Comunicazione di servizio: Ford Ravenstock – L’allegria dei naufragi esce ufficialmente il 6 giugno 2008. Io e Armando saremo a Torino Comics l’8 e a Spezia al Backstage il 19 giugno per presentarlo. Fine della comunicazione di servizio.

 

Il Poe (nome di fantasia) entra nella camera da letto di Cthulu (altro nome di fantasia) gesticolando e farfugliando, introdotto dalla rassegnata madre di Cthulu stesso.

Quelli si chiudono nella stanza di suo figlio tutti i pomeriggi, chissà a far cosa, e i suoni che si sentono da fuori sono spaventosi.

“Mi hanno detto una cosa da paura!” ansima il Poe, tutto sudato, rivolto al branco di adolescenti seduti per terra nella camera di Cthulu, brandendo una cassetta originale degli Zeppelin.

Noi branco di adolescenti seguiamo affascinati il movimento della sua mano: una cassetta originale, pensano i nostri piccoli cervelli.

“Se uno ascolta rallentata al contrario Stairway to Heaven si sente un messaggio satanico!”

L’atmosfera di aspettativa si sgonfia immediatamente.

“Questa era vecchia nel pleistocene,” dice Punkarillo, affettando superiorità.

“No, no!” protesta il Poe. “E’ tutto vero! Luca l’ha fatto e ha detto che si sente un messaggio satanico! ‘Spetta, mi ha spiegato come si fa.”

La sua fede è così palese e incrollabile che nessuno ha più il coraggio di dire qualcosa.

Il Poe si siede pesantemente sul pavimento della camera di Cthulu, ancora ansimante per le scale fatte di corsa, ed estrae la cassetta dalla custodia.

Apre in due la cassetta.

Originale, degli Zeppelin.

Ci sono vari gemiti di orrore, ma tra l’obbligatorio understatement e lo spregio per il mercato musicale nessuna protesta compiuta prende voce.

Tutti si limitano a pensare privatamente: io col cazzo che avrei aperto in due una MIA cassetta originale degli Zeppelin.

Ma il Poe non si ferma.

SRADICA il nastro dal suo supporto, srotolandolo completamente. I primi centimetri di entrambe le estremità hanno un aspetto frisé.

Noi fissiamo con gli occhi fuori dalle orbite il Poe che rivolta il nastro a pancia in su e lo riattacca sui suoi supporti con lo scotch, coerentemente con l’assioma “se ascolti Stairway to Heaven AL CONTRARIO sentirai un messaggio satanico”. Poi comincia a riavvolgere il nastro con una matita.

Infine, trionfalmente, inserisce la cassetta nello stereo di Cthulu.

 

 

Quest’inverno mio fratello mi ha detto che ho gusti musicali da adolescente. La fratellanza è peraltro del tipo priva di basi genetiche: abbiamo adottato tanto tempo fa il concetto di famiglia di Burke e non l’abbiamo più lasciato.

Rimarco il legame di parentela per far capire l’enormità dell’offesa.

Ora, io chiaramente ho sempre pensato di avere gusti musicali molto maturi. Lo penso fin dall’adolescenza, di fatto.

Alle medie, ad esempio, rispetto ai miei compagni di scuola ero sgamatissima: avevo già capito che i Take That facevano cagare e mi ero concentrata sui Litfiba: musica notoriamente matura.

Siccome mi vergognavo di dire che ascoltavo musica classica (ero la bulla della classe e tutti sanno che i bulli non ascoltano classica: non avevo ancora visto Leon) e se avessi menzionato Dylan o De Andrè non sarebbe andata meglio, iniziai a dichiararmi una rockettara.

I miei cavalli di battaglia erano i succitati Litfiba (i primi 3 album continuano a piacermi abbastanza) e i CCCP (che cosa posso farci? E’ così).

Poco dopo, per fortuna, Cupido ha incoccato la sua freccia e ha colpito con ammirevole precisione il Detective Nathan Adler, che proprio in quel periodo faceva le sue sordide cose a Oxford Town, in Outside, e poco dopo ha incoccato ancora e ha colpito qualcosa di sbavante, urlante, arruffato e appuntito (no, non era il cane dei vicini).

A quel punto credevo fermamente che ascoltare i Discharge fosse la scelta musicale più matura possibile.

Vi ricordo, boyz, che quelli non erano i fighi anni ’80, né tanto meno gli psichedelici ’70.

