Vedo già le vostre espressioni disperate: ecco Sraule che se la prende di nuovo con la Chiesa. Non che non ci starebbe bene, ma per oggi ho deciso di graziarvi.
Invece vi propongo un racconto pubblicato sull’ultimo numero di Mono, rivista mono-tavola della Tunuè, il cui tema era l’acqua. Visto che è passato abbastanza tempo dalla pubblicazione, credo di poterlo fare, anche come "rimborso" (spero) a tutti quelli che si sono sorbiti il Racconto Senza Nome (per gli altri: sto ancora aspettando).
E’ chiaro che invito comunque tutti a comprare la rivista, in considerazione del fatto che i proventi sono devoluti all’adozione a distanza di un bambino.
A voi.

AS JESUS DID
© 2007 Susanna Raule

Era arrivato al tramonto. Bill, dietro il bancone, con uno straccio color malattia intestinale, dava a credere di pulire i bicchieri, mentre un gruppo di caballeros sporchi come pellerossa facevano fracasso in un angolo del saloon.
Il suo carrozzone si era fermato poco più avanti sulla strada e il cavallo aveva sospirato. Era una bestia spelata e abulica, che più che nera pareva affumicata.
Denton sarà stato anche un piccolo posto, ma anche dalle nostre parti avevamo visto di meglio.
Ricordavo un predicatore, l’uomo meno focoso che avessi mai incontrato senza che fosse impotente. Sembrava che tutto il suo entusiasmo passasse attraverso i suoi sermoni e che non ne avesse altro per sé. Il suo sguardo era rassegnato e quasi melanconico quando era risalito sul suo carro.
L’alienista, il venditore di portentosi rimedi per ogni malattia, la compagnia di attori, di ballerine, di nani, donne barbute e uomini forzuti. Pistoleros di professione pronti ad affittarsi al migliore offerente e guaritori non meno mercenari.
Avevamo visto di tutto, nella piccola Denton. Avevamo visto di meglio.
Le fiancate scrostate del carrozzone, dipinte di uno sporco color viola, dicevano: “JOHN THE WINE BAPTIST”. Più in piccolo si leggeva: “TURNS WATER INTO WINE”. E: “AS JESUS DID”. Le prime due lettere di Jesus erano state ridipinte di rosso, evidentemente in seguito ad un frettoloso intervento di restauro.
Lui, John the Wine Baptist, scese poco dopo l’arrivo del carrozzone, si guardò intorno e si diresse subito verso il saloon, con il passo tranquillo di un uomo che ritorna a casa.
Era, come gli avrei detto in seguito, tutto sbagliato.
Dalla punta degli stivali neri a quella dello Stetson grigio, era il predicatore dall’aria meno pia che avessi mai visto.
Entrò nel saloon senza fretta e si andò a sedere al bancone.
I caballeros interruppero il loro vociare per qualche secondo per esaminarlo. Dovettero trovare anche loro che aveva un aspetto troppo poco pio per diventare il bersaglio dei loro scherzi, perché ripresero quasi subito a starnazzare tra loro.
Bill, dietro il bancone, non smise di distribuire diligentemente sporcizia nuova sui vecchi bicchieri.
Il Giovanni Battista del vino si sedette al banco e disse: “Un whisky.”
Bill finalmente si riscosse dalla sua missione di untore e gli rivolse un’occhiata rapida, valutatrice.
Lo straniero aveva gli occhi troppo incassati perché io, dal mio posto, potessi vederli, ma Bill dovette considerarli abbastanza amichevoli da poter esclamare: “Ma come, amico? Non sei tu che trasformi l’acqua in vino come Nostro Signore?”
“Sì, ma preferisco il whisky,” rispose l’altro, in tono affatto ironico. Aveva una voce chiara e netta, e anche se non aveva parlato forte si era sentito in tutto il locale.
Bill ridacchiò e gli mise davanti quel che chiedeva. “E come faresti a trasformare l’acqua in vino?” insistette, mentre lui buttava giù il primo sorso.
I caballeros si zittirono, forse prevedendo un po’ di divertimento.
John the Wine Baptist rivolse a Bill un sorrisetto furbo. “Vorresti vedere?” chiese.
“Sono proprio curioso,” rispose l’altro.
“Allora,” disse John, “in cambio di ogni bicchiere di whisky trasformerò un bicchiere d’acqua in vino, va bene?”
Bill ci pensò un attimo, cercando di scoprire dov’era la fregatura. “Non fare il taccagno, Bill!” gridò uno dei caballeros, ridacchiando.
“Va bene,” decise Bill, e con uno sguardo di sfida produsse un bicchiere d’acqua, posandolo accanto a quello di whisky dello straniero. “Voglio proprio vedere come fai,” disse, sporgendo il mento in avanti.
John sorrise appena ed indicò il bicchiere.
Gli sguardi di tutti tornarono a posarsi sull’oggetto.
Non conteneva più acqua, ma una sostanza color sangue che sembrava vino in tutto e per tutto.
“Ci ha buttato dentro qualcosa mentre non guardavamo!” accusò Bill, strabuzzando gli occhi.
Lo straniero non se la prese. “Ti assicuro di no. Assaggialo.”
Ma Bill non sembrava ansioso di provare.
Fu allora che scesi dal mio sgabello e mi accostai. John the Wine Baptist mi guardò con aria interessata.  Ora potevo vedere che i suoi occhi erano grigi e gentili.
“Lo berrò io,” affermai e, prima che qualcuno potesse dire qualcosa, avevo svuotato il bicchiere. “È vino,” dichiarai.
“Mi prendi in giro, Katie!” mi disse Bill, con aria sospettosa.
“Per niente,” risposi io.
“Bene. Proprio bene,” fece lui, e riempì di nuovo d’acqua il bicchiere vuoto. Lo fissammo tutti, ma l’acqua rimase semplicemente acqua. Allora guardammo John.
Lui fece un piccolo sorrisetto, quasi di scuse, ed indicò il proprio bicchiere, vuoto. Bill sbuffò e gli versò altro whisky.
E ora, come per magia, l’acqua si era di nuovo trasformata in vino. Bill prese il bicchiere e se lo portò prudentemente alle labbra.
“È proprio vino,” confermò, facendole schioccare.
Poi aggiunse, con aria torva: “Ma non è un granchè.”
Lo straniero sorrise più largamente ed alzò le mani. “Ho detto che trasformavo l’acqua in vino, non in Borgogna.”
Io risi, ma Bill non era convinto.
“Be’, il tuo vino non vale il mio whisky, questo è sicuro.”
Ci fu qualche voce d’assenso dal gruppo di caballeros, che non disperavano di avere una bella rissa. John the Wine Baptist, però, molto serio ora, si sporse sul banco e fissò Bill negli occhi.
“Ma non è il vino che paghi,” disse, in tono severo. “È il miracolo.”
C’era uno spigolo duro, adesso, nella sua voce, che nessuno dei presenti mancò di recepire.
“Il miracolo,” ripetè Bill, scuotendo la testa, ma per tutta la sera versò da bere allo straniero senza più parlare di soldi.
Più tardi John the Wine Baptist salì nella mia camera e, al contrario dell’altro predicatore, l’entusiasmo non gli mancava.
Quando finimmo ammise candidamente che non aveva i soldi per pagarmi.
“Puoi trasformarmi quella bottiglia d’acqua in vino,” gli dissi.
John sbattè le palpebre e vidi che l’aveva fatto.
“Non è vino di grande qualità,” si scusò.
“A me piace,” risposi.
“Non so se basta a pagare questa notte,” aggiunse, con una certa galanteria.
Gli sorrisi. “Non è per il vino,” dissi. “È per il miracolo.”

Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. utente anonimo scrive:

    belin ma ho scoperto i vostri blog per puro caso.

    Disgrazia sei tu Sraule!!!
    Evvia vi ho linkati entrambi

  2. sraule scrive:

    Ciao Andrea, neanch’io conoscevo il tuo blog e ora TI LINKOOOOOO!

  3. utente anonimo scrive:

    Indimenticabile.
    Come il peggiore dei vini bevuto nel migliore dei momenti.

    Ahriman. (Non ho un account di splinder e mai lo farò)

  4. sraule scrive:

    Ahriman. (Non ho un account di splinder e mai lo farò)

    è una presa di posizione etica, sociologica o pratica?

    grazie per i complimenti (lo erano, vero? vero?)

  5. utente anonimo scrive:

    personalmente trovo un po’ troppo di genere l’ambientazione western, però mi piace.

  6. sraule scrive:

    C’entra niente, ma: l’hai letto “la regina lettrice” di Alan Bennet? Ho idea che quello ti piacerebbe.

  7. utente anonimo scrive:

    Eh, bello poi, quando il punto di vista è quello di una donna.
    Anche perché il western è uno dei generi più misogini che esistano.

  8. sraule scrive:

    Mah, in effetti è misogino anche perché le donne lo schifano, chissà perché.

  9. utente anonimo scrive:

    L’ho letto avidamente in una pausa studio…veramente molto bello, c’è un pò di tutto: cinismo, preludio all’azione, misticismo, poesia…bello, bello!

    Il Gabbrio

  10. sraule scrive:

    Grazie Gabbrio, mi sono diventate rosse le orecchie come a Topo Gigio 🙂

  11. utente anonimo scrive:

    Si era un complimento che tentava di essere originale. Disperatamente. E difatti non era chiaro. Quindi giustamente privo di speranza.

    La mia è una presa di posizione principalmente pratica, ogni volta che devo fare un account di qualche genere insorgono problemi di qualche sorta che mettono a dura prova la mia traballante stabilità mentale provata da, in ordine sparso, università famiglia studio denaro burocrazia salute donne sesso alcool impegni fumo insonnia introversione antibiotici.
    Poi hanno la loro rilevanza anche la pigrizia e l’etica, sbattimento a inserire i dati, trovare la mail giusta a cui fare riferimento e in generale refrattarietà agli obblighi.

    Comunque sono mesi che lurko qui dentro, arrivato per caso dal sito di Brullo. Persona(lità?) interessante quella che esprimi nel sito. L’unica cosa che mi ha fatto accapponare la pelle è la tua opinione sulla terapia elettroconvulsivante. Da “futuro addetto ai lavori” non posso che essere quantomeno perplesso sul persistere di tale pratica e del suo apprezzamento.

    Sono stato davvero verboso…pardòn…

  12. sraule scrive:

    L’unica cosa che mi ha fatto accapponare la pelle è la tua opinione sulla terapia elettroconvulsivante. Da “futuro addetto ai lavori” non posso che essere quantomeno perplesso sul persistere di tale pratica e del suo apprezzamento.

    Da futuro addetto ai lavori avrai certamente letto la letteratura sull’argomento, che è piuttosto convincente.

    Per gli altri: la terapia elettroconvulsivante (leggi: elletroshock) viene consigliata in casi di grave dpressivone maggiore, con rischio di suicidio, farmacoresistente (ovverosia su cui i farmaci antidepressivi non funzionano). Il paziente viene sedato e poi sottoposto ad elettroshock in modo “pulito”, ovvero senza urla, sobbalzi e puzza di bruciato.
    Nonostante questo permngono delle perplessità sul metodo (che ha una percentuale di efficacia sbalorditivamente alta), legate ai pesanti ancorché transitori effetti collaterali e alle solite menate etiche. Di fatto, comunque, i pazienti non si sa perché tendono a non volerlo fare, quindi sta scomparendo un po’ dappertutto.

    Personalmente non sono né a favore né contraria, visto che per il momento non mi è mai capitato un depresso totalmente farmaco resistente non ho avuto bisogno di prendere posizione. Sicuramente un trattamento da prescrivere con grande coutela, per via dei risvolti psicologici della cosa.

    Ok, perdonatemi per la conferenza: grazie ancora per i complimenti, meglio se originali!

  13. utente anonimo scrive:

    in realtà da buon nerd la conferenza mi piace molto.

  14. sraule scrive:

    Veramente mi aspettavo che dicessi che è un peccato che non ci siano più urla, sobbalzi e puzza di bruciato.
    Stai davvero diventando un pensionato, Brullo.

  15. utente anonimo scrive:

    Ecco la letteratura in merito è convincente proprio perchè chi lo sostiene deve convincere della bontà di quello che fa, difficilmente chi non ne è convinto perderà tempo in studi sulla cosa. Quindi mi sa che un po’ di parte lo è…

    Scusa per aver avviato una divagazione molto fuori tema…

    Ahriman.

  16. sraule scrive:

    Tranquillo, le divagazioni mi piacciono.

    Quello che dici ha un senso, chiaramente, ma i risultati sono ottenuti mediante metodo sperimentale, quindi falsificabili, quindi ovviamente interpretabili, ma fino a un certo punto.
    Se io ho un paziente A che prima del trattamento ha un punteggio di Depressione all’Scl-90 (per dire) di 70 e lo stesso paziente dopo un trattamento elletroconvulsivante scende a 45 potrebbe essere merito dell’anidride carbonica o del caffè kimbo, ma se ho 3 pazienti tutti con D=70, il primo fa la terapia elettroconvulsivante e va a 45, il secondo fa il prozac e va a 65, il terzo fa niente e va a 68, puoi interpretare, ma fino a un certo punto.

    (per i non addetti ai lavori: il cut-off dell’Scl-90 – che è un test sul funzionamento globale – è 50)

  17. utente anonimo scrive:

    ho gustato molto il racconto, anche perché conoscevo già la storia (l’uomo che tramutava l’acqua in vino, John Tavernello, si tratta di lui no?)

    madmac

  18. sraule scrive:

    No, mi spiace, ti confondi con suo cugino, Jack Ronco.

