Sono un tranquillante

Agisco in casa,

funziono in ufficio,

affronto gli esami,

mi presento all’udienza,

incollo con cura le tazze rotte –

devi solo prendermi,

farmi sciogliere sotto la lingua,

devi solo mandarmi giù

con un sorso d’acqua.

 

So come trattare l’infelicità,

come sopportare una cattiva notizia,

ridurre l’ingiustizia,

rischiarare l’assenza di Dio,

scegliere un bel cappellino da lutto.

Che cosa aspetti –

fidati della pietà chimica.

 

Sei un uomo (una donna) ancora giovane,

dovresti sistemarti in qualche modo.

Chi ha detto

che la vita va vissuta con coraggio?

 

Consegnami il tuo abisso –

lo imbottirò di sonno.

Mi sarai grato (grata)

per la caduta in piedi.

 

Vendimi la tua anima

un altro acquirente non capiterà.

 

Un altro diavolo non c’è più.

 

Wilsawa Szymborska, Prospekt, Vista con granello di sabbia, Adelphi.

(Questo, chiaramente, non vi esime dal continuare a votare per la Writers Death Race.)

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Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. utente anonimo ha detto:

    al solito, parlerò di robe che nulla centrano con il post… 🙂

    premessa… ho votato 😉

    svolgimento: ho tovato questi robi qui… ne sapevi nulla? Terry.Pratchett’s.The.Colour.Of.Magic.1.HDTV
    Terry.Pratchett’s.The.Colour.Of.Magic.2.HDTV

    devo ancora vedermeli, però a primo acchitto non sembrano male!

    sciaooooooo

    robbè 🙂

  2. sraule ha detto:

    premessa… ho votato 😉

    e bravo, Panda!

    svolgimento: ho tovato questi robi qui… ne sapevi nulla? Terry.Pratchett’s.The.Colour.Of.Magic.1.HDTV
    Terry.Pratchett’s.The.Colour.Of.Magic.2.HDTV

    sì, sì, ne sapevo tutto a causa della mia iscrizione al yahoogroup di Vetinari. Ho visto i trailer e alcuni spezzoni (quello che jeremy irons, nell specifico) e mi sembra buono.
    non so se esista in italiano o almeno coi subs, però.

    sai darmi informazioni in merito?

  3. mrharrison ha detto:

    personalmente, non credo di aver venduto la mia anima al lexotan e al remeron…

  4. utente anonimo ha detto:

    ho trovato i subs della prima parte su perciò penso che più o meno a breve escano quelli della seconda parte.

    si, mi sembrano fatti bene. c’è anche ….. non mi viene, l’attore che faceva frank’n’furter e it …gggg coso…

    arghe, la vecchiaia

    gosh

    robbè

  5. sraule ha detto:

    personalmente, non credo di aver venduto la mia anima al lexotan e al remeron…

    mah, in fondo questa poesia mi piace – oltre che per la forma – perché dice che in definitiva non c’è niente di male a “vendere l’anima”. 🙂

    si, mi sembrano fatti bene. c’è anche ….. non mi viene, l’attore che faceva frank’n’furter e it …gggg coso…

    Tim Curry?

  6. utente anonimo ha detto:

    sì, proprio il curry! ^^

    r.

  7. AhrimanTheHarsh ha detto:

    Maledettamente attraente il nirvana sintetico…mi fa venire in mente Huxley…

  8. sraule ha detto:

    Noo, Ahriman, ti sei spliderizzato? E quello è un bastone di Esclulapio o una Frusta di Shaab?

    Scusa, scusa, lo sai che alla mattina sono più cazzona del solito…

    Direi che Huxley era più sul versante, come dire, sperimentale, mentre la Szymborska è più su quello conservativo (o auto-presenrvativo)!

  9. AhrimanTheHarsh ha detto:

    Si avendo le palle ferocemente girate, mi son messo a cazzeggiare col pc e l’ho fatto…e mi tocca pure aggiungere strani aggettivi perchè come al solito il nick è gia preso. Maledette limitazioni dei caratteri.

