Poi mi sono resa conto di una cosa non particolarmente strana ma non così comune: nella mia mente le varie discussioni e le varie suggestioni si erano fuse in un’entità a sé stante. Un lieve… non lo chiamerei spostamento, ma "messa a fuoco" delle mie opinioni su cosa un buon libro a fumetti dovrebbe essere.

Ed ecco quello che penso ora, con molta più chiarezza di prima. So che alcuni dei miei punti vi faranno ridere, ma, credetemi, sono serissima.

UN BUON LIBRO A FUMETTI DOVREBBE AVERE:

1) UN’INTRODUZIONE. Amo le introduzioni, se sono buone introduzioni e non semplici sommari. Ho molto sofferto la mancanza di un’introduzione in Kickback, perché su quel libro ci sarebbero migliaia di cose interessanti da dire e che a una prima lettura possono sfuggire, e poi perché mi piace sapere che cosa succede dietro alle quinte di un’opera. Ho rimediato ascoltando direttamente Lloyd parlarne, ma non posso fare a meno di pensare a tutti gli altri casi in cui questo non è stato e non sarà possibile. Editori: non risparmiate sulle introduzioni!
(Quella del nuovo volume di Ravenstock è di Giovanni Russo, ed è così lusinghiera da avermi provocato crisi di vergogna acuta).

2) UNA REALE INTEGRAZIONE TRA TESTO E DISEGNO. Giuseppe ha detto una cosa molto semplice ma molto accurata: il disegno E’ narrazione. David Lloyd ha realizzato un’opera in cui disegno e testo si integrano totalmente, senza mai sovrapporsi. David Lloyd ha parlato anche della tendenza (statunitense come italiana) a consegnare quasi totalmente il prodotto nelle mani dello sceneggiatore, che diventa l’unico regista del fumetto, mentre il disegnatore è poco più della sua mano.

3) UN TRATTO PERSONALE, ANZI, STREPITOSO. Non solo un tratto adatto a quella storia. Un tratto davvero unico, nel quale il disegnatore infonde tutto se stesso. Non uno stile dal quale sia possibile riconoscere la sua mano (anche se una cosa quasi sempre implica l’altra), ma un tratto appositamente concepito per quel libro, per quell’opera, tanto che non potresti immaginarla disegnata da un altro.

4) UNO STILE NARRATIVO NON SOLO EFFICACE, MA BELLO A LEGGERSI. La retorica, intesa come l’arte di dire le cose in "bella maniera" si sta estinguendo. La ricerca stilistica in un’opera a fumetti è imprescindibile.

5) UNA GRANDE IDEA. Non c’è niente di più triste di un grande autore che si nasconde dietro il suo stile. Aggiungerei un 5b: avere grandi personaggi.

6) NESSUNA PAURA. Un buon libro a fumetti dovrebbe essere spericolato, non negarsi niente, non fuggire mai di fronte ai propri intenti, non fare le cose a metà, non essere compiacente. Non sto parlando solo di Lost Girls, boyz.

7) AVERE UN REALE INTENTO COMUNICATIVO. Uno fa un libro se ha qualcosa da dire. Qualcosa che gli sta a cuore. Altrimenti è inutile che lo faccia.

8) ESPORSI. Parlare di se stessi, in modo più o meno mediato, fa paura. Ho già detto che un autore (al contrario della sua versione "essere umano nella vita di tutti i giorni") non dovrebbe mai avere paura. Aggiungo che non dovrebbe essere avaro, o timoroso delle critiche personali, o resistente a parlare di sé, o semplicemente cercare di sfuggire alla possibilità di diventare un bersaglio.

9) CULTURA. Un autore di fumetti deve essere colto, nel suo campo, nell’accezione più vasta del termine. La sua opera NON DEVE riflettere la sua cultura (o rifletterla soltanto in via incidentale), ma ESSERE cultura a sua volta.

10) APERTO E AUTOSUFFICIENTE NELLO STESSO TEMPO. Dire tutto quello che intendeva dire e consegnare al lettore una chiave che egli o ella potrà usare in futuro per accedere a qualcos’altro ancora, a qualcosa di più.