  19. utente anonimo scrive:

    Oddio che ricordi che risveglia il ronco…col sacchettazzo appeso alle staffe delle flebo…ghhhh…

    Comunque per quello che riguarda la mia personalissima opinione, da studente mancante di pratica, il punteggio di depressione scende perchè semplicemente al paziente gli si fotte il cervello e di conseguenza ha un po di difficoltà a mettere in fila i pensieri, non solo quelli che lo rendono depresso. Dopotutto il mio dubbio non è tanto sull’efficacia del trattamento quanto sul reale meccanismo che porta alla riduzione della sintomatologia. Ho visto alcuni trattati così e non mi son sembrati molto lucidi…cioè normali eran normali ma decisamente “alienati” rispetto a prima.
    Poi tutto questo dubitare sarà dovuto anche all’essere interessato dalla cosa non solo professionalmente ma anche personalmente e l’idea di formattarmi il cervello non attira per nulla. :-/

  20. sraule scrive:

    Dopotutto il mio dubbio non è tanto sull’efficacia del trattamento quanto sul reale meccanismo che porta alla riduzione della sintomatologia. Ho visto alcuni trattati così e non mi son sembrati molto lucidi…cioè normali eran normali ma decisamente “alienati” rispetto a prima.
    Poi tutto questo dubitare sarà dovuto anche all’essere interessato dalla cosa non solo professionalmente ma anche personalmente e l’idea di formattarmi il cervello non attira per nulla. :-/

    No, non riesco proprio a comprendere la tua posizione. Non è che fin’ora io mi sia definita un’entusiata della TEC.

    Come ti dicevo tra i prerequisiti per applicare la TEC ci sono una depressione grave, farmaco resistente e che non ha tratto giovamento da psicoterapia, aggravata da tratti psicotici e rischio suicidiario. A norma di legge, proprio.
    Scusa, ma se ho un paziente del genere e almeno non provo a proporgli la TEC sono un’irresponsabile di dimensioni preoccupanti.
    Se quello si ammazza ti sentiresti a posto con la tua coscienza? E guarda che per forza di cosa la coscienza di un terapauta che lavora con pazienti gravi non è mai tanto tenera 🙂

    Riguardo gli effetti collaterali, in letteratura si parla di amnesia retrograda e confusione mentale circoscritta a poche ora dalla TEC, con risoluzione spontanea in poche ore (anche se ci sono alcuni casi in cui l’amnesia perdura).
    Sono state avanzate accuse di danno neuronale seguente alle convulsioni e al periodo di blck-out, ma nessuno studio è mai riuscito a provarlo, per quel che ne so, mentre molti studi provano la sua efficacia (scusa, ma ora non ho tempo di cercare le fonti, mi pare fosse Calev, ma non sono sicura) hanno dimostrato che non è così.
    Hanno anche visto che la TEC stimola i fattori di crescita nel sistema limbico, che come sai nei depressi tende all’atrofia.

    Pertanto non consiglierei certo la TEC come prima soluzione, ma alle condizioni che ti dicevo, mi sentirei alquanto obbligata.
    Se poi il paziente rifiuta amen.

  21. Antoinette scrive:

    >Se quello si ammazza ti sentiresti a posto con la tua coscienza?

    se “quello” non si ammazza, ma viene privato della sua personalità e diventa un’automa (addomesticato) ti sentiresti a posto con la tua coscienza?
    morire è un rischio che corriamo tutti giorni, che cazzo, se si ammazza è una sua scelta. se gli è capitata una vita di merda, e per lo più uno psicanalista privo dei requisiti umani necessari a farlo sentire, dopotutto, normale, che vuoi farci? trattare i pazienti solo da un punto di vista fisiologico è piuttosto triste, così come avvallare trattamenti del genere in quanto la “letteratura” a riguardo è piuttosto covincente.

    se mia madre fosse depressa e resistente ai farmaci non la sottoporrei a elettroshock, tanto per intenderci.
    tu si?
    non vaglieresti tutte le infinite possibilità di distoglierla dal baratro in cui si è fiondata sperando che gradualmente torni a scegliere di lottare per vivere come fanno tuttI (chi meglio, chi peggio)? ritieni che friggere il cervello sia indispensabile (Senza avere poi certezza delle effettive conseguenze)?

  22. utente anonimo scrive:

    ma state parlando di elettroshock o di lobotomia?

    Arm

  23. sraule scrive:

    se “quello” non si ammazza, ma viene privato della sua personalità e diventa un’automa (addomesticato) ti sentiresti a posto con la tua coscienza?
    morire è un rischio che corriamo tutti giorni, che cazzo, se si ammazza è una sua scelta. se gli è capitata una vita di merda, e per lo più uno psicanalista privo dei requisiti umani necessari a farlo sentire, dopotutto, normale, che vuoi farci? trattare i pazienti solo da un punto di vista fisiologico è piuttosto triste, così come avvallare trattamenti del genere in quanto la “letteratura” a riguardo è piuttosto covincente.

    allora, cara antoinette, perché prima di sparare a zero non ti rileggi i post da cui nasceva la discussione?
    io e ahriman eravamo partiti da lì.

    perché così – come già in passato, non posso evitare di constatare – non ci fai una bella figura.

    allora, tanto per chiudere con le scemenze, mettiamo in chiaro un paio di cose:
    a) NON SONO UNA PSICOANALISTA, CAZZO! e se non sapete la differanza tra psicologo, psicoterapeuta, psicoanalista e psichiatra wikipedia esiste anche per colmare le vostre (serie) carenze culturali.

    b) la TEC non modifica la PERSONALITA’ di chi vi si sottopone, cazzo! Perché non ti leggi la letteratura in materia antoinette? ancora una volta, basta anche wikipedia. TEC e lobotomia sono due cose diverse.

    c) la TEC si usa solo in casi estremi. se tu preferisci che tua madre grepressa grave e con tratti psicotici (e quindi, tra l’altro, legalmente poco in grado di intendere – e scusa se lo dice la legge) si suicidi saranno un po’ cazzacci tuoi. io, COME CLINICO, mi sento in dovere di fare tutto il possibile per salvare la vita del mio paziente, non fosse altro perché ho promesso di farlo, ma naturalmente

    d) la TEC come qualsiasi altro trattamento sanitario, viene effettuata solo previo CONSENSO INFORMATO (è lo stesso che firmano i pazienti quando cominciano una terapia, se – come sospetto – lo ignorassi). quindi, nessuno legherà nessuno su un lettino e via con la scossa. davvero, non pensavo fosse necessario specificarlo.

    e) MIA MADRE, per tua informazione, ha sofferto di una gravissima depressione per tre anni. se i farmaci non avessero funzionato – e grazie al cielo l’hanno fatto – l’avrei anche spedita su marte.

    f) la depressione, sempre per tua informazione, ha EVIDENTI e COMPROVATE basi organiche: ignorarle significa essere un cattivo clinico oltre che un ignorante. e i cattivi clinici ammazzano le persone.

    g) quello tra virgolette lo metti a tua nonna. io mi faccio in quattro per i miei pazienti anche non pagata se occorre, tu che cosa fai?

