Occhio che è un post lungo e palloso: vi ho avvertiti, eh?

 

Ovvero come infilarsi da soli in un merdaio e pagarla cara pagarla tutta.

Bene, come avrete capto dal mio sconfortato esordio, l’operazione di analisi dei vostri commenti sul RSN è stata un’impresa tutt’altro che veloce e gradevole, anche se i risultati sono abbastanza interessanti, almeno secondo me.

Vedendo tali risultati due domande vi nasceranno senza dubbio in modo spontaneo. La prima: ma Sraule non ha nient’altro da fare? Una vita, chessò, un lavoro? La risposta è ovviamente SI’: infatti il tempo che ci ho messo è dovuto proprio a questo.

La seconda (forse): ma su quali basi teoriche hai fatto tutto ciò?

La risposta sarebbe un po’ più articolata di quella che ho intenzione di fornirvi al momento, ma in sostanza è: i metodi di analisi testuale delle sedute. Autori di riferimento: Wilma Bucci e Erhard Mergenthaler. Sono certa che nel grande mondo di Wikipedia potrete trovare tutte le references di cui abbisognate.

Ora, per analizzare i testi sono stati creati degli ottimi software, decisamente di proprietà degli autori e delle università per cui lavorano. Non solo non avevo alcuna intenzione di servirmene (i referenti mi avrebbero speditamente mandato affanculo e avrebbero fatto molto bene, vista la mole di lavoro “serio” che hanno), ma non sarebbero nemmeno andati bene.

I miei scopi, se non l’aveste ancora capito, sono turpi.

Ma facciamo un passo indietro, per chi si fosse perso le ultime puntate.

Il Racconto Senza Nome è un racconto dai modestissimi pregi artistici, ma costruito in un modo ben preciso. Il “gioco” era di, per ogni sezione (le potete trovare qua accanto), attribuire ad ogni personaggio elencato alla fine alcune caratteristiche.

I ritardatari possono leggere il regolamento e commentare dal secondo episodio in poi, visto che l’analisi del primo è già terminata.

Veniamo agli scopi di questa sorta di esperimento. Chi deve ancora commentare dovrebbe astenersi dal leggere da qua in poi.

Il RSN è stato concepito appositamente per confondere il lettore. Adottando la classica tecnica di non definire o definire via via in modo incongruente i personaggi, il lettore, se fosse un essere logico, dovrebbe trovarsi nell’impossibilità di definirli. A questo scopo l’orientamento politico dei personaggi non viene mai chiarito.

Ci sono vaghi riferimenti a posizioni di volta in volta conservatrici, democratiche o di vaga estrazione insurrezionalista, senza che il quadro politico sia mai spiegato.

Tutti i personaggi, ad esclusione di alcuni puramente di contorno, sono ambigui. Non viene mai chiarito se sono mossi da obbiettivi personali o se seguono una qualche forma ideologica. Non viene mai chiarito qual è il sentimento dominante nella popolazione.

In pratica non viene mai fatto capire se una rivoluzione sia o meno auspicabile, data la situazione di partenza, chi e perché la desidera, quali cambiamenti apporterebbe, né quali siano i “valori” che il sistema dominante difende.

Da questo punto di vista mi sono ispirata alle “vere” situazioni di guerra civile in giro per il mondo, e del passato.

Nel racconto è il relativismo che la fa da padrone.

Di volta in volta i personaggi sono pazzi o savi, buoni o cattivi, crudeli o generosi e così via.

Non viene mai spiegato perché la protagonista aderisce alla rivoluzione, né viene spiegato se la rivoluzione stessa sia altro dal progetto personale di un folle.

A questo scopo, per aumentare la confusione, ho inserito un gran numero di luoghi, accenni, personaggi secondari, che non servono a niente e che non portano da nessuna parte.

La mia ipotesi era che comunque, anche in questa situazione di fatto indefinita e confusa, il lettore a un certo punto si sarebbe fatto una sua idea su quanto avveniva e avrebbe “preso posizione”, vuoi per un intrinseco bisogno di coerenza, vuoi per un bisogno “narrativo”, ovvero di creare una storia con una trama chiara anche laddove non ve n’era.

Riferendomi ai celebri esperimenti sui discorsi “vacui”, ipotizzavo che comunque a un certo punto ci sarebbe stata un’attribuzione di significato univoca ad una serie di azioni e situazioni slegate, in qualche modo “vacue”.