    Cmq in questo caso particolare mi riferivo alle sostanze, non solo il Soma, di Brave new world…

  10. mrharrison ha detto:

    mah, in fondo questa poesia mi piace – oltre che per la forma – perché dice che in definitiva non c’è niente di male a “vendere l’anima”. 🙂

    sì, certo, l’avevo intuito, ma sospendendo il giudizio “è bene/è male”, non credo di averl venduto l’anima a quei farmaci pur facendone uso. e credo che di base il pensiero a monte di questa poesia valga per alcuni dei facenti uso questi medicinali, non per tutti. 🙂

  11. brullonulla ha detto:

    1: la szymborska è il paradigma della morte della poesia e la sua riduzione a bignamino per donnine perbene.

    2: cosa c’è di male nell’affidare la propria felicità a una pillola, se quella ti rende effettivamente felice (o quantomeno meno infelice)? perchè dobbiamo farci del moralismo sopra che “ommiddio siamo felici con le pillole che cosa brutta”. io psicofarmaci non ne prendo, ma non trovo nulla di sbagliato nel prenderli, se ti fanno stare effettivamente meglio.

    boh. non capisco. szymborska al rogo impalata comunque.

  12. lulabelle ha detto:

    adoro quel libro. quella poesia, peraltro, me ne ricorda un’altra che finiva con: io sono l’erba. io copro tutto. parlava dei morti in battaglia. se la trovo la trascrivo.

  13. sraule ha detto:

    Cmq in questo caso particolare mi riferivo alle sostanze, non solo il Soma, di Brave new world…

    sì, anch’io. come al solito mi sono mangiata metà delle parole necessarie ad esprimermi.
    intendevo che huxly usava le sostanze per sperimentare i confini della mente o vattelapesca, mentre la szymborska ne intende l’so come: cerchiamo di mantenerci tutti d’un pezzo. ossia proprio l’opposto, no?

    Frusta di Shaab?

    roba per amanti di luk’janenko 🙂

    1: la szymborska è il paradigma della morte della poesia e la sua riduzione a bignamino per donnine perbene.

    sì? o come è stata letta, pittosto?

    2: cosa c’è di male nell’affidare la propria felicità a una pillola, se quella ti rende effettivamente felice (o quantomeno meno infelice)? perchè dobbiamo farci del moralismo sopra che “ommiddio siamo felici con le pillole che cosa brutta”. io psicofarmaci non ne prendo, ma non trovo nulla di sbagliato nel prenderli, se ti fanno stare effettivamente meglio.

    di nuovo, io ho letto la poesia esattamente in questa accezione. del tipo: hey, se ti serve a star meglio dacci dentro, tanto di diavoli migliori a cui vendere l’anima non ne troverai.
    credo che darne un’interpretazione del tipo “sarcasmo dell’autrice” sia immotivato (non sto mettendo in dubbio che sia stato fatto).

    in ogni caso, e senza alcun sarcasmo, quello che dice la szymborska degli psicofarmaci è esattamente quello che penso io, parola per parola, senza alcuna sovralettura.

    adoro quel libro. quella poesia, peraltro, me ne ricorda un’altra che finiva con: io sono l’erba. io copro tutto. parlava dei morti in battaglia. se la trovo la trascrivo.

    non arriverei a dire che lo adoro, ma comunque se ti capita trascrivi senz’altro.
    non sono una grande amante del “mezzo” poesia, e i miei gusti si riducono alle poesie di bukowski e poco altro, quindi non posso certo far critica in questo senso.

    bho, felice di aver stimolato la discussione. ovviamente da domani si torna ai diktat e fine.

  14. mrharrison ha detto:

    non vorrei essere stato frainteso: io di gocce e pastiglie ne faccio uso, ma non credo di aver venduto l’anima ad esse. tutto qua. non c’è assolutamente niente di male, tantopiù se si è sotto controllo medico.

  15. brullonulla ha detto:

    sì? o come è stata letta, pittosto?

    non ho la minima idea di come sia stata letta (dio mi scampi dall’ambiente della critica letteraria, e in ispecie da quello di critica della poesia). so che l’ho letta e l’ho trovata francamente sconfortante.

    per quanto riguarda me (e magari solo me), la poesia è prima di tutto stile, e la szymborska non ha più stile di Christian De Sica. magari perde in traduzione, ma altri autori di lingue lontane dall’italiano guarda caso non fanno la stessa fine.

    hey, se ti serve a star meglio dacci dentro, tanto di diavoli migliori a cui vendere l’anima non ne troverai.
    credo che darne un’interpretazione del tipo “sarcasmo dell’autrice” sia immotivato (non sto mettendo in dubbio che sia stato fatto).

    in ogni caso, e senza alcun sarcasmo, quello che dice la szymborska degli psicofarmaci è esattamente quello che penso io, parola per parola, senza alcuna sovralettura.

    a me sembra palese il tono sarcastico, se non ce lo leggi, beh, allora siamo tutti d’accordo io, te, e la polacca.