    non vaglieresti tutte le infinite possibilità di distoglierla dal baratro in cui si è fiondata sperando che gradualmente torni a scegliere di lottare per vivere come fanno tuttI (chi meglio, chi peggio)?

    ma in effetti la mia risposta è inutile, perché tu non hai letto quello che veniva prima o se l’hai letto non l’hai capito.

    quoto: tra i prerequisiti per applicare la TEC ci sono una depressione grave, farmaco resistente e che non ha tratto giovamento da psicoterapia, aggravata da tratti psicotici e rischio suicidiario. e Pertanto non consiglierei certo la TEC come prima soluzione[…]

    te lo traduco: la persona in questione deve avere i sintomi di una depressione grave (piattezza dell’umore, perdita del piacere, pensieri di morte ricorrenti, difficoltà ad addormentarsi o al contrario difficoltà ad alzarsi dal letto, dolorabilità, ecc ecc – ti consiglio ancora una volta wikipedia) UNITA a sintomi psicotici (ovvero parziale perdita di contatto con la realtà) UNITA al desiderio o al pensiero ricorrente di togliersi la vita. Aggiungo che in questi casi non bisogna dimenticarsi di dare un occhio anche alla famiglia, vedi mai che il paziente decida di mettere in atto un “omicidio altruistico” (wikipedia!). INOLTRE la persona dev’essere stata trattata con tutti i tipi di antidepressivi possibili E sottoposta a psicoterapia (non psicoanalisi, perché la letteratura dimostra che in caso di depressione non è la più indicata).
    Solo DOPO tutto ciò si può PROPORRE al paziente una TEC.

    spero che il tuo prossimo commento dimostrerà la tua piena comprensione dell’argomento, perché sul mio lavoro come avrai capito non scherzo.

  24. Antoinette scrive:

    @ ) un pò mi lusinga che ti scaldi tanto esasperando la discussione senza alcun motivo, che non sia legato poi, a fatti tuoi (di cui non posso sapere)

    %) per prima cosa, noto una certa mancanza di lucidità già nel fatto che ti sia identificata con lo “psicanalista” di cui parlavo nel commento: io non ti conosco, non so che mestiere fai, posso presumere che hai a che fare con cose che riguardano l’argomento di cui stiamo parlando poichè ne tratti usando termini tecnici (ma come hai tenuto a precisare, basta consultare wikipedia per pensare di conoscere qualcosa, e forse questo è l’errore di tanti che più che d’esperienza sono ricolmi di parole e concetti alla lontana), ma di certo non mi metterò a criticare il tuo modus operandi (E mi riferisco al fatto che come ogni brava eroina che si rispetti ti faresti in 4 per i tuoi pazienti, non lo metto in dubbio, ora che so che hai dei pazienti), perchè ciò di cui stavo discutendo e ciò che mi ha toccato non è “QUANT’E’ STRONZA SRAULE CHE SUPPORTA L’ELETTROSHOK”

    bensì, il fatto che l’elettroshok è una pratica che ha scritto insieme ad altre pagine terribili della storia umana (scientifica), e non è giusto ignorare i rischi che si corrono, sia a livello di possibili conseguenze derivabili dal trattamento (di cui nonostante la letteratura che anch’essa NON è attendibile al 100% e soprattutto è di parte, ho capito non si è CERTI delle possibili conseguenze) sia dell’uso improprio che si potrebbe fare del trattamento, visto che come sai bene (o dovresti sapere, io lo so perchè medici ne ho conosciuti a dozzine)chi dovrebbe essere in grado di valutare l’uso o meno di certi trattamenti terapeudici non sempre lo è, anche nel caso di altre tipologie come radioterapia o chemio (oh si, il cancro va via, però può succedere che cmq MUORI, e passi le ultime settimane coscienti tra atroci dolori e l’ultimo mese in rianimazione gonfiandoti di liquidi e con la merda che ti si sparge per il corpo, oh yeah–>perchè le terapie sopracitate hanno leso i tessuti in modo irreparabile e allora..to be continued).

    0) viste appunto le mie scarse conoscenze in materia ho espresso l’opinione che una persona non addetta ai lavori potrebbe avere, e che credo sia meritevole di considerazione, perchè scevro da certe ostinazioni indotte dalle proprie aspirazioni e dalla fatica dei propri studi ed in quanto il parere medico/scientifico non è verità suprema, ma uno degli elementi da tenere in considerazione nel momento in cui si decide di operare una scelta. Credo che non ci sia niente di peggio di questa folle fiducia nella medicina.
    (o vuoi negare che tutto questo sistema di cose che affida la risoluzione di problemi fisici e psichici ad enti esterni non faccia altro che indebolire gli individui? )

    £) mi spiace per tua madre, ognuno ha i suoi cazzi a cui guardare, ma continuo a dubitare che l’avresti sottoposta a elettroshock.

    !)non ho mai parlato di lobotomia, e smettila dunque di attribuirmi toni, significati e significanti che non mi appartengono).

    °) “quello” tra virgolette potrei anche tatuartelo sul culo per quanto mi riguarda (nel senso che, sicuramente, sarebbe più divertente del prestare attenzione a tue inutili precisazioni)

  25. utente anonimo scrive:

    Cavoli, all’inizio volevo postare un commento sul racconto e sul fatto che Susanna per una volta non ha massacrato noi cattolici (anche se temo che pagherò quest’ultima frase con tutti gli interessi nel prossimo degli “antichrista” ^__^), ma la discussione collaterale che si è sviluppata qui dentro è ancora più interessante!

    Non sono un medico, ma ho una laurea di tipo scientifico e personalmente mi trovo più vicino alla posizione di Susanna.
    Al di là dei toni accesi (che sono divertentissimi da leggere, ma rischiano di far arenare qualsiasi discussione) penso che la “letteratura” in ambito scientifico sia assolutamente essenziale.
    Se la “letteratura” (intesa in senso lato come “insieme di testi di riferimento”) non esistesse, ciascun medico potrebbe basarsi solo sulla sua esperienza personale, senza poter contare sugli studi fatti da chi l’ha preceduto. A occhio e croce questo ci collocherebbe più o meno all’età della pietra, e lo stesso discorso si può generalizzare a quasi tutti i campi di studio e le professioni.
    Per fortuna non è così.

    E’ vero che i risultati scientifici non sono la verità assoluta, ma è anche vero che il rigore delle pubblicazioni scientifiche è stato adottato apposta per fornire dati falsificabili (cioè: chiunque può ripetere gli esperimenti descritti e provare a dimostrare che i risultati sono falsi) e quindi il più possibile oggettivi.
    Poi possiamo discutere sul fatto che le case farmaceutiche possono aver interesse a “pilotare” alcuni studi, ecc… ma non possiamo buttare alle ortiche tutto il metodo.

    Riguardo all’elettroshock, in realtà mi pare che voi (Susanna e Antoinette) la pensiate allo stesso modo… Cioè: Antoinette dice che l’elettroshock è una terapia da utilizzare come ultima risorsa, e Susanna sostiene la stessa cosa. Poi Antoinette dice che i pareri medico-scientifici non sono la verità assoluta, e infatti Susanna ha parlato di risultati “abbastanza convincenti”, non di verità assolute.
    Insomma, probabilmente sono io che non ci arrivo, ma… mi spiegate come mai state litigando? ^__^

    Comunque il raccontino mi è piaciuto molto.