Inoltre la mia ipotesi è che le posizioni presenti nel racconto vengano estremizzate, questo a causa (ipotizzo io) di euristiche del pensiero in azione, che tenderebbero a semplificare ed incasellare.

Ora, naturalmente non so se:

1)       il racconto era ABBASTANZA vacuo, cioè non so se ho io stessa attribuito significati e, nel caso, se questi sono passati oppure no. Questo possiamo considerarlo un limite tecnico dell’autrice dell’esperimento.

2)       Se abbia funzionato. Se così fosse a un certo punto dovrebbero delinearsi alcune “tendenze” all’interno delle risposte. Forse alcuni lettori hanno iniziato a interpretare in una certa direzione, mentre altri in un’altra: questo dovrebbe essere visibile dai dati.

3)       Oppure se, contro le mie previsioni, i lettori hanno continuato a vagare da un’opinione all’altra, senza riuscire a fermarsi da nessuna parte e senza farsi un’idea di nessun tipo. Sarebbe abbastanza sorprendente.

È chiaro che finché l’esperimento non sarà concluso queste domande non avranno risposta, quindi si può dire che da questo punto di vista l’esperimento è insolitamente onesto. Non ho modo di conoscere i suoi risultati e sono aperta a qualsiasi cosa succederà.

Bene, a questo punto vi spiego il sistema che ho elaborato, semplificando e abborracciando come da migliore tradizione sraulesca (leggi sotto: la perversione del metodo scientifico).

Step 1: Ho creato degli indici che potessero descrivere i nostri personaggi. Ogni indice ha due dimensioni, che non vanno letti in direzione positivo > negativo, ma semplicemente nel senso “così è”.

Gli indici sono questi:

Indice I (pulsioni + vs raziocinio -): intelligenza stoltezza riflessività impulsività abilità imperizia sapienza ignoranza calcolo istinto

Indice II (potere + vs impotenza -): forza debolezza coraggio paura dinamismo accidia fermezza indecisione potenza impotenza stanchezza energia orgoglio vergogna

Indice III (positività + vs negatività -): ferocia mitezza rabbia calma follia equilibrio generosità egoismo crudeltà bontà freddezza calore cinismo idealismo noia interesse

Indice IV (piacevolezza + vs sgradevolezza -): vecchiaia gioventù raffinatezza grossolanità bellezza bruttezza leggerezza pesantezza

Indice V (regole sociali +/- ): conformismo anticonformismo obbedienza disobbedienza

Indice VI (distorsione contesto +/- ): carisma prosaicità mistero trasparenza

A cui si aggiunge un settimo indice, di cui abbiamo già parlato, che è quello dell’Orientamento Politico Percepito, le cui dimensioni sono: Democratico, Autoritario, Sovversivo.

Step 2: Ho raccolto tutti gli aggettivi presenti nel racconto e riferibili ai singoli personaggi. Ho assegnato ogni aggettivo ad un indice (gli aggettivi non sono mutualmente escludentesi, quindi alcuni aggettivi sono stati assegnati a più di un indice) e ho creato una bella tabella. Un metodo “serio” per fare ciò sarebbe quello di ricorrere almeno a due giudici indipendenti per l’attribuzione. Visto che trovare due poveretti che si sorbissero questa trafila sarebbe stato impossibile e visto che comunque anche in tutte le ricerche di analisi testuale di mia – diretta – conoscenza in realtà i giudici speso e volentieri sono solo due nomi su un foglio, a volte nemmeno informati del loro presunto ruolo, ho allegramente saltato questa procedura. In fondo questa, se non fosse già chiaro, non è una democrazia.

Step 3: Ho raccolto tutti gli aggettivi dei vostri commenti e ci ho fatto esattamente la stessa cosa. Ho creato un’altra tabella.

Step 4: Ho “pesato” i risultati. Ovvero: se il personaggio 1 ha ricevuto 10 aggettivi e il personaggio 2 ne ha ricevuti solo 8 ho fatto in modo che i dati fossero confrontabili. Ciò, inutile dirlo, ha dato il via ad un’altra tabella.