No.

Il grunge si era appena fatto saltare la testa con una doppietta, lasciandoci tutti frastornati, ma con una sicurezza: era così che doveva estinguersi un genere, non con un Filthy Money Tour.

Era appena uscito The Downward Spiral, cosa che rafforzava le nostre idee (se avessero detto alla radio che Reznor si era impiccato nessuno si sarebbe stupito).

Il mio mondo era pieno di musica chiassosa e non sempre impeccabilmente eseguita. Anzi. Quasi mai.

Quando avevo 15, 16 anni, nella mia città c’erano due gruppi principali: i punk e i dark (il concetto di “gotico” non aveva attecchito bene su noi pischelli), e tutti ce l’avevano a morte con gli odiati punkrockers.

Era una sorta di Santa Alleanza: prima distruggi il nemico comune, poi riprendi a deridere le rispettive preferenze musicali.

I gabbers erano semplicemente qualcosa in cui navigavamo nella nostra vita parallela, di copertura, quella da studenti, ma nella nostra vita “vera”, sebbene il nostro disprezzo per loro fosse totale, i gabbers non esistevano.

Quando non bisognava fare fronte comune contro i punkrockers, i punk e i dark passavano il loro tempo a discutere se fosse meglio il punk o il dark, ognuno ovviamente arroccato sulla sua posizione.

Era quasi un cerimoniale, che seguiva tappe ben precise e la cui conclusione era già bene delineata nella mente di ognuno: nessuno avrebbe cambiato idea.

Il gruppo si vedeva nella camera da letto di uno dei componenti (quello con la madre più compiacente, o semplicemente assente). Il resto della casa non era preso in considerazione, a meno che proprio non ti scappasse forte.

Si frugava tra i dischi e le cassette dell’ospite, commentando in tono aspro e severo i suoi possedimenti.

Poi venivano estratte varie cassette registrate, fatti scambi, talvolta portati in visita alcuni dischi in robuste borse di plastica.

A quel punto una fazione cercava di convincere l’altra a suon di ascolti forzati.

 

L’aria di può tagliare col coltello.

Cthulu (squadra dei dark, romantico con il cuore delicato come un giglio o un altro fiore spiccatamente goth) non riesce ancora a credere che una simile barbarie si sia consumata nel suo regno dell’Esteticamente Sublime (la sua cameretta con letto a cassettone).

SRaule e la Coinquilina (all’epoca non ancora Coinquilina, ma sempre lei era) hanno un ghignetto cattivo stampato in faccia.

Dallo stereo di Cthulu non proviene altro che silenzio.

“Deficiente, stai solo fottendo la cassetta,” dice Punkarillo, sprezzante. Lui comunque disprezza sia gli Zeppelin in quanto Rock Star sia i messaggi satanici in quanto Stronzate.

Il Poe si rende conto dell’errore ed estrae la cassetta.

Prima che qualcuno possa fermarlo sradica nuovamente il nastro e comincia a rincollarlo mettendo l’estremità destra al posto della sinistra e viceversa.

Io e la Coinquilina siamo ormai pancia a terra.

Cthulu osserva la scena con aria stupita e addolorata.

Punkarillo, disgustato, inizia a controllare che tutte le borchie del suo chiodo siano ben avvitate.

Il Poe riarrotola tutta la cassetta con una matita e la mette nello stereo.

Qualcosa che assomiglia ad una versione completamente normale di Four Sticks sgorga dalle casse, solo piuttosto disturbata.

“Bravo, ora puoi ascoltare il lato B sul lato A e il lato A sul lato B,” si complimenta Punkarillo, che se solo fumasse a questo punto ci avrebbe già mollati per andare a fumare sul balcone.

“Non proprio,” commenta la coinquilina, con malignità. “Ora può ascoltare il lato A sul B e il B sull’A… MENO la prima e l’ultima canzone di ogni lato, ma tanto Stairway to Heaven non ti interessava, vero?” (n.d.r. Led Zeppelin IV è un album piuttosto breve, ha solo 4 tracce per lato: averne perse 4 significava che il Poe aveva perso mezzo album, tra cui la famosa Stairway to Heaven, che è l’ultima del lato A).

Lo stereo passa una versione acusticamente bastarda di Going to California e il Poe comincia a ridere, e a ridere, e a ridere.