Bene, naturalmente questo è quello che penso IO su quello che dovrebbe essere un buon libro a fumetti. Altri possono avere idee anche radicalmente diverse.
Ovviamente queste necessità, in un professionista, si scontrano abbastanza spesso con una serie di problemi. La necessità di portare a casa la pagnotta, giacché l’autore, come la maggioranza degli altri esseri umani, non desidera trasferirsi sotto un ponte. Le necessità dell’editore, che spesso ha un’idea piuttosto diversa dall’autore su quello che vuole pubblicare. Le possibilità che ha in quel momento.
E infatti il mio decalogo comincia con un "un buon libro a fumetti DOVREBBE avere."
E infatti, come molti, predico bene e razzolo male.
Almeno posso dire con certezza che L’allegria dei naufragi HA un’introduzione.

Annunci

Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

»

  1. gaccu ha detto:

    Post eccellente. E che fotografa alla perfezione la mia insoddisfazione verso tanto del fumetto italiano. Al di la’ di tutto, penso che il nostro fumetto, in generale, sia carente rispetto ai punti 5, 6, 7, 8, 9 e 10. Mica cazzi.
    Forse e’ una questione di cultura, ma e’ ‘na tristezza.
    Inoltre io trovo che una grossa parte degli autori italiani sia contenta del proprio “calligrafismo”. Una volta padroneggiato un genere, credono che sia finita li’. Tu che ne pensi?
    Io ricordo un Morrison ancora acerbo tecnicamente che raccontava 100000 volte di piu’ di tanti professionisti consumati…

    P.S.: Grazie del grazie.
    Parlare con zio Alan e’ stata una esperienza molto piacevole. In questo senso devo purtroppo dire che gli autori anglofoni sono molto piu’ disponibili e se la tirano meno delle controparti italiane…

  2. brullonulla ha detto:

    non lo capisco molto questo post.
    in pratica stai dicendo “un fumetto figo dovrebbe essere, uhm, figo”.

    l’unica cosa che non mi è chiara è “esporsi”. a me piacciono gli autori fighi che seguono uno stile alla Residents, magari nell’anonimato duro, piuttosto che gente squallida che però si fa un sacco vedere in giro e fa autobiografismo (mi viene in mente Guy Delisle, di cui ho acquistato “Pyongyang” aspettandomi chissachè e che invece ho trovato deludentissimo)

  3. sraule ha detto:

    in pratica stai dicendo “un fumetto figo dovrebbe essere, uhm, figo”.

    sì, in effetti è quello che dico.
    qua si vede che non bazzichi molto il settore, infatti, in italia, molti autori dicono che un fumetto figo dovrebbe essere, uhm, una merdata.

    forse lo pensano davvero, forse cercano di pararsi il culo (chi si para il culo ha sempre il mio rispetto: ah, quanto vi capisco!) o forse pensano che ciò faccia “autore scafato”, che è una bella tristezza.

    l’unica cosa che non mi è chiara è “esporsi”. a me piacciono gli autori fighi che seguono uno stile alla Residents, magari nell’anonimato duro, ecc.

    hai perfettamente ragione. io forse mi sono spiegata male. quello che intendevo con “esporsi” è: non nascondersi dietro l’esercizio di stile e buttarsi in pasto ai lettori. mettere in quello che fai qualcosa di tuo, anche se ciò ti fa sentire nudo ed esposto, eventualmente anche parti che non ti piacciono o che sono per te problematiche. ovviamente ciò è molto lontano dall’autobiografismo – che anche a me annoia a sangue: a questo serve la mediazione.
    qualcosa però ce lo devi mettere, se no che cazzo scrivi a fare?

    Al di la’ di tutto, penso che il nostro fumetto, in generale, sia carente rispetto ai punti 5, 6, 7, 8, 9 e 10. Mica cazzi.

    io penso che molto spesso manchi anche nei punti precedenti, e mi ci metto dentro di brutto.
    probabilmente quello che ho io è solo la spericolatezza – oltre l’introduzione, of course – cosa che non è che giochi molto spesso a mio favore. 🙂

    Inoltre io trovo che una grossa parte degli autori italiani sia contenta del proprio “calligrafismo”. Una volta padroneggiato un genere, credono che sia finita li’. Tu che ne pensi?

    io penso che la gente debba mangiare.
    al di là di questo, però, penso anche che dovrebbe quantomeno sapere QUANDO sta facendo un lavoro alimentare e quando no.

    e, chiariamo, NON STO parlando di fumetto popolare, che segue criteri piuttosto diversi e che sinceramente non mi sento di mettere sotto accusa. non in questi termini, comunque 🙂

  4. Niebbo ha detto:

    Buongiorno, è l’anonima sequestri: abbiamo Abelforth, sta bene.

    Per ora.

    Se volete riaverlo linkate Proeliator nel vostro blog entro 24 ore a partire da adesso. Ogni contatto con la polizia sarà punito.