Step 5: Ho “compensato” i sei indici aggettivali. Ovvero: visto che ogni indice ha due dimensioni di segno opposto, se il personaggio 1 prendeva 5 punti all’indice 3+ e 2 all’indice 3- il punteggio finale è diventato 1. Visto che questo tipo di operazione è largamente arbitraria (in fondo perché + potere e – potere devono dare una somma dei due?), ma molto comoda, ho comunque fatto un’ulteriore tabella, analizzabile a parte.

Step 6: Ho creato un’allegra tabella anche con i dati dell’indice sull’appartenenza politica. Visto che nel racconto non c’è traccia né di aggettivi né di sostantivi che si riferiscano direttamente a ciò, l’ho creata solo con i vostri commenti: da questo il nome Appartenenza Politica Percepita.

grafico politico

Siccome so che siete dei piccoli, viscidi, santommasi (e non vi vorrei altrimenti), qua e qua potete trovare l’intero meccanismo che ha portato all’analisi della prima puntata del RSN (sì, ci sono anche tutte le tabelle e i grafici).

Prima di discuterne, alcune precisazioni di ordine metodologico:

          Alcuni di voi, non paghi di scrivere un singolo aggettivo o sentendosi tarpati nella loro creatività, hanno scritto dei panegirici sui personaggi: ho tentato di ridurli ad un’unità minuta e infilarli dentro una categoria. Se non vi va bene, cazzi vostri, io tutto il lavoro non lo rifaccio.

          Nell’analisi testuale si ignora bellamente la dimensione temporale. Se c’è scritto “quand’era piccolo era tanto bellino, guarda che schifezza è diventato da grande”, il personaggio in questione si becca un punto di piacevolezza per “bellino” e uno di sgradevolezza per “schifezza”, che nell’analisi successiva si annullano a vicenda. Così va il mondo, mai detto che fosse un posto giusto.

          Forse ho sbagliato qualche calcolo. Eh, sì, non dovrei dirlo, tanto lo so che non controllerete, ma dopo un po’ inizi a fonderti, non so se mi spiego, e io col cazzo che li ho ricontrollati uno per uno.

          Odio Excell, tanto perché voi lo sappiate, ma non me la sono sentita di fare la sborona con qualche programma più serio per farvi vedere che so fare le sottrazioni su MathLab. Anche perché non è vero.

Bene, detto ciò, veniamo all’analisi dei risultati, personaggio per personaggio:

SIDA:

Indice I: Secondo il racconto non pensa e non ha pulsioni, ovvero è un vegetale. Secondo voi, invece, pensa un casino ed è senz’altro sul versante “freddo” dell’intelletto.

Indice II: Secondo il racconto Sida è una sfigata: ha un punteggio di impotenza decisamente stratosferico. Per via di quella faccenda “tutto è qui ed ora”, tuttavia, questo risultato è distorto, perché la maggior parte degli aggettivi si riferiscono al passato. Secondo voi, comunque, Sida è piuttosto cool, infatti per voi è molto più potete di quel che sembra.

Indice III: Secondo il racconto Sida è più sul versante negatività che su quello positività, e anche secondo voi.

Indice IV: Secondo il racconto Sida è decisamente gradevole, secondo voi proprio una sfrafiga.

Indice V: Secondo il racconto Sida si attiene moderatamente alle norme sociali, secondo voi non molto.

Indice VI: Il racconto non ha niente da dirci riguardo alle distorsioni sul contesto operate da Sida, mentre secondo voi è una tipa abbastanza carismatica/misteriosa.

Sulla sua appartenenza politica  le vostre idee sono confuse: sicuramente secondo voi non è autoritaria, ma alcuni credono che sia sovversiva, mentre altri propendono per il democratico. Al contrario che in Italia, questi ultimi per il momento vincono.

grafico sida

NIU:

Indice I: Secondo il racconto Niu dal punto di vista dell’equilibrio pulsioni/razionalità è assolutamente neutro. Questo risultato è forse imputabile alla carenza di dati, carenza che però avevate anche voi, che invece ritenete Niu decisamente un calcolatore, con appena un piccolo accenno di impulsività.

Indice II: Il racconto suggerisce un certo potere di Niu, che voi considerate molto più ampio.

Indice III: Secondo il racconto Niu è un personaggio decisamente negativo. Anche secondo voi è negativo, ma in modo molto più sfumato.

Indice IV: Nel racconto Niu è decisamente gradevole, voi concordate, ma in modo piuttosto tiepido.

Indice V: Secondo il racconto Niu è neutro dal punto di vista dell’accettazione delle regole sociali. Secondo voi è un tipo abbastanza obbediente.