Tutti cominciamo a ridere a cascata e Punkarillo commenta che Stairway to Heaven è stata sacrificata a Satana.

Comunque la cassetta è fottuta per sempre.

 

Tramite il raduno-in-camera i miei gusti musicali non si sono smossi di un millimetro, le mie conoscenze, invece, si sono incredibilmente ampliate.

Credo che ognuno di noi, dai 14 ai 18 anni, abbia ascoltato più musica di quanta ne ascolterà nel resto della sua vita – musicisti professionisti a parte.

Ora, uno potrà forse obbiettare che si può sopravvivere anche senza aver mai ascoltato i Crucifix, o le Huggy Bears, o i D.D.I.

E probabilmente è così.

Ricordo quando Cthulu e il Poe (continuiamo con gli pseudonimi del racconto) ci convinsero tutti ad ascoltare un pezzo incredibile, bellissimo, che avrebbe cambiato la nostra percezione del mondo.

Il capolavoro così decantato si manifestò alle nostre orecchie sotto forma di svariati minuti di pseudo-campane a morto – che componevano quasi unicamente il pezzo – ma che in verità dovevano esprimere il faticoso avanzare di Cristo verso il calvario. Sono piuttosto sicura che fossero gli Ataraxia e il titolo era qualcosa tipo Crucifixione.

Io e la Coinquilina ci siamo crocifisse dal ridere, ovviamente.

Oppure quella volta che Cthulu ci costrinse ad ascoltare integralmente questo (se non riuscite ad ascoltare andate qui per leggere almeno il testo: il titolo è “La tangenziale”).

E… ok, nel mondo di internet è facile, ma non ho idea di come cazzo se lo fosse procurato lui.

Che ovviamente muoveva le mani nell’aria, estaticamente.

Tutti gli altri si rotolavano dal ridere sul pavimento.

 

Quando mio fratello mi ha detto che avevo gusti musicali da adolescente sul momento ci sono rimasta di sasso.

Come, A ME gusti musicali da adolescente?

A ME che avevo sempre ascoltato roba maturissima e intelligentissima fin da… hem. Ok, fin da adolescente, contenti?

Allora ci ho ripensato e ho deciso che, hey, è vero, ascolto roba da adolescenti e penso che sia proprio una furbata.

“Sai che palle arrabbiarsi su se sono meglio i Bauhaus o i Clash (ma, dico, c’è anche da chiederselo? N.d.r.)…” è quello che dice il fratellino. “Ormai siamo GRANDI. Maturi. Cresciuti.”

Ma io, da adolescente, ovvero quando SI’ che avevo dei gusti musicali maturi e quando SI’ che ero uptodate, ascoltavo anche Jacques Brel. Era lui che diceva che ci vuole del talento per riuscire ad invecchiare senza diventare adulti.

Anche se, siamo onesti, con l’avvento dell’era informatica è molto più facile ascoltare quello che vuoi “rallentato e al contrario” alla ricerca di messaggi satanici.

E nessuno ha più cassette originali da sacrificare.

 

Riunione di equipe. Sono nuova, non conosco nessuno.

Parlano di pazienti che non ho mai visto e usano sigle che non so che cosa significhino.

Me ne sto buona nel mio angolo di tavolo, prendendo appunti.

Un mio collega (mai visto prima) parla in termini professionali di un paziente.

Descrive i suoi problemi, le sue dinamiche familiari, il suo background.

Parla del suo gruppo di amici: punkrockers.

Il mio collega non veste più solo di nero e non ha più i capelli (corvini) sparati in testa. Che da ragazzo era dark l’ho saputo dopo.

“Quei punkrockers del cazzo,” borbotto io.

Il collega mi guarda, sogghigna. “Come li odio quegli stronzi,” dice, prima di continuare.

La vecchia alleanza regge ancora.