  16. sraule ha detto:

    MrHarrison: infatti avevo capito benissimo! (e sono d’accordo, of course)

    Brullo: Io questo sarcasmo non ce lo vedo. O meglio, è chiaro che uno pensa subito al sarcasmo, ma proprio per questo io credo che non ci sia.
    leggendo anche le altre sue poesie, la Szymborska si limita a rispecchiare ciò che vede, più che a commentarlo. Anzi, di solito ha un tono del tipo: la gente fa cose belle e brutte, piacevoli e sgradevoli, sciocche e acute, ecc. Ma è gente, ed è fatta così.

    D’altronde, che sia originale io non l’ho mai sostenuto.

    Ah, e stilisticamente mi piace.

  17. AhrimanTheHarsh ha detto:

    Uhm…mah, anche se all’apparenza sembrano antitetici, sia l’utilizzo delle droghe per sperimentare nuove percezioni, sia utilizzare gli psicofarmaci per non impazzire nel confronto con la orribile realtà in cui si vive sono due facce della stessa sconfitta nel vivere, una è una fuga e l’altra è un mascherare i sintomi.
    E so bene cosa vuol dire non riuscire più a dormire naturalmente. Anche se l’anima personalmente glie l’ho affittata…

  18. sraule ha detto:

    l’altra è un mascherare i sintomi.

    tu sai che questa frase equivale a spalancare una porta sull’abisso, vero Ahriman?

    Guarda, rispondo solo per sentimento di ineluttabilità: gli psicofarmaci non “mascherano” un bel niente e i sintomi sono tutto quello che c’è. La mente e il cervello sono la stessa cosa e dio stramaledica tutti i freudiani superstiti.

  19. brullonulla ha detto:

    gli psicofarmaci non “mascherano” un bel niente e i sintomi sono tutto quello che c’è. La mente e il cervello sono la stessa cosa e dio stramaledica tutti i freudiani superstiti.

    :***

  20. AhrimanTheHarsh ha detto:

    Spalancare l’Abisso?
    Sarà, ma anche se ho ricominciato a dormire secondo un ciclo accettabile anzichè secondo l’esaurimento delle forze, ed è un gran passo avanti, il resto dello schifo resta, chimica o non chimica…magari son stronzo io che non mi rassegno all’idea che l’odio per il 90% della razza umana sia il giusto sentimento e mi areno su questo, ma nonostante abbia volontariamente richiesto la tranquillità farmacologica, al di la dell’insonnia tutti gli altri “brutti pensieri” mi fanno tutt’ora compagnia…

  21. sraule ha detto:

    allora vai da uno psichiatra vero 🙂

    scherzo, ma solo fino a un certo punto. gli psicofarmaci possono essere fatti in modo da eliminare i tuoi deliri (delirio-litici, o in genere antipsicotici), da farti andar via i brutti pensieri (anti-ossessivi e anti-depressivi), ecc.
    se non sei ancora andato/non ti hanno suggerito di andare da uno psichiatra vuol dire che con i tuoi cattivi pensieri riesci a conviverci più o meno decentemente come capita a qualcuno di noi, e che non senti tutto questo bisogno di disfartene.
    se invece lo senti, i tuoi cattivi pensieri sono intrusivi (ci pensi anche se non vorresti – tipo le canzoni di caparezza), e vivi male l’intera situazione… allora è il caso di attrezzarsi in qualche modo, no?