    E il nome John Tavernello è assolutamente meraviglioso! Chiedo a Madmac il permesso di poterlo inserire come personaggio in una mia storia!

    Luca.

  26. Antoinette scrive:

    difatti non capisco perchè mi si rivolti contro come una tigre che senta minacciati i propri piccoli, quando la mia opinione era unicamente volta a manifestare uno scetticismo più che lecito (anche rispetto ai metodi scientifici).
    inoltre, non “odio” la scienza come potrebbe sembrare, semplicemente è innegabile che spesso sia capitato di accorgersi degli effetti negativi (e devastanti)di certe soluzioni troppo tardi, semplicemente ampliando, il proprio campo d’osservazione.

  27. sraule scrive:

    antoinette, se rileggi il tuo commento forse ti accorgerai da sola perché mi hai fatta tanto incazzare.
    se c’è qualcosa di urticante è qualcuno che non sa niente di un argomento, arriva e spara la sua opinione con grande arroganza.
    e guarda che io sono la reginetta dell’arroganza, ma, wow, questa è casa mia e posso essere arrogante finché mi pare.

    in fatto è che antoinette ha il sense of humor di un cipresso (presente?) oppure il sense of humor ce l’ha ma non riesce a trasmetterlo, non so.

    sai, antoinette, mi incazzo perché le persone come te, che esprimono giudizi così netti senza sapere di che cosa parlano, mi fanno paura.

    @Luca: in questo periodo i nostri politici sono così pessimi che sto per chiedere la cittadinanza vaticana per andare a star meglio 🙂

  28. Antoinette scrive:

    Un conto è non saper trattare l’argomento con perizia in quanto non ci si dedica in modo “professionale” (il che non toglie che magari mi sono letta matasse di libri tra lorenz, jung e fromm e quindi bene o male ho uno straccio d’idea riguardo la psiche umana, senza contare il volume di neuroanatomia di mia madre che per quanto possa stupirti mi ha trasmesso qualche nozione, e che ho avuto modo di venire a conoscenza, tramite lo studio/l’insegnamento /l’esperienza di altri metodi d’approccio a problematiche psico-fisiche , nello specifico intendo le discipline orientali, e non perchè vadano tanto di moda, non me le sono andate a cercare fiduciosa di potermi distinguere affermando una qualche personalità tramite lo zen, il Qi e gli equilibri tra yin e yang (tanto per approssimare il concetto), bensì mi ci sono trovata a viverle prima ancora di capire di cosa si trattasse, traendone una serie di benefici e punti interrogativi che mi hanno poi risolto una serie di bug sul perchè certe cose non vadano come dovrebbero. come tu sei turbata da un’ignorante come me io sono turbata dall’esaltazione del personale scientifico che a volte, pure se è conscio che la scienza non sia “verità assoluta” agisce come se lo fosse, e allora che ci stiamo prendendo in giro?
    pensa al 700, con la rivoluzione scientifica, hanno sostituto un dio ad un altro, finalismo vs meccanicismo, e ciò di cui IO ho paura è che lo “scientifico” abbia la presunzione di non ammettere che questo sentimento permane, ritenendosi così libero da qualsiasi tipo di misticismo, e questo m’induce a pensare (ed ecco il nocciuolo della questione)che se ti poni al di fuori della tua effettiva condizione (di cui cerchi un superamento ) che poi è quella delle altre persone, se escludi a priori campi che persistono interagendo col resto della realtà in cui si muove la persona che deve essere guarita, come puoi aver certezza dell’innoquità delle conseguenze di qualcosa che abbraccia la porzione di realtà (psicologica sia individuale che sociale)che volutamente non consideri? se una persona perde il contatto con la realtà, in quanto ha un concetto distorto della realtà stessa e questo, piano piano, la priva dei meccanismi che ti portano a sopravvivere , ristabilire certi valori fisiologici o modificare certe condizioni neurologiche (Che non so se sia corretto da dire)forse non è sufficiente per riassorbire quei buchi neri che hanno portato alla “malattia”. E quello che immagino è un individuo che viene “manipolato” per funzionare meglio, ed in un certo senso mutilato di sue funzioni/disfunzioni, che si trova ad agire poi in modo meccanico perdendo il contatto con una realtà interiore più profonda (il fatto che se togli il “disturbo” vieni privato anche dello stimolo per reagire). per me ad esempio il consumatore che non si pone il problema di un consumo critico è una persona alienata, e che ha perso contatto coi concetti di necessità, possibilità…volontà.
    POi certo, quanto scritto può apparire molto prosaico, ma non per questo meno importante.
    inoltre susanna, non avere paura, perchè lungi da me la volontà di fomentare masse o pormi come paladina di sto cazzo, che altrimenti adotterei uno stile diverso.
    Quello che non vuoi capire proprio perchè come asserito da te stessa anteponi l’arroganza allo scambio che potrebbe esserci (che no, a dire il vero cmq c’è), è che i non addetti ai lavori di un campo si aspetterebbero che gli addetti ai lavori del suddetto campo prendessero in esame determinate critiche per essere messi a conoscenza di informazioni che credo sia giusto condividere. la scienza credo sia un patrimonio umano, o no?

    poi ha perfettamente ragione sul fatto che ho un humor decisamente particolare (tralaltro di cui non hai mai beneficiato) e sul fatto non tanto che non riesca a esprimerlo (perchè ci sono situazioni in cui NON VOglio semplicemente farlo)ma sul fatto che non riesco proprio a esprimermi. o almeno così mi sembra visto che mi sento ripetutamente fraintesa da certi soggetti (nn da altri però).
    probabilmente la mia pigrizia e il fatto che sia di natura molto pignola (a volte, sotto stress, in fase premestruale)non aiutano la causa, ma che vuoi farci, si cresce, ognuno ha i difetti che ha, ad esempio l’accondiscenza di cui ultimamente faccio sfoggio mi sta parecchio sul cazzo (magari su questo siamo d’accordo).

    ora parto e ti avverto, farò riti sciamanici tra le montagne e pregherò la grande madre terra di procurarti incubi su ragazze petulanti che vengono sottoposte a tec, acquistano i superpoteri e ti si rivoltano contro, sulla scia di shelley e cronenberg, vedrai la creatura che si rivolta contro il suo creatore! -* risata smargiassa (ad libitum )*

  29. utente anonimo scrive:

    Oddio, ho dato inizio ad un mezzo casino…e non era mia intenzione, anche perchè il mio era solo un esporre un dubbio personale, dato che tale condizione la conosco piuttosto bene…poi a livello professionale, la questione è molto diversa,visti gli studi in merito all’efficacia di tale terapia è chiaro che come ultima risorsa la prescriverei pure io, però da qui al convincermi pienamente la strada è lunga. Ma da qui al termine della specializzazione di tempo per approfondire ne ho in abbondanza…
    Più che altro non so se vorrei provarla io stesso come ultima risorsa…mah…
    Comunque le tue posizioni ora sono nettamente più chiare e molto meno inquietanti.

