So che non mi sopportate quando cazzeggio. Dunque, cercherò di non farlo, anche se in realtà è difficile.

Temo che l’argomento del giorno non sarà degno neanche alla lontana della sezione ANTICHRISTA. Non è abbastanza divertente per finire nelle FACEZIE QUOTIDIANE e non è serio neanche un po’, altro che SEMI-SERIO. Decisamente non è biografico. Forse dovrò creare una sezione LULZ su misura per questo post, chissà.

Come sapete io sono un’accumulatrice di informazioni, il che è molto diverso dal dire che sono una persona colta.

Io accumulo.

Ci sono periodi in cui passo la maggior parte del mio tempo a leggere riviste, girare in internet, comprare libri o vedere film su un unico argomento. Alcuni la chiamano monomania, ma è sbagliato sia dal punto di vista clinico che linguistico, oltre che ingiusto per i derelitti che soffrono di questo disturbo come me.

Mi piacerebbe poter affermare che accumulo informazioni “per lavoro”. Poter dire “ho letto questo e quello PER DOCUMENTAZIONE” darebbe tutta un’altra dignità alla faccenda.

La verità è che documentarmi per le storie che scrivo è un’ottima copertura per i miei vizi solitari.

Per me, mi sono resa conto, non è necessariamente importante l’argomento della documentazione. È il processo conoscitivo in se stesso a darmi soddisfazione.

Quindi ecco che, una volta eseguite le ricerche che DAVVERO mi servono per un lavoro, non riesco a fermarmi e inizio a cazzeggiare qua e là finché ogni mia curiosità non è stata soddisfatta (o finché non trovo un altro giocattolo mentale).

Ultimamente ho imparato davvero un sacco di cose interessanti sulla storia della Svizzera, sui processi per stregoneria elvetici e sulle motivazioni ideologiche-storiografiche sottostanti, sulle fasi storiche dei processi per stregoneria e su come inizialmente non avessero alcuna attinenza con i cosiddetti sabba o con il demonio, mentre avevano molto a che vedere con i campi e le grandinate.

[Qua pregherei quelli che sanno di che cosa sto parlando di non lasciare indizi sulla destinazione di questo lavoro nei commenti, grazie.]

Quello che conta, ad ogni modo, è che per scrivere ciò che dovevo scrivere potevo fermarmi anche molto prima, ma l’ossessione per l’accumulo di informazioni inutili ha avuto ancora una volta il sopravvento.

Holmes in Uno studio in rosso parla dell’ordine che deve regnare nella sua “soffitta mentale”. La mia soffitta mentale è un caos esattamente come la mia libreria e il mio bagno.

Nell’ultimo periodo ho svolto un bel po’ di ricerche sulle sette. I motivi sono variegati, ma la mia vocazione da accumulatrice ha comunque voce in capitolo.

L’Inferno da me creato per Casterman è un inferno incredibilmente simile all’occidente odierno, ma comunque avevo bisogno di conoscere la geografia infernale tradizionale, i nomi dei signori infernali e la demonologia in genere, i contributi delle varie religioni; di rileggermi l’Inferno di Dante (compito che ho parzialmente decurtato a causa della mancanza di tempo), il Paradiso perduto di Milton, ecc. Per conferire un “background ideologico condiviso” a questo universo non potevo certo utilizzare delle idee cattoliche, quindi, seguendo l’esempio di Amis in Etero fiction, ho costruito uno sfondo morale diverso dal nostro. Per farlo mi sono largamente ispirata alle dottrine laveyane (e in parte a Crowley che è troppo accattivante per essere ignorato) e alle dottrine (per la controparte paradisiaca) swendeborgiane. Ovviamente ci sono i soliti noiosi riferimenti talmudici, che da quando Madonna si è inserita nel ramo li vendono anche al supermercato.

Visto il mio amore per Nostra Santa Madre Chiesa, potete ben immaginare che il satanismo razionalista laveyano mi rimanga tutto considerato più simpatico di altre dottrine, e comunque mi è stato utilissimo per il libro. A questo punto, però, per dare a Cesare quel che è di Cesare, devo ammettere che i deliri cattolici sull’aldilà mi sono stati mooolto più utili.

Ma non deviamo dal discorso.

Nel prossimo numero di Ravenstock (non quello in uscita tra poco, quello dopo) si toccheranno i temi da sempre più cari ai grandi e ai piccini: sette millenariste e killer seriali. Alcuni, dopo aver letto FR-l’allegria dei naufragi obbietteranno che ho già parlato di sette millenariste, visto che nel primo episodio compare Nostra Santa Madre Chiesa, ma a questo devo replicare con fermezza: il cattolicesimo non è una setta!