Indice VI: Secondo il racconto Niu è abbastanza prosaico, mentre voi lo trovate leggermente carismatico.

Dal punto di vista politico secondo voi Niu è autoritario, in seconda posizione è possibile che sia un ben dissimulato democratico, mentre sulla possibilità che sia sovversivo non scommette nessuno.

grafico niu

HUI:

Indice I: Di nuovo calma piatta dal punto di vista intellettuale/pulsionale secondo il racconto. Voi per qualche motivo pensate che Hui sia una volpe, un astuto, un superpensatore.

Indice II: Secondo il racconto Hui è praticamente alla frutta, il suo potere non potrebbe essere minore. Secondo voi Hui non è messo poi così male.

Indice III: Secondo il racconto in Hui prevale la negatività, secondo voi è (molto moderatamente) positivo.

Indice IV: Negativo per il racconto e neutro per quanto vi riguarda.

Indice V: Siete d’accordo nel non avere opinioni in merito.

Indice VI: Neutro per il racconto, per voi Hui esercita un certo grado di distorsione sul mondo circostante, anche se molto moderato.

Politicamente potrebbe essere democratico o autoritario esattamente allo stesso modo, ma assolutamente non sovversivo.

grafico hui

MITRIS:

Indice I: Secondo il racconto i suoi aspetti impulsivi e calcolatori si bilanciano, secondo voi è decisamente più raziocinante di quel che sembra, anche se ha degli aspetti impulsivi.

Indice II: Decisamente privo di potere secondo il racconto (ma la maggior parte degli aggettivi si riferiscono alla narrazione della sua caduta), decisamente potente per voi.

Indice III: Per il racconto è un personaggio negativo, ma per voi di più.

Indice IV: Secondo il racconto Mitris è moderatamente gradevole (ancora una volta, la maggior parte degli aggettivi si riferiscono al suo periodo pre-vetrificazione), secondo voi neutro.

Indice V: Tutti d’accordo nel non avere opinioni.

Indice VI: Siete d’accordo nel ritenerlo un personaggio carismatico/misterioso.

Politicamente: Vince “sovversivo”, ma di poco su “autoritario”. A nessuno viene in mente che Mitris potrebbe essere democratico.

grafico mitris

VANDOOLER:

Indice I: Pensate che sia molto più raziocinante di quanto dica il racconto (che in merito non dice proprio niente):

Indice II: Il racconto lascerebbe intendere che Vandooler sia alla frutta, voi non ci credete e gli date un punteggio da super-eroe.

Indice III: Secondo il racconto è un personaggio più che positivo. Voi, giustamente sospettosi, gli date un punteggio positivo, ma inferiore.

Indice IV: Nel racconto non è molto gradevole, ma voi siete indifferenti alla questione.

Indice V: Neutralità per il racconto, vaga adesione alle norme sociali secondo voi.

Indice VI: Nessuno ha niente da dire in merito.

Politicamente: pensate che sia democratico, ma qualche sospetto che sia autoritario vi è venuto. Sicuramente non è un sovversivo!

grafico vandooler

 

Bene, so che osservando SOLO questi grafici i miei discorsi vi sembrano deliranti, ma prima di iniziare a starnazzare, fate il favore: guardate i dati completi! Che cosa possiamo concludere per il momento non è chiaro. C’è una certa tendenza all’estremizzazione delle opinioni, secondo me, ma chiaramente si tratta di un’opinione data a naso.

Con calma (molta calma, temo) analizzerò anche il resto dei dati e vedremo se e che cosa ci diranno.

Prossimamente si torna alla solita fuffa.

Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. mrharrison scrive:

    a quest’ora, posso dire solo di aver letto il tutto, con un certo trasporto. ma capito, no. diciamo che ho intuito il tutto, e mi basta.

  2. utente anonimo scrive:

    Mamma mia, che lavorata! Sei proprio matta! (è un complimento…) Alla faccia dell’esperimento, qui potresti scriverci un intero articolo scientifico!