  22. utente anonimo ha detto:

    Il problema è che la situazione è già stata presa in mano da uno specialista, ma dopo aver ingerito senza particolari cambiamenti una grossa percentuale di quello che compare sul dispensario, essere ottimista sarebbe stupido…per carità, interessante da un punto di vista professionale, ma farei a meno volentieri di sperimentare ulteriormente effetti collaterali peggiori di quello che dovrei andare a risolvere o che addirittura mi instillano nuovi ed inconsueti punti di vista sui problemi preesistenti…
    C’è un motivo per cui ho iniziato il discorso di molto tempo fa sulla tec…

  23. AhrimanTheHarsh ha detto:

    Il problema è che la situazione è già stata presa in mano da uno specialista, ma dopo aver ingerito senza particolari cambiamenti una grossa percentuale di quello che compare sul dispensario, essere ottimista sarebbe stupido…per carità, interessante da un punto di vista professionale, ma farei a meno volentieri di sperimentare ulteriormente effetti collaterali peggiori di quello che dovrei andare a risolvere o che addirittura mi instillano nuovi ed inconsueti punti di vista sui problemi preesistenti…
    C’è un motivo per cui ho iniziato il discorso di molto tempo fa sulla tec…quella strana curiosità che attira come il canto delle sirene per la sua incredibile capacità di risoluzione, ma proprio per questo rende dubbiosi come ogni soluzione troppo semplice.

  24. sraule ha detto:

    hai ragione, infatti sto semplificando. sono una psicologa, come tale non sono certo la persona deputata a consigliarti questo o quel farmaco o soluzioni approssimative.
    una buona terapia farmacologica può essere la base indispensabile per cominciare un lavoro più approfondito.
    non ti conosco e non conosco la tua esistenza, per tanto mi terrò sulle generalissime.
    se una persona ha pensieri ricorrenti o intrusivi, o semplicemente vive una situazione di disagio, non si sente bene, sente che qualcosa non va, quello che dovrebbe fare è:
    a) non farsi prendere dallo sconforto: ci sono milioni di persone che avranno problemi simili al suo. sono quelli “normali” ad essere strani 🙂
    b) mettere a punto, insieme ad uno specialista, una terapia farmacologica anche molto light che gli distenda un po’ i nervi e la mente. a volte questo può bastare. in una situazione più rilassata può essere in grado di finire di sbrogliare da solo i suoi nodi, non per diventare mr. equilibrio (che comunque non esiste), ma per essere abbastanza soddisfatto della propria esistenza.
    c) se non ha giovamento di alcun tipo, modificare la terapia E rivolgersi ad un altro specialista, uno psicologo questa volta, che può supportarlo nel compito tutto personale di sbrogliare la matassa.
    d) procedere a piccoli passi.

    ci sono un sacco di persone che, invece, non hanno alcun bisogno di farmaci. la loro esistenza è incasinata punto e chiuso, per motivi molto contingenti: lavoro, studio, lutti, sfighe varie. non è colpa loro, ma possono aver bisogno di qualcuno che li aiuti a trovare il bandolo della matassa, un buon punto da cui iniziare.

    una mia posizione filosofica sul mondo, che può essere giusta, sbagliata o “dipende”, è che, se possibile sarebbe meglio rivolgersi ai servizi sul territorio anziché a terapeuti privati, per il semplice fatto che in molti si lavora meglio e che in oltretutto in questo modo è gratis.

    certo, a uno può capitare chiunque, anche un cane di psicologo, ma almeno quel cane dovrà discutere il caso in equipe, dove forse qualcuno meno cane gli darà buoni suggerimenti.

    oppure rivolgersi ad un privato di comprovata fiducia, magari già “provato” da qualcun altro di fidato, oppure che lavora ANCHE nel pubblico: quindi ha più casi, è obbligato a fare i corsi di aggiornamento ed in generale è più esperto.

    mi piacerebbe fare un discorso più lungo e articolato, ma non credo che questa sia la sede giusta. semmai, l’email è sempre quella.

    racconti miei: qua sul blog ne posterò (credo) altri. con sensi c’è un altro racconto e un romanzo, che chissà quando o se verranno pubblicati.
    vedremo 🙂

  25. AhrimanTheHarsh ha detto:

    Fa sempre piacere avere le opinioni d’una professionista della materia, e credo che ne approfitterò per farmi indicare una struttura come si deve, anche perchè il servizio psicologico fornito dalla facoltà è stato davvero un disastro sotto ogni punto di vista…
    (In realtà sono un maledetto istrionico che si lamenta in continuazione a prescindere…heheheh 🙂 )

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