E così, insomma, mi sono documentata un altro po’.

Ora, si dà il caso che nell’ultimo periodo io abbia anche scritto un romanzo – rigorosamente privo di editore – ambientato in Italia e in cui si tocca il tema delle sette sataniche.

Consentitemi una breve digressione: la maggior parte delle persone non hanno la minima esperienza in merito, io non so perché ma conosco “satanisti” a bizzeffe.

Le virgolette non sono casuali, credetemi.

Dei tre “satanisti” arrestati in zona spezzina io ne conoscevo tre. Con due ci andavo agli scout (laici, peccato) insieme. Lo so, non fa tanto satanico, ma cosa posso farci?

Ovviamente i loro terribili atti satanici avevano raggiunto il culmine quando avevano sottratto qualche osso dal cimitero locale perché il “leader carismatico” (qui Brullo si sta rivoltando dal ridere, lo so) della “setta” voleva costruirsi “una parete di tibie”. In camera da letto.

E vabbé.

Quella parentesi satanica è finita, credo, in una grassa risata collettiva, comunque gli atti di vandalismo c’erano e penso che i tre fresconi, una volta raggiunta la maggiore età (forse mi sono dimenticata di dire che due su tre erano minorenni all’epoca dei fatti) si siano anche dispiaciuti della propria demenza.

Gli altri “satanisti” che ho conosciuto, o meglio, sfiorato, sono le Bestie di Satana, di cui si sa tutto dai giornali. Per la precisione due di loro suonavano nello stesso gruppo del boyfriend (all’epoca) della Coinquilina. Forse li ho conosciuti in quelle due o tre occasioni in cui li ho accompagnati al Midnight, ma sinceramente quella gente mi è rimasta così impressa che non me lo ricordo proprio.

Comunque il boyfriend della Coinquilina, poveretto, era sconvolto.

Quelli era cattivi sul serio, solo che penso che fossero satanisti più o meno come le tartarughine morte dei miei nipotini (e che ora riposano in pace nella raccolta differenziata).

D’altronde, guardate cosa ha combinato un Charles Manson qualsiasi e poi ditemi se non siete d’accordo con la teoria pratchettiana sulla banalità del male.

Visto che mi stavo documentando, comunque – e visto che stavo soddisfacendo anche il mio piccolo problema di accumulo mentale – qualche settimana fa ho comprato Il libro nero delle sette in Italia, di Caterina Boschetti (Newton Compton). Tempo prima avevo letto gli interessanti saggi di Cecilia Gatto Trocchi, che però sono stati velocemente superati dal tempo come succede a tutta l’etnografia urbana.

Ora, nel risvolto di copertina non è ben spiegati a quali “quotidiani, settimanali e riviste” abbia collaborato la Boschetti nella sua carriera giornalistica. Il libro non è scritto particolarmente bene, ma suppongo che questo, in un’opera documentale, si possa tranquillamente superare.

Posso anche superare che la Boschetti scriva sempre “male” con la maiuscola. E anche che ogni cosa avvenga “purtroppo”. Posso anche superare il fatto che lei voglia “aprire una breccia nelle coscienze”.

E poi, però, basta.

Alla decima intervista in ginocchio al pretozzo di turno ho mollato il colpo e sono tornata a Wikipedia, che almeno di base propugna la neutralità ideologica.

E, davvero, credo che non ci sia nessuno a cui stiano più sul cazzo che a me i vari teorici new-age o minchioni dianetici.

E solo che non sopporto che per prendersela con qualcosa questa venga banalizzata, i fatti vengano confusi e che le informazioni vengano distorte. Nemmeno se si tratta della fuffa misticheggiante che personalmente aborrisco.

Il libro della Boschetti parte da un ottimo lavoro di documentazione: interviste ai parenti delle vittime delle sette e alle persone che si occupano di combatterle. Malgrado lo stile talvolta traballante (e sempre viziato da una evidente partigianeria per il Partito del Signore) propone al lettore una buona raccolta di fatti, compresi elementi legislativi e dati di diffusione sul territorio.