    Visto che queste cose mi intrippano un casino, ho letto tutto (compreso uno sguardo ai dati completi) e mi sono fatto una personale opinione sul perchè hai rilevato questa tendenza ad “estremizzare” i giudizi.
    Secondo me non entra in gioco solo la tendenza a catalogare ed incasellare tutto, ma anche la consuetudine che abbiamo con le “regole” dei racconti: bastano poche parole per assegnare ai vari personaggi alcuni ruoli stereotipati. Ad esempio Vandooler in questa prima puntata può ricoprire il ruolo del “vecchio maestro”, e tutti sanno che nei racconti il vecchio maestro all’inizio sembra sempre molto debole, ma prima o poi si scoprirà che in realtà è potentissimo.

    Complimenti per il lavoro, continua così! Io intanto mi precipito ad attribuire gli aggettivi anche agli altri capitoli!

    Ciao.
    Luca.

  3. sraule scrive:

    Grazie per il supporto, ragazzi.
    Rimando ogni considerazione alla fine del tutto, ovvero tra… un paio di secoli, credo!

  4. utente anonimo scrive:

    Ciao, vado totalmente OT…è che mi servirebbe un favore… : )
    Ieri ho parlato un pò con Fabio Nardini al Napoli Comicon (attirato dall’albo col tuo nome e quello di Rossano!) mi sono semplicemente informato sulla loro linea editoriale e mi ha detto di mandargli qualcosa, volevo chiederti come ti sei trovata con loro, professionalmente parlando, impressioni ecc.
    Se ti va, puoi anche rispondere qui: bassfeeling@hotmail.it
    Grazie!

    Il Gabbrio.

  5. utente anonimo scrive:

    Hem…ho appena scoperto che sei la responsabile della sezione Book…forse ho fatto una gaffe, nell’incertezza, vado a vergognarmi in privato.

    Il Gabbrio

  6. sraule scrive:

    Hem, la sezione Books è quella del sito, quindi recensioni & critica.
    Per Cut-Up faccio (a volte) l’editor.
    Hey, ci mancherebbe, chiedere è lecito, magari è il mio parere a non essere tanto imparziale: sono tutti amici.

    Al limite mandami un’email!

  7. utente anonimo scrive:

    ho appena finito di dar da mangiare ad abelforth…

    nel frattempo il mastro di prefazione attende delle tavole vergate dal “bobtail” per poter prefazionare… 😀

    salumi

    r.

  8. sraule scrive:

    nel frattempo il mastro di prefazione attende delle tavole vergate dal “bobtail” per poter prefazionare… 😀

    cioè?
    gliele abbiamo già spedite le tavole.

    non è che ha cambiato indirizzo e/o non le ha ricevute?

  9. CampoLungo scrive:

    Ok, grazie!
    Ma per contattarti scrivo nel messaggio privato che si trova nel profilo splinder oppure c’è una tua mail pubblica che non riesco a trovare?

    Il Gabbrio

  10. sraule scrive:

    Mail pubblica: srauleATyahooPUNTOit

    tutti continuano a scrivermi nei messaggi privati splinder, io non ci guardo e sembra che non risponda!

  11. utente anonimo scrive:

    Il mio commento è decisamente fuori tema, ma da aspirante collega ( sceneggiatore) volevo farti i miei complimenti per Ford Ravenstock.
    Il soggetto mi ha sempre intrigato, ma devo dire che la resa sulla sceneggiatura è ottima….Una delle cose migliori lette nell’ultimo anno…
    Complimenti vivissimi!

  12. sraule scrive:

    Hey, grazie Spiridion. Ti ho già detto che tra poco ne esce un altro? :))))

  13. utente anonimo scrive:

    cioè….non che l’abbia letto fino in fondo…o che ci abbia capito qualcosa di quello che ho letto…però mi è sembrato davvero interessante 😉 scherzo, dai!

  14. utente anonimo scrive:

    Sono uno dei commentatori prolissi.
    Me ne scuso, ma credevo fosse un test sulle tue capacità narrative e che quindi ti fossero più utili risposte articolate.
    In effetti, forse avresti fatto meglio a predisporre degli aggettivi da scegliede di volta in volta, risparmiandoti così l’onere dell’interpretazione dei commenti lunghi.
    Questo test, se non altro, dimostra una cosa: tu non sei normale, mettitela via!

    mzk

  15. sraule scrive:

    Ah-ah, non ti preoccupare. A causa dello stress dell’analista quando ho scritto il post ero più inacidita del solito.
    i tuoi commenti sono stati allegramente maciullati, come hai visto.

    be’, che non sono normale non è proprio la novità del secolo. perché credi che mi sia laureata in psicologia?

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