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Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. gaccu ha detto:

    Super. Veramente.
    Pero’ devo fare il Bastian contrario…

    Credo che ognuno di noi, dai 14 ai 18 anni, abbia ascoltato più musica di quanta ne ascolterà nel resto della sua vita – musicisti professionisti a parte.
    Per me non e’ cosi’. Con l’avvento della possibilita’ di guadagnare, e di internet, ho avuto la fortuna di ascoltare 10000 volte piu’ musica da maggiorenne che non da minorenne.
    Anche se il piu’ grande album di tutti i tempi ed il piu’ grande singolo di tutti i tempi li ho sentiti da minorenne, certo.
    1988: Public Enemy. It Takes a Nation of Millions to Hold Us Back.
    1988: Eric B & Rakim. Paid In Full. Eric B. Is President. L’inizio di tutto…

    P.S.: coi Discharge hai preso punti, sicuramente.
    P.P.S.: Ma perche’ di solito i fumettisti hanno gusti musicali quantomeno dubbi? Lo chiedo a te ed ad Armando, che invece rispetto (ed avere il mio rispetto dal punto di vista musicale e’ il massimo rispetto che si puo’ ottenere da me…).

  2. sraule ha detto:

    Be’, diciamo che il ragionamento filava fino all’arrivo di Torrent, che io idolatro come una benigna divinità.
    E, tuttavia, non ho più tutto quel TEMPO da devolvere in ascolto musicale. Né in lettura, né in altro. Però, ad esempio leggere in treno non mi disturba, invece ascoltare in treno l’ultimo di Bowie mi fa girare le palle di brutto.

    1988: Public Enemy. It Takes a Nation of Millions to Hold Us Back.

    In effetti i Pubblic Enemy erano l’unico gruppo rap che apprezzavo. Anche perché ancora non si sapeva con esattezza COSA FOSSE il rap, qua da noi, sicché…

    Ma perche’ di solito i fumettisti hanno gusti musicali quantomeno dubbi? Lo chiedo a te ed ad Armando, che invece rispetto (ed avere il mio rispetto dal punto di vista musicale e’ il massimo rispetto che si puo’ ottenere da me…).

    Iniziamo col dire che così ti sei subito qualificato come uno coi gusti da adolescente, quindi benvenuto in famiglia.
    Ma che ti devo dire? La maggior parte dei fumettari è più o meno gabber come la popolazione generale quindi che ti puoi spettare?
    Poi, non so perché, nerd e metallo vanno a braccetto, e siccome molti fumettari sono nerds ecco che amano l’epic metal, che li fa pensare anche all’amato D&D.

    Poi ci sono i casi limite, ma che – hai ragione – sono TANTI, di fumettari semplicemente con gusti di merda.
    E ne scrivono anche sui loro blog.
    E’ chiaro che se io avessi la sventura di apprezzare i Ganzierozzi non lo direi in giro, ma probabilmente è quello che pensano anche loro dei Discharge.
    Solo che hanno torto.

  3. AhrimanTheHarsh ha detto:

    Curioso effettivamente che il coefficente di nerdosità di un individuo sia direttamente proporzionale alla quantità di metal che entra nelle sue orecchie…ghghg…

  4. brullonulla ha detto:

    susy ti voglio bene.
    comunque poi voglio una mail in pvt per sapere i nomi corrispondenti ai nick (molti credo di averli individuati, ma voglio esserne sicuro, anche perchè non conoscevo l’aneddoto).

    infine, tu hai tergiversato, ma quando ti accuso di avere i gusti adolescenziali non è certo per i CCCP, la classica o jacques brel: bensì per reznor e bowie! 🙂

    (ma stai parlando con uno che sta scaricando chili di breakcore, quindi dovrei solo stare zitto)

  5. sraule ha detto:

    comunque poi voglio una mail in pvt per sapere i nomi corrispondenti ai nick (molti credo di averli individuati, ma voglio esserne sicuro, anche perchè non conoscevo l’aneddoto).

    ma chi vuoi che fossero? però hai ragione, in quel periodo non uscivamo ancora insieme, anche se credo che il tormentone “la tangenziale è la mia musa ispiratrice” sia durato per anni.
    ti mando una mail, comunque :asd:

    infine, tu hai tergiversato, ma quando ti accuso di avere i gusti adolescenziali non è certo per i CCCP, la classica o jacques brel: bensì per reznor e bowie! 🙂

    vedi, è questa la cosa buffa. togli brel e la classica, che lo so che è roba da vegliarda, i cccp sono adolescenziali. e di brutto.
    ti dirò di più: è il classico gruppo che piace(va) a quelli che non erano riusciti a diventare adulti.
    reznor, bowie: oh, scusa se mi piacciono due polistrumentisti, innovatori nel loro campo e le cui cose più brutte sono sempre un palmo sopra il 90% dell’esistente. e che sono anche due gran fighi.

    ti dico solo questo: se inventassero una macchina del tempo il primo posto dove vorrei essere teletrasportata è il 1995 in nordamerica per le date del tour congiunto bowie/nin.