Poi, purtroppo (come direbbe lei), rovina tutto inserendo una serie di testimonianze fondamentalmente irrilevanti, come quella di un tizio che pensa che la sua ex-ragazza, che altro non è che una tossicodipendente affetta da disturbi mentali (lui stesso ammette che le sono stati diagnosticati dal Servizio di salute mentale), sia caduta nelle grinfie di una non-specificata setta e che questa sia l’origine di tutti i suoi mali.

Io non dico che nella storia non ci sia niente di vero e magari di preoccupante, ma visto che nell’intervista non vengono citati fatti o fonti non vedo il motivo di inserirla, se non perché è “suggestiva”.

Le parti “storiche” sull’origine di varie sette giainiste, teosofiche, ecc sono confuse, banalizzate e talvolta scorrette per omissione. Io non ne so molto di sette ma sono alquanto sicura che Bestie e Bambini di Satana, malgrado i nomi simili, non abbiano molte credenze in comune. I secondi, ad esempio, hanno un sito pubblico, con indirizzo e mappa per raggiungerli, che non mi pare il massimo della segretezza cospiratoria di cui parlava la Boschetti (da notare, comunque, il bannerino per la raccolta fondi).

Inoltre sono piuttosto convinta che la gente possa fottere tranquillamente la propria vita anche restando in grembo alla dottrina cristiana, cosa che la Boschetti sembra ben intenzionata a negare.

Tutto questo, inutile dirlo, non aiuta di certo nella salvaguardia dei minorati mentali (o delle persone fortemente sofferenti ed esposte) che finiscono per essere inglobate da questo o quel culto gestito da ciarlatani. Ma ne esiste qualcuno non gestito da ciarlatani (ciao Benny)?

Comunque, per concludere in cazzeggio come al solito, vorrei proporvi il video di un temibile satanista nostrano impegnato in occulte ed esoteriche nequizie.

 

Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

»

  1. AhrimanTheHarsh scrive:

    Mah, il signor Dimitri l’ho conosciuto ancora ai tempi in cui la sede dei bambini di satana era di fronte ai Salesiani (di Bologna) ed in seguito ho avuto modo di incontrarlo nuovamente nella veste di vicino di casa di un’amica…è tutto fuorchè un’oscuro personaggio, teoricamente è quanto di più vicino si possa trovare al “satanismo freddo”…ma onestamente non è poi così interessante; simpatico sì, ma per il resto, nulla di che…

    Poi non so per che sorta di lavoro ti stia preparando, ma come fai a perdere tempo con scritti di soggetti del calibro della Boschetti, da come ne parli mi pare peggio di una circoncisione con una mola a disco, leggerlo di prima mano temo sia un’esperienza molto peggiore…

    Comunque non credo che il Male sia banale, o meglio, si abusa del termine e si usa pure la maiuscola per accentuarlo, ma è solo una pugnetta mentale dei poveri di spirito per definire situazioni a loro estranee e per la loro mente ristretta al di fuori della normalità…
    Ma restano cose enormemente banali…il vero MALE sta in cose molto più subdole e meno pulp del satanismo. Tipo vendere carne contaminata sottoforma di aiuti alimentari e provocare centinaia di casi di cecità (russia, primi anni ’90, carne avariata venduta da un’industria italiana)…
    Oddio, ho in ballo una scommessa sulla definizione di “Male Assoluto” con un amico…pur non essendo ancora riuscito a centrare l’obiettivo ho prodotto scenari che potrebbero costarmi l’internamento…e che effettivamente rendono banale il male quotidioano…

    “Fà ciò che vuoi.”

    Ma tanto sono agnostico e me ne sbatto…
    ;-p

  2. sraule scrive:

    Hello Ahriman.
    Guarda, dei BdS non me ne fregava niente, finché non ho letto nel libro le peggio idiozie.
    Bada che non c’è scritto “Dimitri sgozza capretti sulle bambine” (o li incula, o gli fa mangiare i ragni, o quello che era, non mi ricordo), ma: “le sette sataniche in Italia sono: [nomi di sette di tutti i tipi]” E alla riga dopo: “Molte sette praticano [inserisci una sconcezza a caso].
    Che non è esattamente diffamazione, ma, come vedi, un giochetto più subdolo in perfetto stile “studio aperto”.

    Hai presente quando parlano, ad es., degli zingari: “noi non siamo contro gli zingari, però, guarda, la gente (da me intervistata) dice che li odia, e poi, GUARDA, oggi ci sono stati TRE crimini commessi da zingari… ma fatti pure un’opinione tua, eh?”