    Buona giornata.

  5. gaccu ha detto:

    Susanna, i punti 1, 2, 3 e 4 sono legati piu’ al talento che alle scelte.
    I punti 5, 6, 7, 8, 9 e 10 alle scelte piu’ che al talento.

    Per cui, se posso passare sopra a difetti legati ai punti 1-4, mi viene piu’ difficile accettare gli altri.
    Se aggiungi che il nerdismo del pubblico e’ oggi all’apice e ci si accontenta della citazione cazzona, il quadro e’ completo!

  6. sraule ha detto:

    Niebbo: cedo al tuo sporco e ignobile ricatto. Ma sappi che se fai qualcosa ad abelfoth io… io… (scoppia in lacrime).

    Per cui, se posso passare sopra a difetti legati ai punti 1-4, mi viene piu’ difficile accettare gli altri.

    ah, sì, in quest’ottica concordo.

    che poi, diciamocelo, nerd la sono anch’io. the leage mi sarebbe piaciuto anche se fosse stato fatto completamente di citazioni.
    per fortuna, però, era MOLTO di più.

  7. Niebbo ha detto:

    Pronto, signora Raule?
    Si calmi, tutto è andato per il meglio.

    Troverà Abelforth nel parco legato al terzo pioppo. Gode di ottima salute e siamo felici di essercene liberati perché mangia come un’idrovora.

    Non sentirà mai più parlare di noi.
    Si goda il suo porcospino, Dottoressa.

    Buona giornata.

  8. sraule ha detto:

    Povero Abi, era tutto scosso. Ma che cosa gli hai fatto?
    Credo che non sarà più quello di prima dopo questa brutta esperienza.

    Mi sa che la tua CULONA gli ha fatto qualcosa…

  9. Niebbo ha detto:

    Noi niente, mi sa che è rimasto troppo al sole e s’è preso un’insolazione dopo aver punto tre quarti dei bagnanti ed aver sgonfiato le poppe della pin up in copertina, prontamente sostituita.

    Un po’ di crema doposole e torna bello pimpante.

  10. utente anonimo ha detto:

    Mi sembra un’ottima checklist.
    E la metterò in verifica per tutti i miei prossimi progetti.

    Quoto sulla depressione di colorare in toni seppia quando fuori piove.
    Ma annovero un’ eccezione.
    Il caso in cui fuori piovano seppie.

    A quel punto sarebbe surreale, anzichenò!

    😀

    Fab

  11. sraule ha detto:

    Niebbo: sei pretestuoso e lo sai.
    Ricorda: E’ COLPA TUA. Tutto. Anche il buco dell’ozono, con le tue bombolette spray.

    Fab: Piovessero seppie mi troverebbero sdraiata sotto la pioggia a bocca aperta. Neanche le cuocerei.

  12. Niebbo ha detto:

    No, no, è stata la CIA a sequestrarti Abelforth, dobbiamo smascherarli.

    Firmiamo una petizione online.

  13. utente anonimo ha detto:

    Hmmm…interessante, ma da lettore preda del caos mi cogli impreparato, anche perchè al di la di alcuni dogmi come Sandman, V, i Gentleman ed i trip di Moebius e Jodorowsky, mi accontento delle produzioni di Nippolandia…non me ne volere…però ho ordinato Ravenstock…sperando che in fumetteria riescano a trovarmi il primo numero…

    Unica cosa che posso criticare è il punto 1…le introduzioni non riesco a digerirle, di solito le salto o le leggo solo alla fine, mi danno l’impresione di qualcuno che viene a mangiarmi nel piatto, non so se rendo l’idea. Se fossero postfazioni le digerirei molto meglio…

  14. sraule ha detto:

    Niebbo: see, lo tengono nell’area B 52, insieme agli alieni. Dai, non umiliarti così :)))

    Caro Anonimo: io non so chi tu sia (anche se forse dovrei, ma, ragazzi, c’ho mica la sfera magica) ma se hai letto Moore, Gaiman e Raenstock VA BENE COSI’.

  15. sraule ha detto:

    che poi era ravenstock. manco so scrivere il nome del mio personaggio.

    bene.

    sto.

    bene.

  16. utente anonimo ha detto:

    Sono Ahriman, che come al solito dimentica di fare il login quando scrive da altrove.
    Cmq Ravenstock non l’ho ancora letto, senza il primo numero è assurdo leggere il secondo.

  17. sraule ha detto:

    Ah, Ahriman!