    Curioso effettivamente che il coefficente di nerdosità di un individuo sia direttamente proporzionale alla quantità di metal che entra nelle sue orecchie…ghghg…

    mai capito perché, tra l’altro. ho sempre pensato al metallo come musica rispettabilissima, non fosse per questa gente.

    bhe. e anche l’epic, intendo.

  6. brullonulla ha detto:


    ti dirò di più: è il classico gruppo che piace(va) a quelli che non erano riusciti a diventare adulti.

    questa descrizione mi coglie in pieno. ma vorrei sapere perchè, mi incuriosisce (anche se è vero che la mia adolescenza è stata a base di pane e cccp).


    mai capito perché, tra l’altro. ho sempre pensato al metallo come musica rispettabilissima, non fosse per questa gente.

    io ho sempre* pensato al metallo come un mare di merda in cui ogni tanto si trovano dei gioielli.

    *pre-adolescenza esclusa

  7. gaccu ha detto:

    Nel caso di certi fumettisti e dei loro gusti musicali, il metallo sarebbe quasi un’ancora di salvezza, pensate un po’…

    E se non ci credete, fate un giro sui blog e leggete i commenti musicali. E poi guardate i video di youtube postati.
    E se siete dei masochisti mostruosi, leggetevi il numero 2 di Mono, dedicato alla musica.

    Poi ne riparliamo (con Susanna, Armando e Roberto Recchioni ne ho gia’ parlato, e la pensano come me…).

  8. sraule ha detto:

    Poi ne riparliamo (con Susanna, Armando e Roberto Recchioni ne ho gia’ parlato, e la pensano come me…).

    LOL. Cioè, Recchioni si traveste da kiss, mi spiego? Con tutto il bene che gli voglio, eh?
    Ma da Kiss, Cristo.
    Al concerto. Travestito da Kiss.
    Dio. Santo.

    ti dirò di più: è il classico gruppo che piace(va) a quelli che non erano riusciti a diventare adulti.

    questa descrizione mi coglie in pieno. ma vorrei sapere perchè, mi incuriosisce (anche se è vero che la mia adolescenza è stata a base di pane e cccp).

    ma in realtà non lo so. probabilmente per una sorta di riverbero politico non molto realistico o troppo ostentatamente “antagonista”.
    o forse perché quando hai 15 anni dire che ascolti i cccp ti fa sentire “grande”, senza accorgersi che i “grandi” che li ascoltano ancora stanno provando a tenere la propria ombra attaccata per terra.
    che, tra l’altro, è una delle cose più belle del mondo, ma questo non basta a rendere i cccp un gruppo serio 🙂

    poi di metallo io ne so poco o niente. quel che so è che la maggior parte mi fa cagher, alcune cose mi fanno ritere 8tipo il tuo amico burzum, brullo, a me fa ridere, non so perché: eppure dev’essere un tipetto non proprio ameno), mentre poche cose mi piacciono di brutto.

  9. AhrimanTheHarsh ha detto:

    Oddio in tutti i metallari una piccola parte di antisocialità la si può ritrovare, magari è quello il punto in comune con i nerd, che su quel minuscolo nucleo han costruito un’esistenza indegnamente passiva…il metallaro vero almeno “si è ribellato” ed ha interazioni sociali per quanto particolari.

    Come una gran parte del metal, Burzum fa abbastanza cagare, bisogna cercare bene per trovare qualcosa di veramente interessante e di valore. Oddio non al punto del mare di merda definito dal Bvullo, ma ci siamo vicini. Cmq la curiosità dei messaggi satanici m’era venuta tempo addietro per uno sfizio trash, ed in tempi di internet, su queste minchiate, chi meglio del “Centro Culturale S.Giorgio” può portare queste false prove a noi miscredenti traviati? LoL se volete fateci un giro che merita…

  10. utente anonimo ha detto:

    Da ggiovane mi sono spinto fino ai Dead can Dance, mò me fanno du’ palle… poi ho avuto il periodo Massive Attack. Un po’ prima ero stato attirato dai Pealr Jam, ma per poco.
    Per il resto sempre ascoltato Jazz (Be Bop, soprattutto). Ora ho una spiccata debolezza per la musica nera degli anni ’70 e i francesi (questo lo sapevi).
    Ok, ovviamente non frega niente a nessuno, ma era tanto per dire che i fumettari non è che sentano solo metallo… oddio, c’è stato un periodo che mi piacevano i Pantera… ma chi non ha uno scheletrino dentro l’armadio?