    Capisco il tuo punto di vista sul male. Temo di rimanere dell’idea che il male sia banale, in quanto estremamente prevedibile. Lascia un cieco con un sacco di banconote ad un incrocio e scommetto che il primo che incontra non lo aiuterà ad attraversare 🙂
    Stessa cosa per gli avvelenatori mondiali o per i genocidi di massa, temo.

    Il vero male creativo è piuttosto raro, penso, e nel complesso fa molti meno danni di un qualsiasi uragano.

  3. utente anonimo scrive:

    Comunque se tutti i satanisti tirano di scherma come i due dementi possiamo dormire tranquilli

    paolo

  4. utente anonimo scrive:

    Eh, ma non credo mica che colpiscano le ignari vittime con la spada di obi wan. Credo che usino più roba tipo occhi di rana e sangue di rapa o quella roba li, insomma.
    Comunque sciroccati sono sciroccati.

  5. utente anonimo scrive:

    Dimenticavo: in effetti dev’essere tosta beccarsi un occhio di rana fra capo e collo. Sono cose brutte.

    armaduk

  6. sraule scrive:

    Ah, la Forza in voi potente non scorre!
    Corrotti dal Lato Oscuro voi siete!

  7. utente anonimo scrive:

    Domani vado a farmi dare un’occhiata alla prostata.

  8. AhrimanTheHarsh scrive:

    Attento che potrebbero spremerti la prostata ed usare il tuo seme in nefandi rituali satanici…o peggio per generare orridi ibridi tra te e qualche cultista cattolico 🙂

    Cmq il male di tutti i giorni è per definizione banale perchè si tratta a conti fatti dell’istinto ad inculare il prossimo a proprio vantaggio, niente di più…per il “Vero Male™” il discorso è più complesso perchè si tratta di un atto volontario che presuppone una pianificazione mirata al soddisfacimento del proprio desiderio cosciente di praticarlo, alcuni per una perversa estetica altri per un gusto più affine ad un sadismo non limitato alla sola sfera sessuale, oppure un’estensione del piacere sessuale sadico a tutte le relazioni sociali…dipende da quanto è deviato il soggetto in questione. E si, di solito un autore di Male fa molti meno danni di chi lo pratica il male abitudinario…se non altro perchè non gli viene naturale nelle relazioni col prossimo.

  9. sraule scrive:

    o peggio per generare orridi ibridi tra te e qualche cultista cattolico 🙂

    hai una mente deviata, ahriman 🙂

  10. lulabelle scrive:

    oddio! susanna se avessi saputo che volevi leggerlo ti avrei fermata. l’ho fatto io l’editing di quel libro. cioè, non l’ho fatto. lo sapevi che lavoro per Newton, sì? ti spiego com’è andata. mi è arrivato in mano un fascio di materiali vari ed eventuali incluse fotocopie di siti internet e fogli di notes. a quel punto mi si è guardata e mi si è detto: libro! libro! io me li son guardati, e ho detto: eh? non c’era una fonte, metà delle testimonianze parevano catene di sant’antonio. ho fatto di tutto per indagare, tagliare, estirpare, lacerare. poi mi sono arresa. ho urlato in testa al mio editor, alla Newton tutta e alla Boschetti stessa. è una vergogna che solo perché sei giornalista in Italia tu possa fare una cosa del genere. ho tagliato un decimo del da tagliare prima di dimettermi dall’incarico, ma mi son rifiutata di scrivere anche una sola riga di quel libro. non se lo meritava, ecco.

    comunque mi ha regalato due chicche prodigiose. a un certo punto parla di Rambo, non so se sei arrivata fin lì (o se è rimasto nella versione finale). diceva che, tornato dalla guerra, il poverino era così scioccato da tutto ciò che aveva visto che aveva dei FEEDBACK tremendi. senza dimenticare che, a un certo punto, per vie imperscrutabili un trait d’union è diventato un trade union. adoro quando invece di incazzarmi la botta d’ignoranza è talmente potente che mi viene da ridere.

  11. sraule scrive:

    Wahahaha!
    Guarda, mi immaginavo qualcosa di simile (editor disperati e via discorrendo)!
    No, fino a Rambo non ci sono arrivta, mi sono fermata all’ “interessante” intervista a un esorcista.
    A quel punto ho capito senza ombra di dubbio di essere posseduta da SATANA e sono corsa verso il più vicino tempio massonico in cerca di espiazione.

    Ma perché, perché, perché? è l’unico commento sensato che si possa esprimere su questo, hem, libro 🙂

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...