    Guarda, il primo è esaurito, sicché la vedo un po’ dura. Ma nel secondo c’è un riassunto. 😦

  18. utente anonimo ha detto:

    Ma porco _ _ _ !!!
    Certo che son proprio dei culi pigri in fumetteria, mi han detto “eh si arriva quando facciamo l’ordine”…non han neppure controllato…vabèh…

    Dai dai passami le scan del primo numero 🙂

  19. sraule ha detto:

    ARGH! Pirata!

    mandami un messaggio privato, va’, che vedo cosa posso fare.

  20. mrharrison ha detto:

    io preferisco che ci sia una postfazione piuttosto che una prefazione, come nei libri: prima leggo, poi mi informo riguardo ciò che tu mi vuoi dire. forse la cosa migliore è che ci siano entrambe: prima per farti venire voglia, dopo per farti tornare sul luogo del delitto con occhio critico.
    aggiungo una cosa che mi piacerebbe ci fosse sempre, nei fumetti come nella musica e in tutto il resto: deve sorprendermi, altrimenti mi annoio. però mi rendo conto che è una cosa mia personale

  21. AhrimanTheHarsh ha detto:

    Si, adesso vado a comprare un pappagallo… 🙂

    L’unica notizia positiva di un sabato di merda passato a dissipare paranoie altrui…

  22. gaccu ha detto:

    deve sorprendermi, altrimenti mi annoio. però mi rendo conto che è una cosa mia personale

    Mica tanto. La penso anche io cosi’. O se non c’e’ la sorpresa piu’ totale, quantomeno voglio UNA idea sorprendente e “forte” da qualche parte.
    Ma il fumetto italiano non e’ proprio cosi’, in generale.

  23. brullonulla ha detto:

    io ho una copia autografata (con disegno originale di armaduk) del primo numero. attendo offerte (purchè superiori alle decine di migliaia di euro).

  24. sraule ha detto:

    Brullo: già vedo l’inizio di un impero economico.

    MrHarrison: io preferisco che ci sia una postfazione piuttosto che una prefazione

    no, no, per soddisfarmi appieno in fondo deve esserci uno sketchbook, un’intervista agli autori o almeno una gallery.
    ma preferisco le introduzioni, da leggersi alla fine sebbene posizionate all’inizio. cosa ci vuoi fare? sono una maniaca.

    deve sorprendermi, altrimenti mi annoio. però mi rendo conto che è una cosa mia personale

    decisamente anche secondo me. lo posizionavo sotto “grande idea”.

    Gaccu: tu hai ragione, ma vivaddio ora c’è jan dix! 🙂
    (ho sempre voluto dire “vivaddio”)

  25. mrharrison ha detto:

    io ho sia il primo che il secondo numero entrambi con disegno originale di armaduk e dedica di sraule. li trovate su ebay nella categoria “strumenti musicali” e nella sotto-categoria “clarinetti bassi”, li ho messi lì per evitare intasamenti.

  26. utente anonimo ha detto:

    Bel post.
    Bello e deprimente. 😦

    Mi viene da dire:

    se avessi dalla mia tutti i punti… sarei Alan Moore.

    Se avessi anche un solo punto… sarei Susanna Raule (e, a quel punto, sarebbero cazzi per Arm!… In tutti i sensi!).

    A parte gli scherzi, non è vero che il fumetto italiano è carente, da questo punto di vista.
    Dire così significherebbe dimenticare (citazioni incomplete, sorry) “5 è il numero perfetto” o “Appunti per una storia di guerra”.

    E’ altrettanto chiaro che, attualmente, la stragrande maggioranza dei nostri autori appartiene al settore “seriale” e, come mi sembra abbia già sottolineato Susy, in quel caso quei punti sono difficilemente applicabili.

    Detto questo, mi manca un’ultima cosa:
    come vi ho già scritto via sms, ho trovato i disegni del 2° Ravenstock molto belli, ma la sceneggiatura… mio dio… è BELLISSIMA!
    Sequenze gestite alla grande e dei dialoghi da urlo!
    Per non parlare dell’introduzione, logicamente. :p

    Davvero ragazzi. Complimenti. E’ da una vita che non mi sorprendevo a ridacchiare come uno scemo nel leggere un fumetto.
    Grandi.

    AleDiVirgilio

  27. sraule ha detto:

    MrHarrison: un ALTRO impero economico nascente. Dovrebbero darci un premio per lo sviluppo, ad Armando e a me.