    paolo

  11. sraule ha detto:

    oddio, c’è stato un periodo che mi piacevano i Pantera… ma chi non ha uno scheletrino dentro l’armadio?

    hey, a me alcune cose dei pantera piacciono.
    tante mi fan cagare, eh, ma alcune mi picciono.

    ma no, lo sapevamo che non tutti i fumettari ascoltano il metallo (di solito il BRUTTO metallo) e che c’erano anche gli intellettuali.

    io sul jazz ho mollato dopo ornette coleman (si scrive così?), quindi intellettuale proprio no, ma anche voi dovete pur vivere, poveretti…

    il ragionamento di ahriman sui metallari e i nerd è ineccepibile, secondo me.

    Ma, scusa, cos’è il centro culturale s. giorgio.

    ok, “search on google” è la risposta che mi merito.

  12. utente anonimo ha detto:

    No. Ti prego. Intellettuale no, dai… non me lo merito, sotto sotto so di essere una brava persona…

  13. sraule ha detto:

    così impari a fare il fighetto! 🙂

    Dai, mi sto vendicando perché Armando ha detto che IO sono una che se la tira da conoscitrice.

    Ovviamente il post era su: “mi piace roba da adolescenti e ne sono fiera”.
    Ma Armando è un complottista nato. Non perde una puntata di Voyager. Così ha interpretato 🙂

  14. AhrimanTheHarsh ha detto:

    Cmq è questo il sito che dicevo…altro che complottismo.

    http://www.ccsg.it/Antonio.html

  15. sraule ha detto:

    Cmq è questo il sito che dicevo…altro che complottismo.

    no, be’, è ovvio. anch’io credo che sia TUTTO VERO. 😉

  16. utente anonimo ha detto:

    Siamo allo sputtanamento totale: adesso anche Augias ha iniziato a baciare chiappe cattoliche.
    I tipi del “centro culturale s. giorgio” (santo privo di origini storiche, quindi ci sta proprio bene) sono stati invitati a parlare dei “messaggi satanici subliminali” a enigma.
    in degna compagnia, peraltro, di quelli del gris e di padre amorth, che è quanto di più grottesco ci sia al momento in circolazione sulla faccia della terra o quasi (non precludiamo strade a maroni).

    è bello essere up to date: non fai in tempo a nominare una fonte di scherno che subito i media la propongono come una fonte di insegnamento morale.

    evviva!

    suppongo che un post DOVRA’ seguire, a questo punto, presumibilmente scritto a rovescio.

    sraule dal nuovo computer ancora non completamente installato.

  17. AhrimanTheHarsh ha detto:

    Oh cazzo…mi pento di non essere credente perchè in momenti come questi l’apocalisse sarebbe una prospettiva allettante…

    Devo organizzare una serata a pizza e birra con i soci per un evento di tale portata trash. Quando lo trasmettono?

  18. sraule ha detto:

    mi dispiace ahriman, c’è già stato.
    per questo ero così informata: l’avevo appena finito di vedere.

    ma sono sicura che almeno i pezzi più deliranti della puntata compariranno al più presto sul sito dei bambini di satana, che al confronto della cialtroneria rai ci fanno quasi la figura dei seri 🙂

  19. lulabelle ha detto:

    il recchioni vestito da kiss faceva la sua porca figura.

    gran pezzo, susanna. specie l’ultimo paragrafo. semikinghiano =]

  20. sraule ha detto:

    il recchioni vestito da kiss faceva la sua porca figura.

    mi rendo conto che sei molto innamorata, lula. 🙂

    semikinghiano =]

    era semikinghiano?
    hey, grazie.

  21. AhrimanTheHarsh ha detto:

    No, me lo son perso…tristezza…vabè allora mi “tocca” la serata alcolica stasera…che peccato 🙂
    Speravo di trovare qualcosa su raiclick, ma è un sito fatto coi piedi e bisogna cacciar la grana per i servizi avanzati…e su youtube non si trova nulla…maledizione.
    Se lo trovate ditemelo, vi offro birra e kebab se passate da bologna.

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