    Ahriman, l’anonimo.

  30. sraule scrive:

    non temere ahriman, non è la prima volta che io e antoinette abbiamo un flame e suppongo che non sarà nemmeno l’ultima.

    @antoinette:

    vedi, il discorso che tu fai non mi rassicura per niente. io non sono una professoressa e non è mio compito formare nessuno (una cosa, però lascia che te la dica, per quanto antipatica sia: innocuo si scrive con la c).

    lorenz era un naturalista, quindi c’entra solo fino a un certo punto, jung era superato anche prima di nascere e ora come ora la revisione jungiana è stata ancora più drastica di quella freudiana e fromm è psicologia da supermercato. questo non per insultare le tue letture, ma per dire che già di base hai le idee un po’ confuse.
    niente di male, non è tuo compito conoscere l’argomento, ma come diceva socrate sapere di non sapere è un buon punto d’inizio.

    continuo ad essere preoccupata perché mi sembri vicina ad un certo tipo di corrente, che è quella della psicosomatica e dell medicina olistica (concetto altamente encomiabile, che purtroppo è diventato sinonimo di sciatteria intellettuale ed imbonimento da fiera) che è uno dei grossi problemi della salute oggi.

    vorrei chiarire ancora un paio di cose: essendo una psicologa io non prescrivo farmaci (ne TEC, ovvio), ma collaboro con una psichiatra. nella pratica clinica la scienza pura c’entra pochissimo, anzi potrei quasi definirla una forma d’arte, se non fosse che in realtà non è proprio così. è una buona notizia, sai? significa che non brancoliamo proprio nel buio. e significa anche che tutte le “cose” che succedono in una terapia (miglioramenti, peggioramenti o semplici fluttuazioni) non dipendono soltanto dalle caratteristiche del terapeuta o dal caso, ma anche dal metodo che sta utilizzando.
    non è un elogio acritico della scienza, è la necessità molto umana di illuminare ciò che è oscuro, di creare una certezza, per quanto instabile, là dove non ce n’è.

    spero che l’argomento sia chiuso.

  31. utente anonimo scrive:

    @Antoinette:
    Mi ha sempre incuriosito la differenza di approccio orientale e occidentale al benessere della persona.
    Come ho scritto ieri, ho una formazione di tipo scientifico, ma ho anche praticato per parecchi anni (e pratico tuttora) arti marziali orientali, che mi hanno permesso di entrare in contatto con la mentalità orientale che considera la persona un tutt’uno di mente, corpo e spirito, non riconducibile solo ai processi fisiologici.
    Per quel poco che che so, credo che un metodo non escluda l’altro, in realtà, e che insieme possano dare risultati apprezzabili.

    @Susanna:
    Già immagino le prime pagine dei giornali:

    TRAGEDIA A CITTA’ DEL VATICANO

    Poche ore fa una devastante esplosione ha polverizzato buona parte dello Stato Pontificio mietendo centinaia di vittime.
    Secondo i primi rilievi della polizia scientifica pare che l’origine di tutto si possa attribuire a Susanna Raule, nota blogger anticlericale trasferitasi nelle vicinanze di Piazza San Pietro da meno di una settimana. La Raule, spiegano gli inquirenti, era domiciliata in prossimità di un ripetitore di Radio Vaticana che interferiva col citofono dell’abitazione. L’apparecchio fungeva infatti da altoparlante captando le onde radio e trasmettendo i programmi ad alto volume per diverse ore al giorno. A causa del temperamento sanguigno, ieri sera dopo il decimo rosario consecutivo Susanna Raule è deflagrata in un accesso d’ira, radendo al suolo la propria palazzina e gli edifici circostanti, e provocando un danno incalcolabile al partimonio artistico e architettonico di Roma.
    Il Santo Padre, che fortunatamente si trovava all’estero in missione apostolica, ha espresso cordoglio per tutte le vittime, compreso la Raule: “Sapevo del suo trasferimento, ma le avevo consigliato di rimanere a La Spezia: l’aria di mare le avrebbe senza dubbio giovato”.
    Attestazioni di solidarietà e di cordoglio sono giunte anche da tutto il mondo politico. Feroce il dibattito a distanza tra Casini, Mastella e Tabacci per stabilire chi dei tre è più cristiano e quindi più addolorato, mentre George W. Bush e Silvio Berlusconi hanno fissato un incontro per giocarsi a briscola chi dei due assumerà il ruolo di Papa ad interim in attesa del prossimo Conclave.
    Si dichiarano invece entusiasti dell’avvenimento i portavoce di Al Qaeda: “Non è tanto per il danno al mondo Cristiano – dopo tutto il Papa è ancora vivo -, il fatto è che alla Raule stavamo molto più sulle scatole noi dei cattolici. Se invece del Vaticano si fosse trasferita qui, oggi avremmo dovuto cancellare dalle carte geografiche tutto il Medio Oriente.”
    Ulteriori approfondimenti a pagina 3…

    Ciao!
    Luca.

  32. utente anonimo scrive:

    Errata corrige:
    Nel post precedente ho fatto un errore di taglia-incolla e sono rimaste due righe che dovevano essere cancellate.

    Ecco il testo corretto.

    TRAGEDIA A CITTA’ DEL VATICANO

    Poche ore fa una devastante esplosione ha polverizzato buona parte dello Stato Pontificio mietendo centinaia di vittime.
    Secondo i primi rilievi della polizia scientifica pare che l’origine di tutto si possa attribuire a Susanna Raule, nota blogger anticlericale trasferitasi nelle vicinanze di Piazza San Pietro da meno di una settimana. La Raule, spiegano gli inquirenti, era domiciliata in prossimità di un ripetitore di Radio Vaticana che interferiva col citofono dell’abitazione. L’apparecchio fungeva infatti da altoparlante captando le onde radio e trasmettendo i programmi ad alto volume per diverse ore al giorno. A causa del temperamento sanguigno, dopo il decimo rosario consecutivo Susanna Raule è deflagrata in un accesso d’ira, radendo al suolo la propria palazzina e gli edifici circostanti, e provocando un danno incalcolabile al partimonio artistico e architettonico di Roma.
    Il Santo Padre, che fortunatamente si trovava all’estero in missione apostolica, ha espresso cordoglio per tutte le vittime, compreso la Raule: “Sapevo del suo trasferimento, ma le avevo consigliato di rimanere a La Spezia: l’aria di mare le avrebbe senza dubbio giovato”.
    Attestazioni di solidarietà e di cordoglio sono giunte anche da tutto il mondo politico. Feroce il dibattito a distanza tra Casini, Mastella e Tabacci per stabilire chi dei tre è più cristiano e quindi più addolorato.
    Si dichiarano invece entusiasti dell’avvenimento i portavoce di Al Qaeda: “Non è tanto per il danno al mondo Cristiano – dopo tutto il Papa è ancora vivo -, il fatto è che alla Raule stavamo molto più sulle scatole noi dei cattolici. Se si fosse trasferita qui, oggi avremmo dovuto cancellare dalle carte geografiche tutto il Medio Oriente.”
    Ulteriori approfondimenti a pagina 3…

    Luca.