    Ale: GRAZIE. tu sì che sai come far arrossire una fanciullina 🙂
    Riguardo al post:
    Ma io non dimentico proprio niente. Negli ultimi anni sono uscite molte ottime cose, o cose carenti solo su alcuni punti (ad esempio sul LETTERING – a buon intenditor…).
    Poi c’è il fumetto popolare, che è una cosa diversa.
    Un fumetto popolare avrà un decalogo completamente diverso, qualcosa tipo: 1) chiarezza, 2) tre atti equilibrati, 3) disegni facilmente interpretabili… Che se osservi questi tre punti ti rendi subito conto che sono cazzi acidi, pensa tutti gli altri che sicuramente ci sono.
    Ma i nerd di Cus dovrebbero smetterla di pretendere un bonellide con i punti di sraule e andarsi a comprare Gipi, Igort o chi vuoi tu.
    Possibilmente NOI DUE, Ale 🙂

  28. utente anonimo ha detto:

    Quando parlavo di dimenticanze non mi riferivo a te.

    Ma, a proposito di “fumetto popolare” (lo so che per quello che sto per dire mi attirerò le ire funeste di Armando), hai mai pensato di proporti per Dyd?
    Tu si che sapresti risollevare le sorti di una testata che si è ammosciata non poco (e non da poco!).
    Sul serio. Non scherzo.

    AleDiVirgilio

  29. sraule ha detto:

    Ale, io DETESTO Dylan Dog.
    L’unica cosa che amerei fare con un personaggio simile è ammazzarlo. Non credo che in Bonelli ne sarebbero entusiasti, quindi non credo che sceneggerò mai un DD. 🙂

  30. gaccu ha detto:

    Non per andare controcorrente, ma a me pare che Gipi non sia un mostro nei punti 5, 6 e anche 8.
    Cioe’, e’ bravo, indubbiamente, ma a me pare che viaggi nel solco di una tradizione…
    Per capirci, Clowes e Chris Ware mi sorprendono, Gipi no.
    Al di la’ del fatto che la sua retorica della provincia non mi appassiona.

  31. sraule ha detto:

    non so. per me appunti era un 10/10.
    introduzione.
    integrazione tra testo e disegno.
    grande tratto (io ADORO il segno di gipi)
    ben scritto
    ecc.

    altre cose sono indubbiamente inferiori, ma mai di molto.

    sicuramente si è posto in una tradizione, ma l’ha fatto in modi spesso sorprendenti.

    clowes non mi fa impazzire, pur essendo un grandissimo. ma qua si va nei gusti personali.

  32. mrharrison ha detto:

    4 cose che deve avere un buon post per ottenere tanti commenti:
    tanti lettori del blog;
    un argomento accattivante;
    una esposizione intelligente, pratica (magari per punti…);
    una prosa accattivante;
    una scrittrice figa.

    1 cosa che deve avere un commentatore per ingraziarsi la padrona di casa:
    ruffianeria.

  33. sraule ha detto:

    SPECIALMENTE essere ruffiani, gente!

    imparate da mrharrison!

  34. utente anonimo ha detto:

    Sei bellissima!
    … e devi insegnarmi come si fa un ottimo lettering

  35. utente anonimo ha detto:

    Sei perfetta!

    L’unico tuo difetto… si chiama Armando! 😀

    AleDiVirgilio

  36. sraule ha detto:

    Sei bellissima!

    ovvio.

    … e devi insegnarmi come si fa un ottimo lettering

    se non era sarcastico (si sa mai, visto il normale livello di acidità di questo blog) mandami una mail.

    Sei perfetta!

    e ciò è lapalissiano.

    L’unico tuo difetto… si chiama Armando! 😀

    ‘zzi tuoi, Ale. Lui li legge, questi commenti 🙂

  37. lulabelle ha detto:

    curioso, tempo fa discutevo con un certo fumettaro l’importanza di un’introduzione.
    io le adoro.
    adoro leggerle e adoro scriverle.
    lui ovviamente le odia.
    per il resto concordo su tutti e dieci i punti. traslato il da traslare, si potrebbe dir lo stesso per i libri.

  38. utente anonimo ha detto:

    Se LUI non leggesse questi commenti, mi dici a che scopo scriverli? 😉

    Vi voglio bene.

    AleDiVirgilio

  39. sraule ha detto:

    Anch’io.
    Io voglio bene a tutti.

    Il sabato sera dalle tre alle tre e dieci.

    Lula: Sì, probabilmente uno deve avere un certo tipo di mente per amare le introduzioni… una mente acuta e piena di buon gusto!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...