  33. sraule scrive:

    ah-ah, ho riso fino alle lacrime, anche se adire il vero sono un po’ preoccupata che tu mi veda come un instabile dott. manhattan o simili.

    ma immagino che dieci rosari di seguito non farebbero bene al mio equilibrio psicofisico.

    comunque, scusa, mi sbaglio o inizialmente avevi pensato di farmi deflagrare in prossimità di benny? mi pare di evincerlo dalla riga cancellata. passare dall’essere narratrice ad oggetto di narrazione è in ogni caso un’esperienza vagamente inquietante…

  34. utente anonimo scrive:

    ah-ah, ho riso fino alle lacrime, anche se adire il vero sono un po’ preoccupata che tu mi veda come un instabile dott. manhattan o simili.

    Sono contento che ti sia piaciuto! E no che non ti vedo instabile, tranquilla… semplicemente ho provato a immaginare cosa sarebbe successo se ti fossi trasferita DAVVERO in Vaticano. Ho pensato “Questa nel giro di una settimana scoppia!” e ho portato il concetto all’estremo…

    comunque, scusa, mi sbaglio o inizialmente avevi pensato di farmi deflagrare in prossimità di benny? mi pare di evincerlo dalla riga cancellata.

    Vista la profonda stima che hai più volte dimostrato per l’attuale Santo Padre, sì, l’idea iniziale era quella. Poi però non avrei potuto inserire il commento del Papa e la dichiarazione di Al Qaeda, così ho deciso di risparmiarlo! ^__-

    passare dall’essere narratrice ad oggetto di narrazione è in ogni caso un’esperienza vagamente inquietante…

    Non saprei, non mi è mai successo. In ogni caso le due righe che ho scritto intendono essere un omaggio, non inquietare. ^__^

    Ciao.
    Luca.

  35. lulabelle scrive:

    oh la la, che discussione collaterale interessante. Susanna, non sapevo fossi anche un medico. volevo salutarti, dirti che mi ha fatto molto piacere conoscerti a Mantova, che sarebbe bello incontrarsi e fare due chiacchiere perché, e vengo al raccontino, scrivi proprio bene.

    e nulla. l’hai letto The Actress and The Bishop di Bolland? ho idea che lo adoreresti.

  36. sraule scrive:

    Ciao Lula, vedrai che inevitabilmente ci incroceremo di nuovo, viste le frequentazioni fieristiche, sig.
    Grazie per i complimenti, lo sai che contraccambio.

    Mh, ho visto che l’attrice eil vescovo erano usciti millenni fa sul Grifo, il che mi porta a pensare che il Moroso ne abbia una copia un qualche scatolone (il moroso ha una copia di tutto in qulche scatolone, non ti racconto nemmeno dell’affitto del fondo in cui tenerli, gli scatoloni).
    Visto che è Bolland credo che meriti a prescindere dalle tematiche 🙂

  37. Antoinette scrive:

    vedi, il discorso che tu fai non mi rassicura per niente. io non sono una professoressa e non è mio compito formare nessuno (una cosa, però lascia che te la dica, per quanto antipatica sia: innocuo si scrive con la c).

    temo sia la solita fretta/distrazione, e cmq non sentendoti in dovere di formare qualcuno perchè queste precisazioni (che cmq approvo, voglio dire, non si sa mai)?
    proprio in quanto scrivi “è la necessità molto umana di illuminare ciò che è oscuro etc”, che penso tu condivida l’idea di uno scambio libero d’informazioni, che nasce non dall’ostentazione del proprio sapere ma da un bisogno intimo dell’individuo, e non vedo perchè tu debba continuare ostinatamente a dover rigettare inutile marciume su quello che ti propongo, dando per scontato che lo faccia con presunzione e non con il solo scopo di sapere più di quanto sapevo prima, e quindi , quando necessario, cambiare idea, e sentirmi forse un pò più rassicurata nel comune tentativo “di creare una certezza, per quanto instabile, là dove non ce n’è.”

    lorenz era un naturalista, quindi c’entra solo fino a un certo punto, jung era superato anche prima di nascere e ora come ora la revisione jungiana è stata ancora più drastica di quella freudiana e fromm è psicologia da supermercato. questo non per insultare le tue letture, ma per dire che già di base hai le idee un po’ confuse.

    (apparte il fatto che non condivido quanto dici nè di jung e soprattutto di fromm, il quale interessato ad un discorso politico era ovvio direzionasse i propri studi in modo diverso, “sociale” in un certo senso)

    difatti ho le idee che può avere una persona che non ha come occupazione lo studio della psiche, e che nonostante ciò nemmeno lo esclude totalmente, non perchè voglia vincere un nobel a riguardo ma per interesse personale (sai sempre il discorso del bisogno di…).

    niente di male, non è tuo compito conoscere l’argomento, ma come diceva socrate sapere di non sapere è un buon punto d’inizio.

    se io pensassi di sapere non verrei a confrontarmi con te, che sicuramente sai più di me, tante cose. ed io ritengo la collaborazione il miglior metodo per fare qualsiasi cosa.

    continuo ad essere preoccupata perché mi sembri vicina ad un certo tipo di corrente, che è quella della psicosomatica e dell medicina olistica (concetto altamente encomiabile, che purtroppo è diventato sinonimo di sciatteria intellettuale ed imbonimento da fiera) che è uno dei grossi problemi della salute oggi.

    e qui casca l’asino ! E’ il pregiudizio che hai nei miei confronti che mina qualsiasi confronto.
    Io non vado in giro parlando di medicina, può capitare che consigli di mangiare diversamente certe persone che mangiano evidentemente male, ma lo farebbe chiunque sano di mente. Posso dire “beh dovresti fare più moto”.
    O anche durante l’inverno proporre un te bancha con lo zenzero. Se ti fai una piccola scottatura dopo l’acqua fredda ti ci metto dell’olio d’iperico. Ma oltre questo non faccio, non credo di sapere chissà cosa. Anzi si, una piccola guerra l’ho intrapresa, contro farmaci come l’Aulin, antinfiammatori, per motivi che mi sembra inutile stare ad elencare.
    Non faccio leva sulle cose che ho potuto leggere o studiare, potrei farlo forse dopo che avrei praticato un percorso di studi ortodosso, a riguardo .
    Non sto qua a dar lezioni di psicologia, piuttosto a riceverne . Per quanto riguarda l’etica però, riguarda una sfera più grande dei soli studi che puoi compiere.

    vorrei chiarire ancora un paio di cose: essendo una psicologa io non prescrivo farmaci (ne TEC, ovvio) ma collaboro con una psichiatra. nella pratica clinica la scienza pura c’entra pochissimo, anzi potrei quasi definirla una forma d’arte, se non fosse che in realtà non è proprio così. è una buona notizia, sai? significa che non brancoliamo proprio nel buio. e significa anche che tutte le “cose” che succedono in una terapia (miglioramenti, peggioramenti o semplici fluttuazioni) non dipendono soltanto dalle caratteristiche del terapeuta o dal caso, ma anche dal metodo che sta utilizzando.

    ti stupirà ma erano concetti che m’erano ben chiari.

    pensieri sparsi: l’arte è una forma di scienza?
    il metodo è stato strutturato in base a (variabili da tenere in considerazione)…?
    mai successo di vedere pazienti curati per delle cose che non avevano, mentre invece ne avevano altre?

    spero che l’argomento sia chiuso.
    (Anche se sono antipatica)nessun argomento può esser chiuso (apparte quelli sulla calvizia degli uomini).

  38. sraule scrive:

    lo so che su jung la pensi diversamente. non ho mai incontrato un profano (ma, ahimé, anche molti colleghi) che non sia affascinato dai concetti di inconscio collettivo e archetipo, senza che gli venisse in mente che l’inconscio tout court cade sotto il rasoio di occam con grande facilità, mentre la storia del collettivo, se inteso in senso stretto è credibile più o meno come un aldilà con angeli paffutelli.
    ma se iniziassimo a far critica su junk non finiremmo più, davvero.

    se sei interessata ti consiglio l’ottimo libro di giordano fossi “psicologia dinamica, un’eredità del ventesimo secolo” (mi pare che l’editore sia Boria, ma non ci giurarei) oppure il classico di migone “terapia psicoanalitica”, franco angeli, che è molto più sottile (nell’ordine delle 300 pagine, contro le quasi 1000 del primo) ma anche un po’ più complicato.

    su fromm ti posso solo consigliare di usarlo come narrativa. è come imparere la teoria della fissione nucleare sul manuale delle giovani marmotte. 🙂

    felice che tu non vada in giro a curare i calcoli con il ricordo che l’acqua ha dei macigni che conteneva o simili.

  39. lulabelle scrive:

    uhm, anch’io sono affascinata da Jung. ma giuro che solo come discorso sull’arte, ecco. ehm.

  40. utente anonimo scrive:

    In effetti bisogna ammettere che è difficile resistere al fascino delle teorie junghiane. Le idee di inconscio collettivo e di archetipo sono una bella risposta ad un fottio di domande che generalmente la gente si pone specialmente nel periodo adolescenziale. Cosa vuoi farci, è così romantico (nel senso lato del termine).

    Prendendo il discorso di striscio possiamo anche dire che non tutti sono disposti ad accettare l’idea che l’amore nasca dall’amigdala.

    Armaduk

  41. sraule scrive:

    Armaduk e Lula: io sono perfettamente d’accordo con voi. Le teorie jungiane – e quelle freudiane in senso lato – hanno dato un grandissimo contributo alla letteratura, probabilmente più grande di quello che hanno dato alla psicologia, che comunque non è stato indifferente.
    Lasciando da parte Svevo e Co. tutto il revisionismo non esisterebbe nemmeno senza quei due signori (e anche Alder, Reich, Bion, Klein e compagnia danzante).

    Lo stesso Ravenstock, nel suo piccolo, è freudiano di brutto. 🙂

    Purtroppo se devi convincere qualcuno a smettere di farsi le pere un approccio un pochino più pragmatico dà risultati migliori.

  42. utente anonimo scrive:

    viste appunto le mie scarse conoscenze in materia ho espresso l’opinione che una persona non addetta ai lavori potrebbe avere, e che credo sia meritevole di considerazione, perchè scevro da certe ostinazioni indotte dalle proprie aspirazioni e dalla fatica dei propri studi ed in quanto il parere medico/scientifico non è verità suprema, ma uno degli elementi da tenere in considerazione nel momento in cui si decide di operare una scelta. Credo che non ci sia niente di peggio di questa folle fiducia nella medicina.

    anto, io tivubi, ma stocazzo.
    l’UNICA opinione meritevole di considerazione, nel caso di un problema più complesso del sale da mettere nella pasta, è di chi è provatamente esperto nella risoluzione di tale problema.

    con i pareri dei non addetti ai lavori mi ci netto sontuosamente il culo.

    non “odio” la scienza come potrebbe sembrare, semplicemente è innegabile che spesso sia capitato di accorgersi degli effetti negativi (e devastanti)di certe soluzioni troppo tardi, semplicemente ampliando, il proprio campo d’osservazione.

    l’elettroshock è qualcosa che esiste e viene praticato da DECENNI. il campo di osservazione è ben noto e come ha fatto notare sraule, tutto fa pensare che in casi gravi sia una terapia del tutto ok.
    io non avrei alcun problema a sottopormi a elettroshock, se ne avessi bisogno.

    l’idea di uno scambio libero d’informazioni

    certo che c’è lo scambio libero di informazioni. ma perchè tale scambio di informazioni abbia senso, servono dei presupposti culturali. io posso scambiarmi informazioni con le tribù della Nuova Guinea sulla struttura dei polisaccaridi in soluzioni non-acquose, ma dubito che ne caveremmo fuori qualcosa, ti pare? un matematico può mettersi pazientemente a spiegarmi la dimostrazione completa dell’ultimo teorema di fermat, ma non andrei oltre la seconda parola. quindi che senso ha? se vuoi parlare con cognizione di causa, studia, torna qui preparata, e poi scambiamoci informazioni.

    tutto qui. non è cattiveria nè altro. sono conoscenze disponibili a tutti, si tratta solo di farsele.
    purtroppo il mondo è una cosa dannatamente complessa, e non è con le chiacchiere da bar che se ne esce fuori. tu non hai idea di cosa sia la scienza, di quale sia la mole di lavoro, sudore e pensiero che ci vuole per affrontare problemi apparentemente banali con rigore e metodo. ma fidati, non ne hai proprio idea, come non ne avevo idea io prima di fare questo mestiere (e tuttora stupisco spesso).

    comunque sraule, dopo questi tuoi interventi sento che nonostante il nostro rapporto fratello-sorella, ti sposerei castamente, se non fossi già promessa ad armaduk.

  43. sraule scrive:

    AAARGH! INCESTO!

    dai scappiamo alle maldive.
    ma ripensandoci potrei scapparci anche da sola.
    HO BISOGNO DI UNA VACANZA!

    non è che sei disponibile per un tre giorni da qualche parte tipo praga? ci sono appena stati i miei e sto rosicando di brutto.

    ah, già. c’è quella cosa chiamata “lavoro”. ops.

  44. brullonulla scrive:

    ah, già. c’è quella cosa chiamata “lavoro”. ops.

    già, che non manca mai.
    c’è anche quel materiale invece noto come “soldi”, il quale invece scarseggia perniciosamente.

  45. utente anonimo scrive:

    mi rendo conto.
    ah, se mi rendo conto.

    sraule

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